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Io sono l'amore |
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Un film di Luca Guadagnino.
Con Tilda Swinton, Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher, Pippo Delbono.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 120 min.
- Italia 2009.
- Mikado
uscita venerdì 19 marzo 2010.
MYMONETRO
Io sono l'amore
valutazione media:
2,86
su
40
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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![]() Gruppo di famiglia in un interno milanese e borghese ritratto con proprietà estetica ed eleganza formale |
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Marzia Gandolfi
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Emma è la moglie "straniera" e composta di Tancredi Recchi, influente esponente dell'alta borghesia industriale lombarda. Sposati senza amore, Emma e Tancredi vivono tra agi e ipocrisie in una grande villa nel cuore di Milano insieme ai loro tre figli: Elisabetta, Edoardo e Gianluca. Prossimo al padre per cinismo e concretezza, Gianluca si distingue dai suoi fratelli, sensibili e idealisti come Emma, che veglia amorevole sulla loro felicità precaria. Edoardo, orgoglio della madre, delude invece le aspettative del padre ripiegando sulla gestione di un ristorante bucolico in società con Antonio, un giovane chef di talento e di bassa estrazione sociale. L'ingresso in scena di Antonio sovvertirà equilibri e destini con la forza e la "portata" dell'amore.
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premi nomination |
Premio Oscar 0 1 |
Nastri d'Argento 1 2 |
Golden Globes 0 1 |
BAFTA 0 1 |
Un film non è un documentario d'interni
venerdì 26 marzo 2010
di Domenico A
Nel film “ Io sono l’amore “ ci sono gli stilemi del suo cinema ma forse proprio perché è un “ suo “ film si è così innamorato della storia da diventare il David Hamilton di un melodramma borghese. Sui titoli di testa una serie di inquadrature di Milano sotto la neve che per stile ricordano il cinema italiano degli anni Sessanta, tra Zurlini e Lattuada. Invece il film inizia con la preparazione di un pranzo di compleanno del vecchio patriarca Recchi, grande industriale della seta e alto borghese, continua » |
Interessante melodramma viscontiano
sabato 2 ottobre 2010
di Kronos
Entusiasmi perfino eccessivi, specialmente nel mondo anglosassone, e stroncature feroci, soprattutto in Italia, hanno accompagnato l'ultima fatica di Luca Guadagnino e, come spesso capita, entrambe le fazioni eccedono. Eccede chi vede in "Io sono l'amore" un oasi nel -presunto- deserto del cinema italiano odierno: l'opera non è esente da incongruenze e ingenuità narrative, oltre che da interpretazioni diseguali (superlativa Tilda Swinton, poco incisivi Delbono e Gabbriellini). Ma eccede anche continua » |
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Io sono.... terribile....
domenica 5 dicembre 2010
di Tuesday
Pessimo film degno di un regista di videoclip che ha girato un videoclip lungo, insostenibile. Passino gli interni. E poi? Una storia che sono più storie intrecciate che sono una storia principale che alla fine non si capisce qual è la storia. Alla fine si fatica a capire chi sono i figli dei protagonisti! La trama è complicata, ma non perché la storia e gli intrecci l'hanno complicata: perché il regista ha voluto rendere complicata una storia banale, scontata, continua » |
Isterico
domenica 6 febbraio 2011
di Pietruzzo
una regia che più che viscontiana, come molti hanno osato definirla, definirei isterica. una recitazione esasperata sicuramente voluta dal regista,un'esagerazione inutile e pessima. l'omosessualità trattata con la puzza sotto il naso, almeno, tentando di non averla la puzza sotto il naso, sforzo inutile per questo film, la ragazza si taglia i capelli e si capisce che è lesbica, ma per favore, tra baci gonfi di saliva, scene che guadagnino poteva risparmiarci. la passione tra Tilda Swinton e il cuocherello continua » |
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| Betta (al fratello edo, su una panchina a londra) | |
| "la parola felicità non la devi pronunciare...fa venire nostalgia" (circa!!) | |
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DVD | Io sono l'amoreUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 13 luglio 2010
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SOUNDTRACK | Io sono l'amoreLa colonna sonora del film
Disponibile on line da martedì 22 giugno 2010
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INTERVISTE | Un training da chef per interpretare Antonio.Come si cucina un buon film
martedì 23 marzo 2010 - Marianna Cappi
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INTERVISTE | I protagonisti del film di Guadagnino si raccontano.La swinton e guadagnino di nuovo insieme
lunedì 7 settembre 2009 - Marlen Vazzoler
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FOCUS | Buona la premessa: film per niente "italiano".Di guadagnino con tilda swinton
mercoledì 17 marzo 2010 - Pino Farinotti
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Povera Milano sotto la neve tra manicaretti e banalità
di Massimo Bertarelli Il Giornale
Sapessi come nevica a Milano d'inverno. È una delle tante scoperte del raffinato regista palermitano Luca Guadagnino, già autore della micidiale commedia sessualfamiliare Melissa P.. Questo pretenzioso, lento, improbabile e noiosissimo Io sono l'amore, puntualmente ben accolto ai festival 2009 di Venezia e Berlino, è invece un melodramma in piena regola, che l'autore ha tratto da una sua stessa storia. Siamo dunque nella Milano dei quartieri altissimi: nella magnifica villa del centro, la ricca borghese nata in Russia Emma Recchi (Tilda Swinton) dirige con distacco la folta famiglia e la non meno numerosa servitù, capeggiata dalla devota Ida. » |
Il cuoco e la lady, attrazione fatale
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Finalmente un bel film che divide, di quelli che suscitano odio o amore incondizionati e fanno fioccare paragoni azzardati. Parliamo di Io sono l'amore, terza regia del siciliano Luca Guadagnino ma primo vero film tutto e compiutamente suo, esaltato dalla stampa anglosassone a Venezia ma strapazzato da molti (non da noi) in Italia. Trattandosi di alta borghesia milanese con magioni fastose, neve che cade, cene sublimi e tracolli dinastici, Variety ha evocato Visconti. Ma di viscontiano qui c'è solo l'eco di Thomas Mann; per il resto Guadagnino, che non è né nobile né milanese, guarda a questi industriali tessili ammantati di buon gusto e amore per l'arte, non con la nostalgia spietata dell'insider ma con la disinvoltura di chi usa quel mondo come una cornice ideale che offre le forme e i colori più adatti a un mélo vivificato dalla forza della messinscena. » |
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Guadagnino. Anche i Recchi piangono
di Roberto Silvestri Il Manifesto
La scena è l'antica casa dei Recchi, facoltosa famiglia bene industriale. L'unico estraneo a quel mondo è Antonio giovane cuoco poco avvezzo al compromesso. Una rossa donna russa immigrata prima dell'89, e come meglio non potrebbe, incapsulata cioè in una magione da fiaba decò (chi meglio di Tilda Swinton?), dopo aver liberato almeno due dei tre suoi figli, spicca anche lei il volo. Come Rebecca la prima moglie, anche qui l'indicazione è nella fuga. L'arte infatti non deve descrivere, con orpelli e ornamenti, l'oro della sontuosa gabbia, ma liberare l'uccellino imprigionatovi dentro, come diceva Alberto Grifi. » |
Passione e morte tra lo chic milanese
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Elegantissimo, glaciale. La casa opprimente della ricca famiglia di industriali tessili milanesi è nello stile ligneo pesante degli Anni Trenta e Quaranta, sempre poco illuminata, sempre percorsa dagli andirivieni della servitù svelta con la schiena dritta, sempre perfetta: e gli abitanti somigliano alla casa. L'irruzione di passione e morte nelle stanze ha qualcosa di blasfemo; fuori, Milano coperta di neve rivela le sue bellezze nascoste. L'idea che i ricchi siano così impeccabili e chic è ingenua: ma il film molto accurato, con attori bravi (soprattutto Tilda Swinton, protagonista signorile innamorata d'un cuoco) conserva un fascino fiabesco. » |
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