This Must Be the Place

Film 2011 | Drammatico 118 min.

Regia di Paolo Sorrentino. Un film Da vedere 2011 con Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Harry Dean Stanton, Joyce Van Patten. Cast completo Genere Drammatico - Italia, Francia, Irlanda, 2011, durata 118 minuti. Uscita cinema venerdì 14 ottobre 2011 distribuito da Medusa. - MYmonetro 3,62 su 318 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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This Must Be the Place
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La storia di un ex rocker, Cheyenne, alla ricerca dell'uomo che umiliò suo padre nel campo di concentramento nel quale era stato deportato. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto 3 Nastri d'Argento, 19 candidature e vinto 7 David di Donatello. In Italia al Box Office This Must Be the Place ha incassato 6,1 milioni di euro .

This Must Be the Place è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,94
PUBBLICO 3,56
CONSIGLIATO SÌ
Lucidamente intimo, il percorso di vita di un personaggio indimenticabile.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 20 maggio 2011
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 20 maggio 2011

Cheyenne è stato una rockstar nel passato. All'età di 50 anni si veste e si trucca come quando saliva sul palcoscenico e vive agiatamente, grazie alle royalties, con la moglie Jane a Dublino. La morte del padre, con il quale non aveva più alcun rapporto, lo spinge a tornare a New York. Scopre così che l'uomo aveva un'ossessione: vendicarsi per un'umiliazione subita in campo di concentramento. Cheyenne decide di proseguire la ricerca dal punto in cui il genitore è stato costretto ad abbandonarla e inizia un viaggio attraverso gli Stati Uniti.
"And you're standing here beside me/I love the passing of time/Never for money/Always for love /Cover up and say goodnight . . . say goodnight/Home - is where I want to be/But I guess I'm already there/I come home - she lifted up her wings/Guess that this must be the place".
("E tu sei qui vicino a me/Amo lo scorrere del tempo/Mai per denaro/ Sempre per amore/Copriti ed augura la buonanotte/ Casa- è dove voglio essere/Ma mi sa che ci sono già/ Vengo a casa-lei ha sollevato le ali/Sento che questo dovrebbe essere il posto".)
Il testo della canzone dei Talking Heads che dà il titolo al film e riveste un ruolo in una delle scene più importanti e intense rappresenta una sorta di sintesi di questa opera in cui Sorrentino torna al lucido intimismo degli esordi sotteso costantemente da una ricerca che si fa percorso di vita. Cheyenne, rocker ormai in disarmo ma che un tempo fu celebre e di quella celebrità gode ancora i frutti economici, è un uomo che quotidianamente si trasforma in maschera. Quasi avesse bisogno di aggrapparsi a quel passato di gloria che ora non rinnega ma rifugge. Accanto a lui da 35 anni una donna solida che sa come essere sorridente argine alla sua pacata depressione. Al suo fianco un costante peso. Che sia il carrello della spesa o il trolley da viaggio (di cui sentirà magnificare l'innovatività creativa) Cheyenne si trascina dietro un bagaglio di situazioni irrisolte. Prima fra tutte la dinamica dei rapporti con la figura paterna. È un Edward Manidiforbice dei nostri giorni Cheyenne/John Smith. Un essere umano che il padre ha creato e, al contempo, limitato trasmettendogli inconsciamente un'ossessione che il figlio scoprirà solo dopo la sua morte. Il castello in cui Edward/Cheyenne si è rinserrato è il suo aspetto esteriore che al contempo lo lega al passato ormai amato/odiato e lo separa dal presente. Sean Penn è straordinario nel disegnare, ancorandolo alla realtà, un personaggio che potrebbe ad ogni inquadratura dissolversi nel grottesco o nella caricatura. Quest'uomo che fa di tutto per essere riconosciuto e, al contempo, nega pervicacemente con tutti la propria identità ha la complessità di quelle figure che si imprimono con forza nell'immaginario cinematografico. Un personaggio che, anche se lo nega ("Non sto cercando me stesso. Sono in New Mexico non in India") compie un lungo viaggio per ri/trovare un posto dentro di sé.

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THIS MUST BE THE PLACE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 16 ottobre 2011
jaylee

Paolo Sorrentino, dopo Il Divo che lo ha di fatto reso noto al pubblico internazionale, scrive e dirige il suo primo film internazionale, che si estende dall’Irlanda agli Stati Uniti. Lo fa con un film di ricerca, nel senso che la pellicola narra di un ex pop star (interpretato da Sean Penn ed ispirato nel look a Robert Smith dei Cure), intrappolato nel suo personaggio (ed ossessionato dal suicidio [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 ottobre 2011
pepito1948

Cheyenne, un cinquantenne straboccante di soldi guadagnati quando era una famosa rockstar, srotola lentamente la sua vita portandosi appresso un carrello pieno di un glorioso vissuto (o carico del suo vuoto presente). Nascondendosi dietro la maschera di cerone, rossetto e parrucca, passa il tempo pigramente, vive in una splendida casa con la moglie che è il contrario di lui ma è felice [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 gennaio 2012
weachilluminati

This must be the Place di Paolo Sorrentino-anno di produzione 2011 Parliamo di sensibilità allo stato puro senza spazio per l'intelletto ? Forse di un movimento energetico che ci rapisce nel suo inteso "rumore d'amore"? Sono solo due ore armoniche, malinconiche, appassionate,struggenti? Il protagonista è alla ricerca dell'amore che non ha potuto avere o dare [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 ottobre 2011
Immanuel

Sean Penn interpreta una ex stella della musica popolare moderna, "Cheyenne", compositore di canzoni dal fascino decadente, capaci di avere effetti negativi sulle fragili menti di piccoli ammiratori (tando da portare alcuni di essi a gesti estremi). Cheyenne è un pupazzo, i suoi tratti volutamente farseschi ricordano il trucco dei pagliacci da circo.

lunedì 17 ottobre 2011
Amazz

Una storia gradevole e nient'affatto noiosa, almeno a mio parere. Certo ricorda tanti altri film in cui il protagonista parte per un viaggio, se ci pensate ve ne verranno in mente diversi. Purtroppo tutta la prima parte del film è adoperata per descrivere il personaggio principale e tutta la sua cerchia familiare e di amicizie, a volte appena accennado ai personaggi secondari e di contorno, (chi è [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 novembre 2011
W Smith

Nella prima parte del film Cheyenne si muove entro i margini di una vita fatta di appuntamenti (quelli con la sua giovane amica), rituali (la visita settimanale al cimitero dove sono sepolti i due giovani fan), divertimenti (la pelota o il sesso con la moglie) che si ripetono ciclicamente divenendo gli ingranaggi di una monotonia che sfocia nella noia e in una conseguente pseudo-depressione.

sabato 3 marzo 2012
osteriacinematografo

 John Smith, più noto semplicemente come Cheyenne, è una rock star in pensione, che raggiunse l’apice del successo negli anni ottanta come front man del gruppo “Cheyenne & The Fellows”. Vive di rendita con la moglie in una ricca magione irlandese, curando le sue azioni in borsa e la vita sentimentale di una fanciulla.

mercoledì 19 ottobre 2011
lunetta

....non so bene cosa, ma mi ha disturbato". E' una frase ricorrente che il protagonista, un lento apparentemente assente, ma riflessivo Sean Penn, ripete spesso per indicare un disagio, di varia natura, nulla più. E' una frase che ho fatto già mia. Bellissimo film, pacato, lento, mai noioso, sulla vita di una matura ex-rockstar, ricco pur senza lavorare più, sbandato [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 ottobre 2011
lettidude

Lo so che sarebbe inopportuno dare voti massimi, si rischia di essere trascinati dall'emozione, ma con cinque stelle voglio onorare questo lavoro con la meritata eccellenza. Sorrentino con questo film raggiunge un livello di maturità che lo posiziona alla pari dei grandi registi Italiani di sempre. Riesce con maestria a creare un'opera moderna che non scimmiotta il verso di altri blasonati [...] Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2011
olgadik

  Realista-visionario: un ossimoro per inquadrare un regista, creatore di immagini indimenticabili. Se poi la specificità del linguaggio è esaltata da una interpretazione come quella di Sean Penn, ricca di sfumature, difficile da mantenere in equilibrio senza cadere nel grottesco e intensa fino al drammatico, si ha un’idea della forza di questo film.

mercoledì 19 ottobre 2011
weachilluminati

this must be the Place di Paolo Sorrentino anno  di produzione 2011 La storia di Cheyenne non ha analogie con "Il Divo", diverso l'argomento , differente il contesto e gli input; se proprio vogliamo collegarli possiamo solo dire che è un film di Paolo Sorrentino :basta. Poi  mi correggo ed intravedo un legame:l'  l'uso intelligente dei primi piani che [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 ottobre 2011
Pierpi78

Finalmente un regista italiano che fa il regista. Scene, inquadrature, soggetti, musiche e location mozzafiato. Un film forse troppo denso di significati che descrive la storia di una vecchia pop star che vaga per l'america alla ricerca di una guardia Nazista che umiliò il padre morto ad Auschwitz ed invece trova se stesso. Un incrocio di storie e personaggi bizzarri che cullano lo spettatore fino [...] Vai alla recensione »

martedì 18 ottobre 2011
eduardo

Il canovaccio è sempre lo stesso per il regista di "This must be the place": c' è un protagonista suggestivo, cinico è candido allo stesso tempo, apparentemente stabile, ma che ad un certo punto, per motivi a lui esterni, cambia, è costretto a cambiare, ad evolversi. Questo è stato per "L' uomo in più", poi per "Le conseguenze dell amore", per "L amico di famiglia" e per ultimo per "Il divo".

giovedì 1 marzo 2012
Fabrizioarno

Cuore, impegno, perseveranza, amore, coinvolgimento, tenerezza, riflessione... tutto questo è This must be the place di Sorrentino, tutto questo e molto di più. E' la dichiarazione d'amore di un regista italiano per il cinema. Una dichiarazione che dura 118 minuti tondi. Un viaggio introspettivo dell'autore all'interno dell'animo umano, all'interno delle paure [...] Vai alla recensione »

martedì 25 ottobre 2011
riccardotripodi

Spesso, quando ci rechiamo al cinema, non pensiamo all'importanza che ha il nostro umore nella visione del film. Spesso, ci ritroviamo a ridere in film che al massimo hanno qualche "discreta" battuta e a sorridere in capolavori del genere comico. E' così, non possiamo farci nulla. E' il nostro umore che comanda. Sabato pomeriggio ero a posto. Riposato quanto basta.

giovedì 20 ottobre 2011
26watt

Sorrentino sembra riprendere in questo film il filo del discorso di The Three of Life, soprattutto nell'uso magistrale dei molteplici livelli linguistici del mezzo cinematografico, facendolo srotolare a Sean Penn che plana dal quel paradiso in questo purgatorio. Una scatola accattivante piena di "cose" belle e inutili che fanno da contorno al vuoto interiore di chi ci vive dentro (broker, giovani [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 ottobre 2011
giacomogabrielli

Originale. Triste. Irriverente. Pazzo. Intimo. Lucido. Diverso. Indimenticabile. Ecco il nuovo film del regista de "Il Divo". L'elemento principale che anche qui denota chi è l'autore è senza ombra di dubbio il personaggio attorno al quale ruota tutto. Un viaggio attraverso la vita di un uomo più unico che raro, portato in scena da uno Sean Penn affascinante, [...] Vai alla recensione »

sabato 22 ottobre 2011
CarolinaBruno

Questo film io lo trovo meraviglioso. Sorrentino è geniale, il suo personaggio ammaliante, non ti lascia più - anche per la sofisticata e intensa bravura di Sean Penn. Tutto è perfetto - la sceneggiatura, i personaggi, la musica  (e l'utilizzo che ne viene fatto soprattutto), la fotografia, i significati - alcune scene poi mi si sono impresse nella mente e mi hanno lasciata [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2011
Aldo Ricci

Straordinario film che, oltre all'impeccabile performance di Sean Penn, rivela la grandezza di Paolo Sorrentino, un regista finalmente italiano! Un film che è forse inutile recensire, perché anche la recensione più favorevole non renderebbe la bellezza e la profondità di una delle migliori pellicole mai viste nella mia vita, della quale non mi rimane che caldeggiare la visione nel senso più letterale [...] Vai alla recensione »

martedì 15 gennaio 2013
claddfever

PURTOPPO NON BASTA INGAGGIARE SEAN PENN E DISEGNARLI UN PERSONAGGIO PITTORESCO INTORNO PER AVERE IN MANO UN FILM DA URLO. TUTT'ALTRO,DELUDENTE,SENZA NE CAPO NE CODA. SENZA ALCUN MESSAGGIO E NESSUNA MORALE. NIENTE DI NUOVO DA PROPORRE SOTTO OGNI PUNTO DI VISTA. E ONESTAMENTE IL PROTAGONISTA APPUNTO è BEN COSTRUITO ESTETICAMENTE MA NON ACQUISISCE UN CARISMA AVVOLGENTE COME VOLEVA SICURAMENTE [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 novembre 2011
flavia58

Molto è stato già detto dai precedenti commenti. Solo qualche puntualizzazione : sono dalla parte di chi lo considera un gioiello. E' tutto di ottima levatura : la fotografia è splendida ma mai ammiccante e non sopravanza nè la trama, nè la sceneggiatura, tantomeno l'andamento, lento come sempre in Sorrentino. Ma la sua lentezza non è mai sfinente, piuttosto dona allo spettatore l'occasione per riflettere [...] Vai alla recensione »

martedì 8 novembre 2011
ettoregna

Cheyenne è una rockstar in pensione da più di 20 anni, un personaggio esteticamente "Burtoniano" che vive nel suo mondo privo di responsabilità e doveri. Nell'aspetto come nell'animo è rimasto un ragazzino legato all'immagine rokkettara da capellone dal ciuffo ribelle, ciuffo che che sposta sbuffando nelle situazioni delicate dove tocca essere uomo, [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 ottobre 2011
antonio trimarco

Questo deve essere il posto Da una delle canzoni più belle della storia del rock: This Must Be the Place in italiano "Questo deve essere il posto" è l'ultimo film di Paolo Sorrentino. Si può essere arrivati, aver fatto successo, ma dentro qualcosa non va lo stesso e ci si blocca. Questa è la situazione iniziale di Cheyenne, rockstar che vive delle sue [...] Vai alla recensione »

venerdì 9 marzo 2012
owlofminerva

 Lento, instabile e deprimente fino al percorso on the road. Cheyenne è un ossimoro: è una rock star, lo è stata, si concia come tale ma dice di non esserlo, ne respinge l’immagine anche se non riesce a liberarsi dalla maschera che indossa come una seconda pelle, una condanna al ricordo delle sue colpe. Ancora si ostina ad avere capelli neri cotonati, labbra rosse, matita [...] Vai alla recensione »

sabato 10 dicembre 2011
michela papavassiliou

"I guess i must be having fun" "suppongo che dovrei divertirmi" dice la canzone "this must be the place" dei Talking Heads. Sottotitolo perfetto per un  grande Sean Penn protagonista del capolavoro di Sorrentino. Dovrebbe divertirsi a vivere Cheyenne che ha raggiunto in passato con le sue canzoni,  un successo assoluto, che economicamente puo' permettersi [...] Vai alla recensione »

giovedì 27 ottobre 2011
pozzo

Alcuni scrittori pensano che le storie che raccontano romanzi non siano in realtà più di dieci. E che tutto quello che viene scritto sono variazioni su un tema già conosciuto. Lo stesso si potrebbe dire dei film. "This Must be the Place" appartiene per intero al romanzo di formazione; di quei romanzi che raccontano il "viaggio" di un "eroe" per uscire dalla fanciullezza ed entrare nell'età adulta. [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 ottobre 2011
Luca Scialo

Cheyenne è l’ex frontman di un amatissimo gruppo dark rock degli anni ’80, i Fellows, ormai cinquantenne e ritiratosi a lussuosissima vita privata in quel di Dublino, dove vive con la moglie Jane. Come tante rockstar patisce la sindrome di Peter pan, peggiorata anche dalla scarsa maturità accentuata dal non aver avuto figli. Ha dunque l’umana paura di invecchiare, esorcizzata utilizzando ancora quel [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 ottobre 2011
Filippo Catani

Una rockstar ormai ritiratasi da anni dal palcoscenico vive una vita piuttosto monotona e depressiva. L'esistenza dell'uomo viene improvvisamente sconvolta dalla notizia della morte del padre con cui non parlava da oltre trent'anni. Scoprirà allora che l'uomo ha dedicato gli ultimi anni di vita alla ricerca del suo aguzzino nazista.

lunedì 24 ottobre 2011
antonio trimarco

Da una delle canzoni più belle della storia del rock: This Must Be the Place in italiano "Questo deve essere il posto" è l'ultimo film di Paolo Sorrentino. Si può essere arrivati, aver fatto successo, ma dentro qualcosa non va lo stesso e ci si blocca. Questa è la situazione iniziale di Cheyenne, rockstar che vive delle sue royalties e anche bene, ma che sente di essere stato un profeta del nulla. Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2011
Filmicus

Il film è di pregio.La trama esemplare è tratta da un manuale di psicanalisi (o da una tragedia greca che è cosa affine): il conflitto con il padre che si conclude non già alla morte di questi ma attraverso una "pacificazione" attiva cioè attraverso il riscatto del padre da uno stato di schiavitù e di annientamento,realmente vissuto e stigmatizzato da numeri sull'avambraccio.

martedì 18 ottobre 2011
Sandro Roy

Cheyenne è una ex rockstar dalla vita agiata e annoiata. Sul viso porta tutti i segni di un passato maledettamente intenso ma glorioso allo stesso tempo.  Con lo spirito controverso, ma con l’animo infantile, Cheyenne si trascina per le vie di Dublino con l’espressione persa nel vuoto e la camminata quasi sofferente, ormai demotivato e dimissionario a qualsiasi stimolo.

sabato 5 novembre 2011
maria giorgia

Cheyenne, cinquantenne, ex popstar di musica gothic, che non abbandona il suo passato apparente fatto di makeup glam e abbigliamento dark, ma quasi non ricorda come si suona la chitarra, conduce una vita da pensionato agiato in una villa lussuosa a Dublino, con una moglie che lo ama in modo sconfinato. Il suo stato d’animo oscilla tra una lieve depressione e una infinita noia.

domenica 30 ottobre 2011
luigi spagnolo

La lentezza, cifra stilistica del cinema di Sorrentino, in questa pellicola è incarnata da un protagonista 'sui generis': nome indiano, trucco da rockstar, eloquio strascicato da ex-eroinomane, origini ebraiche. Una combinazione tanto improbabile quanto plausibile, che consente al regista napoletano di esplorare con sguardo incontaminato una Dublino depressa (indimenticabile l'icona [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 ottobre 2011
Diego Vitali

Sean Penn è Cheyenne, una volta una rockstar dark-glam, che ora vive nella sua villa di Dublino, con una moglie pompiere (Frances McDormand) e un cane con il collare vittoriano. Si circonda di altri personaggi altrettanto singolari, come una ragazza bella e triste, la madre ossessionata dalla scomparsa di suo figlio e il suo promotore di borsa Don Giovanni.

lunedì 17 ottobre 2011
IntoTheWild4Ever

Film davvero molto particolare, come tutti i film di Sorrentino del resto. Il personaggio di Sean Penn è davvero ben pensato e, come sempre, stupendamente recitato dall'attore Statunitense, il quale riesce miracolosamente a non trasformare lo stesso, in un personaggio grottesco, se non addirittura farsesco. C'è molta ironia nel film e, certo, anche una bella dose di stravaganza ( [...] Vai alla recensione »

sabato 25 agosto 2012
angelo umana

Victor Hugo ne i Miserabili: “E’ nulla il morire. Spaventoso è non vivere” (o, si potrebbe anche dire, vivere da morti). Questo sta facendo Cheyenne – superlativo insuperabile Sean Penn, da risultare infine grandemente simpatico e degno d'affetto – ex rocker che vive di rendita e di ricordi in Irlanda, una vita ferma e lenta come i suoi pensieri e parole, non [...] Vai alla recensione »

venerdì 11 novembre 2011
Stefano B

La trama di this must be the place, è nota. Cheyenne, rockstar mai cresciuta, in un viaggio alla ricerca di se stesso nell’America dei grandi spazi e delle grandi scene stereotipate. Mi è molto piaciuto questo film , che ho visto un po’ per caso e senza leggere trama ne critiche. Ho impiegato qualche giorno a metabolizzarlo, a cercare di risolvere un racconto, in se estremamente semplice e dissociato. [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 ottobre 2011
boffese

This must be place è la prima opera di Paolo Sorrentino fuori dai confini italiani, una pellicola stupenda e sorprendente.  Il regista napoletano  cambia registro , e' un Sorrentino diverso da quello che conosciamo ,  piu' maturo e capace di caricare la pellicola di atmosfere e dialoghi molto concreti , che lo rendono un tipico film d'autore americano.

lunedì 12 gennaio 2015
Achab50

E' un film molto coerente nel suo messaggio, vorrei dire roccioso: tutto è lento ed inesorabile, l'eloquio del protagonista, le inquadrature, le situazioni, a volte anche la colonna sonora. Tutto conduce ad un percorso interiore del protagonista Cheyenne, uno strepitoso Sean Penn che riesce nell'impossibile impresa di camminare sempre sull'orlo del grottesco senza mai caderci. Questa [...] Vai alla recensione »

domenica 30 ottobre 2011
Alex99

Sorrentino qui cambia la guardia e schiaccia l'occhiolino ai temi cari d'oltreoceano ma la resa resta di livello. Il regista campano sa dove immergere le mani quando deve impastare la sua arte e quello che sforna è un prodotto che inequivocabilmente la dice fin troppo lunga sul fatto che qui stiamo parlando di un artista nel pieno possesso di una tecnica non comune.

mercoledì 26 ottobre 2011
Paolo Assandri

È l’ultima, la più ricca e la più lontana l’opera più intima di Paolo Sorrentino.   Dopo l’esplorazione della mondanità provinciale (L’uomo in più), dell’innocente crudeltà (L’amico di famiglia), della solitudine (Le conseguenze dell’amore) e del potere (Il Divo) Sorrentino va alla ricerca della [...] Vai alla recensione »

martedì 25 ottobre 2011
Vecchiaragazza

Sorrentino fa muovere il suo straniato protagonista- tra Edward mani di forbice e problematica rock star in declino- tra desolati paesaggi del vecchio continente e megalopoli del nuovo. Sempre più depresso, afasico e irregolare, Cheyenne non cerca più niente ma sarà una" missione" a trovare lui, la più improbabile che possa capitare a un tipo come lui: la caccia al nazista, inutilmente inseguito per [...] Vai alla recensione »

mercoledì 19 ottobre 2011
melandri

Paolo Sorrentino alla sua prima prova internazionale fa sicuramente centro.Dopo gli indimenticabili personaggi "made in italy" interpretati magistralmente dal suo attore feticcio Toni Servillo,Sorrentino ci regala(grazie anche all'ennesima grande prova d'attore del 2 volte premio Oscar Sean Penn)un'altra figura che restera' per molto tempo nella mente dello spettatore. Vai alla recensione »

lunedì 7 gennaio 2013
gianleo67

Cheyenne,rockstar di mezza età che si è ritirita a vita privata in un ameno paesino irlandese insieme alla moglie vigile del fuoco, passa le sue giornate trascinando un carrellino della spesa in un centro commerciale o giocando in borsa, in uno stato semi catatonico che fa tuttavia intravedere, dietro un'apparente e autarchica indolenza e al bizzarro aspetto da punk invecchiato, una [...] Vai alla recensione »

martedì 25 ottobre 2011
ernestoann1

Il film comincia in modo pacato,studiando molto il personaggio e tutto il mondo che lo circonda.Uno Sean Penn trasformato dal trucco ma come sempre al Top regala l'ennesima perla di interpretazione calandosi perfettamente nella parte di Ceyenne,Rockstar attempata e stanca della vita che non gli regala piu emozioni. La notizia della morte del padre con cui non aveva rapporti dall'età adolescienziale [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 marzo 2016
Danko188

Cheyenne (Sean Penn) ha 50 anni ed è un ex rock star che ha perso se stesso. Il suo volto è coperto da una maschera di trucco che alla sera rimuove davanti allo specchio, assieme all’energica moglie (Frances McDormand), sua compagna da 35 anni. Il successo del passato ha dato all’ora emaciato Cheyenne popolarità e denaro, che dopo tanti anni di inattività gli [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 ottobre 2015
Peer Gynt

Paolo Sorrentino è sicuramente un regista abile e molto capace. Sa creare cinema, scene accattivanti, accostamenti suono-immagini che funzionano. Ma qualcosa non va. Ci si sente uno strano ruffianesimo di fondo, che scorre per tutto il film. Sorrentino è bravo, infatti ha preso un ottimo attore (Penn), un ottimo musicista (Byrne), un ottimo direttore della fotografia (Bigazzi).

mercoledì 20 maggio 2015
MonicaMontanari

Breve cenno su ciò di cui stiamo parlando. Una maschera dalla notte del rock si aggira accolto, ricco, benvoluto e benevolente prima in Irlanda e poi in Usa. Sean Penn dark e clownesco un po’ “Chance il giardiniere” ci guida in un viaggio meraviglioso nell’America buona, tra cacciatori di nazisti e morti viventi. Non dico di più guasterei la festa.

domenica 23 settembre 2012
teo '93

Il lavoro di Paolo Sorrentino, un’incantevole combinazione di inventiva e qualità visiva, colpisce per la sua spericolata portata di poesia ed eccentricità, dolcezza e disincanto, armonia e anarchica grazia. Sean Penn giganteggia nel ruolo del protagonista Cheyenne, rockstar di musica goth ritiratasi dalle scene dopo una tragica e inaspettata esperienza, e ne descrive con introspezione la natura triste [...] Vai alla recensione »

giovedì 1 marzo 2012
Rosario Velardi

Ex rockstar che pensa di comportarsi ancora come tale, molte le somiglianze con vere rockstar, primo fra tutti Ozzy Osbourne, nel look richiama sicuramente Robert Smith, ma se il primo è oramai un patetico fenomeno da carrozzone, il secondo è ancora in piena attività.Sean Penn da prova di grande maestria con questo genere di trame, nessuno meglio di lui avrebbe potuto farlo, [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 6 ottobre 2011
Ilaria Ravarino

Strano oggetto Sorrentino. Sarcastico, sfuggente, sempre un pezzo più avanti del suo interlocutore. I suoi film sono come lui e l'ultimo, This Must Be the Place, presentato a Cannes e in uscita il 14 ottobre, gli assomiglia moltissimo. È come se il pubblico, quello dei critici che hanno incontrato ieri a Roma il regista campano con lo sceneggiatore Umberto Contarello, davanti a Sorrentino si sentisse smarrito.

INCONTRI
venerdì 20 maggio 2011
Ilaria Ravarino

Risate in sala, un applauso a scena aperta ed entusiasmo generale a fine proiezione: il road’n roll This must be the place di Paolo Sorrentino, programmato in coda al concorso, piace e convince soprattutto il pubblico internazionale. Già cult l’interpretazione di Sean Penn, applaudito al primo fotogramma e ininterrottamente in scena per 118 minuti, in una prova d’attore che l’umore generale lancia in corsa per il premio alla migliore interpretazione: «Non mi sono ispirato a Ozzy Osbourne», precisa lui in conferenza stampa, anche se la mimesi è evidente persino nella voce.

Frasi
"Il problema è che passiamo troppo velocemente dall'età in cui diciamo "farò così" a quella in cui diremo "è andata così""
Una frase di Cheyenne (Sean Penn)
dal film This Must Be the Place - a cura di Giuseppe
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Bisogna vedere due volte il film di Paolo Sorrentino. Una per goderlo, una per capirlo, perché il senso profondo (e abbastanza disturbante) di «This Must Be The Place» è diluito in una struttura narrativa leggerissima e in una serie di immagini così fluide e affascinanti da mettere quasi in ombra la sostanza del discorso. Molto meno ovvia, e più «pesante», di quanto sembri.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

A cinquanta e più anni Cheyenne (Sean Penn, bravissimo) è un bambino. Come un bambino guarda il mondo: con sorpresa, a occhi spalancati. Ma, ancora come un bambino, del mondo riesce a vedere quello che uno sguardo più disincantato non vedrebbe. Fra questi due estremi - fra un'ingenuità senza difesa e uno stupore incuriosito - si muove il protagonista di "This Must Be the Place" (Italia, Francia e Irlanda, [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Set Irlanda-Usa. Rigoglioso di musica iconoclasta ma «diabolica», e di superba, ma intermittente, qualità visiva, il primo film «internazionale» di Sorrentino, che ebbe la sua «controversa» prima a Cannes 2011, si avvale di una inusuale schiera di attori mozzafiato, esigenti e «indipendenti», capaci di reinventare (anche foneticamente) e trasportare al massimo della potenza espressiva dialoghi e situazioni [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Rapsodico e anti-psicologico, certamente. Saturo di grande musica, grandi inquadrature e grandi paesaggi, è scontato. Dialogato sul filo del compiacimento sarcastico, c’era da aspettarselo. Recitato sottraendo anziché aggiungendo, senza dubbio. Messo in maschera con la memoria rivolta ai classici del minimalismo on the road, lo capiamo subito. Quello che, però, bisogna dire prima d’ogni altra osservazione [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Sul finire degli Anni 70 si impose nel rock un filone dark-gotic. Sul modello di Robert Smith, leader dei Cure, è ritagliato la figura di Cheyenne, ex-rockstar protagonista di This Must Be the Place. Occhi bistrati, cerone bianco, rossetto vermiglio, capelli cotonati: fa un certo effetto vedere un cinquantenne conciarsi così. E non su un palcoscenico, ma mentre trascina stancamente il suo trolley lungo [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Difficile innamorarsi di questo Paolo Sorrentino in terra americana. Difficile, se non addirittura impossibile. Sarà stata per l'attesa elevata, per questa idea di una produzione extranazionale (non statunitense, però) di cui si era parlato più volte, ma This must be the place sembra un Sorrentino snaturato, alle prese con della pasta da plasmare non del tutto sua.

Paola Casella
Europa

È difficile non essere estremi parlando di This must be the place, il film con cui Paolo Sorrentino ha partecipato in concorso all’ultimo festival di Cannes. È difficile perché, se si rimane fuori da gioco che Sorrentino imposta fin dalle prime scene, la storia della superstar musicale anni ’80 che va alla ricerca del nazista persecutore di suo padre si presta allo sberleffo e persino alla parodia. Noi, [...] Vai alla recensione »

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domenica 1 luglio 2012
Luca Volpe

È Paolo Sorrentino, secondo il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici, il regista del miglior film del 2012. L'autore napoletano, non presente alla cerimonia di premiazione, trionfa con il suo This Must Be the Place, road'n'roll con Sean Penn e Frances [...]

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giovedì 22 dicembre 2011
 

Il film This Must be the Place di Paolo Sorrentino, dopo aver sbancato ai botteghini italiani, è pronto per farsi notare anche oltreoceano. È stato infatti selezionato al Sundance Film Festival, in programma dal 19 al 29 gennaio a Park City, e verrà presentato [...]

GALLERY
venerdì 14 ottobre 2011
Nicoletta Dose

Il workshop "Creatività applicata: dal film al poster in tre giorni" organizzato dal Trailers Film Fest e curato da Riccardo Fidenzi e Maurizio Ruben per Internozero Comunicazione, ha permesso a circa trecento giovani, tra universitari di facoltà umanistiche [...]

VIDEO
venerdì 23 settembre 2011
Nicoletta Dose

Il verso di una canzone dei Talking Heads risuona nel mondo stralunato di Paolo Sorrentino. Il suo cinema, fatto di personaggi reali ma atipici, si lascia sedurre dalle sonorità rock e da un personaggio intimamente depresso ma nel look ancora stravagante [...]

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sabato 21 maggio 2011
Ilaria Ravarino

Moretti venduto in 36 paesi, Sorrentino schizzato nel borsino del mercato, interesse dal Sud America, dalla Spagna, dalla Germania e dal Giappone. Il mercato di Cannes si è chiuso e per l'Italia, che ieri ha festeggiato sulla spiaggia del Cheri Cheri [...]

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lunedì 7 marzo 2011
 

Su MYmovies la prima foto di This Must Be the Place, film di Paolo Sorrentino con i premi Oscar Sean Penn e Frances McDormand. Il protagonista della storia è Cheyenne (Sean Penn), star del rock ritiratasi dalle scene che parte alla ricerca del persecutore [...]

winner
miglior regia
Nastri d'Argento
2012
winner
miglior fotografia
Nastri d'Argento
2012
winner
miglior scenogr.
Nastri d'Argento
2012
winner
miglior musicista
David di Donatello
2012
winner
miglior acconciatore
David di Donatello
2012
winner
miglior scenegg.ra
David di Donatello
2012
winner
miglior fotografia
David di Donatello
2012
winner
miglior canzone
David di Donatello
2012
winner
miglior canzone
David di Donatello
2012
winner
miglior trucco
David di Donatello
2012
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