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Cchiú pilu pe' tutti. I comizi di Cetto La Qualunque, il libro

La summa dei discorsi che hanno ispirato Qualunquemente.
di Fabio Secchi Frau

La copertina del libro "Cchiú pilu pe' tutti. I comizi di Cetto La Qualunque".

martedì 18 gennaio 2011 - Libri


La recensione ***
Rispetto all'originale da cui è ispirato (Silvio Berlusconi, per stessa ammissione di Antonio Albanese durante un'intervista a "Che tempo che fa"), Cetto La Qualunque è un personaggio totalmente immaginario e quindi (fortunatamente) incapace di nuocere agli altri con le sue assurde proposte di legge. Cchiú pilu pe' tutti. I comizi di Cetto La Qualunque (Einaudi, 2011) è la summa di tutti i suoi discorsi politici che nascondono una satira sull'inettitudine del popolo italiano e sull'abuso di potere dei ricchi. Una satira comica che ricorda un po' quella di certi grandi autori latini, aggiornata dall'indignazione che pervade l'Italia degli scandali Ruby e Mills e della maggior differenza fra ricchi e poveri mai esistita. Cetto La Qualunque è un politico calabrese corrotto, mafioso, misogino e pervertito che, per farsi votare, promette continuamente grande abbondanza di pilu (termine dialettale con il quale indicare le donne) e che, proprio per questo, riscuote sempre applausi dal pubblico. Inalienabilmente cattivo, deforma frasi ideologicamente positive in volgarità gratuite (ne sono un esempio "Liberté, egalité, 'ntu culu a te!" e "I have no dreams. Ma mi piace 'u pilu"). Il parallelo tra questo piccolo uomo politico e quello più grande e con molto più potere è lampante. Il riferimento all'ossessione del pilu del resto non è casuale. Fra le righe, una formale ricerca linguistica che fa di questo libro una squisitezza letteraria.

In sintesi
La raccolta di tutti i comizi del politico calabrese colluso con la mafia, degenerato, vizioso e superficiale Cetto La Qualunque. Uomo corrotto che per i poveri bisognosi non vuole fare "una beata minchia" e che ha basato tutta la sua campagna elettorale sul pilu, le donne, e che, proprio per questo, è applauditissimo dal pubblico, perché "le elezioni sono come 'u pilu: non finiscono mai", almeno così dice lui. Ovviamente, far convivere la sua ideologia con la realtà non è facile. Ci sono problemi come la legalità e i diritti uguali per tutti che vanno affrontati. Ma lui ha i suoi metodi.

Gli autori
ANTONIO ALBANESE è stato il gentile Epifanio, l'aggressivo Alex Drastico, il telecronista-ballerino Frengo, il giardiniere gay di casa Berlusconi Pier Piero. Tutti questi personaggi per un unico attore. La luminosa carriera di Antonio Albanese, celebrata da televisione, cinema e teatro, è quanto di meglio un artista italiano potrebbe chiedere. Ma il merito va tutto allo straordinario sodalizio con la comicità che sembra aver scelto il suo volto per esprimersi in È stato il gentile Epifanio, l'aggressivo Alex Drastico, il telecronista-ballerino Frengo, il giardiniere gay di casa Berlusconi Pier Piero. Tutti questi personaggi per un unico attore. La luminosa carriera di Antonio Albanese, celebrata da televisione, cinema e teatro, è quanto di meglio un artista italiano potrebbe chiedere. Ma il merito va tutto allo straordinario sodalizio con la comicità che sembra aver scelto il suo volto per esprimersi in tutta la sua allegria. Di origine siciliana, si iscrive alla Civica Scuola d'Arte Drammatica di Milano, diplomandosi nel 1991. Debutta come attore di cabaret al teatro Zelig di Milano, lavorando come comico nel piccolo schermo al "Maurizio Costanzo Show" (1992), "Su la testa...!" (1992) e soprattutto con "Mai dire gol" (1993) condotto dalla Gialappa's Band, che gli fa rapidamente avere una notorietà incredibile. Stesso successo che gli riserverà il teatro nei suoi spettacoli in giro per l'Italia: "Misty" (1992), "Uomo!" (1992, poi ripreso nel 1994), "Patapim e Patapam" (1993) e "Giù al Nord" (1997), scritto con Michele Serra e Enzo Santin. Il suo esordio cinematografico avviene nel 1993, sotto la direzione di Silvio Soldini ne Un'anima divisa in due, accanto a Fabrizio Bentivoglio e Renato Scarpa. Proseguirà con una carriera che alterna il piccolo al grande schermo e questo al teatro, ma dove unico punto di riferimento è Bologna, città dove vive con la moglie e la figlia. Nel tubo catodico, continuerà a far ridere i telespettatori come protagonista di trasmissioni ironiche come "Cielito Lindo" (1995), "Comici" (2000), "Non c'è problema" (2003). Al cinema, sarà regista di se stesso nell'esilarante commedia Uomo d'acqua dolce (1996), seguita da La fame e la sete (1999) e Il nostro matrimonio è in crisi (2002), coadiuvato dalle sceneggiature divertenti di Vincenzo Cerami. Mentre in teatro farà un exploit di spettacoli teatrali nel 1999 portando in scena: "Concerto apocalittico per Grilli", "Margherite", "Blatta" e "Orchestra". Scelto per ben due volte da Carlo Mazzacurati per le pellicole Vesna va veloce (1996) e La lingua del santo (2000), proprio per quest'ultima viene nominato ai Nastri d'Argento come miglior attore protagonista per il suo ruolo di ladruncolo, affiancato da un donchisciottesco Bentivoglio. E mentre i fratelli Taviani lo dirigono in Tu ridi (1998), lui doppia il Grande Ratto del film d'animazione La gabbianella e il gatto (1998) di Enzo d'Alò. Nel 2005, collabora ancora volta con la Gialappa's Band ne "Mai dire Lunedì" dove ha l'occasione di portare dei nuovi personaggi: Pier Peter (che poi si scoprirà Pier Piero), strampalato economista innamorato del calciatore di Milan, Gennaro Gattuso; il filosofo cocainomane Mino Martinelli e Cetto La Qualunque, politico calabrese depravato e corrotto. Trionferà anche al cinema, per la regia di Pupi Avati e accanto a Katia Ricciarelli ne La seconda notte di nozze (2005), per il quale avrà una candidatura sia ai David che ai Nastri d'Argento. Ritornerà poi a recitare in un ruolo omosessuale ne Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi (2007) di Giovanni Veronesi. Seguono Giorni e nuvole (2007), Questione di cuore (2008) e, nel 2011, Qualunquemente, incentrato sul suo personaggio sicuramente più riuscito: il politico colluso Cetto La Qualunque.

PIERO GUERRERA, nato a Palmi (Calabria) il 5 giugno 1962, è un autore televisivo e sceneggiatore italiano che ha fatto della sua specialità la scrittura comica. Inizia come musicista firmando, per esempio, la colonna sonora del film E allora mambo! di Lucio Pellegrini e le melodie per gli spettacoli teatrali di Vito, Malandrino & Veronica, Enzo Iacchetti, Enrico Bertolino e Antonio Albanese, con il quale instaura un lungimirante sodalizio artistico che lo porterà a diventare autore di molti dei suoi testi. Nel frattempo, firma programmi come "SuperCiro", "Le Iene", "Bulldozer", "Glob l'osceno del villaggio" e "Zelig", collaborando con il mago Forest (Michele Foresta), la Gialappa's Band, Maurizio Crozza, Ale e Franz, Victoria Cabello, Michelle Hunziker, Giorgio Panariello, Adolfo Margiotta e Fabio Fazio.

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