Hannah

Film 2017 | Drammatico +13 95 min.

Titolo originaleHannah
Anno2017
GenereDrammatico
ProduzioneItalia, Belgio, Francia
Durata95 minuti
Regia diAndrea Pallaoro
AttoriCharlotte Rampling, André Wilms .
Uscitagiovedì 8 febbraio 2018
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Andrea Pallaoro. Un film con Charlotte Rampling, André Wilms. Titolo originale: Hannah. Genere Drammatico - Italia, Belgio, Francia, 2017, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 8 febbraio 2018 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Hannah
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Il ritratto intimo di una donna che, dopo l'arresto del marito, inizia una lenta discesa verso la depressione. Il film è stato premiato al Festival di Venezia.

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Charlotte Rampling giganteggia per profondità e realismo in un film radicale, ambizioso, volutamente estenuante.
Recensione di Ilaria Ravarino
venerdì 8 settembre 2017
Recensione di Ilaria Ravarino
venerdì 8 settembre 2017

Hannah aveva un marito, un figlio, un nipotino. Aveva un cane, un abbonamento in piscina, un lavoretto da governante. A un certo punto, tuttavia, nella sua vita è accaduto qualcosa. E quella quotidianità rassicurante fatta di piccole azioni - lavare il cane, comprare i fiori, stendere il bucato - ha perso improvvisamente di senso. Suo marito è finito in carcere, lasciandola da sola, e suo figlio non vuole parlarle. L'ombra del sospetto, un sospetto annichilente e impronunciabile, si allunga sulla sua stessa vita: chi è davvero suo marito? Perché lei è l'unica che sembra credere alla sua innocenza?

Radicale, ambizioso, volutamente estenuante: dopo l'ottimo esordio del 2013 con Medeas, Andrea Pallaoro mette in scena, in chiave antinarrativa, il dolore di una donna paralizzata dalla propria insicurezza, schiacciata dal peso della pressione sociale, incapace di ricostruirsi un'identità. E sceglie di farlo rinunciando quasi completamente al racconto, riducendo all'osso i dialoghi, frenando la progressione della trama fino quasi a fermarla.

Hannah accompagna in carcere il marito e da allora la sua lotta per ricostruirsi una quotidianità priva di turbamenti è anche quella dello spettatore, cui Pallaoro non concede praticamente nulla: pochi appigli narrativi nascosti in gesti quotidiani, scarni dialoghi dispensati con severo rigore e silenzi protratti, pesanti come il piombo. Non è certamente un film facile, Hannah, nel suo pretendere (attenzione) senza concedere (soddisfazione), respingente per scelta, estetica, (anti)narrazione.

Rifiutata la strada "facile" del racconto, Pallaoro si concentra con caparbia sul volto, il corpo, l'espressività della sua grandissima protagonista, una Charlotte Rampling sempre sullo schermo, inquadrata a distanza ravvicinata per cogliere ogni sfumatura della lentissima e dolente presa di coscienza del personaggio. Un vero e proprio stalking visivo che Rampling sostiene con la classe di un'attrice capace di lavorare in sottrazione, desaturando i sentimenti, in un'austerità emotiva che ben si intona alla monacale impalcatura del film.

Ma una Rampling che giganteggia per profondità e realismo (poteva forse essere altrimenti?) non basta a salvare Hannah da un certo autocompiacimento intellettuale, come se la scelta di abbandonare l'artificialità della sceneggiatura avesse comunque condotto all'artificiosità del contenuto. Diventa così a tratti irritante il ricorso al teatro sperimentale come metafora dei turbamenti della protagonista - è solo recitando le battute dei testi che studia per il corso di teatro, che Hannah riesce a verbalizzare sentimenti indicibili - così come è meccanica la punteggiatura "poetica" degli incontri stranianti che la donna fa in metropolitana.

Coraggioso nell'intraprendere un percorso alternativo al racconto di un dolore che disintegra identità e coscienza, Hannah commette l'errore di innamorarsi del proprio approccio, smarrendo la strada nel mezzo. E perdendo, peccato, la potenza accumulata nel primo slancio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 8 settembre 2017
Peer Gynt

Ci sono autori che credono che l'anti-narrazione, il rifiuto di moduli narrativi tradizionali voglia dire automaticamente arte. Ma non tengono presente che, a moduli narrativi tradizionali, bisogna sostituire qualcosa, non il nulla. Il film "Hannah" racconta la storia di una donna colpita da un'improvvisa tragedia (l'arresto del marito, per motivi che il film non esplicita mai [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 settembre 2017
ROBERT EROICA

#Venezia74. HANNAH. Eccoli 95 minuti che riesce a sostenere solo Obelix. Charlotte Rampling si aggira tra metro, ambienti domestici, scuole di improvvisazione teatrale, mentre il marito finisce in carcere non si sa per cosa. La cosa piu' avventurosa e' quando la tipa vende il cane ad una bambina. Andrea Palla (oro) gira in francese perche' e' il meno italiano tra gli italiani in gara nella sezione [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
sabato 9 settembre 2017
 

È con il monologo interiore di Hannah che si chiude il Concorso della 74. edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Quarto film italiano della Selezione ufficiale, dopo quelli di Virzì, Riso e Manetti Bros, il lavoro del trentino Andrea Pallaoro è [...]

winner
coppa volpi migliore int. femminile
Festival di Venezia
2017
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