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La bestia nel cuore |
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Un film di Cristina Comencini.
Con Giovanna Mezzogiorno, Alessio Boni, Stefania Rocca, Angela Finocchiaro, Giuseppe Battiston.
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Drammatico,
- Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna 2005.
uscita venerdì 9 settembre 2005.
MYMONETRO
La bestia nel cuore
valutazione media:
2,25
su
64
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Sabina, in attesa di un figlio, ripercorre la sua vita e scopre un punto cieco dentro di sé. Coppa Volpi a Giovanna Mezzogiorno con un film che affronta tali e tante forme di dolore da risultare eccessivo.
![]() Il racconto di un passato oscuro in un film superficiale che minimizza il dramma |
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Marzia Gandolfi
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È stata violata Sabina, come Daniele, suo fratello, prima di lei. Abusata dal padre, condannata dal silenzio della madre. Ma Sabina tutto questo non lo sa, non lo sa ancora mentre, nella sala di doppiaggio, dove lavora, presta la sua voce a una giovane donna stuprata in un film per la televisione. Urla, Sabina, si difende al microfono e subito dopo torna a sorridere al collega che le ansima accanto. Ma poi una notte, dentro un sogno, accade una cosa terribile e Morfeo la consegna all'orrore di un fatto rimosso. La morte dei genitori e la gravidanza desiderata ma inattesa costringono la donna a un viaggio oltreoceano dove vive e si nasconde quel che resta della sua famiglia, un fratello ferito dalla stessa "bestia". Daniele, silenzioso e rassegnato, che parla di architettura, del tempo e della natura soltanto per anticipare o addirittura eludere il dolore della sorella, arrivato fino a lui per interrogarlo.
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premi nomination |
Festival di Venezia 1 0 |
Premio Oscar 0 1 |
Nastri d'Argento 3 0 |
David di Donatello 1 6 |
Un film di grandi pretese e pochi risultati
domenica 1 luglio 2007
di Peppe
La regista Comencini, probabilmente inspirata da alcuni fatti di cronaca, decide di mettersi alla prova in una pellicola dalla temetica difficile, ostica da trattare, dai toni cupi: la pedofilia incestuosa. Nel farlo, però, ben presto dimentica la delicatezza dell'argomento e con sommario approfondimento psicologico confeziona un irreale e meccanico film pseudo-drammatico che si allontana parecchio dallo scrutare intelligentemente l'animo umano, trasformandosi in un mix di fredde emozioni stereotipate. continua » |
Brava cristina!!!
lunedì 19 settembre 2005
di www.filmcounseling.com
Cara Cristina [Comencini], ho visto il tuo film e le recensioni piu’ aggressive. Quando Freud aveva presentato alla Commissione Scientifica dell’Università di Vienna la sua teoria sessuale delle nevrosi, tutti i cattedrattici viennesi non lo presero sul serio e per il Neuropatologo viennese fu uno smacco. Così lo stesso fu’ per la “l’Interpretazione de sogni” del 1899. Dovette scrivere un altro libretto, .. “il sogno” nel 1900, per spiegare che cosa voleva dire nel libro dell’anno precedente. Il continua » |
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Diseducativo
giovedì 15 settembre 2005
di ezio99
Un passo falso della Mezzogiorno, comunque brava e intensa, malgrado questo film. Film, ad esser gentili, diseducativo. La banalità dei dialoghi e delle situazioni è pari (in negativo), soltanto alla drammaticità, quasi sacralità, del tema affrontato. La psicologia dei personaggi risulta al limite del grottesco, o del farsesco; non a caso, ad un certo punto, si vede il regista di una serie tv interrogarsi sulla credibilità delle battute, e gli attori, appena fuori scena, scoppiare a ridere. Un continua » |
Niente di speciale
domenica 18 settembre 2005
di pulcia
Come al solito vado al cinema e ne esco senza entusiasmo. Certo, qualche colpo di scena, come la relazione lesbica tra la Finocchiaro e la Rocca (sono le due che ho apprezzato di più), ma per il resto sapevo esattamente che cosa aspettarmi dalla Mezzogiorno. Le solitw scenate drammatiche che si concludono con una gravidanza problematica ed il tradimento del compagno, il quale, poi, ho trovato proprio poco espressivo in proporzione inversa con l'essere palestrato... Il dramma dell'incesto non fa continua » |
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| Il regista Negri | |
| ..in fondo le cose che nascondiamo sono quelle che ci assomigliano di più... | |
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| Daniele scrive a Sabina | |
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Cara Sabina, Ci sono dolori da cui è impossibile guarire. Il nostro è uno di questi. Ma questo non ci impedisce di camminare insieme agli altri con le spalle dritte e i piedi fermi a terra. Ora che sei madre capirai quanto è importante saperlo fare. Una cicatrice è un segno indelebile non una malattia. La vita, quella che pensavamo c'avessero tolto, possiamo riprendercela anche se per farlo abbiamo dovuto cancellare per sempre il ricordo dei bambini che eravamo. |
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| Emilia | |
| Bisogna allontanarsi per vedere | |
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Altre frasi celebri del film La bestia nel cuore
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DVD | La bestia nel cuoreUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 18 gennaio 2006
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di Natalia Aspesi La Repubblica
C’è un babbo, pur professore, in pigiama che ogni notte s’accosta al figlioletto addormentato e si immagina che gli faccia brutte cose; e un paio di volte, con terrorizzanti effetti musicali, abbraccia con le peggiori intenzioni anche la figlia davvero piccina, mentre la mamma, pure lei professoressa, fa finta di niente, sferruzza, corregge i compiti. Sarà pure un cupo sogno da indigestione, o un angoscioso incubo da trauma infantile sfumato dal tempo, ma sarebbe comunque il virtuoso pretesto per fare un po’ di sempre gradito casino alla Mostra. » |
di Marco Lodoli Diario
Quando Gustave Flaubert pronunciò la celebre frase: Madaine Bovary c’est moi, forse disse ancora troppo poco. Certo, è una sintesi perfetta, che ci spiega in un attimo quanto un artista si precipita in ogni opera d’arte; ma in realtà Flaubert avrebbe potuto affermare con la stessa sfrontatezza: Chaque virgule c’est moi: perché la verità è che ogni dettaglio di un libro, ogni sua minima parte, rispecchia interamente la coscienza e la vita di chi li ha scritti. É errato pensare che lo scrittore si riversi solo nel personaggio principale, perché ogni parola, pensata con cura e con fatica, cavata dall’anima, collabora a rendere visibile il profilo invisibile dell’artista. » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Come in un romanzo popolare ottocentesco aggiornato, nel secondo film italiano in concorso, La bestia nel cuore di Cristina Comencini, oltre al titolo truce ci sono: una violentata; due bambini, maschio e femmina, molestati sessualmente dal padre, mentre la madre giustifica «è un vizio, è malato, è debole, non dirlo a nessuno, sono cose che succedono, siamo una famiglia»; una ragazza cieca che (non può vedere quanto sia sciupata) s'innamora di una donna matura lasciata dal marito; un parto che comincia con la rottura delle acque in un vagone ferroviario deserto; un regista frustrato, passato da «Edipo re» alle serie televisive ospedaliere, un attore traditore, eccetera. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Luigi Lo Cascio, professore di lettere classiche a Charlottesville, vanta la conversazione più noiosa che schermo cinematografico abbia mai conosciuto. Possiamo solo sperare che la scena sia voluta. Che le chiacchiere inerti siano lì per mostrare la freddezza del giovanotto (colpa di un antico trauma), mentre la sorella speranzosa è arrivata dall’Italia per dirgli “sono incinta”, e riferirgli gli ultimi brutti sogni. Incubi dove vediamo la patta di un pigiama spalancata su qualcosa che non sapremo descrivere in altro modo se non come un buco nero. » |
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