E la festa continua!

Film 2023 | Drammatico, +13 106 min.

Titolo originaleEt la Fete Continue!
Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia, Italia
Durata106 minuti
Al cinema120 sale cinematografiche
Regia diRobert Guédiguian
AttoriAriane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Robinson Stévenin Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet, Alice Da Luz, Sophie Payan, Pauline Caupenne.
Uscitagiovedì 11 aprile 2024
TagDa vedere 2023
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,69 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Robert Guédiguian. Un film Da vedere 2023 con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Robinson Stévenin. Cast completo Titolo originale: Et la Fete Continue!. Genere Drammatico, - Francia, Italia, 2023, durata 106 minuti. Uscita cinema giovedì 11 aprile 2024 distribuito da Lucky Red. Oggi tra i film al cinema in 120 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,69 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Condividi

Aggiungi E la festa continua! tra i tuoi film preferiti
Riceverai un avviso quando il film sarà disponibile nella tua città, disponibile in Streaming e Dvd oppure trasmesso in TV.



Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.


oppure

Accedi o registrati per aggiungere il film tra i tuoi preferiti.

Ultimo aggiornamento martedì 2 aprile 2024

La storia di una donna che si mette ancora in gioco nella politica, di suo fratello ("l'ultimo comunista"), suo figlio, la sua fidanzata e suo padre appassionato di libri. E la festa continua! è 9° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 39.651,00 e registrato 5.957 presenze.

Consigliato assolutamente sì!
3,69/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,38
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Un film in cui la vera ricchezza è nei sentimenti. Come se l'amore fosse ciò che è rimasto della militanza politica.
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 28 ottobre 2023
Recensione di Marzia Gandolfi
sabato 28 ottobre 2023

Voleva cambiare il mondo Rosa ma l'ora della pensione è vicina e il tempo stringe. Infermiera e militante dal cuore d'oro e il carattere temprato, vive nel quartiere popolare di Marsiglia circondata dall'affetto della sua famiglia. Sempre attenta al prossimo e agli ultimi, spende la sua vita tra l'ospedale e la sezione di partito dove guida la sua ultima battaglia contro la destra. Ma alla vigilia dell'elezione elettorale incontra Henri, padre della futura nuora, e si innamora perdutamente. La sua vita vacilla coi suoi progetti. Tra un bicchiere di rosé e una canzone di Aznavour, tra il desiderio di vivere questa storia d'amore e il suo dovere politico, Rosa troverà la quadratura del cerchio.

Dopo un passaggio a Mali (Twist à Bamako), Robert Guédiguian ritrova Marsiglia, la sua complice di sempre (Ariane Ascaride) e la sua famiglia di attori abituali (Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan...).

Ritorno alla città natale e ai motivi della sua filmografia engagée che sposa cronaca d'amore e cronaca sociale. Perché Henri è l'unico impegno vero che Rosa vorrebbe prendere a questo punto della sua vita. Ma le questioni di cuore nel cinema di Guédiguian non sono meno politiche e ponderose da assumere.

Lungo la linea chiara dell'umanesimo sociale tracciata dai suoi film, l'autore ci crede ancora e fino in fondo. Crede nella militanza, nella sincerità, nel bicchiere di vino in mano e nella voce di Aznavour che canta la sua canzone più bella ("Emmenez-moi"). Crede, ancora, nella forza avvolgente della sua città, nell''attaccamento' a Marsiglia come luogo di esperienza collettiva prima che di dimora individuale.

E col tempo e coi film questa ville-cinéma evolve, la società ugualmente. Il cinema di Guédiguian registra allora le trasformazioni e il disamore crescente per la politica, più specificamente l'allontanamento dalla sinistra e dai suoi valori della classe proletaria, rivolta progressivamente verso l'estrema destra.

E la festa continua! si aggiunge alla sua grande 'opera collettiva', a quell'immensa commedia umana bagnata dal Mediterraneo. Indomito, affronta le questioni del sentimento del territorio e indaga le risorse intime dell'impegno pubblico. Nei suoi film il paesaggio urbano, abitato, vissuto e percepito dai personaggi e dagli spettatori, è un rilevatore, è "materia segnaletica", come avrebbe detto Gilles Deleuze, che rinvia a un milieu di vita.

Quel 'bell'orizzonte', dove anche Rosa ripara, si fa principalmente lettura sociale. Guédiguian insiste sui volti dei suoi abitanti, volti che tratta come dei paesaggi per valorizzare meglio la sincerità di un 'attaccamento' a tutte le persone, di tutti i quartieri, di tutti gli orizzonti. Come i suoi personaggi si esprime sul piano politico e osserva i rapporti di forza della sua città.

E la festa continua! comincia dall'effondrement dell'immobile di rue d'Aubagne nel 2018 e termina sulla commemorazione delle vittime del crollo. Riuniti in piazza gli abitanti diventano cittadini, ovvero attori del divenire di quel paesaggio inteso come bene comune. Dall'estetica, alla politica e all'etica c'è una connessione. Il cammino sembra lungo, quasi impraticabile oggi, ma Guédiguian non sente ragione e nemmeno l'ineluttabilità dei tempi. Il regista più impegnato di Francia ha rinunciato a ogni forma di militanza, salvo a credere - e Guédiguian vuole credere - che l'amore sia forse l'ultimo avatar dell'utopia comunista, quel modo di guardare al mondo attraverso la condivisione e la circolazione della ricchezza.

La ricchezza nel film è quella dei sentimenti, il regista ne esplora tutta la potenza e l'ambivalenza, senza mai giudicare i suoi personaggi, che sanno bene che "la miseria è più tollerabile al sole". Non fatevi ingannare dalla bontà sparsa - mai buonismo - l'artista non si piega e fa appello all'amore (stra)ordinario e a quel comunismo marittimo che E la festa continua! ravviva e rilancia. Il film si descrive perfettamente in una replica di Ariane Ascaride alla coiffeuse: "Même couleur, même coupe" ("stesso colore, stesso taglio"), praticamente una dichiarazione di poetica. Del resto tra mare e terrazze ritroviamo tutti gli elementi che disegnano l'opera di Guédiguian: la risonanza sociale, il tempo che passa, Marsiglia, l'Estaque, una tribù di attori fedeli...

Eppure qualcosa si è spostato nel suo cinema, che ci fa piangere come bambini sotto il sole dell'avvenire. È vero, la rivoluzione non è mai arrivata, o almeno non è stata così forte da soffiare via tutto il male, ma Guédiguian rileva una 'pandemia' che ha lasciato un segno sul suo sguardo, un ottimismo che corregge la disillusione al cuore di La casa sul mare, più secco e più aspro sulla giovinezza, più disperato e cinico sul futuro. Come se il Covid, esplicitato soltanto una volta da una giovane infermiera ma assunto finemente dal film, avesse risvegliato forme nuove di solidarietà e di attenzione verso l'altro. Il distanziamento fisico ha creato una vicinanza sociale e stimolato una lotta 'performativa'. Il risentimento è evaporato, mai la critica sociale, e la trasmissione prende corpo in un dialogo tra madre e figlio, in uno scambio tra padre e figlia.

Nonostante lo sfondo di grave perdita politica, la continuità è ancora possibile, ed è un gesto d'amore: la carezza di Gérard Meylan alla sua giovane inquilina, le acciughe di Ariane Ascaride per il suo ragazzo e per la futura sposa, il contributo lirico di Jean-Pierre Darroussin al discorso della figlia. La tenerezza nostalgica con cui l'autore osserva poi i personaggi della sua generazione ci lucida gli occhi e ci riconcilia con la vita.

Sempre alla ricerca di un posto al sole dove una vecchia replica possa suonare ancora nuova, Guédiguian getta le sue vecchie reti da pesca e trova il pesce d'oro: le partage de l'amour. La convivialità resta il suo motore, la resistenza interiore il suo diritto. E adesso « emmenez-moi au bout de la terre, emmenez-moi au pays des merveilles » e di Robert Guédiguian.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Powered by  
FOCUS
INCONTRI
venerdì 5 aprile 2024
Pedro Armocida

Lanno prossimo saranno 50 anni di matrimonio e intanto hanno girato insieme già 20 film. Robert Guédiguian, regista, e Ariane Ascaride, attrice, sono la coppia del cinema francese, da Dernier Eté del 1981 a questultimo, E la festa continua!, dall11 aprile nelle sale. Li abbiamo incontrati a Roma in occasione di "Rendez-Vous - Festival del nuovo cinema francese”.

Partiamo dal titolo che contiene un concetto molto positivo.
Robert Guédiguian: Sono in una fase in cui non ho più voglia di fare film che finiscono male. Già lo sappiamo che le cose non vanno bene, ormai siamo bombardati di informazioni, sappiamo tutto sulle guerre, sulle carestie, sui terremoti, sulle inondazioni, sui disastri ecologici. Dovremmo invece cercare di mostrare le azioni concrete affinché le cose vadano un pochino meglio. Cerchiamo di mostrare la bellezza del mondo e non di compiacerci degli orrori.
È un quesito filosofico fondamentale chiedersi se l'arte che mostra tutto il peggio del mondo faccia bene e serva a qualcosa. Pasolini lo aveva affrontato in maniera molto estrema e paradossale con Salò, filmando il male talmente in profondità da essere inguardabile. Per me oggi l'utilità dell'arte è mostrare quello che c'è di bello nel mondo.
Ariane Ascaride: Non so se succede anche in Italia ma in Francia, quando si fa un film sulla bellezza delle relazioni umane e dei buoni sentimenti, si viene subito tacciati di essere degli ingenui. È una cosa che mi infastidisce moltissimo perché a me sembra fondamentale mostrare la luce che c'è all'interno degli esseri umani. Viviamo in epoche molto buie ma la luce c'è.

Il film affronta il tema delle radici armene del protagonista (che sono anche quelle dello stesso regista) non in chiave nazionalistica ma in un’ottica multiculturale.
Guédiguian: C’è un’idea sbagliata alla base del conflitto attuale tra Armenia e Turchia che in realtà vuole annullare un’identità, una cultura, una lingua. Per me è necessario che le culture diverse continuino ad esistere senza necessariamente avere dei confini perché la questione non è tanto la sopravvivenza di uno stato che si chiama Armenia, quanto la sopravvivenza della cultura armena che deve essere protetta come proteggiamo le api o le specie floreali che si stanno estinguendo.

Le due linee narrative, molto significative del film, con un rapporto padre/figlia e madre/figlio raccontano proprio di questa trasmissione di valori.
Ascaride: Per me le cose sono molto semplici: dobbiamo essere tutti consapevoli che portiamo i nostri genitori, nonni e bisnonni sulle nostre spalle. C'è sempre un odore, una parola, un suono che ci fa ricordare tutto questo e che ci fa venir voglia non solo di continuare a viverlo ma di tramandarlo a quelli che vengono dopo, cioè ai nostri figli. È un qualcosa che proprio attraversa i nostri corpi, grazie a delle parole, come diceva Natalia Ginzburg, che fanno parte del nostro lessico familiare e che hanno un senso particolare solo per noi.
 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 12 aprile 2024
Paolo Fossati
Giornale di Brescia

Onore alla realtà, in equilibrio tra drammi reali e desiderio di rinascita. Rispettose e avvincenti, le tessiture della fiction rendono omaggio alle vittime del crollo improvviso dei due edifici di Rue d'Aubagne, a Marsiglia, avvenuto il 5 novembre 2018. Otto persone decedute, due feriti e migliaia di abitanti evacuati: questo il bilancio del cuore ferito della città vecchia, che il film di Guédiguian [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 aprile 2024
Matthieu Macheret
Le Monde

A 69 anni, Robert Guédiguian rimane indissolubilmente le gato a Marsiglia e al suo gruppo di attori che invecchiano davanti alla macchina da presa, così come ai destini del "popolo di sinistra" nell'inverno politico attuale. Un senso di fedeltà che affascina, nono stante qualche segno di stanchezza. Il film prende spunto da fatti di cronaca recenti e ruota attorno alla vita di Rosa (Ariane Ascaride), [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 aprile 2024
Fabio Ferzetti
L'Espresso

Un pugno di personaggi di varie età ma legati a doppio filo. Una città che cambia ma non si rassegna. Un film quasi senza storia ma traboccante di sentimenti, di sogni (talvolta letteralmente), di tensioni ideali (si può ancora usare questa espressione?), insomma di carattere. Il carattere di Marsiglia e quello di Robert Guédiguian, marsigliese di origini armene, instancabile cantore delle ragioni [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 aprile 2024
Sarah Mataloni
Close-Up

Regista del cinema politico d'oltralpe, Robert Gue´diguian (nato a Marsiglia nel 1953, figlio di padre armeno e di madre tedesca) ha reso la sua citta` natale "la forma e il linguaggio" del suo cinema. Le sue opere intrecciano spesso politica, in particolare quella sezione della politica nostalgica che guarda al futuro con tanta speranza ma che a volte si accoccola sul suo passato, amori e sentimenti [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 aprile 2024
Roberto Nepoti
La Repubblica

Robert Guédiguian torna alla prediletta Marsiglia e al cast dei suoi attori feticcio (Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan) per raccontare una storia di famiglia; senza rinunciare a un retroterra politico. Tutto comincia con un episodio reale: il crollo della via di Aubagne del 5 novembre 2018, che provocò la morte di otto persone e rivelò le falle della politica urbanistica marsigliese. [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 aprile 2024
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Infermiera e tosta militante, candidata alle elezioni, Rose (Ascaride) incontra Henri (Darroussin), padre della futura nuora. La tenacia di Rose e l'arresa saggezza di Henri si piacciono tantissimo... È un musical senza musical, nel senso del «volo» sui sentimenti dei personaggi e del loro tempo. A tratti ricorda un Jacques Demy senza canzoni (bellissimo il dolly tra i palazzi quando Darroussin e Ascaride [...] Vai alla recensione »

giovedì 11 aprile 2024
Mario Turco
Sentieri Selvaggi

"Improvvisamente, un terribile fracasso". Comincia con questa didascalia E la festa continua!, anticamera di una tragedia che dà il via al film più personale di Robert Guédiguian e forse più bello. Il 5 Novembre 2018 due palazzi al 63 e al 65 di rue d'Aubagne a Marsiglia, nel cosmopolita quartiere di Noailles quasi attaccato al famosissimo e cinematografico Porto Vecchio, crollano su loro stessi.

martedì 9 aprile 2024
Mauro Gervasini
Film TV

Nel 2018 in rue d'Aubagne, a Marsiglia, crollano per incuria e abbandono due edifici: otto morti. La città è sotto shock, la mobilitazione popolare fragorosa e inedita da anni. La sinistra si organizza e si unisce, Michèle Rubirola, storica militante dei quartieri, candidata suo malgrado, vince le elezioni dopo anni di destra delle peggiori. A lei si ispira Guédiguian per il personaggio di Ariane Ascaride, [...] Vai alla recensione »

venerdì 10 novembre 2023
Raffaele Meale
Quinlan

Improvvisamente, un fracasso terribile. Si apre su una tragedia E la festa continua! (traduzione letterale dell'originale Et la fête continue!, anche se il film vede partecipare alla produzione anche la BiBi Film di Angelo e Matilde Barbagallo), sul crollo non solo morale e metaforico ma puramente materiale della società contemporanea: la mattina del 5 novembre 2018 a Marsiglia in rue d'Aubagne, nel [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 ottobre 2023
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

La crisi della sinistra, la solidarietà di classe, Marsiglia come centro del mondo: bentornato Robert Guédiguian. Che con Et la fête continue!, ventitreesimo lungometraggio in quarantadue anni, resta fedele a se stesso, a un paesaggio che è soprattutto orizzonte culturale e a personaggi che prima ancora sono persone (perché amici se non familiari). Guédiguian resta orgogliosamente - e inevitabilmente [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 ottobre 2023
Mario Turco
Sentieri Selvaggi

"Improvvisamente, un terribile fracasso". Comincia con questa didascalia E la festa continua!, anticamera di una tragedia che dà il via al film più personale di Robert Guédiguian e forse più bello. Il 5 Novembre 2018 due palazzi al 63 e al 65 di rue d'Aubagne a Marsiglia, nel cosmopolita quartiere di Noailles quasi attaccato al famosissimo e cinematografico Porto Vecchio, crollano su loro stessi.

venerdì 27 ottobre 2023
Lorenzo Rossi
Cineforum

C'è qualcosa di straordinario, oltre che di rassicurante, nel fatto che Robert Guédiguian, il suo cinema, la sua Marsiglia, i suoi attori - Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, sempre loro - siano ancora lì. E non per questioni di affetto o - peggio - di nostalgia, ma perché sono testimoni di uno sguardo sul contemporaneo e sul mondo di oggi estremamente lucido oltre che, come è [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
martedì 12 marzo 2024
 

Regia di Robert Guédiguian. Un film con Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Grégoire Leprince-Ringuet, Robinson Stévenin. Da giovedì 11 aprile al cinema. Guarda il trailer »

Vai alla home di MYmovies.it
Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2024 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati