Cominciato all'insegna di Nicolas Cage e del suo smoking "fiammante", e terminato con una serie di eventi volti alla promozione delle nuove star asiatiche, il terzo anno dell'International Film Festival & Awards Macao ha confermato di voler essere una piattaforma di scambio tra continenti e poli dell'industria cinematografica. Quasi a sottolinearlo, anche i premi sono stati divisi equamente tra oriente e occidente, con il tesissimo dramma coreano Clean Up nominato Miglior Film e affiancato dal thriller argentino di droga e di frontiera White Blood come Premio della Giuria.
E se i valori di scambio culturale sono facili da inseguire a parole, pochi luoghi al mondo possono mettere sul piatto le medesime credenziali di cultura ibridata che rendono Macao così unica. Lo si ricorda a ogni angolo, ogni profumo e ogni riflesso, e lo si apprezza salendo gli scalini della Travessa da Paixão che conduce alla Cinemateca locale, dondolando ancora più in cima, a mo' di esca, uno spicchio delle rovine della cattedrale di San Paolo.
Una "traversa della passione" è in un certo senso anche la sezione Director's Choice, che invita su quegli stessi scalini diversi dei registi ospiti per proiettare i film del loro cuore. Molto apprezzata dal pubblico locale, la rassegna ha visto quest'anno classici come Lawrence d'Arabia e C'era una volta in America, anche se in termini di passione sarà dura superare l'entusiasmo adolescenziale di Ben Wheatley (Free Fire, High Rise) nella sua introduzione al glorioso Hard Boiled di John Woo, una cui copia in 35mm è stata fatta arrivare dalla dirimpettaia Hong Kong.



