Amour

Film 2012 | Drammatico, 127 min.

Regia di Michael Haneke. Un film Da vedere 2012 con Isabelle Huppert, Jean-Louis Trintignant, William Shimell, Emmanuelle Riva. Cast completo Titolo originale: Amour. Genere Drammatico, - Francia, Austria, Germania, 2012, durata 127 minuti. Uscita cinema giovedì 25 ottobre 2012 distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 4,11 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 14 maggio 2020

Palma d'oro al Festival di Cannes 2012 e premio Oscar come Miglior film straniero, il film di Haneke è interpretato da Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva e Isabelle Huppert. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai David di Donatello, ha vinto un premio ai Golden Globes, 4 candidature e vinto 2 BAFTA, ha vinto 4 European Film Awards, 10 candidature e vinto 5 Cesar, 2 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Amour ha incassato 1,3 milioni di euro .

Amour è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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2012
Consigliato assolutamente sì!
4,11/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA 4,56
PUBBLICO 3,38
ASSOLUTAMENTE SÌ
Haneke racconta un amore senile proseguendo la sua critica a una struttura sociale ipocrita.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 20 maggio 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 20 maggio 2012

Anne e Georges hanno tanti anni e un pianoforte per accompagnare il loro tempo, speso in letture e concerti. Insegnanti di musica in pensione, conducono una vita serena, interrotta soltanto dalla visita di un vecchio allievo o della figlia Eva, una musicista che vive all'estero con la famiglia. Un ictus improvvisamente colpisce Anne e collassa la loro vita. Paralizzata e umiliata dall'infarto cerebrale, la donna dipende interamente dal marito, che affronta con coraggio la sua disabilità. Assistito tre volte a settimana da un'infermiera, Georges non smette di amare e di lottare, sopportando le conseguenze affettive ed esistenziali della malattia. Malattia che degenera consumando giorno dopo giorno il corpo di Anne e la sua dignità. Spetterà a Georges accompagnarla al loro 'ultimo concerto'.
"Diventare vecchi è insopportabile e umiliante" scrive Philip Roth in "Everyman", uno dei suoi romanzi più dolenti e implacabili intorno alla senilità e alla malattia, argomenti temuti e tenuti ai margini del discorso pubblico. Ci voleva un regista rigoroso come Michael Haneke per contemplarli, mettendo in scena una coppia di ottuagenari che guarda in maniera diretta la propria estinzione. E diretto e frontale è pure lo sguardo di Haneke, che 'infartuando' la sua protagonista introduce nella sua vita un senso di precarietà e un destino cinico, che non si accontenta di farti invecchiare, soffrire e morire, prima della tua dipartita si porta via i tuoi amici, quelli che amavi, quelli che conoscevi, quelli che frequentavi, costringendoti all'ennesimo funerale.
Una cerimonia funebre quasi sempre artificiosa e balzana come quella che Georges racconta ad Anne, esorcizzando la morte e ingaggiando con l'oblio uno scontro penoso. Nei sogni ad occhi aperti, Anne e Georges vorrebbero 'vivere' di nuovo, riavere tutto daccapo, guardando foto in bianco e nero o suonando un pianoforte accordato alla maniera della loro relazione. Ma è un attimo, non si fanno certo illusioni i personaggi interpretati da Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva, la cui bellezza il tempo ha oltraggiato. I loro corpi, che hanno condiviso e abitato i 'colori' di Kieslowski, si arrendono in Amour a ogni sofferenza e al più irrevocabile declino in un crescendo di convalescenze e (ri)cadute.
Non risparmia niente Haneke allo spettatore, accomodato in sala nell'incipit del film e risvegliato nel progredire dell'affezione dalle "cose ovvie, altrimenti indiscusse". La vecchiaia è un massacro e la malattia si fa beffa dell'ansia di durare con una precisione assoluta, terrificante, invisibile ma visibile nei suoi effetti. Haneke procede e approfondisce la critica a una struttura sociale ipocrita, che non ha il senso della realtà e del coraggio e persevera nel contemplare la 'senescenza' come tempo della pace e stagione dei ricordi sereni. Il male, che nel villaggio dei dannati nella Germania de Il nastro bianco cresceva dentro il corpo della comunità, in Amour consuma adesso il corpo di Anne, ingolfandola fino a 'spegnerla'. Impietosa e severa, la violenza della malattia è raddoppiata dalla geometrica prigione dei movimenti di macchina e da uno stile di inarrivabile crudeltà. Unica concessione per Haneke è l'amore, l'amore del titolo, consentito insieme alla disperazione, alla rabbia e alla ribellione.
Questa volta non c'è niente da nascondere e l'etica raggelante dell'autore austriaco prevede una via d'uscita dopo aver scavato con le unghie nel dramma sostanziale dell'essere umano, dopo aver centrato la corporeità dell'esperienza della vita. A riempire nell'epilogo il vuoto di Anne e Georges resta soltanto il pieno della Eva di Isabelle Huppert, ultima espressione nel film dell'essere in vita.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 26 ottobre 2012
Antonio Montefalcone

Haneke torna a esplorare i volti oscuri e crudeli dell’esistenza, di una realtà sempre sfuggente e nascosta. E lo fa tramite una cupa e cinica incursione nel mondo della vecchiaia e della malattia, dove il male che devasta i corpi si traduce in malessere che annienta le anime. A dispetto di ciò che può evocare il titolo, il film è tutt’altro che dedito al sentimentalismo e alla dolcezza.

FOCUS
INCONTRI
mercoledì 10 ottobre 2012
Marianna Cappi

Mesdames et Messieurs, ecco a voi Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva. Due nomi che hanno fatto la storia del cinema francese e non solo (Trintignant ha fatto anche la nostra), riuniti a Roma per un'occasione speciale qual è la promozione di Amour , il film di Michael Haneke che ha vinto la Palma d'Oro all'ultimo festival di Cannes e si prepara ad uscire nelle sale italiane il 25 ottobre, distribuito dalla Teodora Film.

Frasi
"Spero che un giorno qualcuno tratti lei come lei tratta i suoi pazienti... e che lei non abbia nessun mezzo per difendersi"
Una frase di Georges (Jean-Louis Trintignant)
dal film Amour - a cura di Rouge
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Il momento più difficile della vita, che naturalmente è la fine, in un film che tiene fede per due ore al suo titolo: Amour. Senza effetti di stile, ma con un linguaggio sorvegliatissimo che esalta la prova davvero magnifica dei protagonisti. E senza ricorrere a medici, letti d'ospedale, flebo, cateteri e altri elementi ricattatori, immancabili nella pornografia del dolore oggi dilagante.

NEWS
MYMOVIESLIVE
lunedì 8 febbraio 2016
Marzia Gandolfi

Se Roland Barthes ha trovato parole per tutti i gradi dell'amore ("Frammenti di un discorso amoroso"), il cinema ci ha donato tutte le immagini di quell'amore. Se proviamo a ricordare il primo bacio o il primo abbraccio di cui siamo stati testimoni, la [...]

NEWS
lunedì 3 dicembre 2012
Annalice Furfari

Il 2012 è l'anno di Amour. Dopo la consacrazione al Festival di Cannes con la conquista della Palma d'oro, il film diretto dall'austriaco Michael Haneke si è ora aggiudicato i più importanti premi assegnati dalla European Film Academy.

NEWS
domenica 27 maggio 2012
Giancarlo Zappoli

È bene ricordare la composizione della Giuria di Cannes 65 perché dalla sua eterogeneità è emerso uno dei Palmarès più condivisibili degli ultimi anni (con un’eccezione). Nanni Moretti (regista/sceneggiatore/attore), Hiam Abbas (attrice/regista), Jean [...]

GALLERY
lunedì 21 maggio 2012
Nicoletta Dose

La croisette ha accolto ieri il cast artistico di Amour, dramma d'amore firmato Michael Haneke, già Palma d'Oro a Cannes 2009 con Il nastro bianco: Isabelle Huppert, Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant, assente come attore cinematografico dal 1998. [...]

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