L'ultimo samurai

Film 2003 | Avventura 144 min.

Titolo originaleThe Last Samurai
Anno2003
GenereAvventura
ProduzioneUSA
Durata144 minuti
Regia diEdward Zwick
AttoriTom Cruise, Ken Watanabe, William Atherton, Billy Connolly, Seizo Fukumoto, Timothy Spall Togo Igawa.
MYmonetro 3,49 su 65 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Edward Zwick. Un film con Tom Cruise, Ken Watanabe, William Atherton, Billy Connolly, Seizo Fukumoto, Timothy Spall. Cast completo Titolo originale: The Last Samurai. Genere Avventura - USA, 2003, durata 144 minuti. - MYmonetro 3,49 su 65 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Toni epici per il tanto atteso nuovo ruolo di Tom Cruise: il capitano Algren, così lontano dalla sua America cui ha dato tanto quanto quella lo ha deluso, trova in Katsumoto e nel codice dei samurai una straordinaria somiglianza con i suoi ideali. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office L'ultimo samurai ha incassato 18,1 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,49/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,98
CONSIGLIATO SÌ
Un film molto curato, visivamente prezioso, con una regia senza impennate né cadute, prevedibile ma godibilissima.
Recensione di Davide Morena
Recensione di Davide Morena

Storia del Capitano Algren del 7° cavalleggeri e del suo coinvolgimento nell'epopea che decretò l'ingresso della civiltà nipponica tra le moderne potenze militari. Il prezzo da pagare fu mettere fine alla millenaria tradizione dei samurai, guardia scelta dell'Imperatore, guidata nel suo canto del cigno da Katsumoto, grande guerriero. Algren, prigioniero dei samurai, conosce un mondo fondato su valori dimenticati che imparerà ad amare. The Last Samurai porta la firma di Tom Cruise più che del suo regista, Zwick, che si conferma un discreto mestierante: la sua è una regia senza impennate né cadute, prevedibile ma godibilissima. Nel complesso il film è molto curato e la minuziosa rappresentazione di una cultura a noi così lontana tiene alta l'attenzione fino alla fine, nonostante le due ore e mezzo di durata complessiva. Visivamente prezioso, risaltano purtroppo tre pecche troppo comuni al cinema hollywoodiano di oggi: la morale "a la Rocky Balboa" eccessivamente pervasiva e al limite della nausea; i dialoghi macchinosi e senza mai un guizzo; come mai per quanto venga riconosciuta la grandezza morale altrui (nel caso specifico il samurai) c'è sempre un americano che è un pochino più grande?

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Recensione di Andrea Chirichelli
lunedì 19 gennaio 2004

Due lustri dopo Balla coi Lupi, un'altra star decide di erigere un monumento alle proprie passioni ed ambizioni. Dopo la struggente e malinconica epopea Kostneriana, è Tom Cruise ,"la più grande star del mondo", a cimentarsi con una grande saga, stavolta con lo sguardo rivolto a Oriente. Il risultato finale, frutto di un equlibrato mix tra concessioni alle leggi hollywoodiane e rigore formale e contenutistico è un film molto gradevole, a tratti scontato e banale,ma capace nel suo complesso di emozionare ed appassionare.
Il rischio di girare una pellicola autoreferenziale e velleitaria era alto: fortunatamente la scelta di un solido artigiano del cinema come Zwick, molto a suo agio quando si tratta di rappresentare la guerra in tutte le sue forme, è particolarmente felice. Le sequenze di battaglia e la lunga ora centrale, a volte noiosetta, ma sicuramente nevralgica per l'economia della pellicola, durante la quale Cruise apprende i fondamenti del bushido, sono eccellenti. La sceneggiatura ondeggia pericolosamente sul filo della banalità nel momento in cui inizia il percorso formativo del protagonista: alcune frasi potrebbero trovare tranquillamente posto negli incarti dei baci perugina, ma si sa, per un meccanismo produttivo pesante e contorto come quello americano, approfondire eccessivamente precetti etico morali e regole di vita può risultare oggettivamente incomprensibile (ed impossibile).
Cruise come attore non è mai stato un granché: il suo vertice lo ha raggiunto con Eyes Wide Shut; però è un produttore lungimirante e sa quando praticare l'understatement: la scelta di comprimari brillanti, tra cui spicca l'incredibile Watanabe (un premio Oscar sarebbe quanto meno necessario, vista la sua gigantesca interpretazione del leader Matsumoto) è indicativa in questo senso. Del resto, chi mette il grano, può anche permettersi determinate ingerenze... e anche questo film non cede alla regola: la volontà dell'attore di dirigere il regista appare talmente evidente, da risultare smaccata in certi situazioni,come nelle sequenze del bacio alla giovane vedova, del pianto finale del soldato al cospetto dell'imperatore ed in genere in tutte le sequenze in cui Cruise è in scena senza comprimari. Piccoli difetti che non inficiano il risultato globale.
Com'era lecito aspettarsi montaggio, fotografia e costumi sono eccezionali e permettono allo spettatore di scivolare rapidamente e senza conseguenze lungo i 150 minuti di durata della pellicola. Il target viene colpito nella sua globalità: tanto il pubblico femminile potrà bearsi della prestanza e fisicità dell'attore, tanto quello maschile potrà apprezzarne le mise en scene belliche, spettacolari e coreografiche.
Ad accompagnare il kolossal, termine spesso usato a sproposito ma perfettamente calzante per The Last Samurai, c'è il solito Zimmer, un nome, una garanzia, che firma una partitura eccelsa ed epica. Uno dei suoi migliori lavori degli ultimi anni. Stupendi costumi e location, a dimostrazione che la ricerca storica c'è stata e ha sortito effetti positivi, qualche perplessità lascia la scelta di preferire i primi piani agli stacchi in campo lungo durante la battaglia campale:un vero ben di dio, che va in parte sprecato a scapito di una forse eccessiva attenzione alle sorti dei personaggi in battaglia. Ma sono questioni di lana caprina. The Last Samurai, visivamente, è una gioia per gli occhi.
Forse i discorsi e gli approfondimenti che il film stimola, sono più interessanti della pellicola in sé, ma è comunque chiaro che siamo di fronte ad un film eccezionalmente riuscito dal punto di vista formale e più che discreto su quello contenutistico. Promosso.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 24 settembre 2011
nfl 26

Forse potreste pensare che è un'americanta ma vedetelo e capirete che è un capolavoro dei giorni nostri!!! Storia commovente di un Giappone nuovo,più occidentale,aperto alla innovazioni tecnologiche,privo di sentimenti che cerca di soffocare il vecchio Giappone,pieno di valori,di tradizioni,un mondo affascinante in cui tutti noi vorremmo rifugiarci! L'America fà [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 giugno 2011
Filippo Catani

Alla fine dell'Ottocento il Giappone esce dal suo secolare isolamento e cerca collaborazioni con i paesi occidentali su diverse materie e quindi anche per l'addestramento dei militari. Per fare questo lavoro verrà chiamato e portato in Giappone un capitano dell'esercito famoso per le sue lotte contro gli indiani ma rimasto particolarmente turbato dalle atrocità commesse contro di essi.

venerdì 20 maggio 2016
Renato C.

Ottima storia del capitano Nathan Algren, reduce dal 7° Cavalleggeri del generale Custer e sopravvissuto alla battaglia del "Little Big Horn", che gli è rimasto il cuore sconvolto dal massacro di tribù indiane, specialmente di donne e bambini! Viene mandato in Giappone con lo scopo di fare vendere armi americane all'esercito giapponese ed addestrarlo nella lotta contro [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 aprile 2014
jacopo b98

 1876. Il capitano dell’esercito americano Nathan Algren (Cruise) è inviato in Giappone per addestrare l’inesperto esercito nipponico. Viene tuttavia catturato dal capo della ribellione interna al paese: Katsumoto (Watanabe), un samurai. Tra i due nasce l’amicizia e Algren si schiera con i samurai nella guerra che sta per scoppiare.

domenica 11 giugno 2017
Portiere Volante

Indubbiamente un film che si fa seguire volentieri. Inizialmente avevo temuto nel "bidone" vedendo il nostro Algren ubriaco,già sospettavo infatti la sua rinascita in pieni toni da americanata pura. Il riscatto dell'uomo avviene ma con una sceneggiatura tutto sommato "contenuta". La parte più interessante è l'incontro con Katsumoto e con la cultura [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 marzo 2011
robertone65

Tom Cruise è bravo ad interpretare ruoli di tutti i tipi, dall'azione al dramma, fino all'avventura dell'Ultimo Samurai: la storia commovente, ma troppo antimilitarista, del Capitano Nathan Algren, del Settimo Cavalleggeri, segnato profondamente dal massacro degli Indiani al Fiume Washita, che si ubriaca e vende fucili Winchester, finché viene richiamato in servizio da un [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 ottobre 2009
Hanek85

Straordinario, perfetto, un film che trasmette emozioni, valori ceh fa commuovere, un film che parla di eroi che vengono pian piano abbattuti dalla società moderna che vuole cancellare le piu grandi tradizioni! I samurai vivranno sempre! Ottimo Tom Cruise , e gli altri attori, a questo film manca solo l' Oscar

martedì 28 dicembre 2010
ntn93

film capolavoro

mercoledì 10 febbraio 2010
Ulisse104

Tom Cruise si dimostra essere davvero un grande attore. Il film è ricco di valori e di sentimenti, cosa che al giorno d'oggi non se ne sente più parlare. Il film deve essere gustato comodamente seduto su un divano per essere attenti alla trama. I valori dei Samurai vanno ben oltre il normale livello umano.

lunedì 28 novembre 2016
Portiere Volante

Vero è che il buon Tom Cruise è di fatto il protagonista ed in più di un'occasione ci mostrano la sua sofferenza,la proverbiale maestria nell'arte della spada ed una sorta di immortalità da purosangue americano,tuttavia il mio personaggio preferito e' il mitico Katsumoto interpretato da un Watanabe in ottima forma.

giovedì 23 luglio 2015
Portiere Volante

Il film complessivamente mi è piaciuto , in particolare tutta la parte di quando il capitano viene "ospitato" nel villaggio nemico. Anche la cultura samurai è stata trattata con rispetto ed ammirazione e ben rappresentata ,anche se ovviamente ci vorrebbero ore e  documentari per descriverla. Katsumoto è un gran bel personaggio ,il migliore del film.

domenica 5 luglio 2009
Elisabeth

Molto umilmente mi accingo a scrivere un contrappunto a Morena per la sua ultima frase (che si poteva risparmiare, ed avere più consensi alla sua recensione)"Per quanto riconosciuta la grandezza altrui -nel caso specifico il Samurai - c'é sempre un americano che è un pochino più grande ????? Caro Davide L'americano non è, e non sarà mai un pochino più grande.

venerdì 5 dicembre 2014
sciakubucu

Ma riscontri del commento ne Ho trovati, che ne ho trovati, riguardando il film ieri sera..!

Frasi
...non vi dirò come è morto. Vi dirò come è vissuto.
Una frase di Il capitano Nathan Algren (Tom Cruise)
dal film L'ultimo samurai - a cura di FaZu
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Tom Cruise con barba, baffi e capelli spioventi sul collo come Buffalo Bill. Perché? Perché esce da un western, ha conosciuto il generale Custer, è capitano dei Soldati Blu e ha assistito con raccapriccio alle atrocità che un suo superiore ha commesso ai danni degli Indiani, colpevoli solo di voler difendere la loro terra e le loro tradizioni. Sa perfettamente, però, com’è l’arte della guerra, così [...] Vai alla recensione »

Alessandra Vitali
La Repubblica

Tu pensi che un uomo possa cambiare il suo destino?" "Io penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino non si rivela". Il destino del capitano Algren è nel Giappone della seconda metà dell'Ottocento. Non in quell'America conquistata col Winchester, sterminando cheyenne innocenti, al comando del generale Custer, "un omicida innamorato della sua stessa leggenda".

Roberto Nepoti
La Repubblica

"È proprio nelle occasioni in cui c'è tutto da temere che non bisogna temere niente; è quando siamo circondati da pericoli d'ogni tipo che non dobbiamo averne paura; è quando siamo senza risorse che dobbiamo contare su tutte" scriveva, più di duemila anni fa, Sun Tzu nell'Arte della guerra. Frasi che Edward Zwick avrebbe potuto mettere in apertura dell'Ultimo samurai, epopea dell'onore e del sacrificio [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Bellissime battaglie, anche quelle contro i Ninja. Bellissimo Tom Cruise con la barba e i capelli lunghi che già non ha più, protagonista e produttore. Bellissima l'idea di comunicare attraverso la guerra idee di pace: collocati alla fine dell'Ottocento in Giappone, il desiderio di conoscenza e convivenza tra un eroe americano e un eroe giapponese, il dolore della transizione tra vecchio e nuovo nei [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Tom Cruise tiene particolarmente al suo L’ultimo Samurai. E ne ha ben donde. Oltre che attore protagonista, è anche produttore. E il tour europeo a tappe forzate è la risposta alla tiepida accoglienza che il film ha avuto in patria. Come le cronache d’oltre oceano hanno battuto, L’ultimo samurai non è stato gradito dalla critica a stelle e strisce (lo hanno definito un Balla coi lupi in salsa orientale) [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Tom Cruise tiene particolarmente al suo L’ultimo Samurai. E ne ha ben donde. Oltre che attore protagonista, è anche produttore. E il tour europeo a tappe forzate è la risposta alla tiepida accoglienza che il film ha avuto in patria. Come le cronache d’oltre oceano hanno battuto, L’ultimo samurai non è stato gradito dalla critica a stelle e strisce (lo hanno definito un Balla coi lupi in salsa orientale) [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Tornare i selvaggi: questa la specialità del capitano americano Nathan Algren. Benché sia ancora piuttosto giovane, il protagonista di L’ultimo samurai, di Edward Zwick, ha già una notevole esperienza di orrori. Era con il generale Custer, ha partecipato alle spedizioni punitive contro i pellerossa, si è salvato per miracolo dal massacro di Little Big Horn.

Franco Montini
La Repubblica

C’era una volta il western: oggi c’è l’eastern. Il cinema americano guarda a Oriente. Dimenticati i cowboys e le colt, vanno di moda i samurai e le katane. Cambiano gli scenari, con l’ombra dei Fujiama al posto dei Grand Canyon, i combattimenti all’arma bianca invece delle sparatorie, ma emozioni ed avventure sono molto simili, come l’ambientazione temporale, sempre la stessa: il XIX secolo.

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Tornare i selvaggi: questa la specialità del capitano americano Nathan Algren. Benché sia ancora piuttosto giovane, il protagonista di L’ultimo samurai, di Edward Zwick, ha già una notevole esperienza di orrori. Era con il generale Custer, ha partecipato alle spedizioni punitive contro i pellerossa, si è salvato per miracolo dal massacro di Little Big Horn.

Marco Giovannini
Panorama

L’ufficiale Nathan Algren (Tom Cruise), un po’ come il marinaio Jack Blackthorne (Richard Chamberlain) di Shogun, riscopriva valori persi nel suo paese nel Giappone dei samurai. Che in realtà sarebbero i nemici che lui è stato chiamato a combattere. Ma d’altronde il loro capo Katsumoto, braccato dalle truppe imperiali come simbolo di un passato feudale, si considera sempre al servizio dell’imperatore [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

«Agli dei è più caro il sangue degli eroi delle preghiere dei devoti e dei versi dei poeti», recita un cavalleresco adagio. Con i samurai non c’era l’imbarazzo della scelta: furono guerrieri, devoti e poeti. Nella storia del Giappone ce ne sono stati di feroci, abietti e senza scrupoli, ma il tempo che passa privilegia come è noto il mito, rendendolo immacolato.

NEWS
CELEBRITIES
martedì 11 dicembre 2007
Stefano Cocci

In Leoni per agnelli il ragazzo di New York torna alla recitazione Quello di Tom Cruise è un marchio globale al pari di Calvin Klein, Microsoft o Toyota. Un risultato ottenuto grazie a una carriera più che ventennale, in cui il ragazzo di Syracuse [...]

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