Contattata per realizzare un episodio della serie Cinéastes de notre temps, Chantal Akerman propone diversi nomi di cineasti che apprezza. Ma, dal momento che tutti gli artisti indicati sono già stati presi, decide di proporsi come soggetto del suo stesso film. Nasce così un autoritratto fatto di monologhi sul proprio lavoro e il proprio pensiero e di montaggi da film della sua carriera, come Jeanne Dielman, Saute ma ville, Hôtel Monterey, Histoires d'Amerique, Toute une nuit, Portrait d'une jeune fille de la fin des années 60 à Bruxelles, Les années 80.