Onora il padre e la madre

Film 2007 | Drammatico 117 min.

Regia di Sidney Lumet. Un film Da vedere 2007 con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Aleksa Palladino. Cast completo Titolo originale: Before the Devil Knows You're Dead. Genere Drammatico - USA, 2007, durata 117 minuti. Uscita cinema venerdì 14 marzo 2008 distribuito da Medusa. - MYmonetro 3,86 su 255 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Due fratelli organizzano una rapina nella gioielleria dei genitori, ma tutto andrà terribilmente male, mettendo in moto una serie di eventi che complicherà incredibilmente le loro vite. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Onora il padre e la madre ha incassato 3 milioni di euro .

Onora il padre e la madre è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato assolutamente sì!
3,86/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA 3,85
PUBBLICO 3,20
CONSIGLIATO SÌ
Un'opera drammatica e assoluta, che affronta con estrema sensibilità e senza didascalismo la natura distorta, imperfetta e complessa dell'uomo.
Recensione di Tirza Bonifazi
lunedì 22 ottobre 2007
Recensione di Tirza Bonifazi
lunedì 22 ottobre 2007

Per ragioni diverse Andy e Hank si trovano a navigare in cattive acque. Quando il maggiore dei due fratelli propone al più giovane di unirsi a lui in una rapina "facile facile", Hank s'illude di poter finalmente venire a capo della sua miseria economica e affettiva. Tuttavia, quando accetta, non sa che Andy ha organizzato il colpo nella gioielleria dei loro genitori.
Sidney Lumet torna a mettere in scena la violenza, contestualizzandola all'interno della psiche umana e della famiglia. Onora il padre e la madre è un thriller che si addentra nella mente (e nel cuore) dell'uomo, esplorandone i conflitti e le reazioni più contorte. Con una tecnica di flashback mai fine a se stessa il regista statunitense presenta la visione individuale dei personaggi - gli interrogativi, le frustrazioni, i vizi e le virtù - offrendo un quadro saturo di disperazione.
La sceneggiatura potrebbe limitarsi a un linguaggio fatto di gesti e sguardi più che di parole, tanto sono efficienti le prove recitative dei protagonisti e l'utilizzo della macchina da presa. Il teatro d'azione - che sia una gioielleria, un bar o un appartamento radical chic - sembra vorticare su se stesso conducendo gli attori in labirinti senza uscita che esemplificano la loro condizione esistenziale. Andy (il superlativo Philip Seymour Hoffman) è all'apparenza un uomo di successo, con una bella moglie e un lavoro prestigioso. Vive in un ordine "claustrofobico" per mettere a tacere il disordine interiore. La sua incapacità di amare (e ancor meno di manifestare le proprie emozioni) è raffigurata da un unico gesto compiuto di fronte all'ammissione di tradimento: un moto d'ira - tanto spontaneo da suggerire l'improvvisazione - che lo porta a buttare per aria oggetti senza romperne nessuno, fino a rovesciare una coppa di pietre levigate per meglio osservare il suo io, un io frammentato.
Ethan Hawke, che interpreta il fratello minore di Hoffman, annulla il suo volto d'attore per entrare anima e corpo nei panni di Hank, regalandogli immaturità, angoscia e senso di colpa. Interprete e personaggio diventano tutt'uno di fronte alla macchina da presa e le pause e i silenzi, oltre che gli sguardi, servono a fissarlo nell'universalità della trama. Onora il padre e la madre è un'opera drammatica e assoluta, che affronta con estrema sensibilità e senza nessun tipo di sconto o didascalismo la natura distorta, imperfetta e complessa dell'uomo.

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Stefano Lo Verme

Andy Hanson è un dirigente finanziario senza scrupoli; suo fratello Hank è un padre di famiglia divorziato che non riesce a pagare gli alimenti alla ex-moglie: entrambi hanno un disperato bisogno di soldi. Per risolvere i rispettivi guai, Andy suggerisce ad Hank una soluzione impensabile: rapinare la gioielleria dei propri genitori. Hank accetta la proposta del fratello, ma il loro piano non andrà come previsto...
Alla veneranda età di 83 anni il leggendario regista Sidney Lumet, vincitore del premio Oscar alla carriera nel 2005, ci regala uno dei film più tenebrosi, duri e drammatici della sua cinquantennale carriera: Onora il padre e la madre. L'emblematico titolo originale, Before the devil knows you're dead, è ripreso da un vecchio proverbio irlandese, secondo il quale conviene sperare di arrivare in paradiso "mezz'ora prima che il diavolo sappia che sei morto": vale a dire, non esistono innocenti e non c'è speranza di redenzione per chi ha qualche misfatto sulla coscienza. Proprio come i protagonisti di questa pellicola, il pavido Hank ed il cinico Andy, interpretati rispettivamente da Ethan Hawke e Philip Seymour Hoffman: due fratelli che, per sfuggire ai loro guai, decideranno di intraprendere una strada pericolosa e senza via d'uscita.
Il film di Lumet si apre con una rapina, come accadeva anche nell'indimenticabile Quel pomeriggio di un giorno da cani: un colpo in apparenza facile facile, ma in cui invece, a dispetto delle previsioni, ogni cosa andrà storta. Una banale truffa ai danni dell'assicurazione si trasforma così in un'agghiacciante tragedia familiare, un incubo ad occhi aperti che scatenerà conseguenze sempre più incontrollabili, fino a concludersi in un autentico bagno di sangue. La sceneggiatura, scritta dall'esordiente Kelly Masterson, scompone la struttura temporale del racconto, partendo dalla rapina per poi ricostruire a ritroso l'intero antefatto delle vicende e presentarci i vari personaggi: individui comuni, inesorabilmente prigionieri della propria mediocrità (Andy ha truffato la società per cui lavora ed ora rischia di essere smascherato; Hank non ha i soldi per mantenere l'ex-moglie e la figlia) e pronti a svendere ogni valore - la dignità umana, il rispetto di se stessi e perfino i legami familiari - sull'altare del dio Denaro, dal quale sembra dipendere tutta la loro esistenza.
Attraverso una trama sempre tesa e coinvolgente, che utilizza i flashback e i flashforward per narrarci la medesima storia secondo punti di vista differenti, il regista di Quinto potere disegna un affresco cupo e impietoso della nostra epoca, in un mondo privo di qualunque morale e in cui neppure gli affetti più intimi possono garantire una prospettiva di felicità. Il percorso parallelo di Hank e Andy diventa dunque un viaggio di sola andata che porta dritti all'Inferno, sullo sfondo di una New York dipinta come una metropoli fredda e indifferente. Non è il Destino, né tantomeno il Caso a muovere le pedine della scacchiera: sono gli stessi personaggi, con le loro scelte guidate dall'avidità e dall'opportunismo, a sancire la propria condanna, contemporaneamente vittime e carnefici. E nel finale, non resterà alcuna possibilità di catarsi: solo un odio mostruoso e feroce, che si consumerà nel più orrendo dei crimini (quello di un padre pronto a strangolare il figlio per placare la propria sete di vendetta).
Con Onora il padre e la madre, Sidney Lumet firma il suo miglior film in oltre due decenni, un'opera vibrante di tensione e diretta con abilità magistrale. Perfetto il cast: da uno straordinario Philip Seymour Hoffman, eccellente nel ruolo del fratello freddo e calcolatore, ad una sensuale Marisa Tomei, la moglie infedele di Andy; senza dimenticare, ovviamente, un grandioso Albert Finney, pater familias distrutto dal dolore e accecato dal desiderio di pareggiare i conti ad ogni costo.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nell'estate 2006 a New York, dopo un lungo lavoro di preparazione con gli attori, all'età di 82 anni Lumet girò il film più angoscioso della sua carriera, il 45° per il cinema. La sceneggiatura, la prima, è del rinomato commediografo Kelly Masterson. Al sarcastico titolo italiano (il 4° comandamento del Decalogo di Mosè) si oppone quello originale, tratto da un arguto detto irlandese: "Meglio arrivare in paradiso mezz'ora prima che il diavolo sappia che sei morto". È la storia di una famiglia della media borghesia che deve affrontare il peggiore dei nemici, sé stessa, in un conflitto che nasce dal denaro: la rapina in una gioielleria che ha tragiche e impreviste conseguenze è il motore dell'azione, esposta in una struttura temporalmente frantumata prima e dopo l'evento. Attraverso una trafila di debiti, falsi in bilancio, sensi di colpa, ricatti, tradimenti, vendette, provocando situazioni in cui ogni membro maschile della famiglia (donne quasi escluse) fa emergere il peggio di sé stesso, si arriva a un finale sconvolgente. Tragedia o melodramma? Il formidabile cast degli interpreti è una sfilata di Oscar, compreso quello alla carriera dato a Lumet nel 2005, ma anche tra le figure di contorno non mancano gli attori decorati con premi teatrali o televisivi. Occorre citare almeno Hoffman (doppiato da Pino Insegno) il cui talento gli ha permesso di essere promosso, come qui, da caratterista a protagonista.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 27 aprile 2013
Fedson

Intraprendendo un viaggio all'insidia dei più intimi segreti della famiglia Hanson, Sidney Lumet produce uno dei più grandi thriller degli ultimi anni. Due fratelli, entrambi "complici" sia del loro subdolo presente nel quale vivono, sia della loro disastrosa vita privata, si ritrovano nuovamente complici nel mettere in atto quella che, per il fratello maggiore Andy (Philip Seymour Hoffman), è una [...] Vai alla recensione »

lunedì 7 settembre 2015
Noia1

Un ragazzo coinvolge il fratello in una rapina ai danni dei genitori, qualcosa però va storto. Thriller teso, messo in scena come film d’autore, dai tempi lunghi alle ambientazioni sontuose, dalle inquadrature misteriosamente significative alla profondità tragica con cui vengono affrontati alcuni temi. Film che in realtà si rivela intricato, gigantesca indagine dell’anima di una famiglia nella società [...] Vai alla recensione »

giovedì 3 settembre 2015
Giorgio Postiglione Giorpost

Nell' anno 2007 il grande e compianto regista americano Sidney Lumet sforna il suo ultimo lavoro, Onora il padre e la madre (USA), un dramma diretto in modo innovativo e al contempo intriso dei più classici tecnicismi del film d' autore e certamente uno dei suoi capolavori. Siamo all' interno di un nucleo familiare apparentemente eterogeneo ma unito, formato da una coppia anziana [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 aprile 2015
dario

E' un film di attori e di regia. I primi coprono le indecisioni della seconda e i buchi della sceneggiatura. L'insieme è tenuto ad alti livelli da una morale di fondo che si discosta dalla solita lezioncina sul mamterialismo americano. Il film è cupo perchè è cupa la materia che tratta. Qui non manca il coraggio di scendere negli abissi dell'animo umano.

lunedì 27 dicembre 2010
Nalipa

Alla rispettabile età di 82 anni ha firmato questo splendido film, dove  evidenzia ancora una volta l'immagine distorta che l'America ha di se stessa e costruisce un noir cluaustrofobico e provocatorio su rapporti famigliari, fallimenti, risentimenti e perdita di valori. Lo svolgimento della vicenda é spezzata poi unita e,  creando una bella tensione, riprende [...] Vai alla recensione »

sabato 26 settembre 2015
stefano capasso

Andy e Hank sono due fratelli che trovandosi in difficolta economiche decidono di fare una rapina alla gioielleria dei genitori. Conoscono tutto del negozio e delle abitudini di chi ci lavora e sono convinti che si tratterà di un gioco da ragazzi senza nessun pericolo. Hank cerca collaborazione in un “esperto”, e sarà proprio lui a trasformare la rapina in una tragedia.

venerdì 11 settembre 2015
Fabal

Afflitti da gravi problemi economici due fratelli decidono di rapinare una gioiellieria. Tutto va per il verso sbagliato e il complice ci lascia le penne. Ma il come e il perché lo capiremo a poco a poco tramite un'abile costruzione narrativa, in cui si alternano, con diverse focalizzazioni, presente e passato. Nei primi minuti lo spettatore deve ricordarsi di respirare, talmente efficace [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 agosto 2015
enzo70

Sisney Lumet mette in scena una angosciosa odissea sulla crisi dei rapporti famigliari. Andy, grandioso Philip Seymour Hoffman, al solito grandioso, e Hank, Ethan Hawke, sono figli di una famiglia borghese, i genitori hanno una gioielleria in un centro commerciale, e sono ambedue in cattive acque. Andy è il fratello maggiore, quello sicuro di se, nonostante abbi truccato i conti della società [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 ottobre 2013
Luca Scialo

Andy e Hank sono due fratelli con problemi economici. Il primo ha frodato il fisco e i conti dell'impresa per cui lavora; il secondo è stato messo Ko dal divorzio. Andy gli propone una rapina apparentemente facile, proprio alla gioielleria degli anziani genitori. Ma Hank ingaggia un amico sentendosi non all'altezza del colpo. Ma le cose vanno nel peggiore dei modi e i loro guai, anziché [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 marzo 2012
Filippo Catani

New York. Due fratelli, per motivi diversi, si ritrovano sull'orlo del baratro finanziario. Per uscire dall'impasse i due decidono di rapinare la gioielleria di famiglia dato che il bottino sarebbe ottimo, non c'è sorveglianza e i gioielli sono assicurati. Le cose non andranno come previsto innescando una terribile spirale di eventi.

sabato 2 ottobre 2010
giugy3000

Due fratelli. Due caratteri diversi.Due vite diverse.Il maggiore,Andy, un uomo tutto d'un pezzo ha fatto carriera in un'azienda che non ama e passa un giorno sì e un giorno no da uno spacciatore per rifornirsi di ottima cocaina. Il minore, Hank, è un tipo stralunato senza ambizioni, padre di una figlia a cui non riesce nemmeno a pagare gli alimenti.

giovedì 7 novembre 2013
iankenobi

quando un regista ultraottantenne riesce ancora a fare un film del genere non ci resta che alzarci in piedi ed applaudirlo. Un film di gran classe in cui tutto risulta perfetto. la storia e' abbastanza semplice,due fratelli, stretti dalla morsa delle difficolta' finanziarie,decidono di rapinare la gioielleria dei genitori,conoscendo tutto di quel posto,allarmi,entrate e uscite,combinazioni,pensand [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 giugno 2013
ShiningEyes

Andy ed Hank sono due fratelli, molto diversi tra di loro, ma hanno in comune una situazione personale ed economica a pezzi (più Hank che Andy); Andy, che è il fratello maggiore, è un tipo impassibile e sicuro di sé, ed è con la stessa impassibilità che propone al fratellino di svaligiare la gioielleria dei genitori.

domenica 19 maggio 2013
jacopo b98

 Tutto ruota intorno ad una rapina: Andy (Seymour Hoffman) e Hank (Hawke) hanno bisogno di soldi, il primo perché è un drogato e neanche il suo stipendio a sei cifre gli permette di continuare, io secondo perché il suo modesto lavoro non gli permette di pagare gli alimenti alla ex-moglie. Che fare? Nulla di più semplice che rapinare la gioielleria dei genitori (Finney [...] Vai alla recensione »

sabato 7 novembre 2009
Paolo Schipani

May you be in heaven half an hour, before the devil knows you’re dead –«Che tu possa stare in paradiso mezz’ora, prima che il diavolo sappia che sei morto». Suona così il proverbio irlandese da cui Sidney Lumet ha tratto il titolo del suo film. Reso in italiano con Onora il padre e la madre (Usa, 2007, 117'), il quarto comandamento: quello che ci chiede di amare e rispettare i genitori.

sabato 6 novembre 2010
G. Romagna

Andy ed Hank, due fratelli, si ritrovano in serie difficoltà economiche. Andy, il più grande dei due, decide di eliminare i problemi d'entrambi organizzando una rapina in una gioelleria. Non una gioielleria qualunque: quella dei genitori. Il piano è semplice e, apparentemente, indolore: Hank dovrà entrare mascherato all'apertura (quando è presente solo la commessa) e farsi consegnare la refurtiva armato [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 gennaio 2010
Paperoga

Il film si apre con una scena che non ha alcuna giustificazione narrativa. Probabilmente inserita a metà della storia avrebbe ridestato qualche spettatore appisolato....e sì, perchè il ritmo, soprattutto nella prima parte è così lento da risultare noioso....l'uso della tecnica retrospettiva non contribuisce a ravvivare l'azione, è pretestuoso ( non se ne avverte il motivo dal momento che non vi sono [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 gennaio 2010
ultimoboyscout

Arrivare a rapinare la gioielleria dei genitori significa essere alla canna del gas...e forse è anche troppo poco!!! Un film duro e di una violenza interiore estrema, opera massima di Lumet. Hoffman in forma strepitosa in un ruolo di grande impatto e Hawke gli fa da ottima spalla. Pellicola a mio avviso bellissima assolutamente da vedere.

sabato 10 dicembre 2011
ramon76

dramma famigliare forzato ma blando, sprazzi di stile qua e la, niente di nuovo.

venerdì 4 dicembre 2009
Twoems

Un mondo senza più una morale, dove ogni rapporto sociale/familiare ha perduto la sua umanità, sostenuto solamente dalle necessità di dar sfogo alle pulsioni o soddisfare la sete di denaro. C'è l'uomo solo, distrutto, disperato, che vive per inerzia perché non ha più nulla. La famiglia, sede degli affetti più profondi, è lacerata da odio, sensi di colpa, violenza.

sabato 24 settembre 2011
tiamaster

"onora sidney lumet" è il titolo adatto a questo stupendo film,sidney lumet che nella sua vita haimè conclusa ha fatto sempre ottimi film,ma questo è in assoluto il suo miglior film,assolutamente idimenticabile,veramente bello.

venerdì 5 novembre 2010
aurelio1998

un film molto crudo,convincente e nello stesso tempo anche noir.Un prodotto "by Sidney Lumet" dove si vivono profondamente le situazioni sia economiche che familiari di questi due fratelli!Un prodotto originale nel suo genere.

martedì 10 maggio 2016
Barolo

Regista straordinario, riesce sempre attraverso il suo cinema ad entrare nelle complesse dinamiche psicologiche di persone normali o deviate, che rompono imrpvvisamente la routine e  fanno qualcosa di insolito,grave e inaspettato.L'abisso morale in cui precipitano  i protagonisti,è raccontato con disarmante semplicità, a ricordarci come è facile coinvolgersi [...] Vai alla recensione »

martedì 4 febbraio 2014
joker 91

Lumet ci regala con questa magnifica pellicola il suo ultimo e sofferto film. Lumet  presenta una umanità distorta,sconcia e ripiegata sul peccato ma bisognosa di redenzione e cambiamento. Un cast stellare da Hawke al grandissimo premio oscar Hoffman (scomparso prematuramente con il suo grandissimo talento),il nucleo famigliare medio rappresentato a una metafora universale,la pellicola [...] Vai alla recensione »

giovedì 2 maggio 2013
gatsby97

Film davvero incredibile per il susseguirsi di eventi e per le grandi recitazioni come quella di Philip Seymour Hoffman che ci regala una straordinaria performance composta da dolore , sensi di colpa e angaoscia di una vita a soqquadro.... per non parla di Hawke ke entra perfettamente nella parte ; tra l'altro è un film del grande Sidney Lumet che lascia la propria impronta su questo film [...] Vai alla recensione »

giovedì 23 febbraio 2012
denzel for ever

mi sembrava di vedre un misto tra....un film dei fratelli cohen e tarantino .....molto lento....cn qst flashback...che alla fine sono inutilissimi...e allunagano sl il brodo....mi aspettavo molto di piu...l'unica cosa che mi è piaciuta è stata la recitazione..piuttosto buona

giovedì 10 novembre 2011
molenga

Andy e Hank sono fratelli: entrambi si trovano in guai finanziari e debbono risolverli il prima possibile: Andy ha un'idea, da un lato(quello pratico) semplice, dall'altro (quello morale) complicato: rapinare la piccola gioielleria dei genitori. All'inizio Hank, che dovrebbe essere l'esecutore materiale del furto, non è d'accordo, ma poi cede: peccato che gli imprevisti siano [...] Vai alla recensione »

giovedì 31 marzo 2011
Dandy

Dopo l'imbarazzante "Prova a incastrarmi"e lo sfortunato"Strip search" Lumet torna in sella alla grande raccontando lo sfascio dei valori di una famiglia in una società che spera solo di farla franca qualunque cosa accada.I flashback,come ne "Le Iene",non sono esonerativi,e più che centellinare i colpi di scena,servono a far emergere graduatamente l'abiezi [...] Vai alla recensione »

domenica 3 maggio 2009
DONY64

Film drammatico interpretato da attori gia' noti.La trama e' scontata e in flash back sono continui e ripetitivi tanto da rovinare il film che complessivamente e'poco interessante.Complessivamente un film discreto e inutile.Voto 6/6+

domenica 22 novembre 2009
Fulvia

Molto ben fatto questo film. Da vedere!!!Unica pecca è la cronologia. Continui sbalzi fra presente e passato. Occorre un buon quoziente di intelligenza per apprezzare questo film....sorrido :O) Vedetevelo!!!E' bello!

Frasi
Io posso farlo, tu puoi farlo, chiunque può farlo.
Una frase di Andy (Philip Seymour Hoffman)
dal film Onora il padre e la madre - a cura di Paioco89
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

È un grandissimo film «Onora il padre e la madre», presentato fuori concorso alla Festa di Roma, di quelli, però, che non concedono nulla allo spettatore e gli negano il consueto balsamo consolatorio. Il veterano Sidney Lumet, ottantadue anni e un Oscar alla carriera, torna infatti sugli schermi con un thriller scabro, spietato, claustrofobico e a tratti d'insostenibile, benché strategica, sgradevolezza [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Non è un «numero intero», la vita di Andy Hanson (Philip Seymour Hoffman). È lui stesso che lo dice, in un passaggio cruciale di Onora il padre e la madre (Before the Devil Knows You're Dead, Usa, 2007, 117'). Seduto nell'appartamento di Justin (Blaine Horton), e reso disperatamente lucido dall'eroina che quello gli ha iniettato, tenta di fare un bilancio di sé, e dell'angoscia che lo schiaccia.

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

La rivista Satisfiction (si trova in libreria, su internet, è appena sbarcata su Radio Capital, e prossimamente andrà su Rai Tre) ha inventato le recensioni "soddisfatti o rimborsati". Se il libro calorosamente raccomandato non risulta di vostro gradimento, o se dopo la prova lettura siete convinti che il recensore l'abbia sparata grossa, chiamando capolavoro una sovrana schifezza, Gian Paolo Serino [...] Vai alla recensione »

Raffaella Giancristofaro
Rolling Stone

Un film che comincia con il culo grosso di Philip Seymour Hoffman che fa sesso con una e si guarda allo specchio parte già sotto una buona stella. Se poi qui interpreta pure un colletto bianco eroinomane con un fratello senza soldi né cervello (Ethan Hawke) che fa derubare la gioielleria della madre da un ladro da strapazzo pensando di passarla liscia, il gioco si fa davvero interessante.

Dario Zonta
L'Unità

C’e un detto irlandese che recita così: «È meglio arrivare in Paradiso mezz'ora prima che il diavolo si accorga che siamo morti». Premessa inespressa di questo motto «cattolico» è che siamo tutti peccatori. Sidney Lumet ha scelto un segmento di quest'espressione popolare, Before the Devil Knows You're Dead («Prima che il diavolo sappia che sei morto»), per intitolare il suo ultimo film e anticipare [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Sono le 7.58 del mattino. In un quartiere periferico di New York, l'anziana Nanette apre i battenti della piccola gioielleria di famiglia. Qualcuno cerca di rapinare il negozio: la vecchia signora afferra una pistola e fa fuoco; uno dei malfattori cade, l'altro si dà alla fuga. La donna è gravemente ferita. Da qui in poi, Onora il padre e la madre racconta gli antefatti del sanguinoso episodio, poi [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

The grim lesson of “Before the Devil Knows You’re Dead” is delivered by an elderly jewelry dealer sitting in a tiny, dark room somewhere in the diamond district of Manhattan. “The world is an evil place,” he declares, with the authority of someone who has seen and done plenty of bad things. “Some people make money from it, and some people are destroyed by it.

Serafino Murri
XL

Una rapina ai propri genitori andata male, e il gioco al massacro che ne consegue. Un'ironia nerissima che sfiora il cinismo, quella del mostro sacro Lumet, 83 anni e ancora la capacità di schiaffeggiare la feroce idiozia del mondo. Un film luciferino: non c'è un solo aspetto della famiglia che non sia fatto a pezzi, non un personaggio da salvare, in questa angosciosa commedia tragica all'insegna del [...] Vai alla recensione »

Alessio Guzzano
City

Il film più bello della stagione lo firma Sidney Lumet, un signor regista 84enne, grande esperto di brutte rogne metropolitane, processi, verdetti, rapine e giorni da cani. Eccelso cinema d'Autore, pronipote di tragedia greca. Trama srotolata e riavvolta cambiando punto di vista, macchina da presa pitagorica, cupo rigore di base, strepitoso cast all'altezza, finale in scia a Shakespeare (e Eastwood). [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Giù il cappello davanti a Sidney Lumet, 83 anni e quasi altrettanti film (molti di più se contiamo gli episodi tv). Più la dote, rara, di trasformare tutto ciò che tocca in oro a colpi di cinema. Cioè di ritmo, di dialoghi perfetti, di inquadrature semplicissime e geniali, di attori capaci di dare con pochi tocchi spessore e profondità anche a personaggi ordinari o spregevoli.

Giona A. Nazzaro
Film TV

Sidney Lumet appartiene alla generazione di cineasti statunitensi il cui lavoro si è interfacciato con l'affermarsi della televisione. Registi del calibro di John Frankenheimer, Robert Mulligan, Arthur Penn e Robert Altman sono stati suoi compagni di viaggio. Dotato di un talento robusto e duttile, caratterizzato da una forte motivazione etica, in grado di trarre performance esemplari dai suoi interpreti, [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Giù il cappello davanti a Sidney Lumet, 83 anni per quasi altrettanti film (molti di più se contiamo i singoli episodi tv). E la dote, oggi rara, di trasformare in oro tutto ciò che tocca a colpi di cinema. E cioè di ritmo, di dialoghi perfetti, di inquadrature semplicissime e geniali, di attori al massimo della bravura. Non importa quanto inverosimili sia la storia o sbilenche le psicologie.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

New York in noir. 'Onora il padre e la madre', di Sidney Lumet, è un thriller newyorchese veloce, ricco di energia, sui guai di un'America che vive indebitandosi Fatto di cronaca attuale, tragedia elisabettiana, melodramma: due fratelli rapinano per soldi la gioielleria dei genitori, provocano per incidente la morte della madre, uccidono per paura alcuni testimoni e/o ricattatori, uno scappa chissà [...] Vai alla recensione »

Alessandra De Luca
Ciak

Andy Hanson (Philip Seymour Hoffman) e suo fratello Hank (Ethan Hawke) sono disperatamente a caccia di soldi. Il primo, che non riesce a tenersi lontano dalla droga e da uno stravagante stile di vita, sta colando a picco trascinandosi dietro la sua carriera di broker e il matrimonio, mentre il secondo, un perdente nato, deve tre mesi arretrati di assegni alla sua ex moglie e alla figlia.

Dennis Lim
The New York Times

MOST directors do not go on to make one of their best films after receiving their lifetime achievement Oscars. But then, most directors do not have the near-legendary stamina and efficiency of Sidney Lumet, who accepted his honorary Academy Award two years ago, turned 83 in June and now has made 44 features in 50 years. (By his standards he has slowed down a little.

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Sidney Lumet non è sbarcato a Roma, ma ha mandato, fuori concorso, Before the devil knows you're dead, uno dei film più aspri e robusti tra quelli passati sugli schermi in questi giorni. A conferma che l'età anagrafica conta poco, quel che dà spessore è il talento, le storie e la capacità di raccontarle. La vicenda affronta e disintegra letteralmente i rapporti famigliari e i suoi componenti attraverso [...] Vai alla recensione »

Peter Travers
Rolling Stone

Give props to Sidney Lumet. His influence is everywhere. American Gangster is just the kind of film this prince of New York City would have directed in the 1970s. And Tony Gilroy's Michael Clayton owes much to Lumet's Network and The Verdict. So it's a kick that Lumet, 83, puts the younger mavericks to shame with a dynamite film that ranks with the year's best.

Rocco Giurato
Il Quotidiano della Sera

C'era una volta l'America di Altman, quella scomoda, contraddittoria e spesso contestata, ma sempre universalmente accreditata di verità e di quel tocco di lucidità superiore, che faceva di ogni opera del regista un vero capolavoro. Ora che il Maestro ci ha lasciati il testimone è duro da assegnare ma un cantore come Sidney Lumet sembra in grado di raccoglierne la scomoda eredità, raccontandoci a modo [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

La tragedia è classica, il dramma è moderno: nella prima avvengono fatti devastanti, tuttavia il tono è sempre alto perché ne sono protagonisti uomini straordinari e dei; nel secondo, per quanto gli eventi possano essere terribili, tutto rientra in un ambito di gente comune e il legame con il cielo e con il fato appare irrimediabilmente spezzato. Per questo motivo Onora il padre e la madre firmato [...] Vai alla recensione »

Peter Bradshaw
The Guardian

A 84 anni Sidney Lumet ha realizzato un thriller in cui colpisce con la ferocia di un giovane ribelle. Un piccolo gioiello nella lunghissima carriera di un maestro. Con una cattiveria inesorabile e senza compromessi, il film affronta con serietà i concetti di male e di peccato raccontando in modo convincente una sorta di tragedia familiare contemporanea.

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Ottantatreenne, 41 film alle spalle, una love story con lo spettacolo iniziata a cinque anni sui palcoscenici del teatro yiddish (suo padre era un noto attore) e continuata tino a oggi dietro alla macchina da presa, Sidney Lumet è un leggenda reticente. C'è voluto molto per convincerlo a farsi intervistare. Onorato nel 2005 con l'Oscar alla carriera, ha scongiurato l'ipotesi della pensione dirigendo [...] Vai alla recensione »

Thomas Sotinel
Le Monde

"A bout de course" : une jeunesse érigée sur les cendres d'une famille libertaire Ce n'est pas si difficile que ça de se faire une place dans les livres d'histoire du cinéma. Il suffit de réaliser un film par an pendant un demi-siècle, comme Sidney Lumet. Le réalisateur de Douze hommes en colère (1957) et d'Un après-midi de chien (1976) a peu à peu reconquis l'estime de la critique et des historiens, [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
L'Espresso

Fatto di cronaca attuale, tragedia elisabettiana, melodramma: due fratelli rapinano per soldi la gioielleria dei genitori, provocano per incidente la morte della madre, uccidono per paura alcuni testimoni e/o ricattatori, uno scappa chissà dove, l'altro viene ammazzato dal padre. "Onora il padre e la madre", 45° film di Sidney Lumet ottantatreenne, è un thriller newyorchese veloce, ricco di energia, [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

A volte ritornano - e meno male. Dopo una cinquantina di film, alcuni dei quali (soprattutto quelli recenti) non all'altezza dei suoi classici, da La parola ai giurati (recentemente rifatto da Nikita Mikhalkov) a L'uomo del banco dei pegni, da Il gruppo a Serpico, da Quinto potere a Il verdetto, Sidney Lumet torna ad assestare la zampata del vecchio leone (classe 1924) con Onora il padre e la madre [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Sidney Lumet arriva sugli schermi con il suo Before the devil knows you're dead (Onora padre e madre), film davvero aspro. A conferma che l'età anagrafica conta poco, quel che dà spessore è il talento, le storie e la capacità di raccontarle. La vicenda affronta e disintegra letteralmente i rapporti famigliari e i suoi componenti attraverso una narrazione che si muove a capitoletti in cui si ricostruiscono [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Panorama

Ecco «il» film da non perdere, agghiacciante riflessione del maestro 82enne Sidney Lumet che non si fa illusioni sulla Famiglia, non predica la vita, ma dispiega lucido la spirale inarrestabile cui porta l'avidità. «Onora il padre e la madre» è la nuova tragedia americana (e forse anche nostra) in epoca di mutui che soffocano e alimenti che ti strozzano.

Francesco Bolzoni
Avvenire

Una rapina a una gioielleria apre Onora il padre e la madre di Sidney Lumet, uno dei più vivi e morali rappresentanti della vecchia guardia hollywoodiana (83 anni, 45 film, molti dei quali memorabili: La parola ai giurati, L'uomo del banco dei pegni, Serpico, Quel pomeriggio di un giorno cani, Quinto potere -, tanta televisione e teatro all'attivo, Oscar alla carriera nel 2005).

Davide Turrini
Liberazione

Inevitabile che di fronte agli ultimi film di Sidney Lumet si ragioni su quanto c'è di suo, a livello originario, basico, autoriale e quanto c'è dell'aiuto regista, dello sceneggiatore, del produttore. Un po' come di fronte all'episodio di Antonioni in Eros , molti si chiesero se non fosse stato girato da qualcuno che aveva visto tutti i film del maestro e poi ne aveva composto una summa poetico-estetica [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Il titolo originale - Before the devils knows you are dead (Prima che il diavolo sappia della tua morte) - del film di Sidney Lumet, presentato alla Festa di Roma, era prolisso, ma rendeva più di Onora il padre e la madre, la cui valenza si coglie solo a film visto. Lo percorre l'ossessione del denaro, alla quale soccomberanno per un verso o per l'altro i componenti di una famiglia di New York.

NEWS
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giovedì 5 marzo 2009
Edoardo Becattini

Fra Vecchio e Nuovo Continente Che sia in guerra, in amore, o indecisa fra studi metafisici e pulsioni omicide, è senza dubbio l'America la grande protagonista di questa domenica. Se la data darebbe ad indicare un trionfo di psicologie femminili, nel [...]

RUBRICHE
giovedì 13 marzo 2008
Chiara Renda

Thriller familiari Ci aspetta un weekend avventuroso nei cinema italiani: dalla preistoria alla fantascienza, fino ad arrivare al thriller gangsteristico, i film in uscita riservano grandi emozioni. Si comincia dal grande Sidney Lumet, indiscusso maestro [...]

CELEBRITIES
martedì 11 marzo 2008
Stefano Cocci

Storie di un uomo semplice dal talento straordinario Sebbene abbia un volto piuttosto convenzionale e caratteristiche non proprio da Adone – biondiccio, grassoccio, miope - Philip Seymour Hoffman compensa con il talento quello che madre natura non [...]

winner
miglior film extraeuropeo
Nastri d'Argento
2008
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