Certi bambini

Film 2004 | Drammatico +16 94 min.

Anno2004
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata94 minuti
Regia diAndrea Frazzi, Antonio Frazzi
AttoriGianluca Di Gennaro, Arturo Paglia, Miriam Candurro, Carmine Recano, Nuccia Fumo Peppino Mazzotta, Sergio Solli, Mario Giordano, Marcello Romolo, Terence Guida, Alessandro Guasco, Patrizio Rispo, Maria Laura Rondanini, Rolando Ravello.
TagDa vedere 2004
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,68 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Andrea Frazzi, Antonio Frazzi. Un film Da vedere 2004 con Gianluca Di Gennaro, Arturo Paglia, Miriam Candurro, Carmine Recano, Nuccia Fumo. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2004, durata 94 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,68 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dal pluripremiato romanzo di Diego De Silva, la cruda realtà della periferia partenopea. Una realtà che sembra appartenere alle favelas del Sud America e invece è proprio in casa nostra. Ha vinto 2 David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Giffoni,

Consigliato assolutamente sì!
3,68/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,76
CONSIGLIATO SÌ
Tratto da un breve romanzo, un film duro e impietoso.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Rosario ha undici anni. Abita in un condominio di periferia di una Napoli devastata dalla camorra. Vive con sua nonna, ammalata di Roipnol e drogata di televisione. E' la punta di diamante di un piccolo branco che passa le sue giornate trascinandosi tra sale giochi, brutte paninoteche, piccoli reati e roulette russe improvvisate sulla tangenziale. Ma c 'è anche un sacerdote che cerca di tenere insieme i pezzi (meglio: i frammenti) di una società che non si può più definire tale. Tratto da un breve romanzo di forte impatto è un film duro e apparentemente impietoso. in realtà ricco di pietà nei confronti di un infanzia a cui è negato di fatto persino il nome. Resta il pallone: unica ancora a cui sperare di potersi un giorno aggrappare per non annegare.

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Francesco Rufo
venerdì 10 luglio 2009

Certi bambini si basa su una struttura fatta di coppie, in alternanza o in opposizione. Abbiamo un’alternanza di tempi: da una parte, il presente narrativo, il tempo del viaggio di Rosario in metropolitana; dall’altra, il passato ricordato che emerge. Sul piano tematico, vediamo Rosario diviso tra due campi in opposizione: da una parte, il centro d’accoglienza, dove il ragazzo trova il modello positivo, la socializzazione, l’incontro positivo con l’altro, l’amore; dall’altra, la strada, dove il ragazzo trova il modello negativo, la malavita, la sopraffazione, la violenza. Al di là dei due campi, c’è la famiglia, costituita solo dalla nonna. Rosario è senza madre e senza padre, senza figure di riferimento: si spiegano così lo smarrimento, la confusione morale del ragazzo, la sua pulsione a cercare una famiglia, figure genitoriali vicarie, modelli. La nonna e Caterina rappresentano l’elemento femminile, che potrebbe essere portatore di qualità salvifiche. La nonna però è perduta nella demenza senile, mentre Caterina – figura edipica, materna e insieme legata alla scoperta della sensualità – è destinata a perdersi, a divenire figura del femminino come occasione mancata di salvezza. Ritroviamo nel film alcuni elementi fondamentali del neorealismo, come l’attenzione a realtà sociali degradate, a figure di emarginati, e la figura del bambino che subisce la situazione del mondo in cui vive, patisce gli atti e le decisioni degli adulti, non sa e non può re-agire, e allora vaga, si dà all’erranza e alla visione. Rosario, novello sciuscià, più che osservare la realtà, nel corso del viaggio che occupa quasi tutto il film, osserva ciò che ha dentro, i propri ricordi, in un flusso di coscienza che squaderna la sua interiorità attraverso l’intrecciarsi di presente e passato; più che camminare, si lascia trasportare in un viaggio nella memoria fatto di salti, frammenti, intermittenze; alla fine, Rosario agisce, sceglie il campo negativo, ma si tratta di una scelta e di un’azione quasi automatiche, incoscienti; e si ferma a giocare a pallone con altri ragazzi, cercando di abbandonarsi a un impossibile sogno di normalità e felicità fanciullesca.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal romanzo (2001), Premio Campiello, di Diego De Silva, sceneggiato dall'autore e dai registi con Marcello Fois e Ferdinando Vicentini Orgnani. Come Rosario, orfano dodicenne alla periferia di una Napoli innominata, diventa un sicario al servizio della camorra. Aperto da una splendida e metaforica sequenza all'aria aperta, il percorso di questo Bildungsroman in negativo avviene in metropolitana sul filo dei ricordi: al capolinea Rosario scende, esegue il suo omicidio su commissione e va a giocare a pallone. Puntiglioso, nitido nel suo distacco, ma anche coinvolgente, un po' troppo dimostrativo e programmatico, ma sgomitolato in scioltezza con una sagace scansione narrativa, è un'analisi della doppiezza infantile e dell'incapacità di distinguere il bene dal male: le tenere cure per la nonna rimbambita; i rapporti con gli adulti; la scuola della strada. E il primo innamoramento per una ragazza grande. Un'altra sconsolata storia sull'infanzia rapinata. Parlato in un dialetto stretto che qua e là avrebbe avuto bisogno di sottotitoli. 1° premio al festival di Karlovy Vary, Premio Europeo come rivelazione 2004 e 2 Globi d'oro.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 31 ottobre 2011
Conte di Bismantova

...se qualcuno si fosse accorto di qualche "semplicismo" di regìa e qualche ingenuità qua e là, ad esempio qualche dialogo stucchevole e scontato, qualche forzatura (a Napoli i dodicenni trombano con le prostitute bambine con la madre che fa il caffè?? ) e qualche colpo alla "film di Nino D'Angelo" (tipo la presentazione di Damiano che si gira levandosi i Ray-ban come se stesse facendo la pubblicità [...] Vai alla recensione »

giovedì 30 gennaio 2020
Gianni Quilici

L’inizio è folgorante. Veniamo subito investiti dalla violenza di una corsa di un branco di bambini-ragazzi, con la macchina da presa che sta loro addosso, mentre oltrepassano un canneto e salgono verso la collina su fino all’autostrada. Qui inizia la sfida: attraversare la strada, a rischio della vita, mentre le auto sfrecciano velocissime.

mercoledì 13 luglio 2011
time_traveler

Nella Napoli dei giorni nostri.Un ragazzino si trova invischiato in una realtà devastata dal disagio sociale e dalla malavita organizzata. Rosario, questo il suo nome, farà i conti con tutte le sfaccettature di una realtà difficile da sopportare, soprattutto difficile da credere. Un film molto intenso, forte visivamente parlando, con dialoghi in dialetto che accentuano la verosimilanza [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 marzo 2012
critichetti

Allora:il film nasce anche da un'idea bella con fini pregevolissimi,ma fa schifo! scene inutili a iosa,dialoghi aberranti e illogici oltre che un troppo frequente ricorso al dialetto napoletano.Va bene che è ambientato a Napoli,ma non tutti conoscono il napoletano.Poi il tutto è per far vedere che ai napoletani resta solo il calcio per salvarsi.

Frasi
Loro scappano e tu cammini… La gente davanti alla morte scappa.
Una frase di Damiano (Carmine Recano)
dal film Certi bambini - a cura di Lolle
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Silvestri
Il Manifesto

Certi bambini, film folgorante. L'inizio è shocking, da factory Corman. Non si racconta. Si deve vedere. Violento, come inusuale e forte è il film, anche nell'humor e nel sesso, ma di una violenza innocente, zig zagante. Il romanzo sullo sfondo (premiato, di Diego Da Silva, Einaudi) svanisce. Resta un pezzo di dolce necrorealista, stratificato, sovrapposto, intrecciato di sensazioni contrastanti, da [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Alle loro spalle ci sono i colori di un mare intatto e silenzioso. Sopra di loro incombe una scogliera grigia, alta come una minaccia. Di sasso in sasso, i quattro ragazzini ci si arrampicano su, verso una meta che ancora non si vede. Poi, sul confine tra il silenzio del mare e un fragore di automobili, la macchina da presa attraversa una linea fitta di canne.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Dopo Il cielo cade i registi Andrea e Antonio Frazzi tornano a far proprio un punto di vista infantile ricorrendo al romanzo premio Campiello di Diego De Silva Certi bambini. La personalità di Rosario, il protagonista di undici anni sepolto nel nulla di una metropoli del sud che è Napoli ma non viene detto e potrebbe essere pure Bogotà o Bangkok, vive una condizione sdoppiata senza ombra di un ordine [...] Vai alla recensione »

Michele Anselmi
Ciak

Tra Rossellini, Capuano e City of God, ecco la storia di un baby-killer tenero e spietato, senza genitori, affidato solo a se stesso e alle cure della mala. Il dodicenne Rosario ciondola con una piccola tribù criminale tra una sala giochi, II Burger, il molo e un centro d’accoglienza per ragazze sbandate di una città senza nome, che è Napoli. Una corsa in metropolitana verso un appuntamento fatale [...] Vai alla recensione »

Federica Lamberti Zanardi
La Repubblica

Le auto corrono veloci, in un traffico denso e caotico. Sul ciglio della strada quattro bambini: avranno undici anni o giù di li. Ecco il primo: chiude gli occhi e si lancia sull’asfalto, trattiene il fiato schivando, Dio sa come, le auto impazzite che frenano, sterzano, sbandano per evitarlo. Poi tocca agli altri in una prova di coraggio più estenuante della roulette russa.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Rosario ha un pugno di amici con cui divide tutto, i lavori, i guadagni, le prove di coraggio, i piaceri forti. Rosario beve, fuma, gioca a pallone, ogni tanto va anche al casino, così, per scaricarsi un po’. Rosario capisce tutto al volo e non dimentica niente. Sa eseguire gli ordini ma anche prendere l’iniziativa, per vendicarsi, per riparare torti veri o presunti, per chiarire chi comanda.

Roberto Castellano
Il Mattino

Certi bambini non conoscono l'infanzia, certi bambini crescono nell'emulazione dei peggiori adulti, certi bambini sostituiscono il piacere della fantasia con l’ ebbrezza dell'omicidio per diventare «grandi». Certi bambini, prodotto dalla Pequod di Rosario Rinaldo, nasce sull'asse Napoli-Firenze. Il bello, intenso, duro romanzo dello scrittore napoletano Diego De Silva è diventato un film diretto da [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Certi bambini non sono mai davvero bambini. Prendiamo Rosario, il piccolo protagonista del film di Andrea e Antonio Frazzi che si intitola proprio così, Certi bambini. Vive in una città del Sud, una metropoli facilmente identificabile con Napoli (dov’è stata girata la maggior parte delle sequenze) ma che allo stesso tempo può essere una qualsiasi città-metastasi del Mezzogiorno del mondo.

Enrico Magrelli
Film TV

Andrea e Antonio Frazzi (una delle tante brave coppie di fratelli-registi in attività) alternano una ubertosa produzione televisiva al cinema. Riuscendo, almeno così mi sembra, a non confondere i due linguaggi e le due diverse scansioni del tempo narrativo. Nel 1999 hanno realizzato il loro esordio per il grande schermo, il cielo cade, e ora propongono la loro opera seconda che si cala, di nuovo, nella [...] Vai alla recensione »

winner
miglior montaggio
David di Donatello
2005
winner
miglior produzione
David di Donatello
2005
winner
gran premio della giuria y generation
Festival di Giffoni
2004
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