Due giorni, una notte

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Un film di Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne. Con Marion Cotillard, Fabrizio Rongione, Pili Groyne, Simon Caudry, Catherine Salée.
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Titolo originale Deux Jours, Une Nuit. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 95 min. - Belgio 2014. - Bim Distribuzione uscita giovedì 13 novembre 2014. MYMONETRO Due giorni, una notte * * * 1/2 - valutazione media: 3,68 su 60 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
writer58 mercoledì 26 novembre 2014
altro che jobs act... Valutazione 2 stelle su cinque
70%
No
30%

Prima di scrivere queste righe, ho dato un'occhiata in rete alle leggi sul lavoro in Belgio. Sembra che in quel paese il lavoratore non possa essere reintegrato, tranne nel caso di licenziamenti palesementi discriminatori.In tutti gli altri casi si versa un indennizzo proporzionale all'anzianità di servizio. Ciò solleva un primo problema. Nel film dei fratelli Dardenne "Due giorni, una notte", l'indennizzo è proposto, sotto forma di bonus, non a Sandra,l'operaia che l'azienda intende licenziare, ma alla squadra dei colleghi. 1.000 euro per ciascuno dei 16 operai. A ciò si aggiunge una seconda difficoltà: in Europa, un lavoratore assunto a tempo indeterminato non può essere licenziato se è in malattia, a meno che la malattia non si prolunghi per mesi ("periodo di comporto"). [+]

[+] bella recensione, però...... (di francesco2)
[+] ma che commento è... (di mikiikim)
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ashtray_bliss domenica 16 novembre 2014
crisi e denaro lacerano le relazioni umane. Valutazione 4 stelle su cinque
74%
No
26%

Crudo, schietto, ruvido proprio come e' la realta che viviamo sulla nostra pelle, specialmente da quando la catastrofica crisi economica ha bussato alla nostra porta. Mettendo a dura prova noi ma di conseguenza anche le relazioni umane che ne derivano. Un'analisi cristallina e chirurgica di come il potere dei soldi in tempi di crisi, come una bilancia e' in grado di pesare a discapito del valore umano e del suo potenziale ma a favore dei soldi.
Questo e' il sunto di questa opera importante, belissima, che ti travolge in pieno e ti urta come un'auto in corsa. Perche' Sandra rappresenta tutti noi, che provati dal destino, lottiamo per mantenere vivo quel lemento che e' ancora in grado di mantere integra la nostra dignita': il lavoro. [+]

[+] un’opera di forte impegno sociale e umano (di antonio montefalcone)
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veronica c sabato 22 novembre 2014
"ci siamo battuti bene" Valutazione 4 stelle su cinque
70%
No
30%

 Insinuare lo sguardo in uno spioncino per aver l’occasione di osservare dal di fuori la vita che scorre autentica; esserne risucchiati di nuovo all’interno, in un vortice di emozionalità che non nasce dal dramma incalzato, ma da un puro realismo. E’ il breve sunto di ciò che accade allo spettatore di fronte ad uno qualsiasi dei film dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne, maestri indiscussi del cinema belga, che del Belgio superano con naturalezza i confini, in una narrazione vivida che parla un linguaggio universale.
La cifra stilistica dei due cineasti è sempre inconfondibile, anche nel nuovo  “Due giorni, una notte”, in gara per la palma d’oro al festival di Cannes ed ora finalmente, e per fortuna, distribuito nelle sale italiane. [+]

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maria cristina nascosi sandri venerdì 2 gennaio 2015
il lavoro e il male di vivere, oggi Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

DUE GIORNI, UNA NOTTE dei Fratelli DARDENNE ( di Maria Cristina NASCOSI SANDRI ) La m.d.p., usata spesso a mano, per dare più drammaticità alla vicenda che man mano si dipana sotto ai nostri occhi, indugia, saepe et libenter sul viso intenso, bellissimo anche senza trucco, anzi grazie a ciò ancor più vero ed autentico nel divenire del plot, di Marion Cotillard, stavolta operaia sull’orlo di perdere il lavoro grazie a giochi perversi ed anche un po’ banali, quasi scartati, dal kapò di turno, più spietato dello stesso padrone. Tutto sommato una storia prevedibile, per molti aspetti, compreso il tentato suicidio un po’ troppo frettolosamente liquidato e risolto nello spazio di poche ore, lavanda gastrica e ricovero in ospedale compresi. [+]

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leonidaxx domenica 16 novembre 2014
la via crucis di marillion cotillard Valutazione 4 stelle su cinque
73%
No
27%

I fratelli Dardenne impostano la pellicola e la regia del film intorno agli eventi sociali (gli effetti della perdita del lavoro, il conflitto tra poveri, l’abitudine di molti imprenditori di scaricare il peso delle proprie decisioni e delle proprie responsabilità sulle spalle dei lavoratori) e sul personaggio di Sandra, spingendo l’acceleratore sulle sue debolezze e sulla sua paura di perdere la propria dignità e identità (la maggior parte delle persone si identifica al 100% con il proprio lavoro), che svuotano le persone fino a farle diventare dei veri e propri fantasmi sulla via della depressione. Tuttavia, Sandra, nella sua sconfinata sensibilità ed umanità, comprende le ragioni dei colleghi che si trovano, più o meno, quasi tutti sulla sua stessa barca, sentendosi in colpa di dover chiedere ed elemosinare soldi. [+]

[+] bravo! un’opera di forte impegno umano e sociale (di antonio montefalcone)
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vanessa zarastro sabato 15 novembre 2014
la solidarietà è la “cura” Valutazione 4 stelle su cinque
75%
No
25%

In una piccola città industriale Sandra, che era in malattia da qualche mese per depressione, perde il lavoro in una piccola industria di pannelli solari, dove lavorano diciassette operai, anzi sedici adesso. Avendo ottenuto la possibilità di eseguire una seconda votazione, due giorni e una notte sono il tempo che Sandra – una brava Marion Cotillard - ha per cercare di far cambiare idea ai colleghi che sono stati messi di fronte alla scelta o di incassare un bonus o di far riassumere Sandra. Aiutata da un affettuoso e collaborativo marito Manu (Fabrizio Rongione) e dall’amica e collega Juliette (Catherine Salée) vincerà le sue reticenze e insicurezze per cercare di incontrare uno a uno, i colleghi che potrebbe votare a suo favore. [+]

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nerone bianchi giovedì 15 gennaio 2015
un lavoro sulla dignita' Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Di Jean-Pierre e Luc Dardenne. “Due Giorni una notte” è un lavoro che ti sorprende, soprattutto se lo vedi poco dopo un film come “Lo Hobbit”, pochissimi attori, fondamentalmente due, lei e il marito, esterni ed interni semplicissimi ed ordinari, tutta la cifra del film è all'insegna dell'assoluta normalità, di quella quotidianità ove ciascuno può ritrovarsi, eppure la storia che si racconta non ci lascia un attimo e continua a riverberare anche nei giorni successivi. [+]

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fabiofeli giovedì 27 novembre 2014
il lavoro è dignità Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Sandra (Marion Cotillard) non sta lavorando perché è in malattia,attanagliata da quel morbo subdolo chiamato depressione. In sua assenza nella fabbrica belga dove è impiegata viene offerto un bonus di mille euro ai sedici lavoratori, se voteranno sì alla contemporanea riduzione di personale che comporta il licenziamento di Sandra: vi ricorda qualcosa di simile e recente in Italia? Indovinato. La donna, sposata e madre di due figli, ha bisogno dello stipendio come dell’aria che respira, perché la sua famiglia ha cambiato casa e sta pagando un oneroso mutuo. Una sua collega, una amica cara con un minimo di cognizioni sindacali, contesta la prima votazione sfavorevole a Sandra, perché il capo del personale prima del voto ha fatto capire che chi rifiutava il bonus poteva essere licenziato a sua volta. [+]

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guidobaldo maria riccardelli sabato 28 maggio 2016
la tenacia nel non vendersi Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Intenso e necessario, rappresenta l'ennesima dimostrazione della notevole caratura dei Dardenne, capaci come pochi di inquadrare il nostro tempo, di evidenziarne lo sfaldamento morale, senza inutili lustrini a corredo. Dopo il non eccellente Le Gamin au vélo, i cineati belgi tornano su livelli di caratura assoluta per questa pellicola marcatamente sociale ed umana, attuale e profetica, specchio di una meschinità serpeggiante ed incentivata nelle società moderne. Vittima del ricatto del proprietario della fabbrica per cui lavora, Sandra dovrà cercare disperatamente l'appoggio dei colleghi per evitare il licenziamento, arrivando a mettere in gioco la propria stessa vita, già provata da una condizione pregressa non ottimale. [+]

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cesare premi mercoledì 24 dicembre 2014
asciutto, profondo, antiretorico Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Asciutto, profondo, antiretorico, Due giorni, una notte è un film per cinefili autentici. La ripetitività delle scene (Sandra deve fare il giro dei suoi colleghi operai di una piccola fabbrica di pannelli solari per cercare di convincerli a votare contro il suo licenziamento sacrificando il bonus di mille euro) è solo apparente: in realtà ogni colloquio apre uno squarcio di umanità nuova e diversa, dalla collega che Sandra credeva amica e che si fa negare al citofono al collega che spalleggiato dalla moglie adduce motivi improbabili, dall'amica sensibile ma tiranneggiata dal convivente al precario immigrato che sceglie la solidarietà pur temendo per il suo posto di lavoro. [+]

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