Taxi Teheran

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Un film di Jafar Panahi. Con Jafar Panahi Titolo originale Taksojuht. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 82 min. - Iran 2015. - Cinema uscita giovedì 27 agosto 2015. MYMONETRO Taxi Teheran * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,70/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
   
   
   
Passeggeri di diversa estrazione sociale salgono e scendono da un taxi guidato da Jafar Panahi. Il tutto viene registrato, a loro insaputa.
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primo piano
Un'opera destinata a rimanere quale testimonianza di un cinema che si fa militante
Giancarlo Zappoli     * * * 1/2 -

Un taxi attraversa le strade di Teheran in un giorno qualsiasi. Passeggeri di diversa estrazione sociale salgono e scendono dalla vettura. Alla guida non c'è un conducente qualsiasi ma Jafar Panahi stesso impegnato a girare un altro film 'proibito'.
Panahi è stato condannato dalla 'giustizia' iraniana a 20 anni di proibizione di girare film, scrivere sceneggiature e rilasciare interviste, pena la detenzione per sei anni. Ma non c'è sentenza che possa impedire ad un artista di essere se stesso ed ecco allora che il regista ha deciso di continuare a sfidare il divieto e ancora una volta ci propone un'opera destinata a rimanere quale testimonianza di un cinema che si fa militante proprio perché non fa proclami ma mostra la quotidianità del vivere in un Paese in cui le contraddizioni si fanno sempre più stridenti.
I passeggeri che salgono sul taxi esprimono posizioni differenti nei confronti della società in cui vivono. Si va da chi vorrebbe applicare pene capitali 'esemplari' a chi invece difende giovani donne 'colpevoli' di essersi fatte trovare non dentro ma solo nei pressi di uno stadio (il cui accesso è consentito unicamente agli uomini). Ma ci sono anche anziane signore con pesci rossi al seguito o bambine intellettualmente vivaci. Ad un certo punto l'auto carica un ferito accompagnato dalla giovane moglie. L'uomo, sentendosi vicino alla morte, vuole fare testamento per impedire che alla consorte venga sottratta la casa in cui vivono.
La telecamera incorporata in un telefonino ne riprende quelle che dovrebbero essere le ultime volontà. In questo gesto si può cogliere un valore simbolico: grazie alle più recenti tecnologie è sempre più difficile per i regimi impedire agli individui di fare testimonianza di quanto accade.
Jafar Panahi è uno di loro e con quella leggerezza che nasce solo da una lettura profonda della società ci racconta la realtà che lo circonda facendo uso della finzione (i passeggeri sono attori che a loro volta rischiano nel partecipare al film che infatti è privo di credits). Ma raramente la finzione è stata così 'vera' al cinema.

Incassi Taxi Teheran
Primo Weekend Italia: € 111.000
Incasso Totale* Italia: € 668.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 27 settembre 2015
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Premi e nomination Taxi Teheran

premi
nomination
Cesar
0
1
Festival di Berlino
1
0
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La vita dentro un taxi

mercoledì 26 agosto 2015 di M. Locatelli

"Taxi Teheran" è uno di quei film che ti fanno stare bene. Jafar Panahi è capace di raccontare un Paese intero dall'interno di un taxi. E lo fa con un grande senso dell'umorismo anche se cosciente di raccontare una terribile realtà: Panahi non può girare film, la giustizia iraniana lo ha condannato a 20 anni senza poter prendere in mano una cinepresa. Un regista che non può girare, un' artista che non può arrichire il mondo con il continua »

* * * * *

Il coraggio di un artista

venerdì 28 agosto 2015 di no_data

E un documentario? Un film di finzione? Un film di protesta? cos'è veramente "Taxi Teheran"? L'ultima opera di Jafar Panahì è soprattutto un regalo al cinema e alla gente che di cinema vive (e muore). Un regalo per tutti noi, cinefili, che amiamo la Settima Arte per quello che è: una forma di libera espressione. La giustizia iraniana ha proibito a Panahi di girare film per i prossimi 20 anni, pena la prigione. Ma lui non ci sta e gira lo stesso. E continua »

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Un film necessario per rompere il silenzio

sabato 29 agosto 2015 di enzo70

Un film coraggioso, ma il rischio non è condanna della critica, ma il carcere, quello vero, cui Jafar Panahi è stato già condannato, pena sospesa, ma divieto assoluto di fare un film, tipo Taxi Tehran. Il regista si mette alla guida di un taxi ed attraversa la città caricando l’umanità della città, dal nano commerciante di dvd illegali, al borseggiatore alla maestra elementare. In pratica due telecamere, una vede davanti, una dentro, la scelta del continua »

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La forza delle idee

venerdì 28 agosto 2015 di stefano capasso

Ho visto ieri Taxi Teheran, un docufilm di Jafar Panahi. Il regista stesso è conduttore di un taxi che gira per la capitale iraniana, raccogliendo testimonianze di passeggeri (parenti, amici e sconosciuti) sulla vita quotidiana che si svolge nel paese. Ed emergono curiosità, credenze e soprattutto, immancabili, le dure leggi, che il governo impone al popolo, limitando spesso la libera espressione e la possibilità di conoscenza di altre culture. Ingegnoso ed interessante continua »

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DVD | Taxi Teheran

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 28 gennaio 2016

Cover Dvd Taxi Teheran A partire da giovedì 28 gennaio 2016 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Taxi Teheran di Jafar Panahi con Jafar Panahi. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Taxi Teheran (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS.

Prezzo: 17,99 €
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APPROFONDIMENTI | Taxi Teheran e il cinema nonostante tutto.

Il cruscotto della libertà

domenica 30 agosto 2015 - Roy Menarini

Il cruscotto della libertà Jafar Panahi sta costruendo una intera, nuova filmografia, a partire dalla propria condizione di prigionia. Almeno fino a quando (speriamo mai, viste anche le recenti novità nel rapporto tra Iran e Occidente) il regime non darà seguito alla condanna in carcere, per ora sospesa, al regista persiano è impedito "solamente" di fare film per vent'anni. Divieto che Panahi aggira ogni volta con idee sempre nuove e clandestine, mettendo a rischio la propria incolumità, rischiando quella cella fin qui evitata, e riuscendo al tempo stesso a mettere a prova gli elementi fondamentali della poetica del cinema iraniano.

   

APPROFONDIMENTI | Un regista che dà fastidio perché fa semplicemente il suo lavoro.

Jafar panahi

mercoledì 26 agosto 2015 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Jafar Panahi Ci si illude qualche volta che scrivere di cinema, prima di tutto una passione, preservi dai conflitti, allontani dalla vita reale, con le sue drammaticità. Un'illusione, appunto. Come tutte le forme di espressione di un singolo o di un gruppo, anche il cinema sa essere politico, quindi strumento di interpretazione della realtà. A volte infastidisce solo perché riesce a raccontarla. Jafar Panahi, classe 1960, è un regista che dà fastidio perché fa semplicemente il suo lavoro. In un paese, l'Iran, che ha una cinematografia nobile e magnifica, ma i cui slanci verso la modernità sociale sono ancora a singhiozzo.

   

GALLERY | Il film di Jafar Panahi, Orso d'Oro alla Berlinale 2015. Dal 27 agosto al cinema.

La locandina italiana

giovedì 28 maggio 2015 - a cura della redazione

Taxi Teheran, la locandina italiana Seduto al volante del suo taxi, Jafar Panahi percorre le animate strade di Teheran. In balia dei passeggeri che si susseguono e si confidano con lui, il regista tratteggia il ritratto della società iraniana di oggi, tra risate ed emozioni. Jafar Panahi, riguardo alla realizzazione del film Taxi Teheran, ha dichiarato: "sono un cineasta. Non posso fare altro che realizzare dei film. Il cinema è il mio modo di esprimermi ed è ciò che dà un senso alla mia vita. Niente può impedirmi di fare film e quando mi ritrovo con le spalle al muro, malgrado tutte le costrizioni, l'esigenza di creare si manifesta in modo ancora più pressante.

   

GALLERY | L'attrice al Festival con Queen of the Desert di Werner Herzog.

Applausi per nicole kidman

sabato 7 febbraio 2015 - a cura della redazione

Berlinale 2015, applausi per Nicole Kidman Applausi per Nicole Kidman, al Festival di Berlino per presentare Queen of the Desert di Werner Herzog, in cui interpreta la regina del deserto Gertrude Bell: "Sono abituata a stare in luoghi diversi - ha affermato l'attrice - ma il cielo e la notte del deserto sono le cose più belle che ho visto in tutta la mia vita". Con lei, oltre al regista, anche James Franco. In Concorso ieri anche Taxi di Jafar Panahi e 45 Years di Andrew Haigh, con una splendida Charlotte Rampling. Attesa oggi per Diary of a Chambermaid di Benoît Jacquot, storia di una cameriera (Léa Seydoux) che sfidò l'alta classe sociale francese.

   

VIDEO | Giovedì 27 agosto al cinema e in streaming su MYMOVIESLIVE.

'il mio film è indistribuibile'

martedì 25 agosto 2015 - a cura della redazione

Taxi Teheran, 'il mio film è indistribuibile' Su Taxi Teheran, film vincitore dell'Orso d'Oro 2015, Darren Aronofsky - presidente di Giuria dell'ultima edizione della Berlinale - ha dichiarato: "è meraviglioso intrattenimento magistralmente costruito. La giuria è rimasta toccata, commossa, ispirata. Jafar Panahi è un grande autore". E protagonista del film, di cui vi proponiamo oggi una clip in esclusiva, è proprio il regista, che al volante del suo taxi percorre le animate strade di Teheran e, in balia dei passeggeri che si susseguono e si confidano con lui, tratteggia il ritratto della società iraniana di oggi, tra risate ed emozioni.

   

Che bidonata il taxi di Panahi

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Film iraniano, Orso d'oro a Berlino: ovvero bidone in arrivo. Infatti ci si annoia parecchio sull'auto del venerato regista Jafar Panahi, che s'improvvisa tassista per vedere l'effetto che fa. Salgono e scendono i più svariati personaggi: un arrogante borseggiatore, un nano noleggiatore di dvd, un'asfissiante nipotina, due anziane sorelle con una boccia di pesciolini rossi. Il regime di Teheran aveva imposto a Panahi di non girare più film per vent'anni. Troppo poco. Da Il Giornale, 27 agosto 2 »

La verità viaggia in taxi

di Valerio Caprara Il Mattino

E tre. Da quando il tribunale iraniano lo ha condannato a non fare il regista per almeno vent'anni, sono ormai tre i film che Jafar Panahi ha realizzato in clandestinità. La novità, dopo This is not a Film, sbarcato avventurosamente al festival di Cannes in una chiavetta Usb, e Closed Curtain, visto solo a Berlino, è che stavolta il grande regista iraniano è uscito di casa. Anzi si è concesso un lungo giro nelle strade di Teheran alla guida di un taxi, applicando forse il più celebre dei detti islamici, almeno nei paesi non islamici (se Maometto non va alla montagna, eccetera). »

Taxi driver in Iran

di Paolo D'Agostini La Repubblica

Torna in mente una questione abbastanza imbarazzante. Possibile che la censura imposta agli artisti dai regimi dittatoriali, come è ancora oggi quello di Teheran, risulti in una certa maniera - anche se è difficile ammetterlo, anzi quasi indicibile - stimolante, produttiva, feconda, addirittura portatrice di ispirazione? Viene sempre alla mente, per esempio, il caso di un cineasta importante come lo spagnolo Carlos Saura il quale ha lasciato probabilmente un segno più incisivo con la sua prima produzione anni 60-70. »

Una corsa nella realtà

di Cristina Piccino Il Manifesto

Nelle note sul sito del film, alla voce «cast e crew», attori e tecnici si legge: «Il Ministero della Cultura e dell'Orientamento Islamico convalida i titoli di testa e di coda dei film 'divulgabili'. Con mio grande rammarico, questo film non ha titoli. Esprimo la mia gratitudine a tutti coloro che mi hanno sostenuto. Senza la loro preziosa collaborazione, questo film non sarebbe mai venuto al mondo». Già perché nonostante l'orso d'oro alla scorsa Berlinale, il successo mondiale, il film di Jafar Panahi, da oggi anche nelle nostre sale (felicissima ma non posso trattenermi dal dire che peccato il doppiaggio) è un film clandestino. »

Taxi Teheran | Indice

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Il film è oggi distribuito in 1 sala cinematografica:
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