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La schivata
Un film di Abdel Kechiche.
Con Osman Elkharraz, Sara Forestier, Sabrina Ouazani, Nanou Benhamou, Hafet Ben-Ahmed, Aurélie Ganito, Carole Franck, Hajar Hamlili, Rachid Hami, Meriem Serbah, Hanane Mazouoz, Sylvaine Phan
Titolo originale L'Esquivé.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 117 min.
- Francia 2003.
uscita venerdì 11 febbraio 2005.
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![]() Autentico spaccato di un sobborgo parigino
Mattia Nicoletti
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Linguaggio, il luogo della violenza
sabato 12 febbraio 2005
di Philippe
Nonostante l'urtante schematismo di fondo (il turpiloquio esasperato come certificato di autenticità, il teatro come alternativa alla violenza, la fatalità dei condizionamenti sociali), "La schivata" riesce a conquistare una sua verità e a difenderla coi denti fino alla fine. Abdel Kechiche gira con piglio secco, spigoloso, incisivo, attento a catturare la più piccola sfumatura nella recitazione dei giovani interpreti. L'asprezza stilistica giova alla credibilità della vicenda, ad alto rischio buonismo, continua » |
Ribadendo..
mercoledì 16 gennaio 2008
di motasex
come continuare... non sono un critico, ma uno spettatore nemmeno particolarmente colto. però, rivedendo "la schivata" al cinema, e accingendomi a vedere "cous cous" nei prossimi giorni, non posso che esultare per la presenza di un regista del genere nel panorama cinematografico europeo. che leggerezza, che armonia, che interpreti. quanta simpatia per i propri personaggi, dei quali viene mostrato il buono e il cattivo senza troppi giudizi che non siano una tenera ed empatica simpatia. e poi, un continua » |
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DVD | La schivataUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 30 agosto 2005
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di Piera Detassis Ciak
Siamo nei quartieri degradati, nella “Zone” dove vive la più alta percentuale di immigrati maghrebini in Francia. I rapporti sono di strada, il linguaggio tra gang è lapidario e macho, le questioni anche di cuore si regolano in branco, ragazzi e ragazze. Nessuna pietà, eppure in mezzo a questo squallore sboccia Lydia (Sara Forestier), la bionda, con il suo abito ottocento per recitare a scuola nel Gioco del caso e dell’amore di Marivaux. E Krimo, l’adolescente già vinto dal vuoto, la vede e si innamora, sfida le convenzioni del branco per fare teatro. » |
di Cristina Piccino Il Manifesto
Appena uscito in Francia, lo scorso anno, L'esquive si era annunciato da subito come un «oggetto» cinematografico speciale. La critica d'oltralpe impazzisce per il film di Abdellatif Kechiche, nato a Tunisi, esordi sullo schermo come attore negli anni Ottanta diretto da Abdelkrim Bahloul (Le thé à la menthe, 1984), poi insieme a Techiné che lo veste dei panni di un gigolò in Les Innocents, e a Nouri Bouzid, Bezness, ancora un ragazzo che cerca soldi facili rovesciando lo stereotipo della «marchetta» mediterranea. » |
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Nove volte su dieci, quando un film è ambientato in una periferia metropolitana - meglio se ad alta densità d'immigrazione - sappiamo già che assisteremo a storie di droga, malavita, matrimoni per forza e violenze carnali. Finisce, così, che una pellicola imperniata su situazioni normali e perfino delicate, come La schivata, acquista per contrasto un piccolo sapore rivoluzionario. La giovanissima Lydia si prepara alla recita organizzata per la festa della sua scuola: lungo le strade di un quartiere satellite della banlieue parigina, recita appassionatamente i versi del "Gioco dell'amore e del caso" di Marivaux. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Originalità del francese «La schivata» di Abdellatif Kechiche. La lieve storia d'amore tra adolescenti della periferia parigina abitata soprattutto da immigrati africani e cinesi, con timidezze, slanci, esitazioni, orgogli, interventi di amiche e amici pettegoli, problemi scolastici, il saggio annuale di recitazione su un testo di Marivaux, trionfi e sconfitte, è identica a una eventuale storia al centro di Parigi: nulla distingue questi adolescenti dai figli migliori della borghesia benestante tranne forse il turpiloquio sistematico, usato però più come mezzo di comunicazione che di aggressione. » |
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