Io sono l'amore

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Un film di Luca Guadagnino. Con Tilda Swinton, Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher, Pippo Delbono.
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Commedia, Ratings: Kids+16, durata 120 min. - Italia 2009. - Mikado uscita venerdì 19 marzo 2010. MYMONETRO Io sono l'amore * * 1/2 - - valutazione media: 2,93 su 50 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,93/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * 1/2 - -
 pubblico * * - - -
   
   
   
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primo piano
Gruppo di famiglia in un interno milanese e borghese ritratto con proprietà estetica ed eleganza formale
Marzia Gandolfi     * * * - -

Emma è la moglie "straniera" e composta di Tancredi Recchi, influente esponente dell'alta borghesia industriale lombarda. Sposati senza amore, Emma e Tancredi vivono tra agi e ipocrisie in una grande villa nel cuore di Milano insieme ai loro tre figli: Elisabetta, Edoardo e Gianluca. Prossimo al padre per cinismo e concretezza, Gianluca si distingue dai suoi fratelli, sensibili e idealisti come Emma, che veglia amorevole sulla loro felicità precaria. Edoardo, orgoglio della madre, delude invece le aspettative del padre ripiegando sulla gestione di un ristorante bucolico in società con Antonio, un giovane chef di talento e di bassa estrazione sociale. L'ingresso in scena di Antonio sovvertirà equilibri e destini con la forza e la "portata" dell'amore.
L'orrore di molto cinema italiano sta nel mettere frequentemente in scena la borghesia come unica depositaria dell'umano: middle class compiaciuta e paga di sé. Correva questo rischio Io sono l'amore di Luca Guadagnino, invece, pur partendo da quell'angolo limitato di osservazione e attraverso le vicende umane e professionali di una famiglia di industriali milanesi, racconta la borghesia senza assolverla.
Con "cento colpi di spazzola" e con la regalità diafana di Tilda Swinton, il regista palermitano licenzia adolescenti pruriginosi e prove di immaturità, muovendosi con proprietà estetica ed eleganza formale nella Milano decadente degli dei caduti di Visconti. Peccando di intenzionale manierismo, Guadagnino guarda all'universo truccato delle classi privilegiate e segue le vicende umane di un gruppo di famiglia in un interno milanese, "raffreddato" dalla neve e dalle ipocrisie affettive che governano i Recchi e riempiono le loro stanze sovraccariche e opulenti.
Dentro una villa che congela e impedisce sentimenti e movimenti del cuore, entra impetuosamente colui che "è l'amore", colui che porta con sé, per nascita e per vocazione, il principio di natura, la fiamma e gli ingredienti in grado di recuperarli all'emozione. Soltanto Edoardo e l'esotica ed estraniata padrona di casa risponderanno a quel richiamo, spostandosi emotivamente e fisicamente lontano da Milano. Su una piana ligure sopra il mare di Sanremo, Edoardo sperimenta l'amicizia ed Emma il vero amore, riacquistando la sua identità nazionale svenduta per una nuova e innaturale posizione sociale.
Tilda Swinton, abbagliante e (co)stretta negli abiti borghesi, è ancora una volta musa sensibile dell'autore che, con un preciso sezionamento del corpo, scompone la sua bellezza in dettagli, lasciando intatta la resa unitaria della figura altera e intera e cogliendo particolari significanti (accessori e novakiane acconciature a spirale) di un personaggio ridestato all'amore.
Un film che apre e chiude esibendo beffardo la menzogna della rappresentazione e della natura umana.

Premi e nomination Io sono l'amore MYmovies
Io sono l'amore recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Io sono l'amore
Primo Weekend Italia: € 50.000
Incasso Totale* Italia: € 240.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 9 maggio 2010
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Premi e nomination Io sono l'amore

premi
nomination
Premio Oscar
0
1
Nastri d'Argento
1
2
Golden Globes
0
1
BAFTA
0
1
* * * - -

Interessante melodramma viscontiano

sabato 2 ottobre 2010 di Kronos

Entusiasmi perfino eccessivi, specialmente nel mondo anglosassone, e stroncature feroci, soprattutto in Italia, hanno accompagnato l'ultima fatica di Luca Guadagnino e, come spesso capita, entrambe le fazioni eccedono. Eccede chi vede in "Io sono l'amore" un oasi nel -presunto- deserto del cinema italiano odierno: l'opera non è esente da incongruenze e ingenuità narrative, oltre che da interpretazioni diseguali (superlativa Tilda Swinton, poco incisivi Delbono e Gabbriellini). Ma eccede anche continua »

* - - - -

Isterico

domenica 6 febbraio 2011 di Pietruzzo

una regia che più che viscontiana, come molti hanno osato definirla, definirei isterica. una recitazione esasperata sicuramente voluta dal regista,un'esagerazione inutile e pessima. l'omosessualità trattata con la puzza sotto il naso, almeno, tentando di non averla la puzza sotto il naso, sforzo inutile per questo film, la ragazza si taglia i capelli e si capisce che è lesbica, ma per favore, tra baci gonfi di saliva, scene che guadagnino poteva risparmiarci. la passione tra Tilda Swinton e il cuocherello continua »

* - - - -

Io sono.... terribile....

domenica 5 dicembre 2010 di Tuesday

Pessimo film degno di un regista di videoclip che ha girato un videoclip lungo, insostenibile. Passino gli interni. E poi? Una storia che sono più storie intrecciate che sono una storia principale che alla fine non si capisce qual è la storia. Alla fine si fatica a capire chi sono i figli dei protagonisti! La trama è complicata, ma non perché la storia e gli intrecci l'hanno complicata: perché il regista ha voluto rendere complicata una storia banale, scontata, continua »

* - - - -

Un film non è un documentario d'interni

venerdì 26 marzo 2010 di Domenico A

Nel film “ Io sono l’amore “ ci sono gli stilemi del suo cinema ma forse proprio perché è un “ suo “ film si è così innamorato della storia da diventare il David Hamilton di un melodramma borghese. Sui titoli di testa una serie di inquadrature di Milano sotto la neve che per stile ricordano il cinema italiano degli anni Sessanta, tra Zurlini e Lattuada. Invece il film inizia con la preparazione di un pranzo di compleanno del vecchio patriarca Recchi, grande industriale della seta e alto borghese, continua »

Betta (al fratello edo, su una panchina a londra)
"la parola felicità non la devi pronunciare...fa venire nostalgia" (circa!!)
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Elisabetta Recchi (Alba Rohrwacher)
"Felice non si dice perché è una parola che immalinconisce...tu perché non sei felice?"
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Elisabetta Recchi (Alba Rohrwacher)
"Essere in due è bello come essere soli. Dobbiamo decidere se essere coraggiosi."
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DVD | Io sono l'amore

Uscita in DVD

Disponibile on line da martedì 13 luglio 2010

Cover Dvd Io sono l'amore A partire da martedì 13 luglio 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Io sono l'amore di Luca Guadagnino con Tilda Swinton, Flavio Parenti, Edoardo Gabbriellini, Alba Rohrwacher. Distribuito da Cecchi Gori Home Video. Su internet Io sono l'amore è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 7,49 €
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SOUNDTRACK | Io sono l'amore

La colonna sonora del film

Disponibile on line da martedì 22 giugno 2010

Cover CD Io sono l'amore A partire da martedì 22 giugno 2010 è disponibile on line e in tutti i negozi la colonna sonora del film Io sono l'amore del regista. Luca Guadagnino Distribuita da Nonesuch. Su internet il cd I Am Love è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS.

Prezzo: 19,90 €
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INCONTRI | Un training da chef per interpretare Antonio.

Come si cucina un buon film

martedì 23 marzo 2010 - Marianna Cappi

Io sono l'amore: come si cucina un buon film Una manciata di film come interprete, da Ovosodo (1997) a Tutta la vita davanti (2007) e un esordio alla regia B. B. e il cormorano (2003), presentato alla Settimana della Critica a Cannes. Livornese, classe 1975, Edoardo Gabbriellini recita quasi esclusivamente nei film degli amici: Paolo Virzì, Lucio Pellegrini, e ora Luca Guadagnino, che lo ha voluto per il ruolo di Antonio Biscaglia, il giovane cuoco che entra come un detonatore nella villa dei Recchi, una famiglia della grande borghesia industriale lombarda, e porta l’amore e il dramma.

INCONTRI | I protagonisti del film di Guadagnino si raccontano.

La swinton e guadagnino di nuovo insieme

lunedì 7 settembre 2009 - Marlen Vazzoler

Io sono l'amore: la Swinton e Guadagnino di nuovo insieme Presentato nella sezione Orizzonti di Venezia 66, Io sono l'amore di Luca Guadagnino rivede collaborare di nuovo insieme il regista e l'attrice Tilda Swinton, in questo film anche nei panni di produttrice. La famiglia Recchi fa parte della borghesia lombarda. L'impresa di famiglia comanda le strategie di successione interna e il consolidamento degli altri ruoli. La passione che sboccerà tra Emma e Antonio porterà allo spezzarsi dei legami e degli equilibri. Il prezzo da pagare è altissimo e l'unica forma di redenzione è l'amore.

FOCUS | Buona la premessa: film per niente "italiano".

Di guadagnino con tilda swinton

mercoledì 17 marzo 2010 - Pino Farinotti

Io sono l'amore di Guadagnino con Tilda Swinton Il film di Luca Guadagnino è già passato ai festival di Venezia, Toronto, Pusan in Corea, al Sundance e al Lincoln Center. Venerdì sarà nelle sale italiane. Milano ha anticipato, nel quadro dell'attenzione che l'assessore alla cultura Massimiliano Finazzer Flory dedica al cinema. Nello spazio di un mese la città ha ospitato Tom Ford, Patrice Chereau, Michele Placido e Liliana Cavani. Davvero gente importante. Ero alla prima di Guadagnino, ho incontrato i protagonisti. La Swinton (Orlando, Vanilla Sky, Michael Clayton) è, d'impatto, qualcosa di più di un' attrice, è una di quelle-con-la grazia.

Povera Milano sotto la neve tra manicaretti e banalità

di Massimo Bertarelli Il Giornale

Sapessi come nevica a Milano d'inverno. È una delle tante scoperte del raffinato regista palermitano Luca Guadagnino, già autore della micidiale commedia sessualfamiliare Melissa P.. Questo pretenzioso, lento, improbabile e noiosissimo Io sono l'amore, puntualmente ben accolto ai festival 2009 di Venezia e Berlino, è invece un melodramma in piena regola, che l'autore ha tratto da una sua stessa storia. Siamo dunque nella Milano dei quartieri altissimi: nella magnifica villa del centro, la ricca borghese nata in Russia Emma Recchi (Tilda Swinton) dirige con distacco la folta famiglia e la non meno numerosa servitù, capeggiata dalla devota Ida. »

Il cuoco e la lady, attrazione fatale

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Finalmente un bel film che divide, di quelli che suscitano odio o amore incondizionati e fanno fioccare paragoni azzardati. Parliamo di Io sono l'amore, terza regia del siciliano Luca Guadagnino ma primo vero film tutto e compiutamente suo, esaltato dalla stampa anglosassone a Venezia ma strapazzato da molti (non da noi) in Italia. Trattandosi di alta borghesia milanese con magioni fastose, neve che cade, cene sublimi e tracolli dinastici, Variety ha evocato Visconti. Ma di viscontiano qui c'è solo l'eco di Thomas Mann; per il resto Guadagnino, che non è né nobile né milanese, guarda a questi industriali tessili ammantati di buon gusto e amore per l'arte, non con la nostalgia spietata dell'insider ma con la disinvoltura di chi usa quel mondo come una cornice ideale che offre le forme e i colori più adatti a un mélo vivificato dalla forza della messinscena. »

Guadagnino. Anche i Recchi piangono

di Roberto Silvestri Il Manifesto

La scena è l'antica casa dei Recchi, facoltosa famiglia bene industriale. L'unico estraneo a quel mondo è Antonio giovane cuoco poco avvezzo al compromesso. Una rossa donna russa immigrata prima dell'89, e come meglio non potrebbe, incapsulata cioè in una magione da fiaba decò (chi meglio di Tilda Swinton?), dopo aver liberato almeno due dei tre suoi figli, spicca anche lei il volo. Come Rebecca la prima moglie, anche qui l'indicazione è nella fuga. L'arte infatti non deve descrivere, con orpelli e ornamenti, l'oro della sontuosa gabbia, ma liberare l'uccellino imprigionatovi dentro, come diceva Alberto Grifi. »

Passione e morte tra lo chic milanese

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Elegantissimo, glaciale. La casa opprimente della ricca famiglia di industriali tessili milanesi è nello stile ligneo pesante degli Anni Trenta e Quaranta, sempre poco illuminata, sempre percorsa dagli andirivieni della servitù svelta con la schiena dritta, sempre perfetta: e gli abitanti somigliano alla casa. L'irruzione di passione e morte nelle stanze ha qualcosa di blasfemo; fuori, Milano coperta di neve rivela le sue bellezze nascoste. L'idea che i ricchi siano così impeccabili e chic è ingenua: ma il film molto accurato, con attori bravi (soprattutto Tilda Swinton, protagonista signorile innamorata d'un cuoco) conserva un fascino fiabesco. »

Io sono l'amore | Indice

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