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martedì 18 maggio 2021

Peppino Mazzotta

L'ispettore Fazio

Nome: Giuseppe Mazzotta
50 anni, 20 Maggio 1971 (Toro), Cosenza (Italia)
Biografia Filmografia Critica Premi Foto Articoli e news Trailer Dvd CD
Peppino Mazzotta
Aspettando la Bardot

Aspettando la Bardot

* * * - -
(mymonetro: 3,00)
Un film di Marco Cervelli. Con Peppino Mazzotta, Jennifer Mischiati, Simona Borioni, Nicola Nocella, Antonio Palumbo.
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Genere Commedia, - Italia 2018. Uscita 19/09/2019.
Anime nere

Anime nere

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,75)
Un film di Francesco Munzi. Con Marco Leonardi, Peppino Mazzotta, Fabrizio Ferracane, Barbora Bobulova, Anna Ferruzzo.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia 2014. Uscita 18/09/2014.
La misura del confine

La misura del confine

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,57)
Un film di Andrea Papini. Con Paolo Bonanni, Lorenzo Degl'Innocenti, Giovanni Guardiano, Luigi Iacuzio, Beatrice Orlandini.
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Genere Thriller, - Italia 2010. Uscita 06/05/2011.
Noi credevamo

Noi credevamo

* * * - -
(mymonetro: 3,36)
Un film di Mario Martone. Con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli.
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Genere Drammatico, - Italia, Francia 2010. Uscita 12/11/2010.
Cado dalle nubi

Cado dalle nubi

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,81)
Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Dino Abbrescia, Giulia Michelini, Fabio Troiano, Raul Cremona.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2009. Uscita 27/11/2009.
Filmografia di Peppino Mazzotta »

venerdì 16 aprile 2021 - Disponibile dal 19 aprile il terzo appuntamento vedrà protagonisti gli attori Cristiana Capotondi e Peppino Mazzotta. PRENOTA GRATIS IL TUO POSTO

Schermi in classe magazine, cosa ci dicono cinema e serie tv delle mafie?

a cura della redazione cinemanews

Schermi in classe magazine, cosa ci dicono cinema e serie tv delle mafie? A caratterizzare il terzo appuntamento di Sic Magazine, curato da studenti e studentesse di tutta Italia nell'ambito del progetto promosso da Cinemovel e Libera, è il racconto che delle organizzazioni mafiose e criminali passa attraverso il cinema, le serie Tv e i mezzi di comunicazione di massa. Un tema in continuità con le precedenti puntate del video-magazine in cui i giovani redattori hanno cercato di indagare quale sia la natura del confine fra fiction e realtà, fra virtuale e reale.

A dare il via a questo terzo appuntamento, in onda a partire da lunedì 19 aprile alle ore 15 sulla piattaforma di MYmovies, sarà il volto di Massimo Cerofolini, giornalista di Rai Radio Uno, che nella rubrica Apri Pagina, selezionando gli articoli scelti dagli studenti sul portale Schermi in classe, condurrà una rassegna stampa dedicata alle vittime di mafia. Si inizia con i giornalisti che hanno raccontato la criminalità nel nostro Paese (da Giuseppe Marrazzo a Mauro Rostagno, da Mario Francese a Pippo Fava, passando per la figura di Giancarlo Siani e la vicenda di Mauro De Mauro, il giornalista desaparecido) per poi proseguire con le figure del generale Carlo Alberto DallaChiesa, ucciso insieme a sua moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente Domenico Russo. Lo spazio si chiude con la storia di Vincenzo Agostino, il papà dell'agente Nino ucciso nel 1989 da Cosa Nostra insieme a sua moglie Ida Castelluccio.
Il racconto giocato sul confine fra il visibile e il non visibile, fra il dovere della memoria e il rischio dell'oblio, prosegue insieme all'attrice Cristiana Capotondi, nominata recentemente membro del CdA del Centro Sperimentale di Cinematografia da un decreto del ministro della Cultura Franceschini e protagonista nel 2014 de La mafia uccide solo d'estate di Pif che racconta: «È un film che ha ridicolizzato i boss mafiosi. Noi generalmente vediamo dei film in cui i boss sono degli eroi. Ne La mafia uccide solo d'estate, a differenza di tanti altri racconti, l'eroe non è più il boss ma il cittadino che resiste. I boss invece qui vengono ridicolizzati. Basta pensare alla scena in cui Totò Riina non riesce ad accendere il condizionatore».

«Considero il film di Pif un documento storico» dichiara poi ai microfoni di Sic Magazine la professoressa Lorena Fabi dell'IC Dante Alighieri di Nocera Umbra (Pg) nella rubrica Tutti a scuola in cui sottolinea l'importanza del suo stile narrativo capace di mescolare «ironia e serietà, finzione e fatti storici».

Chiuso il cerchio su La mafia uccide solo d'estate, la redazione di Sic Magazine incontra, nella rubrica Metropolis, Emiliano Morreale. Interrogato dalle studentesse sul modo in cui la mafia è stata raccontata nella storia della settima arte, il critico cinematografico racconta: «Il vero vuoto del racconto della mafia nel cinema è la mafia dei colletti bianchi. C'è sicuramente un problema di spettacolarità. È molto più facile e consolatorio per il pubblico vedere i mafiosi come uomini rozzi. Molto più sgradevole vedere dei film in cui i mafiosi sono persone come noi».
 
La puntata prosegue poi con la rubrica Eco della rete, lo spazio in cui i giovani conduttori suggeriscono al pubblico le pagine Instagram da monitorare per approfondire i temi della puntata. Per saperne di più di come la criminalità venga raccontata dall'industria audiovisiva, i profili IG suggeriti sono quello de La casa di carta, la serie Tv spagnola nata nel 2017, e quello di Marco D'Amore, attore protagonista della serie Tv Gomorra nei panni di Ciro Di Marzio.

Lasciato lo spazio virtuale di Instagram, le telecamere del video-magazine raggiungono Alessandra Aimar per Una notte al museo, la rubrica realizzata insieme al Museo Nazionale del Cinema di Torino. La referente dei Servizi didattici dell'istituzione piemontese si interroga sugli aspetti seriali del cinema delle origini, ci mostra la sceneggiatura di Psyco che Alfred Hitchcock ha donato al museo e ci regala un glossario che accompagna la dimensione audiovisiva della contemporaneità. «Sequel, saga, remake, shot for shot, cliffhanger», queste le parole con cui gli spettatori di Sic Magazine potranno familiarizzare.

La terza puntata si chiude con Peppino Mazzotta, l'attore calabrese noto per aver interpretato il personaggio di “Fazio” nella serie Tv Ilcommissario Montalbano. Il film oggetto della rubrica Rallenty, è Matrix, dei fratelli Andy e Larry Wachowski (1999). Mazzotta racconta una scena che considera estremamente attuale nel contesto pandemico che stiamo vivendo, quella in cui l'agente Smith, dopo aver catturato Morpheus, compara la specie umana a quella dei virus.

Appuntamento al 3 maggio per il quarto appuntamento in compagnia degli studenti e delle studentesse che compongono la redazione di Sic Magazine.

   

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