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Il grinta |
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Un film di Ethan Coen, Joel Coen.
Con Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Hailee Steinfeld, Barry Pepper.
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Titolo originale True Grit.
Western,
Ratings: Kids+16,
durata 110 min.
- USA 2010.
- Universal Pictures
uscita venerdì 18 febbraio 2011.
MYMONETRO
Il grinta
valutazione media:
3,66
su
131
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Quando viene ucciso Frank, il padre della quattordicenne Mattie Ross, Mattie si dirige verso Fort Smith per cercare giustizia.
![]() Andante con 'grinta', un'opera che morde il presente |
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Giancarlo Zappoli
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Mattie Ross è una quattordicenne fermamente intenzionata a portare dinanzi al giudice, perché venga condannato alla pena capitale, Tom Chaney l'uomo che ha brutalmente assassinato suo padre. Per far ciò ingaggia lo sceriffo Rooster Cogburn non più giovane e alcolizzato ma ritenuto da tutti un uomo duro. Cogburn non vuole la ragazzina tra i piedi ma lei gli si impone. Così come, in un certo qual modo, gli verrà imposta la presenza del ranger texano LaBoeuf. I tre si mettono sulle tracce di Chaney che, nel frattempo, si è unito a una pericolosa banda. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 10 |
BAFTA 1 8 |
Non è un western...
domenica 20 febbraio 2011
di Writer58
I fratelli Cohen sono maestri nel decontestualizzare i generi e nell'attraversarli col loro sguardo che ne altera e disordina gli stilemi. L'hanno fatto con "Fargo", thriller atipico e stralunato, con "Barton Fink", che mescola in modo potente la commedia e l'horror, con "Non è un paese per vecchi", noir violento e insieme apologo morale, solo per citare alcune delle loro produzioni. Anche in questo ultimo lavoro, "Il grinta" (che continua » |
Tanti fumo e poco arrosto
sabato 19 febbraio 2011
di Fabiooo12
Premetto che il film resta sicuramente buono e godibile, ma viste le premesse che avevano accompagnato 'Il Grinta' (addirittura ben 10nomination agli Accademy Awards) mi aspettavo molto molto di più.. La storia è lenta e prevedibile e si sbadiglia fino a metà film poi migliora nettamente ma non entusiasma fino in fondo; inoltre il grande Jeff Bridges cerca in ogni modo di dare credibilità ad un personaggio che semplicemente non ne ha e che a mio avviso non convince, non trascina e soprattutto non continua » |
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Che delusione!
sabato 19 febbraio 2011
di Dado1987
Il Grinta aveva i numeri per poter essere un capolavoro: i Coen come registi, una storia western collaudata, tre solidi interpreti, Bridges, Damon e Brolin, ma è stata un'occasione pienamente sprecata. E' un film dal ritmo lento, che non convince per niente, i personaggi di Damon e Bridges sono superficiali, degli stereotipi, per non parlare di Brolin che interpreta il cattivo, che nel film risulta essere un'idiota colossale. Mi aspettavo un film profondo, di spessore... Ma mi sono dovuto ricredere, continua » |
Fratelli coen confermano d'essere garanzia.
mercoledì 9 febbraio 2011
di Frapasce
Ho avuto la fortuna di assistere al film in lingua originale, potendo così apprezzare la recitazione degli attori senza alcun doppiatore a migliorare o peggiorare la loro performance. Il film è rappresentazione della bravura della giovanissima Heilee Steinfeld che diventa un saldo appoggio per l'ennesima esibizione magistrale di Jeff Bridges che con la sua espressività rischia di portare l'intero film in secondo piano tanto si rimane di stucco dinanzi ad un Rooster Cogburn tanto convincente. Un continua » |
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| Il Grinta | |
| Se voleva un funerale adeguato doveva farsi ammazzare d'estate! | |
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| Jeff Bridges | |
| Io vado sempre all'indietro quando indietreggio | |
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| Mattie Ross | |
| Mi dicono che siete un uomo che ha grinta ! | |
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martedì 27 ottobre 2009 - Marlen Vazzoler
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Bridges e lo spirito della frontiera
di Valerio Caprara Il Mattino
Panorami struggenti, personaggi scolpiti, pistole, cavalli e duelli al sole. «Il Grinta», remake dell’omonimo western del ’69, è ricco di tali e tante fiammate epiche, raffinate citazioni e saette di humour nero da rendere letteralmente estasiasti gli spettatori come noi nostalgici del cinema classico e della sua primigenia solennità. I fratelli Coen, del resto, erano gli unici registi contemporanei in grado di riavvicinarsi con classe e convinzione al romanzo «Un vero uomo per Mattie Ross» di Charles Portis da cui è tratto il prototipo di Henry Hathaway: il loro film, infatti, ricrea le mitologie di fondazione americane con un sentimento dell’umana avventura e della riflessione esistenziale che non risponde a velleità revisionistiche, ma sembra scaturire da una prospettiva moderna e motivata. » |
La legge del Grinta
di Roberto Escobar L'Espresso
Serrandosi al petto Manie Ross Hailee Steinfeld), il vecchio Rooster “Grinta” Coghurn (Jeff Bridges) costringe il suo cavallo a galoppare fino alla morte. La ragazzina è stata morsa da un serpente a sonagli. Le occorre un medico. Tutt’attorno c’è lo spazio libero e aperto del territorio indiano, nell’Arkansas. Sopra dì loro, vasto e profondo come il mito del West, il cielo nero è un trionfo di stelle. È questa l’inquadratura più intensa, più epica di "Il Grinta" (“True Grit’ , che Ethan e Joel Coen hanno tratto da un romanzo di Charles Portis (ora edito da Neri Pozza). » |
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Che Grinta la ragazza
di Alessia Mazzenga Terra
Arriva oggi nelle sale la tanto attesa pellicola dei fratelli Coen, Il Grinta (True Grit), che come hanno tenuto a sottolineare i registi in occasione della conferenza stampa del film, che ha aperto pochi giorni fa il Festival di Berlino, non è giusto definire il remake dell’omonimo film che Henry Hathaway girò nel 1968 e che valse a John Wayne l’unico Oscar della sua carriera. Questo perché i geniali fratelli si sono attenuti ad una fedele trasposizione del libro di Charles Portis, per dar vita ad un classico del genere western, che grazie al loro inconfondibile tocco introspettivo e intelligente parla all’uomo di oggi, anzi di ogni epoca. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
La quindicenne Hailee Steinfeld sta in scena tutto il tempo, senza di lei il film sarebbe un western come tanti, cattura l’attenzione anche quando divide lo schermo con il gigantesco Jeff Bridges (alias lo sceriffo Rooster Cogburn) e un più spento Matt Damon (alias il ranger Laboeuf). L’hanno candidata come attrice non protagonista. Al primo, alcolizzato e piuttosto male in arnese, rolla anche le sigarette, con mano ferma: speriamo non scoppi il solito scandaletto a difesa dell’infanzia. Nell’Arkansas di fine ottocento la vita era durissima, gli indiani prossimi, la giustizia amministrata come capitava. » |
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