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Il petroliere |
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Un film di Paul Thomas Anderson.
Con Daniel Day-Lewis, Paul Dano, Kevin J. O'Connor, Ciarán Hinds, Dillon Freasier.
continua»
Titolo originale There Will Be Blood.
Drammatico,
b/n
durata 158 min.
- USA 2007.
- Buena Vista
uscita venerdì 15 febbraio 2008.
MYMONETRO
Il petroliere
valutazione media:
3,61
su
156
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un ambizioso e spietato mercante di oro nero, acquisito per pochi dollari il diritto di sfruttare i pozzi di un terreno, inizia la scalata verso il potere e la ricchezza.
![]() Un grande autore dietro una grande storia di famiglia: un film spettacolare per cinefili |
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Giancarlo Zappoli
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Daniel Plainview è un cercatore d'argento che, alla fine dell'800 trova il petrolio nell'Ovest degli Stati Uniti. La sua ricchezza diventa considerevole grazie anche allo sfruttamento della presenza dell'unico figlio che lo aiuta a convincere i contadini a cedergli i terreni. Troverà però sulla sua strada un giovane predicatore che prima lo aiuterà e poi, temendo un troppo veloce arrivo della modernità, manipolerà contro di lui la comunità. Le sorti personali, anche se non quelle economiche, di Plainview subiranno un duro colpo quando il figlio, a causa di un incidente presso un pozzo petrolifero, diviene sordo. L'uomo, sempre più accecato da una misantropia assoluta, lo allontanerà da sé precipitando sempre piu' nell'avidità del possesso.
Paul Thomas Anderson si ispira per questo film alle prime 150 pagine del romanzo "Oil!" di Upton Sinclair il quale tratteggiava la biografia a tinte forti del magnate Edward L. Doheny (1856-1935). Il regista che ci ha regalato un film come Magnolia non mentisce le proprie doti di narratore possente sostenuto da un cast all'altezza che vede in pole position la prestazione di Daniel Day Lewis.
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premi nomination |
Premio Oscar 2 4 |
Nastri d'Argento 0 1 |
Golden Globes 1 2 |
Festival di Berlino 2 0 |
David di Donatello 0 1 |
Lo spirito di frontiera secondo anderson
venerdì 14 marzo 2008
di Ciro
Vedere l’ultima opera di Paul Thomas Anderson significa aprire una serratura dopo l’altra, tante sono le chiavi di lettura ed i livelli di interpretazione. Partiamo dalla metafora più evidente: Daniel Planview, ostinato e fortunato cercatore di petrolio, è l’incarnazione perfetta del capitalismo americano: spirito d’iniziativa, ottimismo, perseveranza, egoismo, forza di volontà nel superare ogni sorta di ostacolo. Lo vediamo nascere dal nulla, solo e sperduto nel deserto, ed arrivare al successo, continua » |
Sopravvalutato su tre fronti.
domenica 17 febbraio 2008
di Mario Scafidi
Dal romanzo di Upton Sinclair “Oil” (1927). Daniel Palinview (Daniel Day-Lewis) è un uomo con le idee molto chiare e determinato a far soldi attraverso il petrolio. Inizia la sua attività di trivellatore dissennato completamente da solo, si cala nei buchi del sottosuolo e con le mine crea le vie d’uscita del petrolio. Inseguirà l’oro nero a costo di tutto, accettando il sacrificio della salute del proprio bambino, e sporcandosi le mani col sangue di più di un uomo. La parabola di un self made man continua » |
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Anime di acciaio
venerdì 28 marzo 2008
di markerbet
C’è una parte primitiva nell’essere umano che domina i comportamenti, che disegna la smorfia del volto, che manda il linguaggio al corpo. In questi decenni è costume reprimerla e forse un dovere di civiltà. Taluni personaggi la reprimono per capacità di controllo, altri non riescono e altri ancora non ne hanno il bisogno, perché la natura ci plasma anche nell’indole rendendola più o meno possente. Il film è tutto su di un uomo, su di un essere umano per l’esattezza, e in questo sta tutto il dramma. continua » |
Trascinante e sconvolgente epopea di frontiera
venerdì 10 ottobre 2008
di teo
Dopo averne fatto un’attenta e scrupolosa visione, “Il petroliere”, statene certi, non è un film che si può rimuovere facilmente. Un’immensa e incontenibile epopea capitalista, un viaggio nei tortuosi e scoscesi meandri della mente umana, un crescendo di emozioni forti, metafore, nevrastenie, materialismi. Con una regia impeccabile, Anderson crea un film che ricorda tanto i romanzi di stampo verista (“La roba”, per esempio, di Giovanni Verga), ma forse in modo ancora più solcato, oscuro, tenebroso, continua » |
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| Daniel Plainview (Danile Day-Lewis) al manager della Standard Oil che lo invita ad occuparsi della famiglia e a cedere alla Standard l'attività | |
| Una notte verrò da voi nella vostra casa o dovunque voi stiate dormendo e vi taglierò la gola. | |
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| Daniel Plainview (Danile Day-Lewis) confessa al sedicente fratello uno dei suoi impulsi "animali" | |
| Io sento la competizione in me… io non voglio che gli altri riescano! | |
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| La prima parte del dialogo tra Daniel Plainview (Daniel Day-Lewis) e Eli Sunday (Paul Dano) nella drammatica scene finale del film | |
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Eli: Mio fratello. Daniel, mio fratello acquisito. Noi siamo vecchi amici, e da molto tempo. La vita è fatta di alti e di bassi ma di certo il Signore segue i nostri passi. Di alti e bassi ne abbiamo visti, vero Daniel? Daniel: Questo e il tuo momento di bassi, non è vero, Eli? Eli: No no no... però ti porto alcune tristi notizie. Per esempio ti ricordi il signor Bandy? Il signor Bandy è passato a miglior vita. Ha vissuto fino a 99 anni, che Dio lo benedica. Il signor Bandy ha un nipote, l'hai conosciuto, suo nipote William. William Bandy è uno dei migliori seguaci della Chiesa della Terza rivelazione. Non vede l'ora di andare a Hollywood per fare del cinema. È un bel ragazzo, sai. E sono convinto che avrà successo. Daniel: Magnifico. Eli: Ti fa piacere se parlo con lui? Daniel, sto provando a chiederti se vuoi metterti in affari con la Chiesa della Terza rivelazione per sfruttare la concessione che hai sui 1000 acri di terreno del giovane Bandy. Ti propongo di trivellare uno dei grandi giacimenti non sfruttati di Little Boston. Daniel: Sarei felice di lavorare con te. Eli: Sicuro, sì sì ma certo... meraviglioso. Daniel: Ma c'è una condizione per questo lavoro. Eli: Ti ascolto. Daniel: Vorrei che tu mi dicessi che sei un falso profeta. Vorrei che mi dicessi che tu sei, e sei stato, un falso profeta. E che Dio è una superstizione. Eli: Ma è una bugia... una bugia, non posso dirlo. (Pausa) Quando si comincia a trivellare? Daniel: Molto presto. Eli: Quanto tempo ci vorrà perché il pozzo sia attivo? Daniel: Oh non ci vorrà tanto. Eli: (d'improvviso determinato) Vorrei un bonus di centomila dollari più i cinquemila che mi dovevi, con gli interessi. Daniel: Si può fare. Eli: Io sono un falso profeta e Dio è una superstizione. Se questo è quanto credi, allora lo dirò. Daniel: Dillo con convinzione. Eli: Daniel... Daniel: Dillo come se fosse il tuo sermone. Non sorridere. |
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NEWS | Il regista di Magnolia torna al cinema con una storia sugli albori della ricchezza e del potere della California.Il west americano secondo paul thomas anderson
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venerdì 6 agosto 2010 - Marlen Vazzoler
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L'ombra dei titani. Nel nuovo film di Paul Thomas Anderson l'epopea sanguinosa del capitalismo americano s'incarna in un petroliere maledetto. L'ultimo di una serie di personaggi «più grandi della vita» messi inscena dal cinema
di Lietta Tornabuoni La Stampa
All'inizio c'è un uomo. Non un personaggio letterario, una persona vera: il ricchissimo petroliere Edward Doheny, padre d'un figlio al quale sperava d'affidare in futuro il controllo dell'industria di famiglia (il ragazzo si ribellò invece alla sua autorità). Presto Doheny diventò protagonista romanzesco nel libro scritto da Upton Sinclair nel 1927, Petrolio!. E adesso è una delle più straordinarie figure dell'epopea petrolifera americana dell'Ovest ne Il petroliere, film di Paul Thomas Anderson magnificamente interpretato da DanìeI Day-Lewis, opera completamente priva di donne, leggenda della nascita e dello sfruttamento del petrolio in Texas e in California. » |
Odissea nera nel West
di Valerio Caprara Il Mattino
Epico. Smisurato. Viscerale. Visionario. E soprattutto raro: «Il petroliere» di Paul Thomas Anderson («Magnolia») non assomiglia a un film contemporaneo, è un'odissea nera che si muove in una dimensione simile a quella dei capidopera da cineteca firmati Griffith, Huston, Welles o Stroheim. La trama, curiosamente rispetto a una durata di 2 ore e 38', può riassumersi in poche righe: Daniel Plainview nel selvaggio West di fine Ottocento cerca l'argento, ma trova il petrolio. Lotterà contro tutto e tutti - contadini, burocrati e padroni - pur di ottenere dominio e ricchezza illimitati, ma finirà miliardario pazzo e sanguinario autorecluso nel suo inaccessibile potere. » |
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America, sangue e petrolio
di Roberto Silvestri Il Manifesto
Ci sarà sangue. There will be blood. Un capolavoro visionario e grondante rye whisky apre il concorso. Filone «cinema capitalistico indemoniato», il sogno americano che diventa un incubo, come in Il Gigante o Chinatown, più le epopee disperate di John Huston, i melò strazianti di Douglas Sirk, le fette di storia farcita servite da Griffith, Ford o Milius, e Spencer Tracy, grondante di liquame nero che anticipò lo psicomostro infetto di Alien e quell'identico mostro di bravura di Daniel Day Lewis, che di questa epopea sull'individualismo celibe, Paramount più Miramax, è dittatore assoluto. » |
Storia di una dannazione
di Gaetano Vallini L'Osservatore romano
Stavolta non c'è lieto fine. A vincere è il male sotto le spoglie di un petroliere avido, misantropo e spregiudicato. Ma è una vittoria amarissima pagata a caro prezzo, che appare come una disfatta totale dal punto di vista umano. Non c'è nulla di esaltante e di invidiabile nel personaggio di Daniel Plainview, per il quale, al termine di un'esistenza vissuta nella ricerca spasmodica del guadagno, non c'è possibilità di redenzione. Viene rifiutata persino l'ultima opportunità fornitagli dall'orfano, ormai adulto, che aveva preso con sé in tenera età. » |
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