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Qualunquemente |
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Un film di Giulio Manfredonia.
Con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano.
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Commedia,
durata 96 min.
- Italia 2011.
- 01 Distribution
uscita venerdì 21 gennaio 2011.
MYMONETRO
Qualunquemente
valutazione media:
2,91
su
160
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Antonio Albanese porta sul grande schermo le gesta di uno dei suoi personaggi più famosi, Cetto La Qualunque.
![]() Il salto "in lungo" di Cetto La Qualunque non fa ridere ma fa riflettere |
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Marianna Cappi
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Uno spettro si aggira per la Calabria: è lo spettro della legalità. Contro questo spiacevole inconveniente, rappresentato dal candidato sindaco di Marina di Sopra, certo De Santis, la parte "furba" del paese schiera l'uomo della provvidenza: Cetto La Qualunque, di ritorno da un periodo di latitanza con una nuova moglie, che chiama Cosa, e la di lei bambina, che non chiama proprio. Volgare, disonesto, corrotto, ma soprattutto fiero di essere tutto questo e molto di peggio, Cetto prima ricorre alle intimidazioni mafiose, poi a dosi inimmaginabili di propaganda becera, quindi assolda uno specialista. Il fine, e cioè la vittoria alle elezioni, giustifica interamente i mezzi, che in questo caso vanno dal comizio in chiesa, all'offerta di ragazze seminude come fossero caramelle scartate, all'incarceramento del figlio Melo in sua vece. Fino alla più sporca delle truffe.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 0 2 |
David di Donatello 0 3 |
Ebbene si...
lunedì 24 gennaio 2011
di paolocarburi
Se ancora vi domandate se è possibile fare un intero Film sul personaggio di Cetto La Qualunque? La risposta è SI. Antonio Albanese ci regala un film esilarante capace di far ridere e far riflettere allo stesso tempo...L'umorismo pirandelliano è presente in ogni singola scena e tutto ciò fa sì che nello spettatore si generi un insieme di allegria e amarezza per il quale rimanga con un sorriso a metà durante tutto il film. L'attualità di certi eventi fa sorridere ma anche pensare che la linea tra continua » |
Un albanese che si propone "piattatamente"
sabato 22 gennaio 2011
di enzo70
Da fan di Albanese della prima ora devo esprimere la mia grandissima delusione per questo film. Cetto La qualunque è un personaggio che ci ha fatto incantare negli sketch televisivi. Roba da buttarsi per terra a picchiare i pugni per il ridere. Ed Albanese ha sempre dato prova di grande intelligenza nei diversi film che lo hanno visto protagonista. Delizioso Questioni di cuore. Ma "qualunquemente" è una fiera di banalità. Direi che è semplicemente l'equivalente cinematrofico del disastro politico continua » |
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Non è solo divertente
martedì 25 gennaio 2011
di nacaski
per me è stato un film non fatto bene ma pensato bene. Albanese è riuscito a creare un film dove ridi ma riesci a capire che certi valori ogni giorno vengono calpestati da personaggi come cetto la qualunque. si mette in risalto la superficialità, l'ignoranza, la cafonaggine (sottolineanta anche dal modo di vestirsi) che purtroppo stanno rovinando l'italia. la scenografia è bellissima, i colori sono molto accesi, il personaggio di cetto la qualunque c'è in toto. ovviamnete la fa da padrone la comicità, continua » |
Poteva essere kusturica....tra fantozzi e gomorra
domenica 23 gennaio 2011
di K. S. Stanislavskij
alors....il film è leggerino e gradevole, va visto perchè non annoia e diverte...rinfaccio però ad Albanese (la cui mimica rimane eccezionale) di non aver capito di avere in mano una bomba e di non averla sfruttata a dovere. Qualunquemente poteva essere un incrocio tra Fantozzi e Gomorra!...un cult!! e invece è "solo" un film grazioso.... aveva le stesse potenzialità dei film di kusturica, sarebbe bastata un pò di cattiveria in più e un pò di coraggio..e sarebbe diventato un film non per famiglie continua » |
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| cetto la qualunque | |
| 'ntu culu! | |
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| Albanese | |
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De Sactis, non ti sputo sennò t profumo! NATURA: A volte sogno il progresso, certi giorno un futuro di sesso, ma apro gli occhi e in un solo momento vedo un mondo di Pilu e cemento! La mimosa? Il fiore giallo coi cuggioncini? |
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| Più pilo pe' tutti | |
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La qualunque drammaticamente vero
di Roberto Nepoti La Repubblica
Cetto La Qualunque è uno stronzo, ma sincero, fiero d' esserlo. Uno dei tanti, insomma. Siamo nella satira pura, cattiva, sarcastica a tratti, in una storia dove si ride amaro e talvolta, per la vergogna, non si ride affatto. Perché c' è il solito problema, amplificato in questi giorni. Che come provi a fare satira in Italia, alla fine ne esce un saggio di neorealismo. Antonio Albanese si muove per tutto il film lungo questo sottile confine fra surreale e cronaca, con alcuni squarci di sublime. È un film pieno di talento. » |
Cetto, una maschera destinata a restare
di Alessandra Levantesi La Stampa
Forte dei duecentomila contatti sul sito del «Partito du pilu», il senatore La Qualunque affronta le sale con due timori. Il primo lo sottolinea lo stesso Albanese: se nel 2003, quando è nato, Cetto poteva apparire sopra le righe, ora rischia di sembrare una blanda parodia del reale. Il secondo è che l’uscita avviene a ridosso dell’incredibile successo di Che bella giornata. Un confronto non facile. Tornando al film, l’imbastitura drammaturgica è fragile e la cornice sgargiante finisce per sottrarre a Cetto parte della sua potenza icastica. » |
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La dittatura "du pilu"
di Alessia Mazzenga Terra
Bravo Antonio Albanese, per una commedia italiana che per una volta non fa solo sorridere con lo scopo di dimenticare tutti i nostri guai (altra malattia recente degli italiani), e che dopo il riso finalmente e sinceramente riesce a suscitare un po’ di quello sdegno e di vergogna che il Paese sembra avere irrimediabilmente perso. La repubblica o meglio la dittatura du pilu, scenario inquietante ma quantomai reale, dove sogna di vivere e operare (illecitamente) il volgare imprenditore Cetto La Qualunque (mai nome fu più azzeccato) è una delle rappresentazioni più efficaci, sincere e ficcanti degli ultimi tempi sulla mancanza di dignità e sul degrado morale non solo della nostra classe politica ma anche degli italiani assuefatti a una disonestà dilagante e incapaci ormai di provare qualsiasi forma d’indignazione. » |
Un personaggio compiaciuto della propria «deformità» (che al cinema perde vigore)
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
La chiave per entrare nello spirito del film Albanese ce la rivela lui già nelle primissime scene quando fa inquadrare il cartello stradale con il nome della sua cittadina, Marina di sopra: «gemellata con Weimar» si legge, a rivendicare una sensibilità e una affinità ben precise. Ad Antonio Albanese l' espressionismo, che durante la Repubblica di Weimar ebbe il suo momento di massimo fulgore, non solo piace molto (tanto da collezionarlo) ma - vien da dedurre - è anche la chiave espressiva con cui si sente più in sintonia e che informa la creazione dei suoi personaggi. » |
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