| Titolo originale | Under Salt Marsh |
| Anno | 2026 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Regia di | Claire Oakley, Mary Nighy |
| Attori | Kelly Reilly, Rafe Spall, Jonathan Pryce, Naomi Yang, Harry Lawtey William Thomas, Amara Atwal, Irys Bea Williams, Dino Fetscher, Julian Lewis Jones. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 18 febbraio 2026
Un crimine indicibile, una tempesta in arrivo che minaccia di cancellarne per sempre le prove e una comunità spezzata dal dolore.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Un'insegnante ed ex poliziotta rivive il trauma della sparizione di sua nipote di nove anni quando un bambino della sua stessa età viene trovato affogato in un canale della cittadina a rischio allagamento di Morfa Halen. Il caso sarà di competenza del detective Eric Bull, con cui la protagonista Jackie Ellis ha un passato turbolento.
Kelly Reilly e Rafe Spall sono gli interpreti protagonisti di questo viaggio misterioso all'interno di una piccola comunità di una cittadina del Galles, dove le persone lasciano la porta aperta perché si fidano tra di loro e dove è scomparsa una bambina e un altro piccolo è stato ucciso.
Questo thriller-noir drammatico in onda su Sky Atlantic (con anche Jonathan Pryce) è una buona combinazione di stilemi che caratterizzano il giallo contemporaneo nella serialità più sofisticata e ricercata a livello di contesto ambientale e sociale e di caratterizzazione psicologica.
Difficile non pensare ad un modello come True Detective, un vero cult in tal senso. Questa storia richiama molto le atmosfere cupe, l'isolamento, l'importanza delle credenze di una comunità ristretta, i paesaggi al confine della realtà e un binomio di protagonisti compromessi e in cerca di redenzione. Certo questa mini-serie da sei episodi, firmata da Claire Oakley, si concentra più sul percorso introspettivo e sul dramma dei bambini scomparsi piuttosto che sul fascino filosofico e simbolico dell'opera di Pizzolatto e Fukunaga.
Il caso ha un andamento lento e ci permette di entrare pian piano nel vivo della famiglia della vittima, del trascorso dei due ex colleghi e degli intrighi e segreti nascosti dei residenti della comunità rurale di Morfa Halen, dove il fango, l'inquinamento nascosto e il rischio di inondazione per via di piogge e maree sono una perfetta metafora di ciò che si può trovare "sotto la superficie".
Facendo leva sui rapporti complicati sia tra adulti che tra bambini, la nostra Jackie, amata da tutti ma poco prudente, è costretta ad affiancare il burbero e diffidente Eric in una ricerca che parte prima di tutto da sé stessa e da ciò che non ha potuto accettare della scomparsa di Nessa, delle accuse a sua sorella e delle spalle voltate proprio da Bull. Allo stesso tempo le è richiesto uno sforzo nel cercare di dare meno per scontate le abitudini e le controversie tra un ex sospettato, una comunità in ribellione e una serie di persone dal doppio volto.
In questo la serie è molto riuscita, perché preferisce andare nel cuore dei sentimenti umani, costruendo visivamente un efficace parallelo tra le distanze che caratterizzano alcune località di questo micro (ma incredibilmente esteso) cosmo e il senso di dubbio e di mistero che si annida nelle anime rancorose e depresse: si alternano campi lunghissimi, grigiori e buio, a zoom molto lenti e sguardi tagliati o dalle spalle, fino agli occhi sempre molto spenti o pieni di dolore di Jackie e di molti compaesani; questi elementi e una progressiva "claustrofobia" andando verso il finale, fanno della regia e della fotografia una funzione essenziale ma nobile. Il tutto pienamente all'interno di un discreto "giallo", con una buona dose di contenuti e sottotesti.