Cous Cous

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Un film di Abdel Kechiche. Con Habib Boufares, Hafsia Herzi, Faridah Benkhetache, Abdelhamid Aktouche, Bouraouïa Marzouk.
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Titolo originale La Graine et le Mulet. Drammatico, durata 151 min. - Francia 2007. - Lucky Red uscita venerdì 11 gennaio 2008. MYMONETRO Cous Cous * * * - - valutazione media: 3,36 su 142 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,36/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * 1/2 -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Beniji, che lavorava in un porto francese, è stato licenziato. Decide di farsi aiutare dai familiari per aprire un ristorante su un peschereccio. L'impresa li unisce in uno sforzo collettivo.
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primo piano
Abdel Kechiche torna a parlare efficacemente del mondo che conosce meglio
Giancarlo Zappoli     * * * - -

Beiji, 6o anni, lavora alla riparazione delle imbarcazioni nel porto di Sète, vicino a Marsiglia. Poco disposto alla flessibilità che la nuova organizzazione impone, viene licenziato. Beiji è divorziato e ha una nuova compagna ma non ha perso i contatti con la famiglia. Ora l'uomo vuole realizzare un sogno: ristrutturare una vecchia imbarcazione e trasformarla in un ristorante in cui proporre come piatto forte il cuscus al pesce. Nonostante le difficoltà economiche Beiji trova l'aiuto di tutti i familiari e l'impresa pare destinata al successo. Abdel Kechiche, dopo quel film particolarmente interessante e 'nuovo' che è stato La schivata, torna a parlare del mondo che conosce meglio e cioè di quello degli arabo-francesi integrati da decenni nella società dell'area marsigliese ma comunque, in qualche misura, visti sempre come 'diversi'. Non c'è però alcun pietismo buonista nel suo cinema. C'è piuttosto, in particolare in questo film, la voglia di raccontare le dinamiche familiari in un ambito in cui gli uomini pongono problemi ma non li risolvono. Sono le donne, pur con le loro invidie reciproche e le frustrazioni più o meno espresse, a prendere in mano le situazioni anche nei momenti di maggiore crisi cercando una via d'uscita, talvolta traumatica e talaltra propositiva.
Kechiche si muove in un contesto sociale che è giä stato ampiamente analizzato da Robert Guediguian (il porto in area marsigliese) ma lo fa con una grande leggerezza che non permette di avvertire la lunghezza del film offrendo un racconto corale che parla di uomini e donne, della loro fatica di vivere ma anche del desiderio di riscatto e dell'imprenditorialità familiare che lega le persone con i sentimenti e con un obiettivo da raggiungere insieme nonostante i contrasti personali. Nello sguardo di Beniji si può leggere un'intera vita fatta di lavoro, un passato che però non conta più nulla dinanzi ai nuovi ritmi produttivi e alle esigenze del 'mercato'. Ma Beniji non vuole,come gli suggerisce il suo capo, 'avere più tempo per i nipotini' (che pure adora). Vuole sentirsi un uomo che ha ancora da dare qualcosa alla società. Il cous cous potrebbe essere la soluzione. Potrebbe.

Premi e nomination Cous Cous MYmovies
il MORANDINI
Cous Cous recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi Cous Cous
Primo Weekend Italia: € 240.000
Incasso Totale* Italia: € 1.851.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 14 settembre 2008
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Premi e nomination Cous Cous

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
Nastri d'Argento
0
1
David di Donatello
0
1
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Il vero protagonista di una trama inconsistente

giovedì 17 gennaio 2008 di dott.ssa R. Langiulli

Splendido ritratto della vita di immigrati più o meno integrati in Francia, Cous-cous più che un film drammatico appare agli occhi dello spettatore come un lungo documentario estremamente realistico la cui macchina da presa più che creare il film all’interno della scena, appare come ospite indiscreto tra i discorsi di una famiglia di origini nordafricane che tra invidie, frustrazioni e tentativo di emergere, conduce la sua vita sullo sfondo di una Marsiglia delineata a squallide pennellate. Il continua »

* * * - -

Odore di nafta e pesce

giovedì 7 febbraio 2008 di La discarica delle storie

Cous cous tratta della famiglia. E lo fa con stilemi claustrofobici, toni striduli e gracchianti, e chilometri di pellicola. Si sbadiglia, non tutto è chiaro, in certi momenti si prova fastidio fisico per le voci sempre eccessive, per l'ossessiva musica magrebina, per la fronte imperlata di sudore e le imperfezioni del corpo, per il testardo trascorrere dei minuti, per le torrenziali tirate isteriche delle donne. Poi si intuisce una fine tragica. Buio. Titoli di coda. Tutti a casa. E il giorno dopo continua »

* * * * *

Il neorealismo del terzo millennio:grande kechiche

lunedì 11 febbraio 2008 di Gaetan 72

Con un occhio a ladri di biciclette di De Sica e l'altro a nuvole in viaggio di Kaurismaki, Kechiche realizza uno dei film più belli e "pieni" degli ultimi anni. L'immigrazione ormai ultradecennale degli algerini in Francia, il trionfo del precariato e del denaro a spese del valore del lavoratore (il licenziamento del protagonista in un inizio film alla Ken Loach); la bellissima e realistica scena del pranzo domenicale(il cous cous mangiato con le mani); le dinamiche familiari con i maschi quasi continua »

* * * * *

Couscous e la tragedia greca

venerdì 1 febbraio 2008 di Paisiello

La recensione riportata, presa dal Manifesto, credo che sia una delle migliori lette. Ciònonostante non ho trovato né in questa né in altre, alcuna considerazione su quello che a me è sembrato quasi subito evidente, tanto che ho seria paura di sbagliarmi. Anche se è sempre vero quello che diceva Borges che ogni opera esiste perché viene letta e quindi il contenuto dipende dalla creatività del lettore. Ogni capolavoro è come una treccia di molti capi, ed in questo film uno riconduce, così mi sembra, continua »

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DVD | Cous Cous

Uscita in DVD

Disponibile on line da venerdì 25 gennaio 2013

Cover Dvd Cous Cous A partire da venerdì 25 gennaio 2013 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Cous Cous di Abdel Kechiche con Habib Boufares, Hafsia Herzi, Faridah Benkhetache, Abdelhamid Aktouche. Distribuito da Warner Home Video. Su internet Cous cous (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 7,99 €
Prezzo di listino: 9,99 €
Risparmio: 2,00 €
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APPROFONDIMENTI | La grandezza di un regista originale e mai conforme.

Abdel kechiche

mercoledì 23 ottobre 2013 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: Abdel Kechiche Chi ama il cinema arriva a considerare certi autori come "propri". Li scopre, li ama, li segue, li tratta con riguardo anche quando deludono, sempre con un pregiudizio positivo. Per noi è il caso di Abdel Kechiche, tunisino di nascita ma cresciuto a Nizza, classe 1960, prestante attore prima di passare dietro la macchina da presa. Folgorati sulla via di Venezia nel 2000, quando Tutta colpa di Voltaire vinse il premio per la migliore opera prima. Per noi l'imprinting, l'impressione di essere di fronte a un cineasta già maturo, capace di raccontare una storia di "banale immigrazione" con sguardo inedito.

   

INTERVISTE | Hafsia Herzi racconta, intimidita, il percorso che l'ha portata al premio di Venezia.

La mia dieta speciale per

giovedì 3 gennaio 2008 - Claudia Resta

La mia dieta speciale per Cous Cous Sète. Beiji (Habib Boufares) si trascina sul cantiere navale del porto per un lavoro che, con l'età, è diventato insostenibile, perché vuole restare vicino alla sua ex moglie e ai figli, nonostante una storia familiare fatta di rotture e tensioni che le difficoltà finanziarie non fanno che acuire. Si sente inutile e fallito e vorrebbe riscattarsi realizzando un sogno: metter su un ristorante di sua proprietà. La sua famiglia che pian piano si unisce intorno al progetto, diventato il simbolo della ricerca di una vita migliore, e il sogno si avvia verso la realizzazione.

di Mariarosa Mancuso Il Foglio

Se certe scene vi sembran lunghe, sappiate che nel primo montaggio erano ancora più lunghe. Venti minuti sono stati tagliati, prima di presentare il film a Venezia, dove la giuria ha indecentemente preferito a Bechiche "Lussuria" di Ang Lee. Mai nella vita abbiamo avuto voglia di vedere un director's cut con le scene eliminate. Fa eccezione finora soltanto Orson Welles. "Cous cous" merita una seconda eccezione, per sapere fino a dove riesce a spingersi un regista geniale, capace di mettere in scena un pranzo che dura venti minuti (e cinquanta pagine di copione: tutto è scritto, tutti parlano contemporaneamente attorno al tavolo, alzando i toni per farsi sentire, due macchine da presa non si perdono neanche una lisca di pesce tra i denti) o una chiacchiera sullo scandaloso prezzo raggiunto sui pannolini, con vasino in primo piano e moccioso a culetto nudo. »

«Cous cous», l'Europa rinasce dal Maghreb

di Dario Zonta L'Unità

Cous cous, del regista franco tunisino Abdellatiffe Kechiche, è uno dei film più sorprendenti degli ultimi anni. Visto a Venezia, ha lasciato un segno indelebile e un ricordo vivo. La novità dell'opera (la terza, dopo Tutta colpa di Voltaire e La schivata) sta nel riscoprire il «segreto» del cinema, ovvero (citando Godard) che «nella vita, come nel cinema, non c'è nulla di segreto, nulla da chiarire, bisogna solo vivere e filmare». Sembra facile a dirsi. Ci vuole il tempo di una vita, quella di Kechiche e della sua famiglia, e il tempo per prenderne le distanze e trasformare quella vita in qualcosa di romanzesco, e cinematografico. »

Quanta fatica di vivere mangiando cuscus

di Piera Detassis Panorama

Il porto di Sète nel sud della Francia, il sogno di un vecchio barcone, La source (La sorgente), trasformato in ristorante di cuscus al pesce (semola e cefalo, come recita il titolo originale), la vita difficile eppure mai depressa di Slimane, sessantenne stretto fra due famiglie, quella formata da moglie e figli e quella con la nuova compagna. Il regista francese Abdellatif Kechiche ha già all'attivo un piccolo capolavoro, La schivata, e sa bene come correre sul filo sottile che separa il realismo puro dallo scatto fantastico. »

Aggiungi un posto a tavola

di Luisa Cotta Ramosino Il Domenicale

Il franco-tunisimo Kechiche, che si era creato un piccolo seguito di ammiratori con il precedente, La schivata, racconta nel suo nuovo film una saga familiare capace di rievocare la forza espressiva del nostro neorealismo; con cui condivide il rigore di una messa in scena essenziale, dove movimenti di macchina e scelta delle inquadrature esaltano volti e gesti dei personaggi, facce segnate e vere, lontane da ogni pittoresco gusto di una rappresentazione di maniera. Senza ricorrere a facili patetismi, ma seguendo le mosse dell'anziano e tenace Slimane (immigrato nordafricano che dopo anni di lavoro nei cantieri di una cittadina portuale vicino a Marsiglia viene licenziato) il regista ci fa entrare nella povera vita quotidiana di questi francesi d'adozione ancora ben lontani da una piena integrazione (ne è prova la diffidenza delle istituzioni nei confronti dell'iniziativa di Slimane, che cerca di reinventarsi ristoratore). »

Cous Cous | Indice

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