Campione d'incassi in Francia, un viaggio nel tempo che diventa un percorso di trasformazione. Presentato al Rendez-Vous e dal 18 giugno al cinema.
di Paola Casella
Francia, 1958. Michel lavora in banca come consulente al credito per le imprese. Hélène, sua moglie, resta a casa a cucinare, passare l'aspirapolvere e lavare i panni a mano - finché tramite un concorso non vince una lavatrice "moderna" che creerà un corto circuito che spedirà Michel ed Hélène nel 2025, in una realtà parallela che vede tutto capovolto.
La premessa di Era meglio domani ha grandi potenzialità, tanto comiche quanto drammatiche, ma sfrutta solo le prime, e non sempre con la necessaria sagacia, ma la commedia fa sorridere, tanto nella parte iniziale quanto nello sviluppo successivo, in cui il presente viene raccontato come ricco di progressi ma non privo di lati negativi, come la dipendenza dei giovani dai device, la birra senza alcol e l'obsolescenza programmata.
Il film semplifica un po' troppo a scopo comico quelli che sono temi attuali e rilevanti: ma si lascia guardare volentieri, e immaginiamo già un remake italiano, visto il successo di cassetta oltralpe.