Il primo adattamento TV del seminale romanzo del premio Nobel William Golding. Espandi ▽
Nei primi anni Cinquanta, in seguito a un incidente aereo, un gruppo di ragazzini si ritrova su un'isola tropicale, senza adulti sopravvissuti. Piggy, sovrappeso e asmatico ma intelligente e di buon senso, cerca di fare amicizia con Ralph e prova ad aiutarlo a istituire delle regole di vivere civile. Ralph, atletico e carismatico, assume il ruolo di leader ma da subito si crea un contrasto con il rivale Jack, che è già il capo di un gruppo di coristi, tra i ragazzi più grandi dell'isola. Jack decide che saranno i suoi a fare da cacciatori e sarà lui a guidarli, inoltre prende per sé l'importante responsabilità di tenere acceso il fuoco.
Tra i coristi c'è anche Simon, che conosce Jack meglio di tutti, da quando era più giovane e soffriva per l'indifferenza del padre. I bambini più piccoli poi hanno paura della foresta, dove credono si annidi una bestia misteriosa. Questo terrore atavico sarà presto sfruttato da Jack per creare una propria tribù di ragazzini, con maschere, rituali e superstizioni.
Il nuovo adattamento del capolavoro di William Golding, è magistralmente messo in scena da Marc Munden, con la sceneggiatura dello scrittore di Adolescence Jack Thorne. Non si può non dedicare una parola ai giovanissimi protagonisti, che si dimostrano già tutti attori straordinariamente efficaci, in particolare Lox Pratt nei panni di Jack e David McKenna, davvero impressionante, in quelli di Piggy. Recensione ❯
Una commedia d'azione, che racconta la storia di due gangster e della donna che amano, alle prese con la notte più pericolosa della loro vita. Espandi ▽
Una commedia d'azione, che racconta la storia di due gangster e della donna che amano, alle prese con la notte più pericolosa della loro vita. Come se non bastasse, vi è un ulteriore componente che rende il tutto ancora più interessante: una macchina del tempo. Recensione ❯
Tratto dal bestseller mondiale di Emily Henry. Espandi ▽
Ogni estate da quasi un decennio, la spensierata Poppy e il riservato Alex intraprendono un viaggio avventuroso, ma dopo anni di silenzio, una fatidica vacanza li riporta insieme per affrontare i sentimenti inespressi che provano l'uno per l'altra. Recensione ❯
Un'intensa storia d'amore raccontata attraverso un dramma familiare profondamente personale, incentrato sui temi della resilienza e della trasformazione. Espandi ▽
Stacy Clyburn (Michelle Pfeiffer) e la sua benestante famiglia affrontano le conseguenze di un evento drammatico e cercano di riscoprirsi in una vita che può essere completamente diversa, tra New York e una valle del Montana.
Questa serie di sei episodi, distribuita da Paramount+, è ufficialmente una sorta di spin-off di Yellowstone, nonostante abbia in comune con essa solo alcune caratteristiche legate al contesto di una famiglia agiata americana (di orientamento democratico e non repubblicano) e al modo di vivere alcuni rapporti al suo interno.
Lo sceneggiatore elimina l'approccio thriller e di intrigo politico per concentrarsi sui personaggi e sul loro percorso in chiave più drammatica. È evidente che Kurt Russell e soprattutto Michelle Pfeiffer sono il vero valore aggiunto di un prodotto che si concede il suo tempo e che intrattiene, nonostante rifiuti in buona parte le logiche commerciali convenzionali. Recensione ❯
Gli ultimi anni della caccia a Matteo Messina Denaro dal punto di vista del colonnello Lucio Arcidiacono, a capo del ROS incaricato di trovarlo. Espandi ▽
Dopo l'ennesima operazione fallita nel tentativo di catturare il boss di Cosa nostra Matteo Messina Denaro, al colonnello dei carabinieri Lucio Gambera viene dato un ultimatum: assicurare alla giustizia il super latitante entro tre mesi, pena la rimozione dall'incarico, con conseguente smantellamento della sua squadra. Ma lo sfuggente criminale sembrerebbe essere sempre un passo avanti. Nella mente dell'ufficiale del ROS si fa largo il sospetto che fra i suoi uomini si possa nascondere una talpa.
Ispirata agli eventi che hanno portato all'arresto del boss mafioso il 16 gennaio 2023, L'invisibile - La cattura di Matteo Messina Denaro mette in scena la complessa caccia a un fantasma elusivo. Ma nonostante una confezione professionale, che vede alla regia l'ex alfiere del nostro cinema di genere Michele Soavi, fatica a bilanciare la sua natura di prodotto d'intrattenimento con le esigenze del servizio pubblico
Specialmente in sede di scrittura, la serie soffre di quasi tutte le tendenze più deleterie di certe fiction-santino, realizzate più per dovere istituzionale che per la volontà sincera di raccontare una buona storia. Recensione ❯
Durante un'ultima ed estenuante missione dell'addestramento dei Ranger, un geniere deve guidare la sua unità contro una gigantesca macchina assassina proveniente da un altro mondo. Recensione ❯
Un colpo di fulmine senza tuono. Soudain compie il più bello dei gesti cinematografici: essere un vero film di soluzioni. Drammatico, Francia, Giappone, Germania, Belgio2026.
Amare così intensamente qualcuno che si è appena incontrato è follia? Forse. Ma sono i folli gli esseri più amati di questo racconto. Hamaguchi firma un racconto di incontri, fragilità e umanità. Espandi ▽
Marie-Lou, direttrice di un'Ehpad (Struttura di accoglienza per anziani non autosufficienti), è votata al suo lavoro e ai più fragili. Non c'è spazio per altro. Marie-Lou vuole soltanto comprendere meglio le persone ed entrare in empatia con la vecchiaia. Nella sua residenza applica un nuovo metodo chiamato "Humanitude" e fondato su quattro pilastri relazionali: contatto visivo, tatto, parola e verticalità. Un approccio audace che ha un impatto positivo sui residenti con disabilità fisiche e spesso affetti da disturbi neurologici ma che richiede un'attenzione costante da parte degli operatori sanitari, già oberati da responsabilità e surmenage. Le tensioni tra Marie-Lou e il personale non tardano a farsi intendere. Considerate le risorse umane disponibili, il metodo pare poco realistico. Le pressioni finanziarie fanno il resto, togliendole il sonno.
Ma all'improvviso, Marie-Lou incontra Mari, una drammaturga giapponese con un cancro allo stadio terminale. Complice la pièce, che la regista mette in scena a Parigi, tra le due donne nasce un legame profondo, alimentato dai loro scambi sulla vita e la dignità di fronte alla morte.
Amare così intensamente qualcuno che si è appena incontrato è follia? Forse. Ma sono i folli gli esseri più amati di questo racconto. Grandioso, delicato e necessario, Hamaguchi firma un racconto di incontri, fragilità e umanità. Una risposta risolutiva a quest’epoca bellicosa e mortale. Recensione ❯
Ira Sachs porta la sua energia indie al servizio di una storia dolorosa ma vitale. Peccato per la virata finale verso il melodramma spinto. Drammatico, USA2026. Durata 95 Minuti.
La storia di un artista che vive il dolore della malattia dell'AIDS. Ma trova la forza di reagire tramite l'arte e l'amore. Espandi ▽
New York, primi anni Ottanta. Jimmy George è un perfomer omosessuale colpito da quella malattia che avrebbe devastato la comunità gay per tutto il decennio in corso (e oltre): una malattia in quel momento ancora senza un nome, men che meno una cura. Il suo compagno Dennis lo accudisce con amore. Nonostante la malattia Jimmy, sopravvissuto a una recente ospedalizzazione, cerca di mettere in piedi uno spettacolo musicale di cui sarà protagonista. E quando in un appartamento vicino al loro si trasferisce Vincent, la routine di Jimmy e Dennis viene stravolta.
The Man I Love è il ricordo doloroso di un uomo gay, il regista e sceneggiatore statunitense Ira Sachs, che ha vissuto a New York l'arrivo dell'AIDS vedendo morire amici e compagni nell'indifferenza della "società civile". Ira Sachs riprende l'energia indie del suo precedente Passages per raccontare un universo parallelo in cui le regole non contano.
Il problema nasce nella seconda parte del film, quando il melodramma prende la mano dell'autore e di Rami Malek, che diventa eccessivo e autocompiaciuto nella sua mimesi, e quando la storia smette di muoversi in avanti per ripiegarsi su se stessa. Solo la conclusione con Vincent che balla sul suo destino (forse) segnato come sul Titanic riprende la forza delle prime scene. Recensione ❯
Il ritorno di Zero e dell'Armadillo, la sua coscienza. Espandi ▽
Zero si ritrova socio in un piccolo bar di Rebibbia insieme all'amico Cinghiale, che ora ha una famiglia e non può permettersi di fallire. Quando un personaggio pericoloso si presenta a riscuotere un debito, la situazione precipita rapidamente. Nel frattempo, Sarah chiede a Zero di ospitare Smeralda, un'amica che deve sfuggire a una relazione violenta. Intorno a questi due fili - la minaccia esterna e l'irruzione del passato - si annodano le vite di una generazione che ha smesso di aspettarsi che le cose si sistemino da sé.
Zerocalcare ha costruito buona parte della sua fortuna narrativa sul calore un po' difensivo dei legami stretti come rifugio contro l'instabilità del mondo adulto. In questa terza serie per Netflix questo rifugio esiste ancora, ma non è più in grado di proteggere e deve farsi invece punto di partenza, aprirsi a qualcosa di più oscuro e meno risolutivo. La sperimentazione produttiva riflette anche un'ironia più pungente e meno protettiva.
Il coraggio del finale e la qualità complessiva della realizzazione bastano a chiudere il cerchio e a regalarci, nel complesso, una trilogia fondamentale. Recensione ❯
Un crimine indicibile, una tempesta in arrivo che minaccia di cancellarne per sempre le prove e una comunità spezzata dal dolore. Espandi ▽
Un'insegnante ed ex poliziotta rivive il trauma della sparizione di sua nipote di nove anni quando un bambino della sua stessa età viene trovato affogato in un canale della cittadina a rischio allagamento di Morfa Halen. Il caso sarà di competenza del detective Eric Bull, con cui la protagonista Jackie Ellis ha un passato turbolento.
Kelly Reilly e Rafe Spall sono gli interpreti protagonisti di questo viaggio misterioso all'interno di una piccola comunità di una cittadina del Galles, dove le persone lasciano la porta aperta perché si fidano tra di loro e dove è scomparsa una bambina e un altro piccolo è stato ucciso.
Difficile non pensare ad un modello come True Detective. La serie è molto riuscita, perché preferisce andare nel cuore dei sentimenti umani, costruendo visivamente un efficace parallelo tra le distanze che caratterizzano alcune località di questo microcosmo e il senso di dubbio e di mistero che si annida nelle anime. Recensione ❯
Una miniserie che mette a confronto una giornalista e un detective della polizia e le loro differenti visioni della verità. Espandi ▽
Anna Andrews è una giornalista affermata e sempre molto attenta, Jack Harper è un detective instancabile ma dal passato complicato. I due sono sposati ma il loro legame rischia di diventare un campo di scontro. Entrambi infatti sono chiamati a seguire un delitto che diventa presto un caso mediatico. Tra dubbi, versioni diverse e silenzi che nascondono qualcosa, la verità non è facile da decifrare. Recensione ❯
Il delicato tema della fecondazione assistita all'interno di una clinica di Barcellona. Espandi ▽
La serie si sviluppa all'interno di una clinica di fecondazione assistita e segue le storie di Ruggero, ginecologo fondatore della struttura, e di Angelo, giovane embriologo, impegnato nel suo percorso di affermazione di genere. Accanto a loro Teresa, amministratrice brillante e fondatrice insieme al marito della clinica, e Dora, la nuova patient assistant. Ogni giorno i nostri si confrontano con le complesse vicende umane che i pazienti portano con sé insieme alla loro storia clinica. Personaggi di differente orientamento sessuale e romantico, in coppia o single, che attraverso il proprio desiderio di genitorialità portano punti di vista inediti e conflitti profondi mai esplorati. Recensione ❯
Una serie incentrata sulle tragicomiche vicende di un caotico supermercato a rischio chiusura in un quartiere di Milano. Espandi ▽
Con sei episodi scritti e diretti da Il Terzo Segreto di Satira, Super Market è ambientato a Eury, discount nella periferia milanese sull'orlo della chiusura. Il direttore Enrico, megalomane e insicuro, e la caporeparto Anita tengono in piedi un microcosmo fatto di codardie quotidiane e clienti pronti alla lamentela, mentre la capoarea Cristina impone un ultimatum: cambiare o chiudere. Nel caos arriva Edoardo, stagista con un sogno segreto, quello di diventare un cantante, e sullo sfondo veglia Max, clochard filosofo che vive all'ingresso del supermercato.
Prima di essere un collettivo di regia, Il Terzo Segreto di Satira è stato un esperimento di intercettazione del linguaggio pubblico.
Super Market non insegue l'ambizione di un discorso critico approfondito, si limita a far ridere e a tenere lo spettatore agganciato episodio dopo episodio, ed è proprio in questa misura contenuta (priva di pretese oltre il proprio perimetro comico) che il gesto di trasformare un non-luogo in una casa condivisa trova una sua dignitosa efficacia. Recensione ❯
Una miniserie che funziona nell'archivio e nei racconti ma che si perde nelle ricostruzioni e in qualche intervista poco interessante. Documentario, Italia2026.
Una docu-serie che non vuole essere la biografia del "Re dei Paparazzi", ma l'affresco di un Paese che, dagli anni '90 a oggi, ha smesso di distinguere la differenza tra realtà e reality. Espandi ▽
Fabrizio Corona tra pubblico e privato. Nato a Catania nel 1974 e figlio del giornalista Vittorio, autore tra gli altri di “Moda” e tra i creatori di “Studio Aperto”, ha iniziato a lavorare giovanissimo a fianco di Lele Mora. Dagli anni Duemila costruisce la sua fortuna e viene definito il “re dei paparazzi” anche se non ha mai scattato una foto in vita sua. Sempre a caccia di notizie, arriva quasi sempre prima degli altri e “altera la realtà a seconda delle sue esigenze”. Tra le mani ha materiali compromettenti che riguardano celebrità, tra cui popolari personaggi televisivi e calciatori. Nel 2007 viene arrestato in seguito all’inchiesta Vallettopoli con l’accusa di estorsione. Considerato come una specie di ‘nemico pubblico’ da quel momento entra ed esce dal carcere, accumula altre pene per procedimenti legate all’inchiesta di altre vicende. Nasce così il suo personaggio; “ha dovuto uccidere Fabrizio per far nascere Corona”. Proprio alla fine della miniserie, composta da 5 episodi, Fabrizio Corona, spesso sulla sedia a raccontare alcuni dei momenti più importanti della sua vita, si alza in piedi e si sfoga: “Se mi censurate, me ne vado”. Il suo spettacolo, andato in scena in Fabrizio Corona: io sono notizia. Forse non gli è piaciuto oppure non lo ritiene completo. È l’improvviso colpo di scena. È vero? È recitato per spiazzare ancora una volta lo spettatore? La miniserie, attraverso il suo personaggio, apre più link. Qualcuno più efficace (Lapo Elkann, Lele Mora, l’avvocato Delfino), qualche altro invece non messo abbastanza a fuoco (Costantino Vitagliano). In più Fabrizio Corona: io sono notizia funziona molto meglio proprio con i suoi materiali (gli appunti) e l’archivio. Decisamente più forzate le ricostruzioni fiction come gli effetti della rissa in carcere o la fuga in Francia in mezzo al gelo. Recensione ❯