Il padre

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Un film di Fatih Akin. Con Tahar Rahim, Sevan Stephan, Shubham Saraf, Alì Akdeniz, Zein Fakhoury.
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Titolo originale The Cut. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 138 min. - Germania, Francia, Italia, Russia, Canada, Polonia, Turchia 2014. - Bim Distribuzione uscita giovedì 9 aprile 2015. MYMONETRO Il padre * * * - - valutazione media: 3,14 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,14/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * 1/2 - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * * - -
Il film racconta il male nell'uomo, ciò che inconsciamente o volutamente, possiamo fare agli altri.
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primo piano
In una storia senza una virgola fuori posto l'unico che non sembra a casa propria è il suo autore
Gabriele Niola     * * 1/2 - -
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TROVASTREAMING

Fin dal nome Nazaret tradisce la religione e il gruppo etnico di provenienza per i quali viene catturato, separato dalla sua famiglia, messo ai lavori forzati, poi condannato a morte e (scampato miracolosamente) vessato ogni qual volta incontri l'autorità. Nell'impero Ottomano degli anni della prima guerra mondiale, assieme a molti altri armeni, la sua famiglia è vittima di uno dei primi genocidi programmati a tavolino. L'aver scampato la morte costa a Nazaret le corde vocali ma senza curarsi del problema d'essere muto affronterà viaggi nel deserto, nelle città e infine attraverso l'oceano per ritrovare le figlie da cui è stato diviso.
É con un quasi-kolossal, un affresco storico tra due continenti nello stile di David Lean o più prosaicamente delle europroduzioni dall'obbligata (e fastidiosissima) lingua inglese, che Fatih Akin chiude la sua trilogia su Amore, Morte e Satana. Il demonio di questo film non è difficile da individuare, è sia da una parte ben precisa che in tutti gli uomini che compaiono, dovunque il protagonista si rechi c'è un suo simile pronto ad atti immondi che Akin si assicura di filmare per sottolinearne la malvagità, non aderendo a nulla che non sia il punto di vista del suo piccolo uomo dal "culo secco".
Muto e determinato il protagonista di Tahar Rahim è il testardo motore perpetuo di questo film, protagonista di mille avventure alla ricerca delle figlie gemelle, sospinto dall'altro piccoletto, muto e determinato del cinema, Charlot, visto in una proiezione (la prima della sua vita e si intuisce anche dei luoghi che abita) di Il monello.
Il furioso Akin capace di dare un taglio rigoroso e preciso a storie bohemiene, cantore fenomenale della vita come viene e degli sconvolgimenti sentimentali in personaggi che nulla pianificano e tutto vivono a pieno, qui cambia stile, posa il coltello e impugna la spazzola, si nasconde totalmente e muta pelle alla ricerca di altri linguaggi, più generalisti, buoni per tutti e acquietati, come si conviene ad una produzione internazionale. Si concede dolly e grandi scene, gira in deserti remoti e dirige attacchi ai treni ma poi dello sturm un drang che aveva dimostrato di saper raccontare così bene (anche in una commedia solo apparentemente innocua come Soul kitchen) non rimane nulla. In questo polpettone storico dalla trama intoccabile e canonica, dove tutto è nel posto in cui dovrebbe essere (i buoni, i cattivi e ahimè anche il punto di vista del pubblico), non ci sono i guizzi dei migliori registi di kolossal, i grandi cineasti di sistema, e nemmeno le peculiarietà dei pesci che nuotano controcorrente come lui.
Partito nell'impero Ottomano (ovvero le radici della sua Turchia) e finito in America (ovvero le radici dello stile cinematografico di cui è permeato) The Cut rievoca le sensazioni delle proiezioni da aula magna del liceo, il cinema didascalico, pieno di buone nozioni, esatto in ogni riferimento, preciso nell'identificare la lettura storica opportuna che però conserva solo un languido rimasuglio di quello che dovrebbe essere l'inebriante sapore dolceamaro della storia messa scena.

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Il genocidio armeno: una ferita aperta

martedì 14 aprile 2015 di Galvanor

Lino Lavorgna *** “Un film puro, epico, di grande intensità e bellezza, come non se ne fanno più”. Parola di Martin Scorsese. Basterebbe questo a chiudere ogni discorso e correre a vedere il film, ammesso che si riesca a reperire qualche cinema che lo abbia in programmazione. Purtroppo la distribuzione lo penalizza molto. (Visto a Napoli, nell'unico cinema della Campania in cui è disponibile, e non per molto). Nazaret Manoogian è un giovane fabbro di etnia armena, padre di due gemelle, che vive continua »

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Epica linearità senza momenti entusiasmanti

domenica 31 agosto 2014 di Peer Gynt

Forse questo film ha sofferto di un'aspettativa non mantenuta, perché di per sé si tratta di una pellicola ben girata, onesta, abbastanza coinvolgente e con una musica ottima a commento delle vicende e delle ambientazioni. E allora, cosa non ha del tutto funzionato? Probabilmente, che la linearità del racconto è troppo prevedibile, che l'orrore dello scarsamente conosciuto genocidio degli armeni tralascia di investigare cause e responsabilità, limitandosi continua »

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Il lungo peregrinare di un uomo alla ricerca delle

giovedì 23 aprile 2015 di Flyanto

"Il Padre" narra il lungo peregrinare alla ricerca delle due proprie figlie gemelle che, appunto, un padre armeno fa nel corso degli anni, attraversando non solo i vasti territori della Turchia e dell'Anatolia, ma anche l'Oceano al fine di raggiungere, prima l'isola di Cuba e, poi, il Minnesota nell'America del Nord. Arruolato anni prima, e precisamente al tempo del Primo Conflitto Mondiale, forzatamente nell'esercito, il protagonista è costretto a lasciare per anni la propria casa e la propria continua »

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Ulisse armeno

domenica 28 giugno 2015 di Alexander 1986

Mardin (Turchia), prima guerra mondiale. L'impero ottomano è ormai sull'orlo della catastrofe bellica e in ragion di ciò attua una coscrizione obbligatoria fra le minoranze etniche. L'armeno Nazaret è così costretto a lasciare moglie e le due figlie gemelle per combattere una guerra non sua. Sopravvissuto per miracolo e privato della voce da una ferita alla gola, dovrà far ritorno dai suoi cari. Ma, nel caos del suo mondo in rovina, la sua odissea sarà continua »

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DVD | Il padre

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 3 settembre 2015

Cover Dvd Il padre A partire da giovedì 3 settembre 2015 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Il padre di Fatih Akin con Tahar Rahim, Simon Abkarian, Arsinée Khanjian, Akin Gazi. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet padre (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 5,99 €
Prezzo di listino: 7,99 €
Risparmio: 2,00 €
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SOUNDTRACK | Il padre

La colonna sonora del film

Disponibile on line da lunedì 3 novembre 2014

Cover CD Il padre A partire da lunedì 3 novembre 2014 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Il padre del regista. Fatih Akin Distribuita da Bureau-B, il cd è composto da musiche di genere Pop e Rock Internazionale, e Pop e Rock Internazionale. Su internet il cd The Cut è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 23,40 €
Prezzo di listino: 26,20 €
Risparmio: 2,80 €
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APPROFONDIMENTI | Un regista con l'animo da casinista rockettaro.

Fatih Akin

martedì 7 aprile 2015 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Fatih Akin Poteva essere, Il padre, presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2014 e dal 9 aprile in sala, l'apoteosi di tutto il cinema di Fatih Akin. Classe 1973, tedesco di Amburgo ma di origine turca, il regista racconta l'impressionante odissea di un padre armeno di religione cristiana (è un dato importante) vittima del genocidio operato dai Giovani turchi, e per anni costretto a viaggiare attraverso due continenti in cerca delle proprie figlie, scomparse durante gli eccidi. Spaesamento, disorientamento e difficili comunicazioni.

   

GALLERY | Le foto della quinta giornata della rassegna.

Saverio Costanzo Show

lunedì 1 settembre 2014 - a cura della redazione

71. Mostra del Cinema, Saverio Costanzo Show La giornata di ieri ha visto sul red carpet i cuori affamati di Saverio Costanzo (Hungry Hearts, interpretato da Alba Rohrwacher e Adam Driver), ma anche i protagonisti di The Cut di Fatih Akin e di Loin des hommes di David Oelhoffen (entrambi in concorso). Guarda la fotogallery »

   

Viaggio nel deserto di un padre armeno alla ricerca delle figlie

di Roberto Nepoti La Repubblica

Sfiorato da Elia Kazan nel Ribelle dell'Anatolia, il tema dell'oppressione turca sul popolo armeno è stato poco frequentato sia dalla storia ufficiale che dal cinema. Nel 2002 il regista armeno Atom Egoyan raccontò per via indiretta il genocidio subito dal suo popolo in Ararat, dove un cineasta preparava un film sul terribile episodio. Ora quel film c'è e lo ha diretto il regista di origine turca, ma tedesco per nascita, Fatih Akin, noto al pubblico per il premiato La sposa turca e il gentile Soul Kitchen . »

Troppo lungo il giro del mondo

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Sfibrante giro del mondo in tremila giorni, o poco meno. Si parte in Turchia nel 1915 per arrivare in Nord Dakota nel 1923. La polizia irrompe nelle case degli armeni. Anche il fabbro Nazareth Manooglan è costretto a lasciare la moglie Rachel e le due gemelle. Scampato al taglio della gola, perde la voce, non la brama di ritrovare i suoi cari. L'eroico Tahar Rahim vaga qui e là cercando di farsi capire dai molti viandanti e perdonare dal pubblico le troppe lungaggini. Da Il Giornale, 9 aprile 2 »

Il genocidio armeno raccontato dal turco Akin senza commozione

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Cinema contro tv: tre a zero per la tv. E Dio sa quanto ci costa ammetterlo. Eppure è quanto continuavamo a pensare vedendo The Cut, del regista turco-tedesco Fatih Akin (concorso), che racconta il genocidio degli armeni e le sue conseguenze seguendo la lunga odissea di un armeno sopravvissuto fra il 1915 e il 1924, tra la città di Mardin, in Turchia, e il Nord Dakota, dove il film si conclude. Mentre in tutto il mondo le grandi serie tv vengono salutate come una delle forme più potenti e creative del cinema contemporaneo, il cinema per le sale continua infatti a produrre filmoni epici armati delle più nobili intenzioni, ma costretti a travasare in una durata di circa due ore vicende, personaggi, ambienti, sentimenti che meriterebbero ben altri sviluppi. »

Se il diavolo è il genocidio armeno

di Alessandra Levantesi La Stampa

Nella cine-trilogia di Fatih Akin l'amore (La sposa turca) è una donna che rivendica la propria libertà sentimentale; la morte (Ai confini del paradiso) è il metafisico filo che correla alcuni percorsi di vita; mentre il diavolo evocato nel terzo e ultimo capitolo Il padre è l'omicidio di massa perpetrato durante la Grande Guerra dagli ottomani contro la minoranza armena: un vero e proprio genocidio - di cui quest'anno ricorre il centenario - che secondo molti storici aprì la strada all'idea nazista dello sterminio ebraico. »

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