Esilarante e raggelante. Il film più politico di un cineasta che non smette di superarsi. Commedia, Drammatico - Regno Unito, USA2026. Durata 118 Minuti.
1973, alla vigilia del golpe contro Allende, due agenti CIA, Chris e Lee, si trovano sull'Isola di Pasqua tra segreti, tensioni e verità in bilico. Espandi ▽
Santiago del Cile, 1973. Alla vigilia del golpe militare che rovescerà il governo democratico uccidendo il presidente socialista Allende, due uomini della CIA, il cinico Chris e il più giovane Lee, si recano sull’Isola di Pasqua per trascorrere qualche giorno da turisti. Chris ha problemi di memoria, qualche rimpianto, una strana compassione per le falene e la tentazione di smettere una buona volta di mentire. Lee lo accompagna e lo sorveglia, gravato da un compito doloroso. Intanto, il fatto che Chris voglia scrivere le sue memorie preoccupa il loro capo MJ al punto da fargli prendere un aereo per gestire la situazione di persona. Drammaturgo prima e poi sceneggiatore d’eccezione, irlandese come Beckett, McDonagh è al momento uno dei più ispirati cantori cinematografici dell’irrazionalità dell’esistenza, per di più capace di non rinunciare in alcun modo allo spettacolo e all’intrattenimento, e anzi sempre più maturo nella combinazione dei due elementi. Wild Horse Nine è un apologo tragico e politico (il più politico dei film di McDonagh) sul mondo in cui viviamo. Recensione ❯
Tra suspense e sfoggio di CGI, un fanta-horror ambizioso sorretto dalla buona prova di Hwang Jung-min. Azione, Fantascienza, Horror - Corea del sud2026. Durata 145 Minuti.
La polizia indaga sulla presenza di una creatura misteriosa che ha gettato nello scompiglio un remoto villaggio nella Baia della Speranza. Seguendo le tracce dell'animale, un gruppo di cacciatori diventa la sua preda. Espandi ▽
A Hope Harbor, un paesino della Corea del Sud vicino alla zona demilitarizzata, cominciano a morire mucche, dilaniate da quella che sembra una tigre, o una belva feroce. In breve tempo la cittadina è sconvolta dall'arrivo di una misteriosa creatura, dalla forza sovrumana, che compie una strage. Il goffo tenente di polizia Bum-seok e i suoi assistenti danno la caccia al mostro, fino a compiere scoperte incredibili sulla sua natura.
Si potrebbe sintetizzare come Predators meets The Host. O anche come un Cloverfield in salsa sudcoreana, che utilizza il sapere tecnico del cinema di genere di quei luoghi al servizio di un fanta-horror costantemente sopra le righe.
Na ricorre a didascalie per immagini, che estendono la durata ben oltre le due ore, sperperando quanto di buono era stato introdotto nell'incipit. Di molto buono. E il contrasto tra uno degli inizi di action più memorabili del decennio e quel che segue acuisce il dispiacere per l'esito finale, che coinvolge vanamente versioni CGI di star come Michael Fassbender e Alicia Vikander. Recensione ❯
Zampaglione torna con una ghost story rarefatta sul tormento della creazione artistica e sul rancore della creatività negata. Horror, Italia2026. Durata 87 Minuti.
Sotto pressione della sua casa discografica, un musicista in crisi si rifugia in una villa isolata, alla ricerca di ispirazione. Tuttavia, il ritrovamento di un antico pianoforte e di un diario lo trascina in una spirale di visioni soprannaturali. Espandi ▽
Sam Gallo è un musicista di successo, ma in crisi creativa: deve assolutamente comporre le canzoni per un nuovo album in modo da dare un seguito in tempi brevi al precedente. Per farlo, su consiglio/imposizione del suo manager, Sam si rinchiude, con il cane Elvis, in una villa isolata nella campagna italiana, paese che gli è un po’ familiare perché il nonno era italiano. Il custode della villa, Rosario, lo accoglie cordialmente e gli dà le istruzioni pratiche perché possa viverci in solitudine come desidera. Sam è attratto da un vecchio pianoforte, la cui tastiera è però chiusa a chiave. Rosario gli spiega che la chiave non c’è e perciò il piano non è in uso da tempo: era della vecchia proprietaria della villa. Giocando con il cane in giardino, Sam trova una scatola sepolta ai piedi di un albero: dentro c’è il diario di Imma Rubino, aspirante musicista frustrata dalle esigenze familiari. Ci sono anche uno spartito e la chiave del piano, che era proprio di Imma. Affascinato, Sam apre il piano e suona lo spartito, dando il via a una discesa in un incubo dal quale cerca di sottrarlo la fidanzata giunta a sorpresa per rincuorarlo e sincerarsi che non abbia avuto una ricaduta nella sua dipendenza da sostanze.
Federico Zampaglione prosegue il suo viaggio nell’horror, un viaggio nel presente del genere, ma fortemente ancorato alle suggestioni e al lascito espressivo dell’horror italiano soprattutto degli anni ’70. Diversamente dai film precedenti, questa volta il tono è meno sanguigno e più attratto dalla creazione di un’atmosfera inquietante e maligna. Rarefatto e teso soprattutto a elaborare la situazione e il clima psicologico, il film cerca di bilanciare una certa conseguente lentezza con un'astuta, ma un po' programmatica, gestione di jump-scare e incubi per poi, com'è naturale nel genere, avere una forte accelerata nell'ultimo terzo dove una violenza visionaria dai toni quasi fulciani prende possesso della storia e la vivacizza con efficacia Recensione ❯
Una storia intima di perdita e disperazione che diventa riflessione sul patriarcato. Con l'interpretazione potentissima di Filippo Timi. Drammatico, Italia2026. Durata 107 Minuti.
Paola Randi affronta uno dei casi di femminicidio più strazianti del recente passato attraverso lo sguardo e il travaglio di Gino Cecchettin, un padre che trasforma il dolore in presa di coscienza. Espandi ▽
Gino Cecchettin è un padre vedovo con tre figli che accudisce con amore, in sostituzione della moglie: Elena, Giulia e Davide. La prima vive già fuori casa, la seconda sta per laurearsi in ingegneria biomedica, il terzo è ancora minorenne. La notte in cui Giulia non torna a casa senza avvisare, cosa non da lei, Gino comincia a preoccuparsi, soprattutto dopo che scopre che lei era in compagnia del ragazzo che aveva da poco lasciato.
Tutto il paese veneto di Vigonovo, e poi anche la televisione nazionale, si mobilitano alla ricerca di Giulia, e in Gino e nei suoi famigliari cresce l'ansia per le sorti di quella ragazza di 22 anni solare e positiva, scomparsa alla vigilia di una laurea tanto attesa. Anche perché l'ex fidanzato era geloso, controllante, vittimista e ricattatorio, mentre Giulia, come dirà la sorella ai media, era una persona buona su cui i sensi di colpa facevano facile leva.
L'interpretazione di Filippo Timi nei panni di Gino Cecchettin è potentissima proprio perché fa passare attraverso il suo DNA maschile prima il dolore e poi la capacità di farne uso: Timi è carne, sangue, postura eretta e poi ripiegamento sofferente, mani che accudiscono e accarezzano, voce che scalda, e disperazione che squassa. Allo stesso modo Giulia, nel ricordo di Gino, è allegria, vitalità, futuro. Recensione ❯
Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere. Espandi ▽
Nel cuore del '600 c'è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia che racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque. Un clamore che porta il Papa ad affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prende direzioni inattese.
È il film più ambizioso e riuscito del regista Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino in uno dei vertici della sua carriera insieme a Silvio Orlando che, con il personaggio del cardinale Maculani, aggiunge un tassello ai suoi sempre più convincenti ruoli ecclesiastici.
Veronesi abbandona gli stilemi della sua amata commedia all'italiana e del suo maestro Mario Monicelli per coniugare un racconto che ha il respiro del cinema popolare insieme a una tensione storica, religiosa ma anche civile, che arriva diretta allo spettatore. Recensione ❯
Una storia corale in cui equivoci, umorismo nero e tensioni familiari si intrecciano in un crescendo di comicità surreale. Espandi ▽
Nel giorno del funerale del patriarca della famiglia Mancuso, i due figli Daria e Riccardo, interpretati da Claudia Pandolfi e Pietro Sermonti, si ritrovano a fare i conti con rancori mai sopiti e segreti inconfessati.
Quella che dovrebbe essere una solenne cerimonia di commiato si trasforma presto in un imprevedibile susseguirsi di rivelazioni inattese ed equivoci grotteschi, destinati a far emergere tutte le fragilità e le contraddizioni di una famiglia tutt'altro che perfetta. Recensione ❯
Un divertimento trascinante che procede a rotta di collo ci racconta la dimensione allegramente anarchica dell'infanzia. Animazione, USA2026. Durata 107 Minuti.
Dal meraviglioso e stravagante mondo di Dr. Seuss, Il Gatto col Cappello arriva per la prima volta sul grande schermo da protagonista di un film d'animazione. Espandi ▽
Un gatto col cappello a cilindro a righe bianche e rosse si diverte un mondo ad intrattenere bambini annoiati e fa di tutto per renderli follemente felici, ma al prezzo di scatenare un caos inarginabile che alza ai massimi livelli il disastrometro inventato dal suo capo. Prima di licenziarlo, su suggerimento della responsabile delle risorse umane che cerca di salvare il posto al suo amico col cappello, il capo concede al gatto un ultimo tentativo: un pacchetto di due giornate piovose n cui intrattenere due ragazzini usando come unico oggetto di divertimento…una patata con la corda, senza fare disastri. I due ragazzini sono Gabby e Sebastian, sorella e fratello che si sono appena trasferiti in una casa nuova al seguito della madre impegnata in un nuovo lavoro. Gabby è triste per aver lasciato indietro tutto ciò che amava e non le piace il nuovo appartamento, la cui padrona di casa Patty ha minacciato di cacciarli se faranno confusione o terranno con sé animali: come il pesce rosso di Sebastian.
Per la prima volta l’animazione di un personaggio simbolo della letteratura anglosassone per ragazzi, Il gatto con il cappello, viene realizzata da un talento italiano, il regista e sceneggiatore bolognese Alessandro Carloni, che insieme alla sceneggiatrice statunitense di origine messicana Erica Rivinoja affronta un personaggio creato dal mitico Dr. Seuss, il fumettista americano che ha inventato il Grinch. L’animazione di Carloni procede a rotta di collo, entrando e uscendo da mondi fantastici, e Il Gatto con il cappello trasmette anche visivamente ai ragazzi quella vena allegramente anarcoide secondo cui “ogni regola è fatta per essere infranta”. Recensione ❯
George Michael è stato una delle star più influenti della sua generazione; la sua voce e il suo talento come autore hanno definito un'epoca. Espandi ▽
1986. Il duo Wham! si è sciolto dopo aver collezionato successi planetari, e George Michael ha deciso di debuttare da solista. Il suo primo album, Faith, uscirà l’anno successivo, diventando uno degli LP più venduti di tutti i tempi. Quando concepisce l’album George ha 24 anni, “come Prince e Michael Jackson” al loro esordio in solitaria, e il tour che accompagna Faith farà ovunque sold out e cementerà la reputazione del cantante inglese di origine greca come superstar della musica internazionale. Dal lato personale, all’epoca l’artista ha ricordato in un’intervista il suo essere appena uscito da una relazione che l’aveva devastato e l’essersi ritrovato sull’orlo di un nuovo rapporto sentimentale. L’album appena uscito era anche un modo per liberarsi della “sindrome dell’impostore” che lo aveva perseguitato all’epoca del successo con gli Wham! e per rivelare la sua vera natura, debolezze comprese, al di là dell’immagine pubblica patinata, liberandosi della paura che ci fosse “un aspetto di me che tutti avrebbero scoperto, e il mondo mi sarebbe crollato addosso”. Quello che vediamo sul palco del concerto di Parigi nel 1988, filmato nell’arco di due serate di esibizione non stop, è un 25enne instancabile, che balla e salta sul palco per due ore, che gioca con il pubblico mimando una sessualità allegra e prepotente, e canta a gola tesa senza sbagliare una nota quei brani scritti da lui che lo raccontano come una creatura complessa e fragile, oltre che sensuale e carismatica: un performer irresistibile, un autentico animale da palcoscenico. Il film ci ricorda com’era il suo protagonista da ventenne, l’enormità del suo talento come cantante, autore, musicista e one man show, e ci invade di nostalgia per il suo percorso nel nostro passato e per l’allegria incontenibile del suo ritmo, e di dispiacere per la sua parabola di vita. Recensione ❯
Un racconto sull'identità, sull'amore e sul coraggio di mostrarsi senza maschere. Espandi ▽
Anna è una ragazza di 30 anni che fa fatica ad accettarsi per quello che è. Per superare le sue insicurezze crea sui social LaBenni, un avatar che incarna la versione idealizzata di sé: carismatica, disinvolta, perfetta. Quando LaBenni diventa popolare, Anna finisce per vivere attraverso di lei, trascurando la realtà e le persone che ama.
Proprio quando decide di liberarsene, LaBenni prende misteriosamente vita nel mondo reale e inizia a interferire nella sua quotidianità, provocando situazioni imprevedibili, creando equivoci e mettendo a rischio le sue relazioni.
Coinvolta nella realizzazione di una versione al femminile di Cyrano de Bergerac, Anna si troverà a confrontarsi con le proprie fragilità e ad affrontare le sue paure più profonde. Recensione ❯
Audrey scopre il lato oscuro della grande distribuzione e la schiacciante pressione economica esercitata sui piccoli produttori Espandi ▽
Figlia di agricoltori e responsabile di reparto in un ipermercato di provincia, Audrey ottiene una promozione alla centrale acquisti della catena per cui lavora. È l'inizio di una nuova carriera, in un mondo di trattative, strategie e rapporti di forza che conosce ancora poco. Ma quando le esigenze del lavoro cominciano a intrecciarsi con la sua storia personale e con i legami familiari, Audrey si trova davanti a scelte sempre più difficili. Fino a che punto è disposta a spingersi per affermarsi? Recensione ❯
Sullo sfondo di Fiabilandia e della Riviera romagnola, il film racconta il confronto tra ambizione e desiderio, tra le aspettative costruite nel tempo e il coraggio di scegliere una strada nuova. Espandi ▽
Rimini. Si sta iniziando a girare una serie che ha come protagonista la famosa attrice Sofia Leone. Con lei arrivano il manager Diego, che è anche finanziatore della produzione e la fedele assistente Mary. Coprotagonista è Francesco Conti che nel passato le era stato molto vicino fino a quando Diego, che ha mire su di lei, lo aveva messo in una brutta situazione. Sul set di Fantasilandia, dove dovrà interpretare una keeper dello zoo ha come tutor Adrian che lavora lì. Tra i due nasce un sentimento inatteso che crea diversi problemi.
Un film in cui le diverse professionalità non vengono valorizzate da una sceneggiatura da feuilleton rosa.
Il cinema da sempre ha narrato la complessità dei sentimenti ma ci sono diverse modalità per portarla sullo schermo. Quella qui adottata (per un film che ha lo stesso titolo di una canzone di Alessandra Amoroso) aveva il cast giusto, che avrebbe potuto garantire un esito migliore se il copione fosse stato diverso. Recensione ❯
Girato in tre serate da tutto esaurito all'arena da 65.000 posti Foro Sol, Rammstein - Live in Mexico City cattura una delle esibizioni più iconiche della band nel corso del loro monumentale tour quinquennale, in un grandioso film concerto diretto dal regista vincitore di due premi Emmy® Paul Dugdale. Con ben 135 concerti e sei milioni di spettatori in tutto il mondo, il tour ha segnato un capitolo chiave nella carriera dei Rammstein. Nominati a due premi GRAMMY® e con fan devoti ovunque, i Rammstein hanno portato il rock tedesco nelle più grandi arene sul pianeta, combinando sound colossale ed effetti dal vivo su una scala che è soltanto loro. Con 20 brani da tutta la loro carriera, il film lancia il pubblico nel cuore di uno show in cui fiamme alte 20 metri e imponenti architetture industriali incontrano attimi di sincera connessione tra band e spettatori. Recensione ❯
Ambientato all'apice della Guerra Fredda, il film racconta il rapporto tra lo scrittore Thomas Mann e sua figlia Erika, attrice, giornalista e pilota di rally. Espandi ▽
Thomas Mann torna in Germania con la figlia Erika dopo l'autoesilio negli Stati Uniti e l'attraversa per un ciclo di conferenze su Goethe passando dalla Germania Ovest alla Germania Est in un alternarsi di apprezzamenti e recriminazioni nei suoi confronti. Pawlikowski aggiunge una nuova riflessione al suo percorso di indagine sul rapporto tra l'uomo e la Storia.
Se Roberto Rossellini ci aveva fatto sperimentare quasi in maniera diretta e immersiva il senso di distruzione materiale e morale della nazione tedesca in Germania anno zero con una prospettiva dal basso, Pawel Pawlikowski muta il punto di vista offrendoci una lettura anch'essa di considerevole spessore. Recensione ❯
Dall'omonimo romanzo del regista. Un infarto e la perdita della memoria possono diventare l'occasione per un uomo nuovo e una nuova idea di mascolinità. Espandi ▽
Giulio è figlio di Sergio Grossi, un uomo che ha seguito i dettami patriarcali di suo padre, e di innumerevoli padri prima di lui: fra le sue regole c'è il non dare baci e abbracci - altrimenti si passa da fregnoni - soprattutto fra uomini - altrimenti si passa da ricchioni - e non ballare, perché "è roba da femmine". Quando Sergio ha un infarto facendo sesso con una collega di lavoro, la sua compagna Gabriella e la sua ex moglie Alba gli si stringono intorno, come fa il figlio diciottenne Giulio. Sergio si risveglierà dal coma senza ricordare nulla del suo passato. Ma da questo reset potrà nascere un uomo nuovo, e una nuova idea di mascolinità?
Se ami qualcuno dillo segna il debutto alla regia cinematografica di Marco Bonini, attore e autore il cui romanzo omonimo era stato anche il suo debutto letterario. Nel film i ruoli si ribaltano non solo perché un figlio fa da infermiere a un padre e due donne devono accudire l'uomo che hanno amato come un bambino, ma anche perché è tempo che le persone escano dai cliché sociali cui sono ancora inchiodati, e si scoprano liberi di inseguire le cose che contano: l'amore, il mare, il calcio (fuori dalla curva), e la vita. Recensione ❯
Il film è liberamente tratto dal libro "Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce" di Alessandro Daniele. Espandi ▽
Il film racconta l'ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell'infanzia segnata dall'abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
C'è tutto, la musica nel suo farsi, la Napoli in fermento degli anni '70, i compromessi, le insicurezze, le gioie e i dolori di Pino Daniele interpretato in maniera straordinaria da Massimiliano Caiazzo.
Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all'altezza del compito. Recensione ❯
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