Una sera di gennaio del 1985 le maggiori star della musica si ritrovano per registrare "We Are the World". Questo documentario racconta il dietro le quinte dell'evento. Recensione ❯
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Un documentario che analizza lo scandaloso stupro avvenuto nel 2016 alla Festa di San Firmino. Espandi ▽
Attraverso testimonianze chiave, questo documentario analizza uno stupro di gruppo avvenuto durante la Festa di San Firmino del 2016, che ha scatenato proteste in tutto il mondo. Recensione ❯
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Tramite la storia di sei giovani, il docufilm esplora il delicato tema della salute mentale tra i ragazzi. Espandi ▽
Un docufilm che esplora in profondità il delicato tema della salute mentale nei giovani, sfidando pregiudizi sociali e combattendo le narrazioni erronee che spesso vengono associate all'argomento. La storia si sviluppa intorno a sei giovani, Alessandra, Melissa, Martina, Ash, Aki e Andrea, che frequentano il centro diurno dell'Asl di Roma 1, un istituto pubblico che svolge attività destinate a persone tra i 15 e i 25 anni con difficoltà sociali e disturbi psichiatrici. Il centro diurno diventa il punto focale del racconto e il pubblico viene introdotto ad esso attraverso l'esperienza degli esperti che accompagnano i ragazzi percorso tra cui la responsabile del centro diurno Teresa Tricomi e il direttore della UOC prevenzione interventi precoci, Gianluigi Di Cesare. Recensione ❯
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La serie basata sul romanzo di Juliet McDaniel "Mr. & Mrs. American Pie": una testimonianza di tutti gli outsider che lottano per garantirsi la loro opportunità di emergere. Espandi ▽
Siamo nell'affascinante scenario di Palm Beach. È il 1969 e seguiamo le avventure di Maxine Simmons, una ex reginetta di bellezza del Tennessee, determinata a farsi strada nell'esclusiva alta società del posto. Attraverso un misto di astuzia, ambizione e occasionali passi falsi, Maxine cerca di penetrare l'élite, affrontando una serie di sfide poste da figure dominanti, come la spaventosa Evelyn Rollins e l'avanguardista e femminista Linda Shaw. Mentre cerca di navigare tra intrighi, segreti e dinamiche di potere, la sua lotta per l'accettazione e il riconoscimento la porta ad affrontare e a riflettere sulla natura stessa del desiderio di appartenenza e sul prezzo da pagare per il successo sociale.
Palm Royale si distingue innanzitutto per un cast eccezionale, arricchito dalla presenza di guest star d'eccezione come Carol Burnett e Bruce Dern, che contribuiscono a delineare l'opulenza e la complessità dell'alta società di quel periodo.
L'eccessiva lunghezza degli episodi e un certo manierismo stilistico tendono però a soffocare il potenziale della serie: invece di approfondire la complessità dei suoi personaggi o di esplorare con maggiore incisività le contraddizioni della loro esistenza, Palm Royale si perde talvolta in una narrazione eccessivamente frammentata e in tonalità narrative discordanti. Recensione ❯
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La dolce storia d'amore tra un ragazzo che consegna cibo a domicilio e una ragazza non-udente, tra ostacoli comunicativi e traumi personali. Espandi ▽
Young-jun ha vent’anni, non ha ancora bene chiaro cosa vorrà fare della sua vita e nel frattempo lavora controvoglia nel ristorante di famiglia. Un giorno, mentre sta effettuando una consegna di cibo in una piscina, incontra Yeo-reum, una ragazza non udente che segue la sorella minore, anche lei non udente ma campionessa di nuoto. Tra i due ragazzi nasce un legame che potrebbe diventare amore, se non fosse che la barriera comunicativa e l’incertezza di entrambi (in particolare la paura di Yeo-reum di ferire la sorella lasciandola sola nel suo sogno di eccellere nel nuoto) potrebbero invece allontanarli.
In questa docile e innocua commedia sentimentale, la disabilità è un puro pretesto narrativo per ritrarre la fragilità di chi si affaccia all’amore.
Nella prima parte il regista Jo Seon-ho costruisce alcune indovinate sequenze di fraintendimenti e buffe rivelazioni fra Young-jun, Yeo-reum e la sorella di quest’ultima, senza dare spiegazioni sul perché il protagonista conosca il linguaggio dei segni (a proposito di pretestuosità delle scelte narrative) e sfruttando il potere della comunicazione non verbale nel generare gesti, sguardi e sorrisi capaci di mostrare i sentimenti in modi originali e inattesi. Recensione ❯
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Un documentario on the road che cerca di ricostruire tutto il cinema che è stato girato a Napoli. Espandi ▽
Viaggio a Napoli di una "strana coppia": il produttore, regista, sceneggiatore e interprete, Ciro Ippolito, e il critico ed esploratore delle profondità dei B-Movies, Marco Giusti. Vogliono tentare un ritratto del cinema che si è fatto a Napoli, dal pioniere Gustavo Lombardo, a inizio Novecento, fino a Mario Merola e allo stesso Ciro Ippolito. Sgangherato e divertente, il documentario on the road riserva molte sorprese. Recensione ❯
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Quattro amiche di vecchia data viaggiano si recano a Key West per riunire il gruppo, ma c'è un colpo di scena. Marilyn si sposa, anzi, si risposa, solo due mesi dopo aver seppellito il primo marito. Recensione ❯
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La storia dell'ascesa di una band, alla scoperta di un fenomeno musicale e del suo contesto geografico. Espandi ▽
Nel 1991, la band indie degli Uzeda spedisce una demo a Steve Albini. Il produttore discografico di Chicago scomparso da poco, una leggenda della scena alternativa americana e già leader di alcuni dei gruppi più radicali nella storia del rock, risponde alla chiamata e vola a Catania per registrare con gli Uzeda l'album Waters. È l'inizio della svolta per gli Uzeda, che registrano per la BBC e vengono chiamati a suonare in tutto il mondo. Ma, alla fine di ogni tour, tornano sempre a casa, nella loro Catania. Recensione ❯
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La serie televisiva reboot del film omonimo del 1999. Espandi ▽
La serie reboot presenta una scommessa indecente tra i due ricchi fratellastri Caroline Merteuil e Lucien Valmont. I due rampolli frequentano il Manchester College, l'università adiacente a Washington DC. Caroline chiederà aiuto a Lucien per convincere la figlia del vicepresidente degli Stati Uniti, Annie, a iscriversi alla sua confraternita. Recensione ❯
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La storia ci porta sotto il calore ardente del sole andaluso, dove la spregiudicata gitana Carmen si compiace del suo potere di seduzione.
Il mezzosoprano Aigul Akhmentshina, stella nascente della lirica, canterà il ruolo eponimo mentre sul podio il direttore Antonello Manacorda darà vita all'appassionata partitura di Bizet che comprende la famosissima e sensuale Habanera di Carmen ("L'amour est un oiseau rebelle") e la travolgente aria del "Toreador" Escamillo.
Con le scenografie di Paolo Fantin e i costumi di Carla Teti, Carmen racconta le violente passioni che infiammano i protagonisti di questa vicenda di amore e morte, sullo sfondo di una Spagna focosa popolata di sigaraie, gendarmi, contrabbandieri e toreri. Recensione ❯
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Un'amicizia messa alla prova da una società opprimente. Espandi ▽
Due migliori amici stanno per diplomarsi al liceo mentre incombe la minaccia di un terremoto catastrofico. Una notte, fanno uno scherzo al loro preside, che porta all'installazione di un sistema di sorveglianza nella loro scuola. Incastrati tra l'oppressivo sistema di sicurezza e una cupa situazione politica nazionale, i due reagiscono in modi contrastanti. Recensione ❯
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La Casa dalle finestre che ridono: da dove nasce la sua aura "maledetta"? Espandi ▽
La casa dalle finestre che ridono, diretto da Pupi Avati nell'ormai lontano 1976, è un film importante e originale, capace di creare una sorta di piccolo sottogenere, successivamente definito come gotico padano. Nel corso degli anni il suo fascino non è diminuito e anzi il suo mito è aumentato proprio per la forza e la singolarità dei concetti e delle idee alla base del film. Uno di questi è l'avere un protagonista, quel Buono Legnani "pittore delle agonie", che è in sostanza invisibile, nel senso che pervade tutto il film e gli dà significato, ma in pratica non è presente.
Non mancano, in questo film, le dichiarazioni dello stesso Avati che danno conto dell'origine delle paure infantili che lo hanno "informato" e formato.
Man mano che si compie il percorso critico e "geografico" di ricerca sul gotico padano e su Buono Legnani, il film tende sempre più a trascendere la sua natura documentaristica per cercare di catturare il mito e sviluppare il mistero concludendosi su note macabre di ambiguo fascino. Un film, quindi, nel complesso interessante che tende a perpetuare l'aura leggendaria de La casa dalle finestre che ridono e, soprattutto e meritoriamente, a stimolare nuove visioni. Recensione ❯
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Una black comedy divertente in cui nulla è mai come sembra, che intrattiene e fa riflettere sui magnati che si arricchiscono. Commedia, Gran Bretagna2024. Durata 99 Minuti.
In carcere, Baron racconta al compagno di cella Otis della fidanzata Marmalade, sua complice. Otis lo aiuta a evadere per ricongiungersi a lei. Espandi ▽
Dopo essere finito in prigione per una rapina andata male, Baron conosce Otis, il suo compagno di cella, a cui comincia a raccontare della fidanzata Marmalade, sua complice nel crimine. Grazie alle sue abilità da mago della fuga, Otis decide di evadere insieme a Baron e riunire i due fidanzati. Recensione ❯
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Gael Garcia Bernal torna sul ring insieme all'amico Diego Luna in una serie dedicata alla voglia di riscatto. Espandi ▽
Dopo una sconfitta devastante, Esteban "La Máquina" Osuna (Gael García Bernal) si trova a un punto morto della sua carriera da pugile. Fortunatamente per lui, il suo manager e migliore amico Andy Lujan (Diego Luna) è determinato a riportarlo in vetta. Ma quando un'efferata organizzazione si ripresenta, la posta in gioco di questa rivincita diventa una questione di vita o di morte. Mentre lotta per la rimonta, Esteban deve infatti destreggiarsi tra i suoi demoni personali e proteggere la sua famiglia, compresa l'ex moglie Irasema (Eiza González), una giornalista che si trova in rotta di collisione con il lato oscuro del mondo della boxe. Recensione ❯
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