Una commedia dal retrogusto acidulo che delinea il vuoto di 'una storia inutile'. Commedia, Italia2022. Durata 87 Minuti. Consigli per la visione: Ragazzi +13
Un principe azzurro che non viaggia sul canonico cavallo bianco, ma in fondo a un autobus nella Milano del 1998. Espandi ▽
Il Principe, un perdigiorno che si aggira con addosso una finta pelliccia, frequenta assiduamente l'area che gravita attorno a via Melchiorre Gioia a Milano, una strada che collega il centro con la periferia. Siamo alla fine degli anni '90 e la vita notturna da quelle parti vede in attività strani personaggi con cui lui entra in contatto. La sua vita domestica però non garantisce emozioni: il Principe abita con la nonna. Oggi è diventato un cinquantenne che per vivere distribuisce volantini.
Andrea Castoldi cambia registro narrativo e torna a misurarsi con la commedia dal retrogusto acidulo.
Il problema sta però nel fatto che, progressivamente, si raggiunge un certo senso di saturazione. La causa sta, in parte, nella prestazione di Silvio Cavallo che porta sulle sue spalle tutto il film con professionalità consentendosi però un po' troppo spesso gesti ed espressioni facciali ripetitivi che finiscono con il dare la sensazione di un inarrestabile deja vu. Recensione ❯
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Il film si svolge anni dopo gli eventi scioccanti del film originale del 1974, ed è ambientato inun luogo in cui Leatherface non è stato più visto o sentito da allora. Espandi ▽
Dopo essere rimasto nascosto per quasi mezzo secolo, Faccia di cuoio torna a terrorizzare, colpendo alcuni giovani amici idealisti che accidentalmente interferiscono con il suo mondo occulto in una remota cittadina del Texas. Recensione ❯
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Una bambina super intelligente sviluppa uno strano potere. Espandi ▽
Matilde ha imparato a leggere a tre anni, e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. Quando perciò comincia a frequentare la prima elementare si annoia talmente che l'intelligenza deve pur uscirle da qualche parte: così le esce dagli occhi. Gli occhi di Matilde diventano incandescenti e da essi si sprigiona un potere magico che l'avrà vinta sulla perfida direttrice Triciabue, la quale per punire gli alunni si diverte a rinchiuderli in un armadio pieno di chiodi, lo Strozzatoio, o li usa per allenarsi al lancio del martello olimpionico, facendo roteare le bambine per le trecce e lanciandole lontano. Recensione ❯
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Tatiana Maslany veste i panni di She-Hulk/Jennifer Walters, un'avvocata specializzata in casi legali che vedono coinvolti i superumani. Espandi ▽
Jennifer Walters è in viaggio in auto con suo cugino Bruce Banner, alias Hulk. L'improvvisa apparizione di un velivolo extraterrestre li manda fuori strada e, nell'incidente, il sangue di Bruce e quello di Jennifer entrano in contatto, trasformando anche lei in una "gigantessa di giada". Con grande sorpresa di Bruce, Jennifer è molto più brava di lui a contenere la rabbia e presto impara a controllare a piacere anche la propria trasformazione. Tanto da decidere di tornare alla sua carriera di avvocato, che sarà però stravolta dalla nuova superidentità. Da subito contestata dal pubblico maschilista, She-Hulk: Attorney at Law gioca d'anticipo e decostruisce la stessa reazione che prevedibilmente ha suscitato. La protagonista è stata accusata di non aver fatto nulla per meritare i propri poteri e pure di essere una "Mary Sue", ossia un personaggio femminile a cui tutto riesce con facilità. L'origine incidentale dei poteri del personaggio è però fedele al fumetto di partenza, così come il maggior controllo che She-Hulk dimostra della trasformazione e della forza di Hulk. Dunque viene a mancare la foglia di fico del tradimento dell'originale e si esplicita tutta la pochezza di chi muove queste accuse. Recensione ❯
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Un film composto da sette corti diretti da sette registe da tutto il mondo che utilizzano stili differenti per esprimere la lodo idea di femminilità. Espandi ▽
Sette donne nel mondo, di età e provenienza diverse, si trovano a dover affrontare sfide altrettanto differenti per affermare principi fondamentali come parità di genere, autodeterminazione femminile e sorellanza. Un film corale, tutto al femminile, episodico e plurale, sia a livello di punti di vista che di narrazione. Il miglior pregio del film e dell'operazione è anche il suo imperdonabile difetto: l'assoluta eterogeneità. L'alternarsi delle storie nelle loro profonde diversità è interessante e arricchente, tuttavia sembra mancare una vera linea che le tenga coese in una qualche coerenza narrativa più delineata del solo "storie al femminile". Resta il tentativo, riuscito, di dare voce e spazio a registe e interpreti di talento e spessore. Come resta l'Oscar alla miglior Canzone Originale per con “Applause”, scritta da Diane Warren e interpretata da Sofia Carson. Recensione ❯
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Un noir tropicale enigmatico premiato dall'osservazione e l'introspezione del cinema della sua regista. Drammatico, Thriller - USA2022. Durata 135 Minuti.
Una giovane ragazza in Nicaragua non riesce a lasciare il paese. L'incontro con un ragazzo britannico cambierà tutto. Espandi ▽
La regista francese racconta di anime disperate in un noir tropicale volutamente enigmatico e inerte dal punto di vista narrativo, ma dalla fortissima atmosfera. Quel poco di storia che è disponibile a saziare la curiosità dello spettatore viene dal romanzo omonimo di Denis Johnson, che gli dava una collocazione cronologica più precisa negli anni ottanta. Denis e il suo team di sceneggiatori (tra cui si segnala la regista Léa Mysius) optano invece per una temporalità a contrasto, con il paese ancora (di nuovo?) in piena instabilità politica, militarizzato, con una valuta a picco e pieno di gente che cerca di fuggire, ma inevitabilmente contemporaneo e ancora attanagliato dai simboli della pandemia. Spoglio e sull’orlo del collasso, questo Nicaragua è un luogo liminale come la Marsiglia immaginata da Christian Petzold in Transit, a cui però Denis con il suo consueto graffio autoriale riesce a dare una dimensione meno metafisica e più urgente, nervosa. Questo purgatorio centro-americano è una bellissima maledizione da cui si giura di partire domani, o al massimo dopodomani, mentre si chiede al barista un altro whiskey senza poterlo pagare. E nell’attesa ci si godono i piaceri di un cinema che premia l’osservazione, l’introspezione e un pizzico di follia. Recensione ❯
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Un uomo chiede a un ragazzo di dirigere un film su di lui. Solo dopo si capirà il perché. Espandi ▽
Un regista, Ignacio, conosce Ariel nel corso di un workshop di letteratura. I due sono molto diversi, per età e percorso di vita. L'uomo chiede al regista di aiutarlo a fare un film. L'idea è semplice: una serie di immagini di viaggio accompagnate da un commento. Ma perché Ariel, che non ha mai fatto cinema, vuole disperatamente fare questo film? Dopo qualche esitazione iniziale, il regista accetta di aiutarlo anche se non sa bene come. Ariel parte e il regista riceve una serie di immagini di viaggio: riprese particolari, non scontate, di spazi anonimi, strade, stazioni. Cosa fare con queste immagini, e perché? Poi, un giorno, Ignacio riceve un lungo audio su whatsapp: è la voce di Ariel che racconta la sua storia; gradualmente il senso del viaggio e di conseguenza quello del film diventano chiari, e il film diventa traccia e testimonianza necessaria. Recensione ❯
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Il film è la trasposizione cinematografica dell'omonimo romanzo scritto da David Fisher, tratto da una storia realmente accaduta. Espandi ▽
Jasper Maskelyne è stato un'illusionista che ha collaborato con le forze alleate durante la Seconda Guerra Mondiale per combattere contro i nazisti. Maskelyne aveva fondato un gruppo, insieme ad altri undici maghi, conosciuta come "The Magician Gang", utilizzando le arti illusorie per nascondere equipaggiamenti e truppe, creando anche falsi obiettivi per ingannare il nemico. La Magician Band riuscì a nascondere il Porto di Alessandria e il Canale di Suez, dove ad aspettare i nazisti c'erano 1.500 uomini con 1.000 cannoni e carri armati. Recensione ❯
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Pregevole documentario che ripercorre le complesse modificazioni sociali degli USA durante il 2020, catturando il senso di disagio di una nazione. Documentario, USA, Italia2022. Durata 70 Minuti.
Oggettiva cronaca dei complessi fenomeni sociali verificatisi nel 2020 negli Stati Uniti. Espandi ▽
A partire dal discorso del 4 luglio dell’allora presidente Donald Trump, i registi ci sballottano di qua e di là per i cinquanta stati della vecchia gloria per cercare di capire le ragioni seminali del movimento black lives matter, della furia iconoclasta verso le statue di Colombo e l’annosa questione dello sterminio della comunità indiana d’America. Ciriaci e Liptzin cercano di guidarci, attraverso le voci e le testimonianze delle persone, alla comprensione delle ragioni seminali di questi sconvolgimenti sociali: la loro operazione è chiaramente animata dalla convinzione di poter comprendere meglio la realtà nel momento in cui la si esamina tassello per tassello, con una regia senza sbavature illuminata da una fotografia chirurgica. Stonebreakers è un lavoro pregevole, che pur esplorando tematiche già ampiamente trattate riesce a lasciare qualcosa dietro di sé: instilla nello spettatore una sensazione impalpabile di disagio e di impermanenza, catturando magistralmente l’anima dell’America contemporanea. Recensione ❯
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Da sempre la felicità è stata considerata il fine ultimo della vita, lobbiettivo da raggiungere per considerarsi soddisfatti, e da sempre luomo si domanda come fare per raggiungerla. Lerrore sta tutto nella premessa, nellobiettivo iniziale, la ricerca della felicità, appunto. Non la troveremo mai se non la scegliamo ogni giorno. Recensione ❯
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La storia mai raccontata di Martha Mitchell e del suo ruolo nello scandalo Watergate. Espandi ▽
Gaslit racconta la storia dello scandalo Watergate - iniziato nel gennaio del 1972 prima della nota irruzione nella sede del Comitato Nazionale Democratico - ma lo fa attraverso lo sguardo laterale degli accadimenti che coinvolsero l'allora personaggio dello spettacolo Martha Mitchell (Julia Roberts), moglie di John N. Mitchell (Sean Penn), procuratore generale degli Stati Uniti sotto la presidenza Nixon. Non concentrandosi sulla figura presidenziale, la serie mostra, in maniera talvolta ironica, la costellazione di personaggi che vennero coinvolti nello scandalo, a partire dal giovane avvocato John Dean (Dan Stevens) ingabbiato in un complotto sempre più complicato allo scopo di spiare i democratici, che ben presto sfuggirà di mano fino alle più note conseguenze.
Un dramma molto ben confezionato, affidato quasi totalmente alle grandissime capacità delle attrici e degli attori del suo cast, forse consapevole della tradizione audiovisiva di questo soggetto.
Dovendo fare i conti con un passato attoriale e registico di grande rilievo, Gaslit riesce infine a rispettare gli elevati standard di una storia che ancora fa parlare e i cui personaggi secondari sono stati troppo spesso dimenticati. Ma non in questa serie. Recensione ❯
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Uno spettacolo teatrale in cui Argentero parla di Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere varie generazioni di italiani. Espandi ▽
Luisin Malabrocca, "l'inventore" della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d'Italia dopo la guerra si accorse per caso che arrivare ultimo faceva simpatia alla gente. Walter Bonatti, l'alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, arrivato a oltre ottomila metri d'altezza, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l'uomo, è l'uomo stesso. Alberto Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie. L'insolito sciatore bolognese che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come "Tomba la bomba". Luca Argentero racconta le loro gesta. Recensione ❯
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Makbul Mubarak ha avuto un sogno premonitore, e questo sogno è Autobiography – Il ragazzo e il generale. Eppure non si tratta di sogni e visioni che costruiscono una premonizione, no. Sta tutto nel titolo, Autobiography, che è un’idra a tre teste ardua da sbrogliare e spurgare dal suo veleno: la prima autobiografia è quella di Mubarak stesso; la seconda autobiografia è quella di tutta la famiglia di Mubarak che per decenni ha lavorato come “civil servants” nelle istituzioni guidate da Suharto, sempre leale al regime e non al popolo di cui faceva parte; la terza autobiografia è quella dell’intera nazione, che nasce con Suharto e sempre con Suharto sembra destinata a morire, visto che dopo la deposizione del ’98 e il passaggio a miglior vita del generale nel 2008, poco è cambiato in Indonesia, sempre attraversata dai fantasmi della dittatura. Autobiography non è una premonizione ma un avvertimento. Recensione ❯
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Per incoraggiare la nipote ad affrontare un importante provino, Maggie Bingham le racconta cosa accadde a lei nel Natale del 1958, quando sognava di entrare a far parte di un famoso corpo di ballo. Recensione ❯
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