Berlinale 2012, le confessioni private di Billy Bob Thornton
martedì 14 febbraio 2012 di Nicoletta Dose
La conferenza stampa di Jayne's Mansfield Car, presentato ieri in concorso, è stata una confessione privata, più che un confronto formale con un mucchio di giornalisti curiosi. Il regista Billy Bob Thornton si è lasciato andare, forse convinto dal consenso ricevuto in sala dopo la prima del film, e, in toni confidenziali, ha svelato che suo padre era molto violento, sia verbalmente che fisicamente. Il tema di una controversa figura paterna è al centro del dramma famigliare del suo film e così ha aggiunto: "con lui non ci ho mai parlato. Ho passato gran parte della mia vita a cercare di avere un rapporto con lui. Era un personaggio strano mio padre, uno che aveva fatto la guerra in Corea e che quando arrivava con la sua divisa sembrava una rock star. Mi portava a vedere gli incidenti stradali e restavamo lì mentre lui si fumava una Lucky Strike [...] Solo quando sono cresciuto ho capito che lui non era capace di esprimere ciò che aveva dentro. È morto quando avevo diciassette anni". Le contraddizioni di una famiglia americana nell'Alabama del 1969 hanno così conquistato Berlino. Altrettanti applausi hanno accolto The Flowers of War di Zhang Yimou, tratto dal romanzo di Geling Yan e nella capitale tedesca presentato come evento fuori competizione. Christian Bale e il regista si sono confrontati con la stampa, dimostrando un grande rispetto per uno degli episodi più atroci dell'invasione giapponese della Cina, il massacro di Nanking. I due film più attesi della giornata di ieri sono stati entrambi veicolo di storie vere, inducendo una riflessione sul passato e sull'importanza di saper guardarsi indietro per rivolgersi al futuro con più saggezza. Buon accoglienza anche per il secondo film in concorso, L'enfant d'en haut di Ursula Meier, incentrato sulla difficile quotidianità di un ragazzino che parte dal fondovalle per andare sulle piste di Verbier a rubare sci e accessori lasciati incustoditi dai frequentatori delle piste. A fargli compagnia la sorella venticinquenne, pigra ma bellissima, interpretata da Léa Seydoux, al suo secondo film in Competition a Berlino, dopo Les adieux à la reine.
Anche se l'attrice Charlize Theron non sarà presente al festival, c'è molta attesa per la commedia di cui è protagonista, Young Adult di Jason Reitman. Presentato nella sezione Berlinale Special, la storia di una donna adulta che cerca di riconquistare l'amor perduto di quando era adolescente sarà una delle attrattive della giornata. In concorso invece è la giornata di Tabu di Miguel Gomes e Was Bleibt di Hans-Christian Schmid, film duri che raccontano entrambi come un segreto del passato, se scoperto in malo modo, possa sconvolgere l'armonia di una vita che scorre senza pensieri; nel primo caso quella di alcuni inquilini di un condominio di Lisbona, nel secondo quella di una famiglia (solo apparentemente) per bene. Oltre ai film inediti della competizione, oggi si festeggia la divina Meryl Streep, ormai in viaggio da mesi, dall'America all'Europa, a racimolare riconoscimenti per la sua interpretazione in The Iron Lady (l'ultimo qualche sera fa ai BAFTA Awards). A Berlino riceverà il prestigioso premio alla carriera, prima della proiezione del film in cui interpreta con grande maestria la (im)popolare Margaret Thatcher. In Panorama invece è ancora il momento dell'Italia, presente con il documentario The Summit di Franco Fracassi e Massimo Lauria, in qualche modo continuazione e approfondimento di Diaz – Non pulire questo sangue. L'argomento è lo stesso, ma qui le immagini saranno tutte vere.
Regia di Miguel Gomes con Teresa Madruga, Isabel Cardoso, Carloto Cotta, Ana Moreira, Laura Soveral.
Genere Drammatico
produzione Portogallo, Germania, Francia, Brasile,
2012.
Durata minuti circa.
Un'anziana lunatica, la sua domestica dal mantello verde e il suo vicino, devoto alle cause sociali, vivono sullo stesso piano di un condominio di Lisbona. Quando la vecchietta muore i due scoprono un episodio del suo passato: la storia di un amore e di un crimine avvenuti in Africa che sembra essere uscita fuori dal mondo dei film d'avventura.
Regia di Hans-Christian Schmid con Lars Eidinger, Corinna Harfouch, Ernst Stötzner, Sebastian Zimmler.
Genere Drammatico
produzione Germania,
2012.
Durata minuti circa.
Il film racconta la storia dell'incontro di una famiglia in cui una coppia e i figli ormai adulti devono improvvisamente confrontarsi con verità mai dette, che cominciano a far crollare la falsa facciata di una famiglia armoniosa. Un dramma familiare basato sul libro di Bernd Lange in cui viene raccontato lo sfasciamento di una famiglia. Assecondando la richiesta della madre Gitte, Marko (Eidinger) che vive a Berlino, torna alla casa dei suoi genitori (Harfouch, Stötzner). Ma la speranza di passare un fine settimana tranquillo con la sua famiglia non viene esaudita. Inaspettatamente rivela a tutti, che dopo aver sofferto di una lunga malattia mentale, ora sta bene. Marko chiede di essere trattata d'ora in poi come membro a pieno titolo della famiglia e il suo rapporto ormai consolidato con i genitori perde il proprio equilibrio.
Regia di Phyllida Lloyd con Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown, Nick Dunning, Nicholas Farrell, Iain Glen, Richard E. Grant, Anthony Head, Harry Lloyd, Michael Maloney, Alexandra Roach, Pip Torrens, Julian Wadham, Angus Wright.
Genere Biografico
produzione Gran Bretagna,
2011.
Durata 105 minuti circa.
Chester Square, oggi. L’ottantenne Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, affetta da una crescente demenza senile, parla con il marito Denis, morto da anni, mentre resiste alla necessità di liberarsi del guardaroba dell’uomo e insieme combatte strenuamente la perdita del suo immenso potere e l’inesorabile passare del tempo. Nota per la sua politica ultraconservatrice e per le scelte controverse in campo nazionale e internazionale, la Thatcher – racconta il film - è stata una donna che all’ambizione politica ha immolato se stessa e la sua vita privata.
Se si può solo restare ammirati da un talento che non scema e anzi probabilmente cresce, come quello di Meryl Streep, qui nella performance che ne farà un’icona elevata alla seconda, il resto del film controbilancia tanto entusiasmo e si dispiega su un binario pianamente biografico: pianeggianti sono, infatti, la regia di Phyllida Loyd e la scrittura di Abi Morgan, forse più felice in sede televisiva che cinematografica.
Regia di Joong-hyun Kim con Tae Goo Um, Se Jin Park, Hae Yeon Kil, Chae Young Yoon, Su Ah Yoon.
Genere Drammatico
produzione Corea del sud,
2011.
Durata 110 minuti circa.
In un ritratto malinconico, ma non sentimentale, di disgregazione della famiglia, un giovane
figlio affronta il dolore della rottura, della madre, della sua famiglia.
Soffocato (traduzione del titolo) è anche una sorta di film di formazione incentrato sulla figura del figlio. Su tutto spiccano la resa vivida e realistica della recitazione e la direzione magistrale.
Regia di Franco Fracassi, Massimo Lauria con .
Genere Documentario
produzione Italia,
2012.
Durata 90 minuti circa.
L'apice degli episodi di violenza durante il G8 del 2001 a Genova si raggiunge con l'omicidio, avvenuto il 20 luglio durante gli scontri con le forze armate, del giovane no-global Carlo Giuliani. Franco Fracassi e Massimo Lauria indagano sulle cause che condussero a tale episodio, ponendo domande e ipotesi di risposta che cercano di fare luce su una delle pagine più buie della storia d'Italia attraverso interviste inedite e ricostruzioni dettagliate degli eventi.
Regia di Volker Schlöndorff con Thomas Arnold, Marc Barbé, Jean-Pierre Darroussin, Mario Irrek, Patricia Dagmey, Dominique Engelhardt, Ulrich Matthes, André Jung, jean-Marc Roulot, Jacob Matschenz, Martin Loizillon.
Genere Storico
produzione Francia, Germania,
2011.
Durata 90 minuti circa.
Il 20 ottobre 1941, un ufficiale tedesco viene ucciso a Nantes. Nei giorni che seguono, Hitler ordina che 150 ostaggi siano fucilati per rappresaglia, tra cui alcuni a Châteaubriant nella Valle della Loira. A Parigi, il generale Von Stülpnagel riesce a scaglionare le esecuzioni in tre giorni, 50 ostaggi al giorno. Uno dei soldati della Wehrmacht chiamati a compiere l'esecuzione è un giovane che è appena rientrato dal congedo, e ha visto la sua famiglia il giorno precedente.