Qualunquemente

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2,91/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * 1/2 - -
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Antonio Albanese porta sul grande schermo le gesta di uno dei suoi personaggi più famosi, Cetto La Qualunque.
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primo piano
Il salto "in lungo" di Cetto La Qualunque non fa ridere ma fa riflettere
Marianna Cappi     * * * - -

Uno spettro si aggira per la Calabria: è lo spettro della legalità. Contro questo spiacevole inconveniente, rappresentato dal candidato sindaco di Marina di Sopra, certo De Santis, la parte "furba" del paese schiera l'uomo della provvidenza: Cetto La Qualunque, di ritorno da un periodo di latitanza con una nuova moglie, che chiama Cosa, e la di lei bambina, che non chiama proprio. Volgare, disonesto, corrotto, ma soprattutto fiero di essere tutto questo e molto di peggio, Cetto prima ricorre alle intimidazioni mafiose, poi a dosi inimmaginabili di propaganda becera, quindi assolda uno specialista. Il fine, e cioè la vittoria alle elezioni, giustifica interamente i mezzi, che in questo caso vanno dal comizio in chiesa, all'offerta di ragazze seminude come fossero caramelle scartate, all'incarceramento del figlio Melo in sua vece. Fino alla più sporca delle truffe.
Il personaggio creato da Antonio Albanese e Piero Guerrera balza dal piccolo al grande schermo, vale a dire dalla misura spazio-temporale dello sketch al lungometraggio di narrazione, sotto la guida e la responsabilità di Giulio Manfredonia e della Fandango, e atterra in piedi. Non segnerà un risultato inatteso ma si posiziona bene rispetto alle aspettative: non annoia, non divaga, non infarcisce la sceneggiatura di corpi estranei, buoni per una gag in più ma in fondo accessori. Non fa nemmeno ridere, e questo può apparentemente rappresentare un problema, ma non per forza. Si mormora in giro che il film esca datato, svilito da uno sprint della realtà politica attuale, che si supera da sola, divenendo sur-realtà, al pari di quella immaginata in Qualunquemente. Eppure non è proprio o soltanto così. Se mai ad essere surreale, ma in quanto concentrato di caratteristiche e costumi assolutamente veritieri, è il personaggio di Cetto, la sua mancanza di un limite, non certo la realtà delle colate di cemento sulla spiaggia, delle fogne che scaricano in mare, dei buoni benzina in regalo o dei brogli elettorali e nemmeno della bigamia, delle allusioni ai pregiudicati e delle "assessore" scelte in base al fisico.
Il film di Albanese e Manfredonia non va scambiato per un film d'intrattenimento, anche se qualche buona battuta per fortuna non manca ("Presto io sarò sindaco per cui tu per legge vicesindaco" o "Si comincia con dare la precedenza ad un incrocio e finisce che si diventa ricchione"), e nemmeno per una tragicommedia alla Fantozzi, sebbene il regista lo citi tra le ispirazioni: piuttosto, è un film violento, che non fa sconti e regala al "cattivo" una vittoria su tutta la linea. Il qualunquismo di questo imprenditore prestato alla politica, sempre allegro e in movimento da un abuso di potere ad un altro, menefreghista in teoria e in pratica, dovrebbe essere qualcosa di cui ridere per esorcismo, per isteria dettata dalla paura, non per spasso o per il piacere di guardarci allo specchio. Se proprio occorre dargli un'etichetta, si dirà che è un film "di denuncia", con i pregi e i limiti dei film "impegnati", che ha scelto la via della satira anziché quella della tragedia.

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Premi e nomination Qualunquemente MYmovies
il MORANDINI
Incassi Qualunquemente
Primo Weekend Italia: € 5.396.000
Incasso Totale* Italia: € 15.869.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 17 luglio 2011
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Premi e nomination Qualunquemente

premi
nomination
Nastri d'Argento
0
2
David di Donatello
0
3
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Ebbene si...

lunedì 24 gennaio 2011 di paolocarburi

Se ancora vi domandate se è possibile fare un intero Film sul personaggio di Cetto La Qualunque? La risposta è SI. Antonio Albanese ci regala un film esilarante capace di far ridere e far riflettere allo stesso tempo...L'umorismo pirandelliano è presente in ogni singola scena e tutto ciò fa sì che nello spettatore si generi un insieme di allegria e amarezza per il quale rimanga con un sorriso a metà durante tutto il film. L'attualità di certi eventi fa sorridere ma anche pensare che la linea tra continua »

* - - - -

Un albanese che si propone "piattatamente"

sabato 22 gennaio 2011 di enzo70

Da fan di Albanese della prima ora devo esprimere la mia grandissima delusione per questo film. Cetto La qualunque è un personaggio che ci ha fatto incantare negli sketch televisivi. Roba da buttarsi per terra a picchiare i pugni per il ridere. Ed Albanese ha sempre dato prova di grande intelligenza nei diversi film che lo hanno visto protagonista. Delizioso Questioni di cuore. Ma "qualunquemente" è una fiera di banalità. Direi che è semplicemente l'equivalente cinematrofico del disastro politico continua »

* * * * *

Non è solo divertente

martedì 25 gennaio 2011 di nacaski

per me è stato un film non fatto bene ma pensato bene. Albanese è riuscito a creare un film dove ridi ma riesci a capire che certi valori ogni giorno vengono calpestati da personaggi come cetto la qualunque. si mette in risalto la superficialità, l'ignoranza, la cafonaggine (sottolineanta anche dal modo di vestirsi) che purtroppo stanno rovinando l'italia. la scenografia è bellissima, i colori sono molto accesi, il personaggio di cetto la qualunque c'è in toto. ovviamnete la fa da padrone la comicità, continua »

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Poteva essere kusturica....tra fantozzi e gomorra

domenica 23 gennaio 2011 di K. S. Stanislavskij

alors....il film è leggerino e gradevole, va visto perchè non annoia e diverte...rinfaccio però ad Albanese (la cui mimica rimane eccezionale) di non aver capito di avere in mano una bomba e di non averla sfruttata a dovere. Qualunquemente poteva essere un incrocio tra Fantozzi e Gomorra!...un cult!! e invece è "solo" un film grazioso.... aveva le stesse potenzialità dei film di kusturica, sarebbe bastata un pò di cattiveria in più e un pò di coraggio..e sarebbe diventato un film non per famiglie continua »

cetto la qualunque
'ntu culu!
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Albanese
De Sactis, non ti sputo sennò t profumo!

NATURA: A volte sogno il progresso, certi giorno un futuro di sesso, ma apro gli occhi e in un solo momento vedo un mondo di Pilu e cemento! La mimosa? Il fiore giallo coi cuggioncini?
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Più pilo pe' tutti
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DVD | Qualunquemente

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 8 giugno 2011

Cover Dvd Qualunquemente A partire da mercoledì 8 giugno 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Qualunquemente di Giulio Manfredonia con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Salvatore Cantalupo, Lorenza Indovina. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Qualunquemente (DVD) è acquistabile direttamente on-line su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 9,99 €
Aquista on line il dvd del film Qualunquemente

SOUNDTRACK | Qualunquemente

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 25 gennaio 2011

Cover CD Qualunquemente A partire da martedì 25 gennaio 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Qualunquemente del regista. Giulio Manfredonia Distribuita da Radio Fandango.

INTERVISTE | A colloquio con Antonio Albanese in attesa della proiezione serale di Qualunquemente.

U pilu sopra berlino

venerdì 11 febbraio 2011 - Giovanni Bogani

U pilu sopra Berlino BERLINO. "Ma che cosa si mangia, qui a Berlino?". A un certo punto, la curiosità gli viene. Anche perché è ora di pranzo. E forse per stemperare l'attesa della sera, della proiezione ufficiale del film davanti al pubblico tedesco, e ai giornalisti internazionali. "Si mangia lo stinco", gli dicono. "Ah, bene, allora stinco per tutti!". È la prima volta di Antonio Albanese a Berlino. Il film, che in Italia ha sbancato i botteghini, venduto già in alcuni paesi stranieri, è alla grande prova internazionale.

INTERVISTE | Antonio Albanese torna al cinema con il film Qualunquemente.

Riso amaro

martedì 18 gennaio 2011 - Marianna Cappi

Riso amaro Cetto La Qualunque, l'imprenditore corrotto e incorreggibile ideato e impersonato da Antonio Albanese, torna in Calabria dopo una lunga latitanza all'estero. Questa volta, però, non si presenta affacciandosi dal televisore bensì da centinaia di sale cinematografiche sparse per lo stivale. Quale missione lo spinge a cercare tanta visibilità è presto detto: la sua candidatura a sindaco di Marina di Sopra, scritta con Piero Guerrera, inscenata da Giulio Manfredonia e sostenuta dalla Fandango in collaborazione con Rai Cinema.

LIBRI | La summa dei discorsi che hanno ispirato Qualunquemente.

Il libro

martedì 18 gennaio 2011 - Fabio Secchi Frau

Cchiú pilu pe' tutti. I comizi di Cetto La Qualunque, il libro La recensione *** Rispetto all'originale da cui è ispirato (Silvio Berlusconi, per stessa ammissione di Antonio Albanese durante un'intervista a "Che tempo che fa"), Cetto La Qualunque è un personaggio totalmente immaginario e quindi (fortunatamente) incapace di nuocere agli altri con le sue assurde proposte di legge. Cchiú pilu pe' tutti. I comizi di Cetto La Qualunque (Einaudi, 2011) è la summa di tutti i suoi discorsi politici che nascondono una satira sull'inettitudine del popolo italiano e sull'abuso di potere dei ricchi.

   

NEWS | Scopri i costumi del film Qualunquemente e vestiti come loro.

Vestiti da

giovedì 20 gennaio 2011 - Gabriele Sabatino

Vestiti da Qualunquemente Vota La Qualunque. Con questo slogan, Cetto La Qualunque alias Antonio Albanese esce in sala venerdì 21 gennaio con Qualunquemente, per la regia di Giulio Manfredonia. Per promuovere il film, lo scorso week end sono stati installati gazebo in alcune piazze a Milano, Roma, Napoli, Bologna e Bari, dove gli elettori hanno potuto sostenere il candidato nonché fondatore del "Partitu du pilu". In soli due giorni sono state così raccolte oltre ventimila firme a sostegno di Cetto-Albanese, che ha accolto i suoi elettori con il vademecum di Cetto La Qualunque: una serie di regole da seguire per essere un vero sostenitore del partito.

BIZ

La qualunque drammaticamente vero

di Roberto Nepoti La Repubblica

Cetto La Qualunque è uno stronzo, ma sincero, fiero d' esserlo. Uno dei tanti, insomma. Siamo nella satira pura, cattiva, sarcastica a tratti, in una storia dove si ride amaro e talvolta, per la vergogna, non si ride affatto. Perché c' è il solito problema, amplificato in questi giorni. Che come provi a fare satira in Italia, alla fine ne esce un saggio di neorealismo. Antonio Albanese si muove per tutto il film lungo questo sottile confine fra surreale e cronaca, con alcuni squarci di sublime. È un film pieno di talento. »

Cetto, una maschera destinata a restare

di Alessandra Levantesi La Stampa

Forte dei duecentomila contatti sul sito del «Partito du pilu», il senatore La Qualunque affronta le sale con due timori. Il primo lo sottolinea lo stesso Albanese: se nel 2003, quando è nato, Cetto poteva apparire sopra le righe, ora rischia di sembrare una blanda parodia del reale. Il secondo è che l’uscita avviene a ridosso dell’incredibile successo di Che bella giornata. Un confronto non facile. Tornando al film, l’imbastitura drammaturgica è fragile e la cornice sgargiante finisce per sottrarre a Cetto parte della sua potenza icastica. »

La dittatura "du pilu"

di Alessia Mazzenga Terra

Bravo Antonio Albanese, per una commedia italiana che per una volta non fa solo sorridere con lo scopo di dimenticare tutti i nostri guai (altra malattia recente degli italiani), e che dopo il riso finalmente e sinceramente riesce a suscitare un po’ di quello sdegno e di vergogna che il Paese sembra avere irrimediabilmente perso. La repubblica o meglio la dittatura du pilu, scenario inquietante ma quantomai reale, dove sogna di vivere e operare (illecitamente) il volgare imprenditore Cetto La Qualunque (mai nome fu più azzeccato) è una delle rappresentazioni più efficaci, sincere e ficcanti degli ultimi tempi sulla mancanza di dignità e sul degrado morale non solo della nostra classe politica ma anche degli italiani assuefatti a una disonestà dilagante e incapaci ormai di provare qualsiasi forma d’indignazione. »

Un personaggio compiaciuto della propria «deformità» (che al cinema perde vigore)

di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera

La chiave per entrare nello spirito del film Albanese ce la rivela lui già nelle primissime scene quando fa inquadrare il cartello stradale con il nome della sua cittadina, Marina di sopra: «gemellata con Weimar» si legge, a rivendicare una sensibilità e una affinità ben precise. Ad Antonio Albanese l' espressionismo, che durante la Repubblica di Weimar ebbe il suo momento di massimo fulgore, non solo piace molto (tanto da collezionarlo) ma - vien da dedurre - è anche la chiave espressiva con cui si sente più in sintonia e che informa la creazione dei suoi personaggi. »

Qualunquemente | Indice

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