Un adattamento che coniuga il commento storico e sociale del testo austeniano con un autentico senso di modernità. Drammatico, USA, Regno Unito2026. Durata 132 Minuti.
Adattamento cinematografico dell'iconico romanzo di Jane Austen. La storia segue le vicende delle sorelle Elinor e Marianne Dashwood che si ritrovano in ristrettezze economiche dopo la morte del padre. Espandi ▽
Dopo la morte del padre, Elinor, Marianne e Margaret Dashwood sono costrette a lasciare Norland, la magnifica tenuta nel Sussex dove sono cresciute. A ereditare, come da tradizione britannica del XVIII secolo, è il fratello, John Dashwood, nato da un precedente matrimonio. E John, soggiogato da una moglie avida di denaro, non lascia nulla, o quasi, alle sue sorellastre, che si trasferiscono con la madre in un modesto cottage nel Devonshire. Ospiti di una vicina della signora Jennings, cugina lontana dal carattere deciso, Marianne soccombe al fascino di John Willoughby mentre Elinor attende invano la visita di Edward Ferrars, il fratello mite della moglie del suo fratellastro. Ragione e sentimento sono i due poli attorno ai quali Elinor e Marianne dovranno ricostruire la loro esistenza, sconvolta dalla morte del padre e dall'arrivo di pretendenti che potrebbero cambiare il loro destino.
Adattare un'opera canonica della letteratura suscita sempre una certa apprensione. Le aspettative sono ancora più elevate quando l'opera in questione ha già prodotto numerosi adattamenti e segnato intere generazioni di spettatori. La regista coniuga il commento storico e sociale proprio del testo austeniano con un autentico senso di modernità. Georgia Oakley firma un nuovo adattamento che non cerca di rivoluzionare Jane Austen e nemmeno di sottoporla a un ringiovanimento forzato. Fa qualcosa di più semplice e in definitiva di più efficace: le dà fiducia. Comprende perfettamente le risorse del suo testo e ce lo fa intendere senza fargli perdere la sua voce. Recensione ❯
Un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto. Dove resiste il sacro vincolo dell'amicizia, come bussola in un contesto limitante. Drammatico, Italia2026. Durata 105 Minuti.
La storia di Giovanna, una dodicenne dall'immaginazione sfrenata pronta a tutto pur di ritrovare il suo migliore amico. Il film è ambientato ad Albinia, Toscana, nel 1999. Espandi ▽
Ad Albinia, alle porte di Grosseto, mentre il Novecento sta per finire, la dodicenne Giovanna, "Giovacca" per l'inseparabile Mirko, teme i bulli, detesta la scuola, la stessa dove insegna sua madre Sabrina, e rimpiange il padre morto. D'improvviso, però, Mirko scompare e lei perde ogni riferimento. Il preside e i professori si mobilitano, la polizia inizia le ricerche e le conclude certificando il suicidio del ragazzo. Giovanna, però, non è soddisfatta della ricostruzione.
Tre anni dopo il successo di Margini, Falsetti torna nella Maremma di fine millennio per un romanzo di formazione sull'elaborazione del lutto, dove i toni da commedia nera sono risciacquati nell'umorismo animato di Zerocalcare.
Veniamo immersi in un microcosmo fatalista e sonnacchioso, fatto di leggi immutabili e di istituzioni incontestabili ma in crisi; se la famiglia ha perso centralità educativa, la scuola è palcoscenico di bullismo e di regole gerarchiche (le incarna un Sergio Pierattini in versione preside inflessibile). Recensione ❯
Un racconto sul potere delle immagini, l'etica dei media e la vertigine del successo televisivo: la storia del creatore di uno dei docu-reality più celebri della tv americana. Espandi ▽
Nel 2004, il programma giornalistico Dateline sulla NBC lancia un nuovo format investigativo sotto la guida di Chris Hansen. I produttori usano degli attori "esca" che si fingono minorenni per attirare predatori sessuali e smascherarli a favore di telecamera prima che la polizia li arresti. La serie, intitolata How to catch a predator, diviene in breve tempo un successo enorme e nel 2006 a Hansen viene proposto lo spostamento in prima serata. Per il giornalista, che lavora con la fidata produttrice Andie e con Dan, giovane esca che sogna soltanto di diventare attore professionista, ciò si traduce nell'obbligo di trovare predatori sempre più di alto profilo per vincere la guerra degli ascolti televisivi.
Noto per i documentari Some kind of heaven e Spermworld, Lance Oppenheim passa alla finzione con un sordido thriller sui giochi di potere mediatici.
È un film di filtri e di superfici, che però ha un gusto analogico per il torbido sottostante. Lascia l'ipocrisia glossy di Los Angeles per seguire le piste investigative su e giù per il paese, dal Texas alla Florida, sporcandosi le mani di un'atmosfera umida e transazionale. Recensione ❯
Una storia che esplora la perdita di identità e umanità, l'amore corrosivo e il lato oscuro dell'ambizione scientifica: la fulminea ascesa di Matt Hagen, da ragazzo di strada di Gotham a celebre star di Hollywood, viene tragicamente interrotta. Espandi ▽
Matt Hagen è un attore di successo, addirittura candidato all'Oscar, e sembra essersi lasciato alle spalle la vita difficile nei quartieri meno abbienti di Gotham City. Ma quando, con un amico, torna nella città natia e va in un club commette l'errore di credere che la fama lo protegga dalle conseguenze. Infatti balla e va a letto con la "pupa del boss", il quale deciderà di vendicarsi sfigurandogli il volto da star.
La chirurgia plastica non riesce ad aiutare Matt e amici e avvocati lo tradiscono avventandosi sui suoi soldi e la sua carriera come avvoltoi su una carcassa. Ad aiutarlo c'è solo una scienziata incompresa, Caitlyn Corr, che però commette a sua volta un errore e lascia a Matt l'occasione di iniettarsi una superdose del suo miracoloso farmaco di rigenerazione cellulare. Il volto di Matt sembra guarito, ma la degenerazione cellulare è dietro l'angolo, in compenso Matt acquisisce spaventosi poteri: sa cambiare il proprio aspetto, rigenerarsi dalle ferite e il suo sangue versato torna al suo corpo, come metallo a un magnete.
Una nemesi di Batman diventa il protagonista di un film horror, che però sa di vecchio come i tantissimi titoli del filone "left for dead", solo con più body horror e un protagonista che passa dalla giusta vendetta a una brama mostruosa e incontenibile. Recensione ❯
Un'avventura epica, tra meraviglia e atmosfere da commedia nera. Che incoraggia l'universo femminile alla rivolta. Animazione, Avventura, Drammatico - USA2026. Durata 139 Minuti.
Basato sull'omonimo romanzo di Colin Meloy, il film nasce dai visionari creatori di Coraline. Lo studio d'animazione Laika presenta un'avventura epica che prende vita oltre i confini del mondo conosciuto. Espandi ▽
A Portland, il piccolo Mac McKeel viene rapito da uno stormo di corvi davanti alla sorella adolescente Prue McKeel e al compagno di classe Curtis. Il neonato, trascinato in una foresta incantata ai margini della città, viene consegnato alla sua spietata regina Alexandra e sorvegliato da un branco di coyote, sue guardie imperiali. Così i ragazzi si catapultano in questo strano mondo, ma Curtis viene subito catturato. Prue, allora, prosegue in solitaria la ricerca del fratellino. Trova l'aiuto di Brendan, re dei banditi incatenati dalla sovrana, e del saggio gufo Owl Rex, che la informa sul piano di Alexandra: sacrificare il bambino a un'edera dai poteri magici per riportare in vita il figlio Alexandrei, morto anni prima cadendo da cavallo.
Dall'omonimo bestseller fantasy di Colin Meloy, Travis Knight trae una favola nera in stop-motion per indagare i compromessi estremi alla base del desiderio di genitorialità: un'avventura incalzante nei ritmi, canonica nella struttura, grandiosa e magniloquente nell'estetica. Recensione ❯
Sul filo della memoria e della nostalgia, un doc che sembra un raduno generazionale e indaga 40 anni di storia nazionale. Documentario, Italia2026. Durata 105 Minuti.
Quarant'anni di storia nazionale raccontati attraverso l'universo creativo del trio, per scoprire come il nostro Paese è cambiato a colpi di comicità. Espandi ▽
"Ora io a questi piccoli ma piccole uomini e a Japas Benz... che è il momento che la finiscono!". Sono le parole di Mago Gabriel che 'minacciava' a suo modo i tre creatori della Gialappa's Band, Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci. Il loro incontro è avvenuto nel 1985 nella trasmissione "Bar Sport" in onda sulle frequenze di Radio Popolare e il nome del gruppo, "Gialappa", deriva da una pianta floreale messicana da cui si estrae un lassativo per i cavalli. Dagli anni Novanta la Gialappa's ha creato trasmissioni che hanno fatto epoca tra cui Mai Dire Banzai, Mai Dire Gol e Mai Dire Tv dove, con la voce-off, commentava, smontava e ridicolizzava filmati di ogni tipo come, per esempio, i programmi della tv giapponese, gli errori e le interviste assurde dei calciatori e degli allenatori e i personaggi più bizzarri delle tv locali. L’assurda storia della Gialappa’s Band indaga dichiaratamente, dalle didascalie iniziali, quarant’anni di storia nazionale e racconta come sono cambiati gli italiani. Attraverso i racconti di Taranto, Santin e Gherarducci riaffiorano alcuni degli sketch più famosi. Il tono è colloquiale, anzi amichevole. L’atteggiamento di Veltroni è quello dei fedeli appassionati dei programmi dei Gialappi già dalla prima ora. Il documentario resta troppo dispersivo con il tocco cinefilo (Il circo di Chaplin) che va a cercare quel sentimentalismo di cui non sembra esserci bisogno. Resta una carrellata nella memoria ma niente di più. Recensione ❯
Il film è liberamente tratto dal libro "Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" di Alessandro Daniele. Espandi ▽
Il film racconta l'ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell'infanzia segnata dall'abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
C'è tutto, la musica nel suo farsi, la Napoli in fermento degli anni '70, i compromessi, le insicurezze, le gioie e i dolori di Pino Daniele interpretato in maniera straordinaria da Massimiliano Caiazzo.
Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all'altezza del compito. Recensione ❯
Un'estetica edulcorata banalizza la profondità filosofica del romanzo bestseller del Premio Nobel Kazuo Ishiguro. Drammatico, Fantascienza - Regno Unito, USA2026. Durata 116 Minuti.
Basato sull'omonimo romanzo del premio Nobel Kazuo Ishiguro, il film racconta la storia di Klara, un'amica artificiale (AA) altamente avanzata progettata per alleviare la solitudine degli adolescenti. Espandi ▽
In una città futuristica e inquinata Klara, un androide, trascorre le sue giornate esposta nella vetrina di un negozio gestito dalla Direttrice. Osserva il mondo esterno e parla col Sole, la sua fonte di energia vitale. È chiamata AA (Amica Artificiale), fa parte di un modello chiamato B1 ormai fuori promozione e desidera essere comprata da qualcuno con cui poter stringere un legame profondo. L’occasione arriva quando il suo sguardo si incrocia con Josie, una ragazzina affetta da una misteriosa malattia causata dal suo ‘potenziamento genetico’ che ha un rapporto conflittuale con la madre Chrissie e la cui vita è stata già segnata da un grave lutto familiare. Tra loro scatta un’immediata affinità. Così Klara, malgrado le perplessità di Chrissie, viene acquistata, imballata e portata nella loro casa di campagna. Accolta con ostilità dalla governante, conosce anche Rick, vicino di casa e fidanzato di Josie che è esperto di robotica. Nonostante le difficoltà iniziali, l’AA inizia a integrarsi gradualmente e arriva a compiere un pericoloso viaggio per cercare di salvare la vita alla sua amica e tenere unita una famiglia che è sul punto di crollare. Il film punta a un’estetica edulcorata ed esplora in maniera superficiale la tematica ambientalista, il consumismo e la disumanizzazione tecnologica come se fosse uno spot della Atlas Brookings, la prestigiosa università che rappresenta il massimo traguardo per i ragazzi potenziati geneticamente. Ma soprattutto ha tagliato le gambe al rapporto tra Klara e Josie e non ha valorizzato la presenza di Amy Adams togliendo profondità alla sua vulnerabilità. Il punto più basso della già incostante filmografia del regista. Recensione ❯
Una donna si presenta all'improvviso a casa di sua figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un'estranea. Un segreto custodito troppo a lungo, che ora torna a reclamare il suo prezzo. Espandi ▽
Bari, 1999. Anna, Walter e i figli Alice e Tobia sono "quello che gli altri vorrebbero diventare", ovvero una famiglia ricca, felice e di successo. Walter è titolare della sartoria Colonna, ereditata dal nonno e trasformata nel negozio di Bari centro da dove passa tutta l'alta borghesia cittadina per rifornirsi delle uniformi consone al proprio status sociale; Tobia è una giovanissima promessa del calcio; Alice è stata appena scelta per una pubblicità della Barilla; e Anna è moglie e madre modello, se non fosse per quel sogno irrealizzato di diventare un'attrice che sta cercando di realizzare attraverso la figlia, e quella strana abitudine di mangiare rotelle di liquirizia a nastro per placare un'ansia senza nome.
Roma, 2026. Anna si presenta nel modesto appartamento romano di Alice, ora ventenne, in una notte di pioggia scrosciante, e comincia a raccontarle una storia che ha inizio proprio nel lontano 1999, durante la festa a casa Colonna per celebrare l'ultimo Ferragosto del millennio. Ed è la storia degli incontri con un'estranea che le ha proposto patti faustiani e irrinunciabili.
Paolo Strippoli, casse 1993, ha scelto il genere horror per veicolare storie che si addentrano nella crudeltà e perversione dei legami famigliari, e prosegue su questo filone anche in L'estranea, compiendo un ulteriore salto di maturità espressiva. La sua padronanza della tecnica cinematografica è impressionante per un regista appena trentenne, e si nutre di una conoscenza ampia e internazionale del cinema, non solo di genere, evidente in ogni inquadratura. Recensione ❯
Il nuovo film di Yuval Abraham e Rachel Szor, due dei quattro registi coautori del documentario No Other Land vincitore dell'Oscar 2025. Espandi ▽
Di notte, sui tetti di Tel Aviv, vanno in scena le registrazioni di testimonianze anonime da parte di operatori dell'intelligence e membri dell'esercito israeliano, che dal 2023 hanno preso parte ai sistematici spionaggio, sorveglianza e uccisione di civili palestinesi a Gaza. Il documentario fa un resoconto delle tecnologie - dalle intercettazioni all'hackeraggio, per arrivare all'intelligenza artificiale - usate per il monitoraggio della popolazione e di come esse agiscano in diretto supporto a una campagna pluriennale di bombardamenti, droni e cecchini che hanno prodotto decine di migliaia di morti in tutta la Cisgiordania negli ultimi anni.
Dopo il successo globale ottenuto con No Other Land, la "metà" israeliana del collettivo di quattro registi del documentario premio Oscar sposta l'obiettivo dai territori occupati della Cisgiordania fino al cuore di Tel Aviv.
L'opera si configura come un atto necessario di resistenza e di responsabilità che viene dall'interno della società israeliana, giusto correlativo di un'opinione pubblica globale ed europea del 2026 che (troppo) lentamente e dolorosamente ha preso coscienza sul tema. Recensione ❯
Ambientato all'apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. Espandi ▽
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l'autoesilio negli Stati Uniti e l'attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l'uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore. Recensione ❯
Dall'omonimo romanzo del regista. Un infarto e la perdita della memoria possono diventare l'occasione per un uomo nuovo e una nuova idea di mascolinità. Espandi ▽
Giulio è figlio di Sergio Grossi, un uomo che ha seguito i dettami patriarcali di suo padre, e di innumerevoli padri prima di lui: fra le sue regole c'è il non dare baci e abbracci - altrimenti si passa da fregnoni - soprattutto fra uomini - altrimenti si passa da ricchioni - e non ballare, perché "è roba da femmine". Quando Sergio ha un infarto facendo sesso con una collega di lavoro, la sua compagna Gabriella e la sua ex moglie Alba gli si stringono intorno, come fa il figlio diciottenne Giulio. Sergio si risveglierà dal coma senza ricordare nulla del suo passato. Ma da questo reset potrà nascere un uomo nuovo, e una nuova idea di mascolinità?
Se ami qualcuno dillo segna il debutto alla regia cinematografica di Marco Bonini, attore e autore il cui romanzo omonimo era stato anche il suo debutto letterario. Nel film i ruoli si ribaltano non solo perché un figlio fa da infermiere a un padre e due donne devono accudire l'uomo che hanno amato come un bambino, ma anche perché è tempo che le persone escano dai cliché sociali cui sono ancora inchiodati, e si scoprano liberi di inseguire le cose che contano: l'amore, il mare, il calcio (fuori dalla curva), e la vita. Recensione ❯
Dal produttore James Wan, uno dei più influenti artefici dell'horror moderno, e dalla Blumhouse Atomic Monster - lo studio dietro "Backrooms" e "Obsession" - un viaggio terrificante, del regista rivelazione del genere Rob Savage. Espandi ▽
Bela, una bambina di 7 anni, sembra avere una vita apparentemente tranquilla assieme alla madre Ursula, che è spesso fuori casa per motivi di lavoro e il padre Russell che si occupa di lei durante il giorno. Ma in realtà le cose non stanno così. Una sera, dopo che è andata a letto, invoca la presenza di un'entità oscura che lei chiama 'altra mamma'. Questa creatura, apparentemente premurosa, vuole in realtà insinuarsi nella mente della bambina. Compare all'improvviso, assume le sembianze di Ursula e stravolge la vita di tutta la famiglia. Tra l'altro, il rapporto dei genitori di Bela sta attraversando un momento di crisi. La situazione esplode in occasione della festa di anniversario di matrimonio di Ursula e Russ. Pensando che la casa sia infestata, accettano di farsi ospitare a casa di un amico, Frank. Ma il mostro continua a perseguitarli anche lì.
Mammina non fa mai veramente paura tranne forse nelle iniziali apparizioni di Jessica Chastain. Chi è la madre vera e chi è la sua copia? Il film non riesce a sfruttare il potenziale della presenza dell'attrice che, di solito, col genere sembra a trovarsi a proprio agio
Il film è come un videogame dove con il joystick si può manovrare a piacimento la figura mostruosa. Recensione ❯
Il film incontra e racconta la generazione immersa nei social network: un confronto necessario e reale tra madri e figli, relazioni, amicizie, desiderio di indipendenza e inevitabili ritorni a casa. Espandi ▽
Sono passati quasi vent'anni da quando Anne, mamma di Lola, raccontava le sue peripezie in LOL (Laughing Out Loud), la commedia francese scritta e diretta da Lisa Azuelos diventata un successo al botteghino e addirittura oggetto di un remake americano con Miley Cyrus, diretto dalla stessa Azuelos.
All'epoca Lola aveva 16 anni e Anne aveva appena divorziato, avevano entrambe il cuore spezzato e fra loro litigavano e si rappacificavano, come ogni coppia madre-figlia che si rispetti. Oggi Lola è andata a vivere lontano e la figlia minore di Anne, Louise, che ha 25 anni e viveva con il fidanzato Marco, torna a casa dalla madre, che pensava fosse finalmente arrivato "il suo tempo" e contava di godersi la singletudine con i boytoy di turno.
La convivenza non è facile: Louise è stata lasciata da Marco, "l'amore della sua vita" nonché suo partner in un progetto di startup naufragato insieme alla loro relazione, e Anne ha appena scoperto che la compagna del figlio Theo è incinta, dunque diventerà nonna, con ciò che questo comporta in termini di immagine e di futuri impegni accuditivi.
Si sorride, si apprezza l'interpretazione della sempre adorabile Marceau, ma Thais Alessandrin che ha il ruolo (ingrato) di Louise appesantisce un film che invece dovrebbe essere impalpabile, nel classico stile Azuelos. Recensione ❯
Una divertente commedia francese capace di trasformare una premessa surreale in un racconto profondamente umano. Espandi ▽
Rémi è un uomo di mezza età che vende metrature di finto prato e non ha mai superato il fatto di essere stato lasciato dalla donna che amava. Si è dotato così della compagnia di una bambola alta, bionda, magra e muta, che ha chiamato Audrey. Quando il collega che divide con lui la scrivania si deve assentare per beneficiare del congedo di paternità, al suo posto arriva una donna, Patricia, e la stessa sera, come per magia, Audrey prende vita. Lo schivo Rémi si trova così a dover interagire con ben due esseri di sesso femminile in carne ed ossa, in casa e sul lavoro.
Le cose si fanno interessanti con l'animarsi della statua di plastica, perché, svegliatasi alla vita senza sovrastrutture ideologiche, la bella Audrey, pur programmata per amare incondizionatamente, non può fare a meno di notare abusi e contraddizioni della nostra società in materia di genere e di infilare il suo ditino affusolato nella piaga del patriarcato.
Zoé Marchal dà sfogo ad un ampio repertorio vocale e espressivo per restituire la finta ingenuità della bambolona in sottoveste e ci strappa qualche sonora risata giocando con autoironia sugli sbalzi d'umori e sul sovvertimento delle aspettative. Recensione ❯
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