Il gusto paradossale della vendetta
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Bisogna vedere due volte il film di Paolo Sorrentino. Una per goderlo, una per capirlo, perché il senso profondo (e abbastanza disturbante) di «This Must Be The Place» è diluito in una struttura narrativa leggerissima e in una serie di immagini così fluide e affascinanti da mettere quasi in ombra la sostanza del discorso. Molto meno ovvia, e più «pesante», di quanto sembri.
Che cosa racconta infatti il primo film in inglese di Sorrentino? Il cammino di crescita di un’ex rockstar (strepitoso Sean Penn) che sopravvive alla propria gloria arroccato nei suoi ricordi non sempre lieti e nel suo look storico (trucco, smalto, rossetto, un po’ come Robert Smith dei Cure). [...]
di Fabio Ferzetti, articolo completo (2810 caratteri spazi inclusi) su Il Messaggero 14 ottobre 2011