Il club

Film 2015 | Drammatico +13 98 min.

Titolo originaleEl Club
Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneCile
Durata98 minuti
Regia diPablo Larrain
AttoriRoberto Farías [I], Antonia Zegers, Alfredo Castro, Alejandro Goic, Alejandro Sieveking Jaime Vadell, Marcelo Alonso.
Uscitagiovedì 25 febbraio 2016
TagDa vedere 2015
DistribuzioneBolero Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,75 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Pablo Larrain. Un film Da vedere 2015 con Roberto Farías [I], Antonia Zegers, Alfredo Castro, Alejandro Goic, Alejandro Sieveking. Cast completo Titolo originale: El Club. Genere Drammatico - Cile, 2015, durata 98 minuti. Uscita cinema giovedì 25 febbraio 2016 distribuito da Bolero Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,75 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Chiusi in una casa isolata in una piccola città sul mare quattro sacerdoti vivono insieme come in una sorta di prigione per espiare i peccati commessi in passato. Orso d'argento alla Berlinale 2015. Il film è stato premiato al Festival di Berlino e ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes.

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Consigliato assolutamente sì!
3,75/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,75
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
Un cinema frontale, dall'approccio libero, fatto di piani che isolano i protagonisti costringendoli a una relazione privilegiata con la propria pena.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 febbraio 2015
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 febbraio 2015

C'è una casa a La Boca dell'inferno e sulla costa cilena, dove vivono una suora e quattro preti sconsacrati. Perché ciascuno a suo modo ha profanato la sacralità della vita. La vita degli altri, dei bambini che hanno abusato, di quelli che hanno venduto, degli uomini e le donne che hanno tradito e di Sandokan, un infelice senza tetto e senza amore che accompagna gli spostamenti di padre Lazcano, prete pedofilo appena arrivato a destinazione. Traslocato a La Boca, Lazcano ha violato Sandokan da bambino, che adesso come un tarlo lo consuma dentro e lo aspetta fuori dalla porta. Sfinito dalla sua colpa, l'aguzzino si spara sotto gli occhi della vittima, avviando l'indagine di padre Garcia, gesuita e psicologo deciso a fare chiarezza sul suicidio e a interrompere presto il loro buen retiro.
C'è una falda che percorre la costa cilena e che suona come un avvertimento nascosto. Sotto la superficie del Paese permane la ferita, la frattura che separa vittime e carnefici. E in un punto preciso di quella falda è ubicata la casa del pentimento, uno dei tanti ricoveri che la Chiesa riserva ai preti e alle sorelle colpevoli di 'crimini', altrimenti scontati in prigione. Preti pedofili, ladri di bambini, conniventi con l'esercito e le gerarchie cattoliche durante la dittatura, confluiscono nel singolare club di Pablo Larraín, che ancora una volta mette in relazione la Storia del suo paese con personaggi che coltivano il male e il narcisismo delirante. Eludendo le trappole del cinema militante, attraverso la trasfigurazione estetica e una rara proprietà del mezzo, Larraín smaschera lo spirito ordinario, la morale misera e l'abiezione disinvolta di cinque presunti uomini di dio, prossimi ai fascisti della sua trilogia (Tony Manero, Post Mortem, No).
Con lo stesso accanimento con cui Raúl Peralta elaborava la coreografia ispirata al suo idolo, Tony Manero, così i protagonisti di El Club allevano un greyhound per le gare di coursing, praticano l'avarizia e perseverano nel peccato, piegando ogni creatura gentile al loro piacere. Esiliati dal mondo i preti di Larraín si muovono grevi davanti all'oceano e dentro una luce irriducibilmente velata, perché a La Boca luce e tenebre convivono. Nemmeno Dio ha potuto separarle, smentendo il brano della Genesi in cima ai titoli di testa. In quella zona d'ombra, il caos regna e i ministri di Dio crogiolano nel buio senza nessuna nostalgia della luce, così amorali da eliminare chiunque si frapponga tra loro e i loro piani. L'arrivo di padre Garcia, 'inquisitore' gesuita giovane e bello, rompe l'equilibrio e riemerge il rimosso di un Paese che non trova pace, unità, riconciliazione. Senza pretesa di essere espressione esaustiva della verità storica, El Club apre un confronto duro, scomodo e crudele a partire dall'ambigua garanzia di impunità per preti (e militari).
Tra lacune, omissioni e dossier mancanti, padre Garcia verifica le responsabilità morali e politiche di una comunità religiosa che rimette i peccati, disloca mostri e volta pagina. Ma Larraín come Garcia non si accontenta della confessione e trova la misura di compensazione. La corrispondenza della pena alla colpa è incarnata da Sandokan, bambino abusato ieri e adulto disturbato oggi, potenzialmente capace di infliggere all'oppressore la stessa lesione provocata nell'infanzia. Integrato nell'economia domestica, Sandokan è il fantasma con cui fare i conti per rimettere insieme il corpo della nazione, sprofondandolo o riconducendolo coi suoi 'ministri' alla pienezza e all'integrazione della vocazione.
Pablo Larraín sbalordisce ancora col suo approccio libero e il suo cinema frontale, fatto di piani che isolano i protagonisti costringendoli a una relazione privilegiata con la propria pena. Perché un controcampo e un altro sguardo li lascerebbe esistere, passare all'atto. Senza scrupoli.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 6 marzo 2016
robroma66

“E Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre” (Genesi 1, 4-5). Ma qui non c'è posto che per le tenebre. Un film molto bello e poco distribuito (a Roma è presente in una sala soltanto). Ultimo lavoro del cileno Pablo Larraìn. Tra i protagonisti Alfredo Castro, attore feticcio di Larraìn e già interprete, tra i [...] Vai alla recensione »

martedì 1 marzo 2016
Flyanto

Vincitore dell'Orso d'Argento al Festival del Cinema di Berlino nel 2015 "Il Club" narra la storia di un gruppo di quattro sacerdoti che, insieme ad una suora che fa loro da governante, è stato confinato in una casa sul mare in una landa sperduta del Cile. La motivazione è quella che tutti i suddetti componenti del gruppo devono espiare, separati dal resto del mondo [...] Vai alla recensione »

martedì 20 settembre 2016
Filippo Catani

In una remota località cilena vivono alcuni prelati che si sono macchiati di gravissimi misfatti. A seguito del suicidio di uno di essi, un gesuita arriva nella casa per chiuderla definitivamente. Una casa che assume la forma di un grande armadio pieno di scheletri pesantissimi. Un film durissimo quello di Larrain premiato a Berlino. La pellicola non solo si interroga sugli orrori in passato [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 marzo 2016
FabioFeli

A La Boca, un paesino del Cile, in una casa “protetta” vivono quattro preti che si sono macchiati di indegnità. Li accudisce e li sorveglia una suora con un perenne sorriso sulle labbra; ma non rigano dritto: allenano un levriero da corsa e scommettono sulle sue vittorie. Accompagnato da un prelato giunge un altro prete nella piccola comunità: quasi immediatamente davanti [...] Vai alla recensione »

sabato 8 ottobre 2016
SusanneS

Ci troviamo in un piccolo paesino del Cile affacciato sul mare e nei primi momenti della pellicola assistiamo alla vita tranquilla e monotona di un gruppo di persone avanti con l 'età che vivono assieme in una villetta sul mare. Solo dopo capiremo che queste persone non sono nient'altro che quattro preti sconsacrati e una suora che sono stati mandati in questa piccola cittadina per compiere [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 dicembre 2016
giuliog02

Un film crudo, veritiero o verosimile, ottimamente girato. Tiene avvinti per tutta la narrazione, senza lasciar staccare lo sguardo dallo schermo. Scelta ottimale dei tipi fisiognomici e dell'ambientazione. Recitazione di alto livello di personaggi colpevoli, assolutamente non redenti, capaci di infrangere consciamente le disposizioni che debbono regolare la loro condotta di vita e di compiere qual [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 settembre 2016
stefano capasso

In una casa di uno sperduto villaggio marinaro del Cile, vivono 4 preti e una monaca. Hanno in comune un passato discutibile, fatto di abusi sessuali, pedofilia e in generale lontananza dalle regole di Dio. In quella casa al confino, allontanati dal mondo, continuano in qualche modo a portare avanti la loro vita di inganni, di mancanza di verità.

sabato 2 aprile 2016
NERONE BIANCHI

E' una luce particolare quella in cui tutta la vicenda è chiusa, una luce che attenua i colori, i volti, gli ambienti, che trasporta il racconto su un piano diverso dalla realtà, riposizionandolo ai confini dell'incubo, a un passo dal baratro. “El Club” è un film frontalissimo, che arriva al centro della questione pochi minuti dopo l'inizio. Senza giraci attorno prende per il collo l'argomento e lo [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 luglio 2016
gianleo67

Dopo il suicidio di un sacerdote appena arrivato nella casa di penitenza dove altri quattro suoi ex colleghi stanno espiando gravi crimini contro la legge e la morale, lo psicologo gesuita Padre García viene inviato per indagare sulle loro reali responsabilità e chiudere definitivamente la struttura. Scoprirà che la verità è sempre un'arma a doppio taglio. Vai alla recensione »

domenica 28 febbraio 2016
ROBERT EROICA

 La casa del peccato mortale si trova in un villaggio sulle coste del Cile. E’ abitata da quattro spretati e da una suora. Tutti con colpe da espiare, tutti con un passato da rimuovere, che ancora preme e si affaccia sulle loro coscienze. Chi ha abusato di bambini, chi li vendeva, chi li picchiava. Un giorno arriva un ambiguo gesuita, inviato dal Vaticano per tacitare le voci che potrebbero [...] Vai alla recensione »

sabato 12 marzo 2016
AldoT

Un film intenso. Il regista riesce a far emergere un'umanitè ricca di sfumature delineando in modo chiaro e tagliente I singoli personaggi. Su tutto il film aleggia una cupezza ben resa dal colore e dalla musica e che ben rende il tema. Ne traspare una religiosità che ogni singolo personaggio si costruisce a partire dalle sue personali deviazioni.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Il 19 agosto prossimo, il cileno Pablo Larrain compirà 40 anni: fino ad allora, rimarrà il più grande regista under 40 al mondo. In attesa di una doppietta da brividi, ovvero Neruda e Jackie (Kennedy), ad oggi ha firmato cinque film: il primo, Fuga, non è uscito nelle nostre sale; Tony Manero (2008) è un musical atipico sul regime Pinochet, una danza macabra tra John Travolta e follia omicida; Post [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Gran premio della giuria a Berlino lo scorso anno, Il Club esce nelle sale a raccontare il drammatico caso dei preti pedofili in contemporanea con Spotlight dove una serrata inchiesta giornalistica del Boston Globe scova i colpevoli nascosti, mostrandoli come personaggi per lo più disturbati e un po' spaesati nelle cose di questo mondo, mandati a prendere aria nuova a Santa Maria Maggiore a Roma.

Maurizio Acerbi
Il Giornale

In Cile, vivono, in una casa «prigione», quattro sacerdoti sconsacrati e una suora. Si sono macchiati di delitti nei confronti dei bambini, abusandoli, vendendoli. Arriva anche padre Lazcano, prete pedofilo che aveva violentato, da piccolo, il senzatetto Sandokan. Che lo segue, come un ombra, costringendolo, per il rimorso, a togliersi la vita. Un gesuita indaga sul suicidio.

Fulvia Caprara
La Stampa

Affidate al volto di Alfredo Castro le emozioni dei personaggi acquistano intensità tragica, diventano segni tangibili degli abissi in cui può precipitare l'animo umano. Lo sa bene il regista Pablo Larrain, che dirige l'attore cileno per la quinta volta nel Club, vincitore dell'Orso d'argento alla Berlinale di un anno fa, e lo sa bene Lorenzo Vigas che lo ha scelto per il ruolo del protagonista di [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 9 febbraio 2015
Gabriele Niola

Uno dopo l'altro passano al Festival di Berlino i due film cileni, entrambi in concorso, a dimostrazione di come la Berlinale abbia saputo intercettare quel che accade in quella che è la cinematografia più interessante del momento.

winner
gran premio della giuria
Festival di Berlino
2015
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