This Must Be the Place

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Un film di Paolo Sorrentino. Con Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten.
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Drammatico, durata 118 min. - Italia, Francia, Irlanda 2011. - Medusa uscita venerdì 14 ottobre 2011. MYMONETRO This Must Be the Place * * * 1/2 - valutazione media: 3,59 su 278 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,59/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * * - -
La storia di un ex rocker, Cheyenne, alla ricerca dell'uomo che umiliò suo padre nel campo di concentramento nel quale era stato deportato.
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primo piano
Lucidamente intimo, il percorso di vita di un personaggio indimenticabile
Giancarlo Zappoli     * * * * -
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TROVASTREAMING

Cheyenne è stato una rockstar nel passato. All'età di 50 anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive agiatamente, grazie alle royalties, con la moglie Jane a Dublino. La morte del padre, con il quale non aveva più alcun rapporto, lo spinge a tornare a New York. Scopre così che l'uomo aveva un'ossessione: vendicarsi per un'umiliazione subita in campo di concentramento. Cheyenne decide di proseguire la ricerca dal punto in cui il genitore è stato costretto ad abbandonarla e inizia un viaggio attraverso gli Stati Uniti.
"And you're standing here beside me/I love the passing of time/Never for money/Always for love /Cover up and say goodnight . . . say goodnight/Home - is where I want to be/But I guess I'm already there/I come home - she lifted up her wings/Guess that this must be the place".
("E tu sei qui vicino a me/Amo lo scorrere del tempo/Mai per denaro/ Sempre per amore/Copriti ed augura la buonanotte/ Casa- è dove voglio essere/Ma mi sa che ci sono già/ Vengo a casa-lei ha sollevato le ali/Sento che questo dovrebbe essere il posto".)
Il testo della canzone dei Talking Heads che dà il titolo al film e riveste un ruolo in una delle scene più importanti e intense rappresenta una sorta di sintesi di questa opera in cui Sorrentino torna al lucido intimismo degli esordi sotteso costantemente da una ricerca che si fa percorso di vita. Cheyenne, rocker ormai in disarmo ma che un tempo fu celebre e di quella celebrità gode ancora i frutti economici, è un uomo che quotidianamente si trasforma in maschera. Quasi avesse bisogno di aggrapparsi a quel passato di gloria che ora non rinnega ma rifugge. Accanto a lui da 35 anni una donna solida che sa come essere sorridente argine alla sua pacata depressione. Al suo fianco un costante peso. Che sia il carrello della spesa o il trolley da viaggio (di cui sentirà magnificare l'innovatività creativa) Cheyenne si trascina dietro un bagaglio di situazioni irrisolte. Prima fra tutte la dinamica dei rapporti con la figura paterna. È un Edward Manidiforbice dei nostri giorni Cheyenne/John Smith. Un essere umano che il padre ha creato e, al contempo, limitato trasmettendogli inconsciamente un'ossessione che il figlio scoprirà solo dopo la sua morte. Il castello in cui Edward/Cheyenne si è rinserrato è il suo aspetto esteriore che al contempo lo lega al passato ormai amato/odiato e lo separa dal presente. Sean Penn è straordinario nel disegnare, ancorandolo alla realtà, un personaggio che potrebbe ad ogni inquadratura dissolversi nel grottesco o nella caricatura. Quest'uomo che fa di tutto per essere riconosciuto e, al contempo, nega pervicacemente con tutti la propria identità ha la complessità di quelle figure che si imprimono con forza nell'immaginario cinematografico. Un personaggio che, anche se lo nega ("Non sto cercando me stesso. Sono in New Mexico non in India") compie un lungo viaggio per ri/trovare un posto dentro di sé.

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Premi e nomination This Must Be the Place

premi
nomination
Nastri d'Argento
3
5
David di Donatello
6
14
* * * * -

Alla ricerca del tempo perduto

domenica 16 ottobre 2011 di jaylee

Paolo Sorrentino, dopo Il Divo che lo ha di fatto reso noto al pubblico internazionale, scrive e dirige il suo primo film internazionale, che si estende dall’Irlanda agli Stati Uniti. Lo fa con un film di ricerca, nel senso che la pellicola narra di un ex pop star (interpretato da Sean Penn ed ispirato nel look a Robert Smith dei Cure), intrappolato nel suo personaggio (ed ossessionato dal suicidio di due suoi fan) ed ormai ritiratosi dalle scene da 20 anni, che scopre l’ossessione del continua »

* - - - -

Algida sonnolenza

sabato 15 ottobre 2011 di renato volpone

Il film attraversa gli Stati Uniti con una devastante lentezza, raccontando gli incontri del protagonista con personaggi talvolta assurdi, nella fantomatica quanto mai irreale ricerca di una vendetta per il padre ebreo. Con algida, insopportabile eleganza, la storia racconta di tutto e di niente, moltissimo già visto, facendo calare una noia mortale.  continua »

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E dio prima creò il sogno a stento seguì la realtà

venerdì 6 gennaio 2012 di weach

This must be the Place di Paolo Sorrentino-anno di produzione 2011 Parliamo di sensibilità allo stato puro senza spazio per l'intelletto ? Forse di un movimento energetico che ci rapisce nel suo inteso "rumore d'amore"? Sono solo due ore armoniche, malinconiche, appassionate,struggenti? Il protagonista è alla ricerca dell'amore che non ha potuto avere o dare mentre ascolta un silenzio esistenziale ricolmo di dolore fisco e materiale? Si intravede sullo sfondo continua »

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La maschera ed il suo trolley

venerdì 21 ottobre 2011 di pepito1948

Cheyenne, un cinquantenne straboccante di soldi guadagnati quando era una famosa rockstar, srotola lentamente la sua vita portandosi appresso un carrello pieno di un glorioso vissuto (o carico del suo vuoto presente). Nascondendosi dietro la maschera di cerone, rossetto e parrucca, passa il tempo pigramente, vive in una splendida casa con la moglie che è il contrario di lui ma è felice di condividere le loro diversità, va a fare la spesa per rendersi utile, offre agli scettici continua »

Cheyenne
"Il problema è che passiamo troppo velocemente dall'età in cui diciamo "farò così" a quella in cui diremo "è andata così""
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Cheyenne
"Non è vero, ma è bello che tu me lo dica"
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Cheyenne
"Qualcosa mi ha disturbato, non so bene cosa, ma qualcosa mi ha disturbato..."
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DVD | This Must Be the Place

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 6 febbraio 2013

Cover Dvd This Must Be the Place A partire da mercoledì 6 febbraio 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd This Must Be the Place di Paolo Sorrentino con Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Harry Dean Stanton. Distribuito da Warner Home Video. Su internet This Must Be the Place (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film This Must Be the Place

SOUNDTRACK | This Must Be the Place

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 18 ottobre 2011

Cover CD This Must Be the Place A partire da martedì 18 ottobre 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film This Must Be the Place del regista. Paolo Sorrentino Distribuita da Indigo Film, il cd è composto da musiche di genere Pop e Rock Internazionale.

APPROFONDIMENTI | L'imperfetto vagabondaggio di Sorrentino e Sean Penn.

Il clown on the road

lunedì 17 ottobre 2011 - Roy Menarini

Il clown on the road Che This Must Be the Place rappresenti un film di svolta per Paolo Sorrentino sembra palese a tutti. Sia a coloro che plaudono a questa trasformazione internazionale, sia a quelli che rimangono legittimamente perplessi di fronte al nuovo film del regista napoletano. Qualche ragione per dubitare della riuscita di questa pellicola va analizzata, infatti, con estrema serenità. Anzitutto, le reazioni più tiepide non devono in alcun modo riguardare una presunta genuflessione di Sorrentino alle leggi del mercato internazionale.

   

INCONTRI | Paolo Sorrentino presenta This Must Be the Place, road movie con Sean Penn.

This Must be Italy

giovedì 6 ottobre 2011 - Ilaria Ravarino

This Must be Italy Strano oggetto Sorrentino. Sarcastico, sfuggente, sempre un pezzo più avanti del suo interlocutore. I suoi film sono come lui e l'ultimo, This Must Be the Place, presentato a Cannes e in uscita il 14 ottobre, gli assomiglia moltissimo. È come se il pubblico, quello dei critici che hanno incontrato ieri a Roma il regista campano con lo sceneggiatore Umberto Contarello, davanti a Sorrentino si sentisse smarrito. Il triangolo delle Bermuda della poetica cinematografica italiana dell'ultimo ventennio (salotto – risata - sentimento) è sparito dalla mappa.

   

INCONTRI | Applausi a scena aperta per This must be the place con Sean Penn.

A Cannes il Road'n'roll di Sorrentino

venerdì 20 maggio 2011 - Ilaria Ravarino

A Cannes il Road'n'roll di Sorrentino Risate in sala, un applauso a scena aperta ed entusiasmo generale a fine proiezione: il road’n roll This must be the place di Paolo Sorrentino, programmato in coda al concorso, piace e convince soprattutto il pubblico internazionale. Già cult l’interpretazione di Sean Penn, applaudito al primo fotogramma e ininterrottamente in scena per 118 minuti, in una prova d’attore che l’umore generale lancia in corsa per il premio alla migliore interpretazione: «Non mi sono ispirato a Ozzy Osbourne», precisa lui in conferenza stampa, anche se la mimesi è evidente persino nella voce.

   

INCONTRI | Risse, fischi e applausi, le reazioni a The Tree of Life.

Cannes perde la testa per Malick

lunedì 16 maggio 2011 - Ilaria Ravarino

Cannes perde la testa per Malick Rissa all'ingresso in sala, una fila iniziata nelle prime ore del mattino, le porte del Palais che si chiudono in anticipo sollevando il malumore generale. Cannes perde la testa per The Tree of Life di Terrence Malick, il film più atteso del concorso, ambiguamente accolto da applausi e fischi ma da tutti ardentemente desiderato. Al cinema dal 18 maggio, The Tree of Life ha esaltato e irritato il pubblico, spaccandolo a metà: chi ha amato i primi 90 minuti di muta cosmogonia, chi non li ha tollerati, chi semplicemente non li ha capiti.

   

NEWS | Il film di Sorrentino selezionato nella sezione Spotlight.

This Must be the Place andrà al Sundance Film Festival

giovedì 22 dicembre 2011 - a cura della redazione

This Must be the Place andrà al Sundance Film Festival Il film This Must be the Place di Paolo Sorrentino, dopo aver sbancato ai botteghini italiani, è pronto per farsi notare anche oltreoceano. È stato infatti selezionato al Sundance Film Festival, in programma dal 19 al 29 gennaio a Park City, e verrà presentato nella sezione fuori concorso Spotlight, la stessa che aveva accolto Corpo celeste di Alice Rohrwacher l'anno scorso. Nel programma del festival dedicato al cinema indipendente, saranno presenti più di 100 lungometraggi che rappresenteranno oltre trenta paesi con all'incirca 45 opere prime.

   

NEWS | Moretti e Sorrentino alla kermesse, De Niro presidente della giuria.

Conferme e rumors sul festival

martedì 1 marzo 2011 - Nicoletta Dose

Cannes 2011, conferme e rumors sul festival Il cinema italiano è in crisi? La domanda rimbomba, senza trovare risposta, nei dibattiti intellettuali dei maggiori critici cinematografici, nelle chiacchiere tra novelli cinefili e in ogni occasione festivaliera che si presenti. Quest'ultime, se sono a Venezia, Cannes o Berlino, garantiscono rassegne contraddistinte dal tocco d'autore, e prendervi parte è una fervida dimostrazione di vitalità. Se alla Berlinale 2011 l'Italia ha presenziato solo fuori concorso, con la commedia Qualunquemente e Gianni e le donne, alla sessantaquattresima edizione del Festival di Cannes, che si terrà dall'11 al 22 maggio prossimi, ritorna da protagonista con alcune tra le più interessanti proposte dell'anno.

   

GALLERY | I lavori del workshop organizzato dal Trailers Film Fest.

I manifesti di This Must be the Place

venerdì 14 ottobre 2011 - Nicoletta Dose

Creatività applicata, i manifesti di This Must be the Place Il workshop "Creatività applicata: dal film al poster in tre giorni" organizzato dal Trailers Film Fest e curato da Riccardo Fidenzi e Maurizio Ruben per Internozero Comunicazione, ha permesso a circa trecento giovani, tra universitari di facoltà umanistiche (Lettere e Filosofia e Scienze della Comunicazione) e studenti del liceo artistico, di cimentarsi nella creazione di un manifesto cinematografico. Nella sede universitaria del Monastero dei Benedettini, si è svolta una maratona di tre giorni (28-29-30 settembre) che quest’anno il Trailers Film Fest, in collaborazione con Alessandro De Filippo, docente di Tecniche del linguaggio cinematografico, ha voluto inserire nell’ambito delle iniziative dedicate ai mestieri del cinema.

   

VIDEO | In anteprima il trailer italiano del film di Paolo Sorrentino.

Rock on the road

venerdì 23 settembre 2011 - Nicoletta Dose

This Must Be the Place, rock on the road Il verso di una canzone dei Talking Heads risuona nel mondo stralunato di Paolo Sorrentino. Il suo cinema, fatto di personaggi reali ma atipici, si lascia sedurre dalle sonorità rock e da un personaggio intimamente depresso ma nel look ancora stravagante e ribelle. Con capelli scombinati, rossetto rosso e rimmel nero, in This Must Be the Place l'ex rockstar Cheyenne, interpretato dal premio Oscar Sean Penn, seducente e laconico protagonista del film, raggiunge in America il padre morente che non vedeva da anni e, venuto a conoscenza del suo ultimo desiderio, cerca di seguire quella missione: trovare il criminale nazista responsabile delle torture subite nel campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale.

   

Il gusto paradossale della vendetta

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Bisogna vedere due volte il film di Paolo Sorrentino. Una per goderlo, una per capirlo, perché il senso profondo (e abbastanza disturbante) di «This Must Be The Place» è diluito in una struttura narrativa leggerissima e in una serie di immagini così fluide e affascinanti da mettere quasi in ombra la sostanza del discorso. Molto meno ovvia, e più «pesante», di quanto sembri. Che cosa racconta infatti il primo film in inglese di Sorrentino? Il cammino di crescita di un’ex rockstar (strepitoso Sean Penn) che sopravvive alla propria gloria arroccato nei suoi ricordi non sempre lieti e nel suo look storico (trucco, smalto, rossetto, un po’ come Robert Smith dei Cure). »

Non convince Sorrentino l'americano

di Davide Turrini Liberazione

Difficile innamorarsi di questo Paolo Sorrentino in terra americana. Difficile, se non addirittura impossibile. Sarà stata per l'attesa elevata, per questa idea di una produzione extranazionale (non statunitense, però) di cui si era parlato più volte, ma This must be the place sembra un Sorrentino snaturato, alle prese con della pasta da plasmare non del tutto sua. In This must be the place si prova, come sempre nel nostro amatissimo autore de Il Divo e L'uomo in più, ad inquadrare e fagocitare sfondi ambientali ed architettonici (la Latina fascista, la Napoli anni ottanta, la Roma democristiana, l'anomica Lugano) per poi renderli non luoghi, spazi immaginari dove far agire l'eccentricità delle proprie maschere attoriali. »

I conti di una vita

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

A cinquanta e più anni Cheyenne (Sean Penn, bravissimo) è un bambino. Come un bambino guarda il mondo: con sorpresa, a occhi spalancati. Ma, ancora come un bambino, del mondo riesce a vedere quello che uno sguardo più disincantato non vedrebbe. Fra questi due estremi - fra un'ingenuità senza difesa e uno stupore incuriosito - si muove il protagonista di "This Must Be the Place" (Italia, Francia e Irlanda, 2011, 118'). Costruendo il proprio film attorno alla figura di una ex rockstar - il titolo viene da una canzone dei Talking Heads, e fra i personaggi c'è David Byrne nella parte di se stesso - Paolo Sorrentino sceglie di rischiare. »

Il viaggio di Sean Penn nell'America insolita scovata da Sorrentino

di Curzio Maltese

This must be the place, ovvero il trucco e l'anima. A parte il film di Malick, oltre ogni categoria, è di Paolo Sorrentino il film più sbalorditivo di Cannes 2011. Qui tutti i grandi registi hanno rifatto se stessi, alcuni molto bene, come Kaurismäki e i fratelli Dardenne. Altri maluccio o malissimo, come Almodovar e Lars von Trier. Soltanto gli italiani hanno rischiato nuove strade e Sorrentino ancor più a fondo e senza riserve rispetto al Moretti di Habemus Papam. Non si tratta soltanto della scelta di girare una storia originale in inglese e in America. »

This Must Be the Place | Indice

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Pubblico (per gradimento)
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  2° | pepito1948
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  8° | lunetta
  9° | lettidude
10° | olgadik
11° | weach
12° | pierpi78
13° | eduardo
14° | 26watt
15° | fabrizioarno
16° | riccardotripodi
17° | giacomogabrielli
18° | carolinabruno
19° | aldo ricci
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24° | antonio trimarco
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