Miniserie polacca ad altissimo budget sul naufragio del traghetto Jan Heweliusz. Espandi ▽
La serie narra la storia vera del traghetto polacco MS Jan Heweliusz, colpito da una tempesta mortale nel 1993 mentre attraversava il Mar Baltico. Recensione ❯
Una serie basata sulla modernità del racconto del Principe di Salina e della sua famiglia, che è quello
dell'Italia di ieri e di oggi. Espandi ▽
Aprile 1860. Le camicie rosse di Garibaldi stanno per arrivare al Sud, e Don Fabrizio Corbera, il principe di Salina soprannominato il Gattopardo, ne osserva la minaccia con siciliano disincanto. Ma quella minaccia entrerà nella sua tenuta attraverso l'amatissimo nipote Tancredi, che lui ha cresciuto dopo la morte della madre, sorella del Principe. La figlia di Don Fabrizio è da sempre innamorata di Tancredi, ma questi perderà la testa per Angelica Sedara, figlia del sindaco di Donnafugata, il viscido Don Calogero ansioso di mettere le mani sul titolo dei Salina.
La famiglia Corbera si sposterà da Palermo alla loro magnifica tenuta di Donnafugata, dove la moglie di Don Fabrizio e i cinque figli vivono nel lusso e nel diniego del nuovo che avanza. Ma il nuovo è destinato ad arrivare, e i Gattopardi ad essere spodestati da una nuova generazione assai meno nobile e altezzosa.
Sono magnifici invece la sontuosa fotografia di Nicolaj Bruel (che spesso richiama i Macchiaioli), le scenografie di Dimitri Capuani (standing ovation per le location), i costumi di Carlo Poggioli ed Edoardo Russo e le musiche di Paolo Buonvino. La regia è professionale ed efficace, ma la sceneggiatura e la produzione sembrano porre un freno ai guizzi. Recensione ❯
Più che una caccia all'uomo, la serie mette in scena una galleria di mostri e perversioni privilegiando l'introspezione all'azione. Drammatico, Italia2025.
Una delle più lunghe e complesse indagini italiane su uno dei serial killer più brutali della storia del Paese: Il Mostro di Firenze. Espandi ▽
Otto duplici omicidi.
Diciassette anni di terrore.
Sempre la stessa arma.
Una beretta calibro 22.
Una delle più lunghe e complesse indagini italiane sul primo e più brutale serial killer della storia
del Paese: Il Mostro di Firenze.
Una serie basata su fatti realmente accaduti, testimonianze dirette, atti processuali e inchieste
giornalistiche.
Tutto terribilmente vero.
Perché crediamo che il racconto della verità, e solo quello, sia l'unico modo per rendere
giustizia alle vittime.
In una storia dove i mostri possibili, nel corso del tempo e delle indagini, sono stati molti, il
nostro racconto esplora proprio loro, i possibili mostri, dal loro punto di vista.
Perché il mostro, alla fine, potrebbe essere chiunque. Recensione ❯
L'adattamento in serie dell'acclamato film del 2009 di Jacques Audiard. Espandi ▽
Malik è un giovane comoriano, dalla pelle molto nera, che arriva a Marsiglia come mulo della droga, ma il palazzo dove deve "consegnare" la merce crolla rovinosamente. Il ragazzo è l'unico sopravvissuto e l'arrivo dei soccorsi porta con sé anche la polizia, che lo conduce al carcere delle Baumettes. Qui Malik ottiene la protezione di Rony, un detenuto tranquillo ma temuto da tutti.
Quando l'impresario edile e corrotto, Massoud Djebarri, entra in carcere si trova presto ad aver bisogno di Rony per eliminare un detenuto che lo ricatta e anche Malik finisce coinvolto nell'omicidio. Ma l'uomo che è stato ucciso non è un musulmano qualunque: era a lui molto legato Brahim Lattrache, un trafficante di Marsiglia che domina le banlieu proprio grazie alla droga comprata da Massoud.
Il remake seriale del capolavoro di Jacques Audiard dilata oltremodo la vicenda, disperdendo la tensione dell'originale senza mai trovare né la sua verve stilistica né l'efficacia delle sue scene d'azione. Recensione ❯
Quando la Terza Guerra Mondiale sta per scoppiare, un gruppo di miliardari si rifugia in un bunker di lusso. Espandi ▽
Quando la minaccia di un conflitto globale si fa imminente, alcune famiglie ultraricche comprano anni di sicurezza nel Kimera Underground Park, un rifugio ipertecnologico progettato per resistere a ogni catastrofe. Mentre i ricchi ospiti e il personale in uniforme si misurano con gerarchie, sospetti e alleanze intermittenti, il racconto dissemina flashback e un colpo di scena che riorienta i rapporti di forza. Dopo il suo grande successo internazionale, Álex Pina si cimenta in un nuovo filone, quello del bunker drama: mondi recintati e società miniaturizzate in cui la lotta di classe viene compressa in ambienti sterilizzati. Però di “nuovo”, in realtà, c’è davvero poco… …e purtroppo, perché il primo episodio di Il rifugio atomico è davvero una bomba! Tanto l’hype sulla nuova serie del creatore di La casa di carta, quanto le premesse di un primo episodio davvero interessante e sconvolgente, si rivelano presto disattese. La serie possiede una forma molto seducente e un’idea iniziale formidabile: chiudere il privilegio in una teca e osservare se implode o si riorganizza. Ma si vuol far troppo. Sebbene racconti solo un interno (il bunker), deve trovare un modo per arrivare a noi, qui, dove siamo – o dove sentiamo di essere: sul crinale di una Terza Guerra Mondiale. Recensione ❯
Una miniserie in cui viene raccontata la storia di un giannizzero ottomano che dopo l'assedio di Vienna finisce in Italia. Espandi ▽
Yenicer Hasan Balaban è un militare turco sopravvissuto all'assedio di Vienna e alla sconfitta dell'impero ottomano guidato dal sultano Solimano il Magnifico. Sfuggito alla morte e in fuga, il giannizzero finisce in Italia a Moena dove viene salvato da Gloria, la sapiente del suo villaggio. Dopo un'iniziale diffidenza viene accolto tra gli abitanti di Moena e alla fine si troverà a capeggiare una rivolta contro chi li opprime con tasse esorbitanti mentre esplode l'amore per Gloria. Recensione ❯
Il mondo di Ilary Blasi, mondo, una normalissima vita eccezionale da conduttrice televisiva tra le più amate d'Italia. Espandi ▽
Dopo averci raccontato con Unica la sua versione sulla separazione dal marito, a un anno di distanza Ilary Blasi è pronta a farci entrare nella sua "nuova" vita. Ilary è una serie divertente, senza filtri, che trascina lo spettatore nel dietro le quinte della vita di una delle protagoniste più amate della tv italiana. Una donna in grado di far coesistere gli aspetti più glam delle giornate sotto i riflettori a quelli più riservati e intimi; che vive ogni giorno della sua vita così come è abituata a raccontarsi: con autoironia e leggerezza. Una vita che, adesso, è di nuovo pronta a riprendere il suo cammino con la solita determinazione e simpatia, le amiche di sempre e Bastian, che per la prima volta vedremo e sentiremo raccontarsi, a partire dal giorno del loro primo incontro. Recensione ❯
Serie di short doc che vuole esplorare il significato della bellezza, del senso di identità e resistenza in tutto il mondo. Espandi ▽
Cinque cortometraggi riuniti in un dispositivo narrativo collettivo di 50 minuti: opere autonome, ciascuna firmata da una regista emergente proveniente da una diversa area del mondo - Stati Uniti, India, Kenya, Nigeria e Brasile. Insieme, questi corti costruiscono un mosaico eterogeneo e profondamente connesso che racconta la condizione femminile nel mondo contemporaneo, tra discriminazioni sistemiche e atti di resilienza quotidiana.
La forza di In Bloom risiede soprattutto nella modalità con cui affronta i temi scelti: ogni episodio è un atto creativo di denuncia, ma anche uno strumento pedagogico e politico, capace di aprire spazi di ascolto, empatia e consapevolezza.
Cinque corti che parlano di donne e che si affidano alle donne per farlo, rivendicando il potere dell'immaginazione come leva di trasformazione. Un bel progetto, capace di tenere insieme estetica e militanza, emozione e informazione, in una forma breve ma anche molto densa, che si traduce perciò in un valido supporto educativo e divulgativo. Recensione ❯
Dopo aver affrontato le sue paure e aver lasciato la sua comfort zone nelle prime due stagioni, Levy sta diventando un viaggiatore sempre più appassionato, ma prima di poter rivendicare questo titolo, dovrà mettersi alla prova lanciandosi nelle avventure più iconiche che il mondo ha da offrire. Questa stagione lo porta in Austria, Canada, Inghilterra, India, Irlanda, Messico, Corea del Sud e Stati Uniti, e ogni tappa gli offre una nuova opportunità per ampliare le sue prospettive e mettere alla prova la sua determinazione. Tra gli ospiti e le guide locali di questa stagione figurano: Eric Nam, cantante, compositore e attore coreano-americano in Corea del Sud, e Jofra Archer, lanciatore veloce che gioca per la squadra di cricket inglese, oltre a molti altri che si uniranno a Levy nelle diverse tappe del suo viaggio. Recensione ❯
Un grande spettacolo sportivo immerso in un contesto di guerra e politica. Espandi ▽
Una docuserie che ripercorre la rivalità nel cricket tra India e Pakistan, esplorando il passato complesso e l'incerto presente sul campo dei due paesi. Recensione ❯
Una serie che mette a confronto due spiriti molto diversi che finiranno per attrarsi inesorabilmente. Espandi ▽
Cem ha smesso di credere nell'amore, ritiene che sia un qualcosa di fisico e generato dalla chimica. Hazal invece è una donna che ritiene che l'amore sia il motore della sua vita. Cem con il suo cinismo e solidità è diventato un terapeuta specializzato nel risolvere presso il suo ospedale dell'amore i problemi sentimentali delle persone. Ma Hazal arriva alla clinica con il cuore infranto ma ben presto potrebbe aver trovato la sua cura. Recensione ❯
Una serie in 6 episodi sull'eroina Riri Williams. Espandi ▽
Riri è giovane, brillante, sfrontata. Una studentessa del MIT espulsa per aver venduto compiti ad altri studenti, che rientra a Chicago con un esoscheletro difettoso e un passato doloroso che si rifiuta di elaborare. I suoi sogni di emulare Tony Stark si scontrano con la realtà: lutti irrisolti, precarietà economica, mancanza di un punto d'appoggio. Nel tentativo di ricostruire la sua vita, Riri si unisce a una banda di criminali guidata da The Hood, sperando di ottenere i fondi necessari per migliorare la sua armatura e riscattare il proprio futuro.
Ironheart è riuscita a emergere con tutto rispetto, soprattutto per la performance di Dominique Thorne nei panni di Riri Williams: carismatica, intensa, in grado di reggere da sola l'intero peso della narrazione anche quando questa si perde nel rumore di fondo dell'universo Marvel.
Ed è proprio attraverso di lei che arriva un buon segnale produttivo: che il Marvel Cinematic Universe ha ancora qualcosa da dire - purché scelga di restare in ascolto delle sue protagoniste, soprattutto quando sono giovani, complesse e finalmente fuori dallo stampo. Recensione ❯
Il prequel basato sul celebre romanzo horror di Stephen King, dal quale sono stati tratti un adattamento cinematografico in due parti e, negli anni '90, una miniserie. Espandi ▽
Derry, inverno 1962: un dodicenne prova a scappare da una città che sembra respingerlo e, lungo la strada, una famiglia fin troppo gentile gli offre un passaggio. È l’innesco di una catena di sparizioni e visioni che travolge due fronti narrativi: da un lato un gruppo di ragazzini outsider decisi a capire perché i coetanei scompaiono; dall’altro l’arrivo in città di Leroy Hanlon (Jovan Adepo), maggiore dell’aeronautica trasferito alla base locale per un progetto segreto che lambisce un male più antico di qualunque protocollo. Il clown col palloncino rosso è lì, ma come un’ombra: la creatura preferisce manifestarsi in forme cangianti, insinuarsi nei dettagli – un sorriso, un riflesso, un oggetto fuori posto – e lasciare che sia la città a fare il resto del lavoro.
Dopo aver riportato It nell’immaginario collettivo con due capitoli (It e It - Capitolo due) capaci di dominare il box office globale e di fissare un’estetica dell’orrore pop con palloncini rossi, fogne e amicizie spezzate, Andy Muschietti ha trasformato un classico di King in una saga intergenerazionale. Il successo del dittico 2017/2019, con un Pennywise già iconico grazie al formidabile Bill Skarsgård (che riprende anche qui i panni del clown) e un mix calibrato di nostalgia e brividi, ha aperto la strada naturale a un’espansione seriale: lo spazio ideale per esplorare ciò che le cinque ore di cinema non potevano contenere. Ne esce un prequel che non vive di riverenza né di iconoclastia gratuita, ma che sfrutta il formato seriale per fare ciò che il cinema non poteva: allargare la mappa, seguire i ritorni e dare tempo ai luoghi di respirare. Recensione ❯
Un produttore senza scrupoli e un carisma innato: cosa c'è dietro il talk show di Jerry Springer. Espandi ▽
Un documentario sbalorditivo che va dietro le quinte del talk show più controverso d'America per svelarne i più grandi scandali, sia dentro che fuori dalla telecamera. Recensione ❯
La serie ispirata alla storia vera di Tommaso Claudi, il console italiano che rimase solo a Kabul. Espandi ▽
La trama intreccia le vicende della famiglia afghana Nazany, costretta a fuggire, con quelle di funzionari e agenti stranieri, come un diplomatico italiano e un'agente tedesca, impegnati in disperate missioni di salvataggio e coordinamento, mentre la minaccia dell'ISIS incombe. Recensione ❯