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Bernadette Lafont

Bernadette Lafont. Data di nascita 28 ottobre 1938 a Nîmes (Francia) ed è morto il 25 luglio 2013 all'età di 74 anni a Nîmes (Francia).

Vamp villageoise

A cura di Fabio Secchi Frau

Grande attrice francese scoperta da François Truffaut in L'età difficile, si confermò uno dei volti più popolari e rappresentativi della Nouvelle Vague, al servizio di Claude Chabrol e Jean Eustache, che declinarono addosso al suo fisico prorompente e giunonico un insolito ritratto da fantastica dark lady avida, cinica e ipocrita. Fiero simbolo della svolta femminile e femminista degli Anni Sessanta-Settanta, fu il volto delicato di un'anti-Brigitte Bardot che lasciò il segno. Virtuosa fino alla fine della sua carriera, fu un'acuta anti-borghese di una società d'oltralpe sempre più metafora del mondo intero che cambiava.

Vita privata
Nata in una famiglia di protestanti di Cévennes a Nîmes nel 1938, Bernardette Lafont trascorse la sua infanzia a Saint-Geniès-de-Malgoirès, dove suo padre aveva trovato lavoro come farmacista. Sua madre, una casalinga che dopo la sua nascita entrò in depressione post-parto, non fu felice di aver partorito una femmina. Non particolarmente sostenuta e curata dalla famiglia, disprezzò il sesso femminile della figlia tanto da chiamarla per tutta la vita Bernard e da vestirla con abiti maschili. Malgrado tutto questo, Bernardette mantenne sempre un tenero rapporto con la madre, anche nei difficili anni della dell'adolescenza, quando cioè entrò al Lycée Feuchères di Nîmes e si dichiarò atea di fronte a tutta la famiglia. Fu nel cinema che questa giovane e bellissima ragazza si rifugiò quando le cose andavano male a casa, sognando di diventare la prossima Brigitte Bardot o Marina Vlady. Per questo motivo, seguì con tanti sacrifici le lezioni di danza presso l'Opera di Nîmes, pagate anche grazie a un lavoro di commessa che aveva trovato. Malgrado fosse estremamente portata per lo studio, covò segretamente il desiderio di fare l'attrice fin dai suoi sedici anni. Fu così che, durante le vacanze estive del 1955, conobbe l'attore Gèrard Blaine (considerato il James Dean francese) che si trovava nella sua città natale per interpretare il "Giulio Cesare". Fu subito amore a prima vista fra i due che, ai diciotto anni di Bernardette, decisero di sposarsi, salvo poi divorziare nel 1959, quando cioè l'attrice conobbe (il giorno del suo ventesimo compleanno) il regista e scultore ungherese Diourka Medveczky, che le diede tre figli: Pauline, Elizabeth e David. Disgraziatamente, anche la passione fra questi due finisce e l'attrice e lo scultore, di comune accordo, scelgono di non divorziare ma di portare avanti un "matrimonio aperto", contornato da non poche relazioni extra-coniugali.

Il debutto cinematografico
Introdotta dal primo marito all'interno del circuito teatrale e cinematografico, conobbe François Truffaut che, colpito dalla sua bellezza, le offrì il ruolo della bella fanciulla che fa innamorare un piccolo gruppo di ragazzini nel cortometraggio L'età difficile (1957), ambientato proprio a Nîmes (oltretutto nella casa dei genitori di Bernardette). Il cortometraggio fu uno dei primi motivi di scontro fra lei e Blaine, il quale rifiutava categoricamente che sua moglie diventasse un'attrice, rubandogli i riflettori (un'esperienza che già aveva avuto con la sua precedente moglie) e fu proprio per questo motivo che la lavorazione dell'opera fu difficile. Da una parte, i continui screzi fra Blaine e Bernardette che si riversarono anche nella sceneggiatura e, dall'altra, l'inesperienza della ragazza che faceva irritare Truffaut, il quale minacciava spesso di schiaffeggiarla se non fosse stata più convincente o se avesse tentato, anche solo con un minimo movimento della mimica facciale, di imitare la Bardot.

Simbolo della nouvelle vague
Amareggiata da questo tentativo di sottomissione maschile da parte del marito, che giudicò puramente egoistico, Bernardette proseguì imperterrita la sua carriera di attrice cinematografica, imponendosi rapidamente come una delle figure rappresentative della Nouvelle Vague ed elemento essenziale del movimento, stringendo amicizia con Eric Rohmer, Jean-Luc Godard, Jean Douchet, Jean Rouch, Jean-Daniel Pollet e Stéphane Audran. Diventando una delle attrici predilette di Claude Chabrol, si impose in Le Beau Serge (1957), Donne facili (1960) e Parigi di notte (1963) ma, destò ancora più scalpore con il film Alla bella Serafina piaceva far l'amore sera e mattina (1969) di Nelly Kaplan che le permise di salire definitivamente al successo, malgrado la moda di allora prediligesse attrici bionde e non more e mediterranee come lei. Tanto è vero che venne indicata come la "Bardot nègre" e la perfetta incarnazione della dark lady d'oltralpe, in virtù di ruoli a dir poco amorali come quelli di prostitute, cameriere sfacciate e seduttrici seriali.

Il rapporto con l'Italia
Anche il cinema nostrano dimostrò di amarla. Carlo Ponti, che stava lanciando sua moglie Sophia Loren verso Hollywood, aveva bisogno di una nuova star da piazzare in Italia. Nonostante le molte offerte, l'attrice rifiutò ogni proposta di Ponti e lavorò solo in due film italiani: Giovani mariti (1958) di Mauro Bolognini e, anni più tardi, Il ladrone (1980) di Pasquale Festa Campanile, nel ruolo della nobile e disinibita patrizia romana Appula che seduce il truffatore-ladro interpretato da Enrico Montesano.

Gli anni settanta
Gli Anni Settanta furono un periodo d'oro per la sua carriera. Jacques Rivette (non senza qualche lite sul set) la scelse per un piccolo ruolo in Out 1: Spectre (1971), mentre Truffaut come protagonista di Mica scema la ragazza! (1972). La sua Camille Bliss, detenuta arresta per omicidio intervistata da un sociologo, è ancora oggi uno dei personaggi più amabili e sessualmente liberi che il cinema francese abbia mai conosciuto. Ancora più successo ebbe nelle vesti di Marie in La Maman et la Putain (1973) di Jean Eustache che le permise di definire ancora meglio i suoi contorni all'interno della Nouvelle Vague. Bernardette Lafont rappresentò infatti l'antitesi della donna del cinema classico francese, incarnando molto spesso i ruoli di una borghese disinibita che non esista ad abbracciare la trasgressione fisica e psicologica, spolpando con battute argute e sincere pronunciate con voce beffarda e ironica i benpensanti maschilisti. Una tipologia di personaggio che andò a suo vantaggio e che le permise di essere ricordata con il soprannome di "vamp villageoise" e che non si limitò a recitare sul grande schermo. Fu infatti una grande attivista politica di stampo femminista, firmando e promuovendo "Le Manifeste des 343 salopes" del 1971, in favore del diritto all'aborto. Nel 1973, finalmente coronò il suo sogno: recitare accanto al suo idolo, la Bardot. Nina Companeez la scelse per un ruolo di secondo piano in Colinot l'alzasottane con Nathalie Delon, Ottavia Piccolo e, naturalmente, Brigitte Bardot. Fu un'esperienza che lei descrisse come unica e irripetibile, considerandola come il punto più alto di tutta la sua carriera, tanto che, con il secondo matrimonio e con la nascita dei suoi tre figli, decise di ritirarsi dalle scene dopo aver recitato con Ugo Tognazzi in Permette signora che ami vostra figlia? (1974).

Gli anni ottanta
Dopo un anno di assenza dal grande schermo, Bernardette Lafont tornò al cinema nei primi Anni Ottanta, apparendo in piccoli ruoli nei film di Jean-Pierre Mocky. Solo in un secondo tempo, si reimpose come attrice di primo piano in L'effrontée - Sarà perché ti amo? (1985) di Claude Miller, che le valse l'anno successivo il César come miglior attrice non protagonista. Nel 1987, condivise il set con Philippe Noiret in Volto segreto, ritornando a essere diretta dal suo lungimirante maestro Claude Chabrol, conquistando una nuova candidatura ai César nella stessa categoria del 1986.

Il lutto familiare
Sfortunatamente, la sua carriera ebbe di nuovo una battuta d'arresto nel 1988 (stavolta però brevissima), per motivi inerenti alla morte di uno dei suoi figli. Pauline, la sua primogenita, morì accidentalmente facendo climbing. Il dolore fu così atroce e difficile da superare che, in un primo momento, decise di isolarsi dal mondo ma, stretta dall'abbraccio dei due figli rimasti, venne spinta invece a continuare a fare l'attrice e, anzi, a moltiplicare i suoi impegni cinematografici e teatrali. In particolare, Jean-Claude Brialy, da sempre suo affezionato amico, la spinse, per la prima volta, a calcare il palcoscenico impegnandosi in una nuova sfida: una serie di pièces teatrali.

Ultimi film
Definitivamente ripresa in mano la sua carriera nel 1994, ricevette un Premio Speciale ai César per la sua interpretazione in Personne ne m'aime, seguito nel 2003 da un César onorario. Nel 2007, venne di nuovo candidata al premio come miglior attrice non protagonista in Prestami la tua mano (2006). Ultimi suoi grandi successi furono Paulette (2013), che ricevette una buona accoglienza da parte del pubblico e della critica, e Attila Marcel (2014).

La morte
In questi ultimi anni, malgrado il caloroso amore che ancora la legava al suo pubblico, fu molto più ritirata. Trascorreva la sua vita nello stesso appartamento nel Marais, nel quale aveva vissuto per oltre 30 anni, con un gatto, spostandosi di tanto in tanto in campagna solo per andare a trovare il suo nuovo compagno, il pittore Pierre Chevilly. Vittima di due infarti, morì il 25 luglio 2013 e venne commemorata con un funerale religioso nella chiesa protestante di Saint-André-de-Valborgne, nell'assenza di rappresentanti del governo e dei suoi colleghi.

Onori
Bernardette Lafont ha pubblicato le sue opere nella sua autobiografia "La Fiancée du cinéma". Nel 2009, ricevette la Légion d'honneur e l'anno successivo la Médaille de l'ordre national du Mérite e de l'ordre des Arts et Lettres. Dopo la sua morte, il teatro municipale di Nîmes, la biblioteca di Argenton-les-Vallées e una rosa portano il suo nome.

Ultimi film

Commedia, (Francia - 2012), 87 min.
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