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Il film documentario ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l'ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che si oppone alla Repubblica di Venezia. Espandi ▽
La storia si snoda tra il 1335 quando il patriarca Bertrando consegna il vessillo del Patriarcato a Federico, nonno di Marcho e il 1421 quando il doge di Venezia fa assediare il castello di Moruzzo, e in poco tempo sconfigge gli assediati e fa arrestare Marcho. Prima di essere catturato Marcho riesce a far fuggire il figlio Pileo che porta con sé il vessilo del Patriarcato. Di lui non si saprà più nulla e il vessillo non sarà mai ritrovato. Sullo sfondo del reactement dei fatti del passato un uomo in abiti moderni osserva gli avvenimenti e ne ricostruisce il contesto storico. Recensione ❯
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Magalie, insensibile al dolore e star del web per le sue prove estreme, nasconde un trauma passato. Tra una giornalista e fan ossessivi, arriva al punto di rottura. Espandi ▽
Affetta da insensibilità congenita al dolore, Magalie è diventata una star del web grazie ai video in cui si sottopone a esperienze estreme e pericolose. Ma nel suo passato c'è uno scheletro nell'armadio, legato a un incidente avvenuto con un pianoforte. Una giornalista che vorrebbe intervistarla scalfendo la sua corazza di misantropia e una coppia di fan decerebrati la porteranno al punto di rottura. Recensione ❯
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Il giovane pastore Felix trascorre dei mesi in alta montagna con il suo gregge e altri periodi a valle con gli animali, portando avanti una radicale scelta di vita che va in direzione contraria rispetto alla globalizzazione. Espandi ▽
Nelle Alpi francesi, lontano da tutto, Felix accudisce il suo gregge vivendo per mesi in un mondo inaccessibile dove si aggira un essere invisibile: il lupo. La solitudine avvolge le sue giornate in montagna riempite dal rendersi cura degli agnelli, dalla costruzione di recinti, dalla poesia. Più a valle c'è il paese. E si trova la fattoria che rappresenta l'altro luogo di vita e lavoro contadino di questo giovane pastore nel periodo in cui gli animali vengono spostati nelle stalle e nei campi. Prima che inizi un'altra stagione e si torni in alta montagna con il gregge. Felix vive da solo e lavora con il padre portando avanti una radicale scelta di vita che va in direzione contraria rispetto alla globalizzazione. Recensione ❯
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Comedy animata per tutta la famiglia tratta dal terzo capitolo della serie di libri bestseller mondiale dell'autore Jeff Kinney, Espandi ▽
Greg si ritrova continuamente in contrasto con le eccessive aspettative di suo padre. Quando la pressione di rimettersi in riga aumenta dopo una serie di esilaranti (quasi) disastri, suo padre gli dà un ultimatum e gli propone una gita in un campeggio nella natura che potrebbe mettere alla prova, una volta per tutte, i modi "da schiappa" di Greg. Recensione ❯
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Un eccentrico vincitore della lotteria che vive da solo su un'isola remota cerca di realizzare le sue fantasie invitando i suoi musicisti preferiti a esibirsi a casa sua. Recensione ❯
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Chronicling Jacinda Ardern's tenure as New Zealand PM, navigating crises while redefining global leadership through her empathetic yet resolute approach. Recensione ❯
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Un medico di città torna al suo villaggio natale dove potrebbe rimanere. Espandi ▽
Shashi, un medico di città, torna al suo villaggio natale, un luogo apparentemente impantanato in uno stile di vita arretrato, per una breve visita. Mentre si lega strettamente agli abitanti del villaggio, il breve soggiorno di Shashi minaccia di diventare permanente. Recensione ❯
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Un pilota è incaricato di trasportare un agente federale e il suo prigioniero al processo. Espandi ▽
Winston, ex-contabile della potente famiglia criminale dei Moretti, si è rifugiato al motel Igloo in Alaska dopo essere diventato informatore di giustizia. Lì viene rintracciato e arrestato dal maresciallo dell'aeronautica Madolyn Harris che viene incaricata di scortarlo da Anchorage a New York per farlo testimoniare contro i suoi ex-datori di lavori. Noleggia così un piccolo aereo. Durante il viaggio Winston nota che sotto il sedile di fronte a lui c'è la licenza di Darryl, ma la fotografia è diversa. Cerca di avvertire Madolyn ma lei non può sentirlo perché indossa le cuffie. Ben presto però Darryl rivela la sua vera identità di sicario.
Il respiro da B-movie, teso ed efficace, anima il sesto film da regista di Mel Gibson, realizzato a nove anni dal bellico La battaglia di Hacksaw Ridge. Flight Risk concentra gran parte della vicenda quasi tutta sul volo con soli tre personaggi ad alta quota.
Ma è Mark Wahlberg la vera sorpresa. Perfido, senza scrupoli, gioca con la morte ad alta quota come se quel viaggio fosse una sfida alla roulette russa. Qui è in uno dei rarissimi ruoli negativi della sua carriera. Recensione ❯
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Dal romanzo Mia sorella mi rompe le balle di Damiano e Margherita Tercon. Espandi ▽
Irene sta per comprare un appartamento a Roma con il suo compagno, ma viene richiamata nella sua città natale, Rimini, per occuparsi del fratello maggiore Omar. Sua madre deve partire per approfondire delle analisi mediche, suo padre l'accompagnerà e occorre prendersi cura di un fratello autistico che ha sogni ambiziosi. Per realizzarli la sorella prova a fargli un "corso intensivo per diventare adulti" che include la scelta di salire o meno sul palco di un talent show a esibirsi e coronare così il desiderio di una vita. Nel frattempo, grazie a Omar, sarà la stessa Irene a capire molto di se stessa e di cosa voglia veramente dalla vita.
È una tenera commedia di formazione emotiva a due teste, il film che segna il debutto alla regia dell'attrice Greta Scarano. Nel suo La vita da grandi mette tutto il suo cuore, la dolcezza e quell'approccio irriverente al mondo che restituisce sullo schermo attraverso la figura di Irene, interpretata al meglio da Matilda De Angelis. Folgorata dal libro di Damiano e Margherita Tercon (i Terconauti) "Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale", Scarano firma una commedia garbata che parla di sogni, legami familiari, inclusione, ma anche chiassose cene familiari davanti al televisore, tra racconti, incomprensioni e recriminazioni. Al suo debutto nel lungometraggio la neoregista dimostra di avere già uno stile definito e di non aver paura di osare una storia e un tema su cui era facile schiantarsi, sprofondando nella retorica o nel ricatto morale. Più vicino alla commedia di formazione che al dramma esistenzialista, l'opera fluisce con un buon ritmo senza mai dimenticare il binomio efficace di cuore e umorismo, profondità e leggerezza. Recensione ❯
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Basato su una storia vera, il film racconta di come due fratelli sono cresciuti da soli nella foresta, vivendo come animali selvatici, e il loro incontro molti anni dopo. Espandi ▽
Ispirato alla vera storia di due bambini di 5 e 7 anni che, abbandonati dalla madre nel 1948, fuggono nella foresta. Sopravviveranno per sette anni e stringeranno un legame che li unirà per sempre.
Decenni dopo, i due fratelli, dopo anni di distacco, si ritroveranno. Ma il passato e i segreti li raggiungeranno, anche dall'altra parte del mondo. Recensione ❯
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Un atto d'amore per il cinema analogico, per il fantastico su pellicola come non se ne vedevano da tempo. Avventura, Fantasy - USA2025. Durata 96 Minuti.
Una giovane ragazza che scappa di casa, impara a comunicare con una specie animale apparentemente poco socievole, conosciuta come Ochi. Espandi ▽
In un piccolo villaggio della fittizia isola di Carpathia il tempo sembra essersi fermato e la vita scorre seguendo ancora ritmi rurali, disturbati solo da qualche automobile. Sull'isola vivono gli ochi, una specie di primati dal pelo bluastro e capace di comunicare con versi dalla strana musicalità. Gli uomini li cacciano da sempre e l'attuale capo dei cacciatori è Maxim, il padre di Yuri, una ragazzina introversa che si sfoga solo ascoltando la musica black metal degli Hell Throne. Quando trova un cucciolo ferito di ochi decide di accudirlo di nascosto e poi di aiutarlo a tornare a casa e ritrovare sua madre. Lungo il cammino realizzerà di saper comunicare con lui e ritroverà a sua volta la madre, che si era separata dal marito dopo una orrenda lite. Maxim si metterà però sulle tracce della figlia, insieme ad alcuni cacciatori bambini, tra cui Dasha, il fratello adottivo di Yuri.
Una fiaba realizzata con la magia vintage di un cinema dagli effetti speciali in larghissima parte analogici: animatronic, pittura matte e pupazzi. Straordinario il lavoro anche sulla colonna sonora, peccato il racconto sia a tratti stereotipato e a tratti stridente. Se il film non riesce a essere coerente nella scrittura, è però perfetto nella realizzazione artigianale, sia per la meravigliosa animazione degli ochi, sia per il lavoro sui set. Uno sforzo produttivo davvero meticoloso, un atto d'amore per il cinema analogico, per il fantastico su pellicola come non se ne vedevano da tempo, che avrebbe meritato una narrazione più solida, ma che rimane encomiabile Recensione ❯
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Philibert abbatte il muro tra operatori sanitari e pazienti per rendere condivisibile ogni storia vissuta. Documentario, Francia2024. Durata 143 Minuti.
Nicolas Philibert filma il confronto continuo tra pazienti e operatori sanitari delle due unità psichiatriche. Espandi ▽
Ogni giorno c’è un confronto continuo tra pazienti e operatori sanitari delle due unità psichiatriche “Averroès” e “Rosa Parks” dell’ospedale Esquirol di Parigi. Tra dialoghi individuali e attività di gruppo, Nicolas Philibert si prende le parti di una psichiatria che si sforza di accogliere e riabilitare le parole dei pazienti. “Cosa posso fare per aiutarti?”. Non è un dialogo, né un’intervista. È proprio la ricerca prima di un contatto poi di un (possibile?) legame, lo stesso che caratterizzava il rapporto tra medici e pazienti del precedente Sur l’Adamant. Il regista analizza a fondo il funzionamento della struttura basata essenzialmente su un rapporto dove si cerca il punto d’incontro tra operatori sanitari e pazienti proprio per cercare di abbattere i ruoli ed entrare ancora più a fondo nel disagio mentale. Philibert, oltre quello che si stanno dicendo operatori sanitari e pazienti, fa avvertire anche quello che provano mentre parlano e ascoltano. Il metodo diventa così ancora più efficace e coinvolgente, perché profondamente umano, nella sua presunta assenza. Recensione ❯
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Il film esplora la relazione tra tre ventenni. Espandi ▽
Anthony Chen si sofferma nuovamente su relazioni interrotte e complicate, su psicologie fragili e incastri che danno vita a un puzzle difforme e irregolare. Il lavoro di cesello nella costruzione psicologica di Nana, Haofeng e Xiao, tuttavia, lascia spazio troppo presto ad arnesi classici del mestiere di regista, strumenti con cui è difficile lavorare di fino. Si tratta di una scelta, secondo cui Chen adotta un approccio semplice, che non lascia spazio all’immaginazione, per raccontare il vissuto dei suoi tre protagonisti. Ma resta da capire fin dove si spinga il lato volontario di questa e dove invece la situazione sfugga al controllo di Chen per sfociare nel didascalico, senza ombreggiature o ellissi che inducano lo spettatore alla suggestione. Ogni metafora è esplicitata, una autoevidenza che lascia interdetti e incappa troppo spesso nella rivisitazione di luoghi comuni consunti da romance segnato dal destino e incompatibile con la gioia. Solo Zhou Dongyu, regina delle nevi dal doppio volto di guida turistica ottimista e tormentato vertice di un triangolo amoroso, si eleva rispetto alla sceneggiatura, con un’altra memorabile interpretazione. Recensione ❯
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Leone (Nicolas Maupas) è il fidanzato perfetto: gentile, educato, rispettoso. È stato il primo della classe a scuola e lo è anche ora che studia Filosofia all'università. Espandi ▽
Fin dai tempi del liceo il 22enne Leone, laureando in filosofia, è innamorato di Carola, che invece non se lo fila per niente, ma non disdegna di chiedergli continuamente favori: l'ultimo dei quali costa a Leone una condanna ai lavori socialmente utili, ed è lì il ragazzo che incontra Flor, un'attivista fricchettona che lo prende in simpatia. Riuscirà Leone a far onore al suo nome, o rimarrà il gattino spaventato di cui Carola si è approfittata per anni, e che sembra chiedere sempre "scusate se esisto"?
L'amore, in teoria è una commedia romantica di impianto tradizionale ma con uno spin contemporaneo, anche perché alla fine (e giustamente solo alla fine) la parabola di Leone si collega esplicitamente a quella della sua generazione.
Siamo di fronte ad una commedia che, senza inutili vezzi autoriali, mostra "la giusta cura" verso il suo genere: buona scrittura, una regia che non si perde in lungaggini ma presta attenzione ai dettagli, un montaggio (di Luca Angeleri) che dà ritmo alla narrazione, e una direzione degli attori che armonizza il cast e tira fuori il meglio da ognuno. Recensione ❯
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