Tutto il mio folle amore

Film 2019 | Drammatico +13 97 min.

Anno2019
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata97 minuti
Al cinema13 sale cinematografiche
Regia diGabriele Salvatores
AttoriClaudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian Marusa Majer, Tania Garribba, Maria Gnecchi.
Uscitagiovedì 24 ottobre 2019
TagDa vedere 2019
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,16 su 50 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Gabriele Salvatores. Un film Da vedere 2019 con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono, Giulio Pranno, Daniel Vivian. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2019, durata 97 minuti. Uscita cinema giovedì 24 ottobre 2019 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 13 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,16 su 50 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Vincent ha 16 anni e un grave disturbo della personalità. Will è suo padre, ma lo ha abbandonato prima della nascita. La vita li porterà a condividere un viaggio in cui avranno modo di scoprirsi a vicenda. In Italia al Box Office Tutto il mio folle amore ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 2,5 milioni di euro e 763 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,16/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,76
PUBBLICO 3,22
CONSIGLIATO SÌ
Salvatores ritrova le sue radici e si reinventa in un road movie potente, girato con grazia ed empatia, felicemente a briglia sciolta.
Recensione di Paola Casella
venerdì 6 settembre 2019
Recensione di Paola Casella
venerdì 6 settembre 2019

Trieste. Vincent ha 16 anni e un grave disturbo della personalità, con il quale sua madre Elena si confronta da sempre. Col tempo ad aiutare Elena nell'impresa è sopraggiunto suo marito Mario, che ha imparato a voler bene a Vincent come ad un figlio e l'ha adottato legalmente. Ma quando sulla scena irrompe Willi, il padre naturale del ragazzo che ha abbandonato lui ed Elena alla notizia della gravidanza, quel poco di equilibrio che si era instaurato con un figlio gestibile a stento si rompe, e Vincent trova la via di fuga che cercava: si infila nel furgone di Willi, cantante da matrimoni e da balere soprannominato "il Modugno della Dalmazia", ora diretto verso una tournée nei Balcani.

Tutto il mio folle amore prende il titolo da un verso della canzone di Domenico Modugno "Cosa sono le nuvole", a sua volta titolo dell'episodio di Capriccio all'italiana diretto da Pier Paolo Pasolini.

Anche qui i protagonisti sono marionette del destino: Willi, Elena e Mario vengono infatti manovrati da Vincent che li trascina in un'avventura picaresca tra Slovenia e Croazia, impedendo loro di adagiarsi su una quotidianità fino a quel momento accettata come immutabile.

Per Gabriele Salvatores si tratta di un ritorno al road movie, suo genere del cuore, e del recupero di una libertà espressiva che, come in passato, prende la forma del viaggio iniziatico. Tutto il mio folle amore nasce dal romanzo "Se ti abbraccio non aver paura" di Fulvio Ervas, che a sua volta nasceva dalla storia vera di un padre e il suo figlio autistico in viaggio attraverso le Americhe.

Nel film di Salvatores l'America è molto più vicina e la malattia di Vincent non ha nome, ma comporta momenti imbarazzanti, sbalzi di umore, entusiasmi incontenibili e brusche frenate: non solo da parte del ragazzo ma anche di un padre che non ha mai voluto (o saputo) diventare adulto. Willi è "strano" tanto quanto Vincent, e a ben guardare è "strana" anche Elena, da cui il figlio ha ereditato non soltanto il bel viso. L'unico "normale" sembra essere Mario che però, con la sua concretezza meneghina, è ben cosciente che la "stranezza" arricchisce la sua vita altrimenti monotona, anche perché per mestiere - fa l'editore letterario - è sempre in cerca di un'originalità autentica nel raccontarsi.

Il viaggio di Vincent e Willi, e quello di Elena e Mario che li inseguono, va a demolire abitudini e preconcetti e apre la via a nuove geometrie affettive ed esistenziali. Con l'aiuto degli sceneggiatori Umberto Contarello e Sara Mosetti (che sospettiamo essere responsabile per la geniale virata finale del personaggio di Elena) Salvatores racconta questa "fuga in avanti" con grazia ed empatia, e le cadute nello stucchevole (che pure non mancano) sono compensate dalla cifra surreale del racconto e dal genuino entusiasmo di un regista che, alle soglie dei 70 anni, ritrova le sue radici cinematografiche e si reinventa, lasciandosi anche lui trascinare dalla fame di vita di Vincent. La professionalità di Salvatores si mette dunque a servizio dell'imprevedibilità del suo protagonista e lascia posto alle sorprese all'interno di un quadro tecnicamente ipercontrollato.

Tutto il mio folle amore non avrebbe potuto funzionare se non avesse funzionato il personaggio di Vincent, così convincente che ci si domanda se Giulio Pranno che lo incarna sia veramente disabile. E invece Pranno è un bravo attore al suo primo ruolo cinematografico, dotato di notevole carisma personale: spesso ricorda Leonardo DiCaprio nei panni di Arnie in Buon compleanno Mr. Grape.

Il trio di professionisti affermati che lo circonda fa generosamente da sponda alla sua energia vitale: Claudio Santamaria presta a Willi la sua fragilità e malinconia (e interpreta benissimo Modugno), Valeria Golino tira fuori la sua componente anarchica e inquieta, e Diego Abatantuono è garanzia di sollievo comico (e buon senso). Il resto lo fa una squadra di altissimo livello: Italo Petriccione alla fotografia, Massimo Fiocchi al montaggio e soprattutto Mauro Pagani, che abbina musiche originali bellissime ad una compilation godibile (benché un po' piaciona).

Ma quello che lo spettatore può portare a casa dopo la visione del film è la sensazione profonda di aver assistito a qualcosa di potente sfuggito al controllo razionale di Salvatores: quel cavallo pazzo che scalpita sotto la superficie composta delle immagini e che nemmeno il regista riesce a tenere a freno - dunque non può fare altro che allentare le briglia, con la gioia di farlo, finalmente.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 10 novembre 2019
elena

che dire, Salvadores ci regala un altro film dolce e leggero pur parlando di uno dei dolori più grandi per un genitore... avere un figlio fuori dalla normalità . Ti accompagna alla scoperta della responsabilità genitoriale non dettata dal puro dovere ma dall'amore che unisce indissolubilmente chi procrea e chi è stato procheato.

mercoledì 6 novembre 2019
elgatoloco

Finalmente un vero grande"road.movie"italiano, but american Style: questo"Tutto il mio folle amore"(2019)di Gabriele Salvatores, già ottimo regista teatrale, ma ormai stabilmente prestato al cinema, con esiti straordinari. scomparsi Fellini, Antonioni, Visconti, Pasolini, Ferreri, a parte Pupi Avati, Salvatores è ormai l'unico vero cineasta(ossia autore-.

martedì 29 ottobre 2019
Flaw54

Film di sentimenti sulla scia dei road movie tanto cari a Salvatores. Figlio con gravi squilibri, padre inesistente, riconciliazione e pentimento. Tutti elementi già visti, ma valorizzati dalle ottime prove degli attori, soprattutto Santamaria e il giovane sconosciuto, almeno per me, Pranno, i veri protagonisti della storia. La Croazia vista con occhio non turistico appare come il riflesso della [...] Vai alla recensione »

domenica 27 ottobre 2019
FrankMoovie

 Gabriele Salvatores è, come sappiamo, un "grande" del cinema ed è naturale che andando a vedere un suo film le aspettative sono tante. La trama, da una storia vera: un padre, un po' strano, che per anni non ha conosciuto il proprio figlio, nato autistico, lo trova e con lui crea un viaggio che, kilometro dopo kilometro li unisce e fa crescere l'affetto tra loro, [...] Vai alla recensione »

lunedì 11 novembre 2019
antonio bianchi

Scelgo spesso il film che vedrò muovendomi fra vincoli, l'offerta di titoli proposti, l'essere padre, marito, eccetera. Questa volta i limiti di spazio e tempo sono particolarmente stretti, vado a vedere Tutto il mio folle amore. Non ne ho intuizioni positive dalle due righe lette, non ho guardato il trailer. Sento risonanze che mi sono lontane.

lunedì 28 ottobre 2019
xoting

Se il giorno dopo ti svegli sentendo che le emozioni che ti ha dato la pellicola ti scorrono dentro, la magia del cinema si è realizzata. Trattare cosa può avere dentro un ragazzo con problemi mentali è una sfida di grande difficoltà. Raccontare il suo mondo fantasioso che cozza contro le convenzioni comportamentali dei normodotati, o almeno che credono di esserlo, è [...] Vai alla recensione »

domenica 3 novembre 2019
LBavassano

 Molto bello, fra i migliori italiani delle ultime stagioni per storia, immagini e personaggi, regia ed interpreti.

venerdì 1 novembre 2019
loland10

“Tutto Il mio folle amore” (2019) è il diciottesimo lungometraggio del regista-sceneggiatore napoletano di Gabriele Salvatores. Tratto dal romanzo ‘Se ti abbraccio non aver paura’ di Fulvio Ervas in cui si racconta la storia vera di Andrea, autistico, e del padre Franco, che hanno viaggiato nei Balcani).

venerdì 1 novembre 2019
CriCri

Non è un film sull’autismo, ma la storia del rapporto ritrovato tra un padre ed un figlio. “ Strani” entrambi, come dice Willi, genitore sregolato e squattrinato, che tira avanti interpretando celebri canzoni del passato. Ma è proprio con quel padre stravagante che Vincent, questo il nome del ragazzo affetto da disturbi della personalità, scopre un nuovo modo [...] Vai alla recensione »

domenica 17 novembre 2019
Emanuele 1968

Bello, tanti spunti di riflessione, bravissimo Giulio Pranno

domenica 10 novembre 2019
emifisa

Salvatores si conferma un regista da premio oscar con questa inaspettata uscita che ha divertito dall'inizio a fine film. Quanto è bello sentire ridere in sala il pubblico e commuoversi con una scenneggiatura cosi intelligente e non scontata. Ti fa ricordare che il cinema italiano non è morto e in questa seconda rinascita Gabriele crea un bellissimo capolavoro da vedere.

domenica 3 novembre 2019
antonio

...non chiaro il finale ne per me ne per mia moglie

martedì 29 ottobre 2019
bettasword

Gran film, ben scritto, ottimamente diretto e magnificamente interpretato. Se non si ha paura di lasciarsi andare alle emozioni, si potrà vivere un'ora e mezzo sospesi tra sogno e realtà, piangendo, ridendo ed emozionandosi. È un film che fa bene. Visto con la sala piena: una delle rare volte che non ho visto telefoni tirati fuori fugacemente dalle tasche o sentito brusii scomposti. [...] Vai alla recensione »

martedì 29 ottobre 2019
Stefania

Cast superlativo senza eccezioni . Film molto poetico . Si esce con la voglia di parlarne con tutti e con una grande serenità interiore  Eccellente il ragazzo che ricorda Dustin Hoffman in Rainman. Complimenti a Salvatores! Un bellissimo film

mercoledì 30 ottobre 2019
Giovanni

Bellissimo mood e belle immagini, si sente e si vede molto bene.

mercoledì 30 ottobre 2019
foffola40

Dopo un inizio piuttosto repellente la follia di Vincent si snoda su un registro  surreale e della dolce favola.  La madre rappresenta la parte ansiosa a volte disperata per il figlio malato di un disturbo neurologico di cui si vedono gli effetti ma di cui non si sa la natura peraltro manifestatosi alla nascita. La scoperta del vero padre Willi presentatosi di sorpresa quando Vincent ha già [...] Vai alla recensione »

sabato 26 ottobre 2019
Micky49

Premetto che Salvatores mi piace molto, trovo i soggetti dei suoi non banali. Anche in questo caso trovo che ha diretto il film in modo godibile. Certo il ruolo della Golina e di Abantantuono risultano un pò troppo marginali, non so, forse potevano essere un pò più marcati. Santamaria ok mentre direi eccezionale il ragazzo. nel complesso il film è piu che buono, senz'altro [...] Vai alla recensione »

sabato 26 ottobre 2019
Angela61

La protagonista del film è innanzitutto la canzone ..non a caso il ragazzo viene chiamato Vincent dalla canzone che questo padre squinternato dedicò alla ragazza di allora. l altro grande interprete è il paesaggio lunare della costa dalmata ( ci sia concessa la reminiscenza visto il Modugno della Dalmazia). per il resto, sia la storia che i personaggi non paiono molto credibili. [...] Vai alla recensione »

martedì 29 ottobre 2019
joker91

Vincent è un ragazzo affetto da autismo ed è stato cresciuto dalla madre Elena e dal suo compagno Mario(padre adottivo),un giorno il vero padre di Vincent(artista squattrinato) decide di farsi vivo e di conoscere il figlio. Intraprendono un lungo viaggio in cui conosceranno e istaureranno un rapporto padre-figlio bellissimo. Il premio oscar Salvatores racconta una storia già vista [...] Vai alla recensione »

domenica 27 ottobre 2019
raffaella

Un film che non ti annoia, i. Il film rimane in piedi per la musica e la golino e abbantantuono bravi nel recitare. Il ragazzo non mi ha convinto. La trama inverosimile contradditoria. Peccato, poteva essere decisamente un bel film.il mio voto é cinque..

sabato 26 ottobre 2019
Sergio Mangiatordi

La grande forza del film sono l’interpretazione di Pranno e quei ambienti originali unici delle campagne slave. Ma mentre Salvatores ed i sceneggiatori Contarello/Mosetti sviluppano un film basato su un tema apparentemente sensibile verso la diversità e l’handicap, lo squilibrio tra i diversi rapporti, ed in particolare tra i due padri, tradisce l’implausibile falsità [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
lunedì 28 ottobre 2019
Tommaso Tocci

Trieste. Vincent ha 16 anni e un grave disturbo della personalità, con il quale sua madre Elena si confronta da sempre. Col tempo ad aiutare Elena nell'impresa è sopraggiunto suo marito Mario, che ha imparato a voler bene a Vincent come ad un figlio e l'ha adottato legalmente. Ma quando sulla scena irrompe Willi, il padre naturale del ragazzo che ha abbandonato lui ed Elena alla notizia della gravidanza, quel poco di equilibrio che si era instaurato con un figlio gestibile a stento si rompe, e Vincent trova la via di fuga che cercava: si infila nel furgone di Willi, cantante da matrimoni e da balere soprannominato "il Modugno della Dalmazia", ora diretto verso una tournée nei Balcani.

Tutto il mio folle amore prende il titolo da un verso della canzone di Domenico Modugno "Cosa sono le nuvole".

Tutta la carriera di Salvatores è segnata da un "folle amore" per la musica e per i suoi personaggi. Il regista ripercorre qui la sua carriera cinematografica dalle origini all'ultimo film, Tutto il mio folle amore (guarda la video recensione), al cinema.

Frasi
La vita purtroppo non è un diritto ma un colpo di culo
Una frase di Mario (Diego Abatantuono)
dal film Tutto il mio folle amore - a cura di Jolanda
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 10 settembre 2019
Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Il ragazzo non è invisibile ma vive dentro la stessa favola, spirito guida extraterrestre, angelo stralunato che, come il Dustin Hoffman di Rain Man, vibra di emozioni e sa trasmetterle agli altri, afasici adulti dalle parole consumate. Sulla strada, Salvatores avvolge lo sguardo nei paesaggi dell'est, dietro al trio di attori stregati dal romanzo di Fulvio Ervas (Se ti abbraccio non aver paura), storia [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

"Il bisogno di stare dove scorre la vita. Come dice il proverbio cinese: 'Fai come l'acqua che va a cercare i luoghi bassi perché lì c'è la vera vita'". Così Gabriele Salvatores spiega il suo ritorno on the road grazie a Tutto il mio folle amore, il suo nuovo film presentato in Mostra fuori concorso e dal 24 ottobre nelle sale per 01 Distribution. Liberamente ispirato al romanzo Se ti abbraccio non [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
Vanja Luksic
Le Soir

Il nuovo film di Gabriele Salvatores è stato definito, giustamente, un "feelgood movie". Troviamo la spiegazione di questo suo potere già nel titolo: Tutto il mio folle amore trasmette delle emozioni forti perché autentiche. Si tratta, infatti, di una storia vera, quella di un viaggio meraviglioso di un padre con il figlio autistico. La storia è stata già raccontata in due libri: Se ti abbraccio non [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
Giulia Genovese
Close-up

A un anno di distanza da Il ragazzo invisibile: Seconda generazione - sequel, non molto riuscito, de Il ragazzo invisibile - Gabriele Salvatores (Mediterraneo) torna in sala con Tutto il mio folle amore, trasposizione del romanzo di Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura - tratto da una storia vera. Presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, lo scorso 6 Settembre, la pellicola [...] Vai alla recensione »

domenica 27 ottobre 2019
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Il calabrone ha ali troppo piccole per il peso del suo corpo, ma non lo sa e vola. Questo si legge all'inizio di Tutto il mio folle amore (Italia, 2019, 97'). E del volo impossibile del sedicenne Vincent (Giulio Pranno) s'appresta a raccontare il film che Gabriele Salvatores e gli sceneggiatori Umberto Contarello e Sara Mosetti hanno tratto liberamente da un romanzo di Fulvio Ervas.

domenica 27 ottobre 2019
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

Nelle storie degli esordi (da "Marrakech Express" a "Puerto Escondido") Salvatores si concentrava sulla fuga dalle responsabilità di giovani uomini. In "Tutto il mio folle amore", riprendendo il tema del viaggio, inverte la traiettoria morale: dall'evasione a barlumi di maturità, sia per il padre che era scappato alla notizia della sua donna incinta sedici anni prima, sia per il figlio che autistico [...] Vai alla recensione »

sabato 26 ottobre 2019
Simona Santoni
Maxim

Baffi a fiammifero, aria scanzonata, Claudio Santamaria è il "Modugno della Dalmazia" che improvvisa un improbabile road movie di peripezie e sentimenti con il figlio ritrovato, ragazzino autistico irrequieto. Dal 24 ottobre nelle sale, dopo essere stato presentato fuori concorso alla Mostra del cinema di Venezia, Tutto il mio folle amore è il nuovo film di Gabriele Salvatores, premio Oscar di Mediterraneo [...] Vai alla recensione »

sabato 26 ottobre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Il nuovo film di Salvatores intitolato «Tutto il mio folle amore» in omaggio a un verso di una canzone di Modugno («Cosa sono le nuvole») scritta a suo tempo niente di meno che da Pasolini è imperfetto ma gradevole. Gli sceneggiatori Umberto Contarello e Sara Mosetti lo hanno liberamente tratto dal romanzo Se ti abbraccio non aver paura di Fulvio Ervas, a sua volta ispirato alla vera storia del viaggio [...] Vai alla recensione »

sabato 26 ottobre 2019
Federica Gregori
Il Piccolo

«Di nuovo in strada, dove a volte ho bisogno di tornare». E se in origine la storia di "Tutto il mio folle amore", il suo nuovo film, era ambientata negli Stati Uniti al confine col Messico, a Gabriele Salvatores serviva un posto desertico. Quel deserto quindi, e quella strada, sono diventate, grazie ai suggerimenti preziosi della Friuli Venezia Giulia Film Commission, la Croazia e prima ancora il [...] Vai alla recensione »

sabato 26 ottobre 2019
Marco Contino
Il Mattino di Padova

La paura del vuoto attanaglia da un po' Gabriele Salvatores. Altrimenti non si spiegherebbe perché il regista senta il bisogno di ricorrere a una colonna sonora troppo invadente e a snodi di sceneggiatura persino bislacchi per portare sullo schermo una storia già impregnata, di suo, di potenziale cinematografico da vendere. Che poi è quella, autentica, di Franco e Andrea Antonello, padre e figlio di [...] Vai alla recensione »

venerdì 25 ottobre 2019
Andrea Giordano
La Provincia di Como

Tornare a stare là, dove tutto scorre, lanciandosi in un'avventura piena di umanità e (ri)scoperta. Sembra il mantra perfetto, ma in questo caso lo è per Gabriele Salvatores, capace, dopo la doppia parentesi supereroica de "Il ragazzo invisibile", di rimettere mano al suo sguardo sensibile, regalandoci uno di quei road movie da portarsi via e custodire.

giovedì 24 ottobre 2019
Alessandra Levantesi
La Stampa

A partire da Se ti abbraccio non aver paura (Marcos y Marcos), in cui Fulvio Ervas racconta di un liberatorio viaggio dagli Usa al Messico con il figlio autistico, Gabriele Salvatores torna con Tutto il mio folle amore al genere che riuscite commedie come Marrakech Express e Turné hanno dimostrato essergli assai congeniale. L'idea giusta del cineasta e dei suoi cosceneggiatori è stata quella di sostituire [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 ottobre 2019
Massimo Lastrucci
Ciak

Willi il cantante, conosciuto anche come il "Modugno della Croazia" (ha recuperato e ripropone tutto il repertorio del cantautore, compresi i titoli minori), vivacchia un po' alla giornata tra serate dancing e matrimoni laggiù nell'ex Jugoslavia. Ora, dopo 16 anni di assenza, gli è spuntata l'irrefrenabile voglia di vedere suo figlio Vincent, nato da una relazione con Elena che ora convive con Mario, [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 ottobre 2019
Anna Chiara Bertoli
Cult Week

Era il 1968 quando Pier Paolo Pasolini firmava Che cosa sono le nuvole?, episodio del film Capriccio all'italiana, con Totò e Ninetto Davoli nella parte di due miserabili marionette, specializzate nell'interpretazione dell'Otello di Shakespeare. L'episodio resterà l'ultima interpretazione del grande Antonio De Curtis, nonché uno tra i momenti più alti nella cinematografia del poeta Pasolini.

martedì 22 ottobre 2019
Roberto Silvestri
Film TV

Il "Modugno della Dalmazia", il selvaggio avventuriero Claudio Santamaria, idolo delle balere slave, sa comunicare al volo con Vincent, il figlio autistico (abbandonato appena nato), anche solo con un movimento gaudente del baffo, quando per caso se lo ritrova sedicenne nascosto nell'auto. "Melodico", infatti, soprattutto nell'interpretazione dionisiaca di Santamaria, non è in contraddizione con "extraterre [...] Vai alla recensione »

mercoledì 2 ottobre 2019
Elisa Grando
Ciak

Vincent (Giulio Pranno) è un ragazzo autistico di 16 anni. Vive a Trieste con la madre Elena (Valeria Golino) e il padre adottivo Mario (Diego Abatantuono) che lo crescono con amore nonostante la quotidianità non sia di semplice gestione. Un giorno a casa loro si presenta Willi (Claudio Santamaria), il vero papa di Vincent, un cantante girovago soprannominato "il Modugno della Dalmazia, che ha abbandonato [...] Vai alla recensione »

sabato 7 settembre 2019
Davide Di Giorgio
Duels.it

Un altro ragazzo speciale, dopo quello invisibile: solo che stavolta dai cinecomic si passa alla realtà, o meglio alla commedia on the road che Gabriele Salvatores aveva già percorso in lungo e in largo a inizio carriera, prima di intraprendere la sua personale via al blockbuster tricolore. In effetti, il regista di Io non ho paura lo preferiamo alle prese con soggetti più "piccoli", dove riesce, come [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 settembre 2019
Andrea Giovalè
La Rivista del Cinematografo

A ritrovare un Abatantuono così, delicato, attento, efficace nella sua riscoperta delicatezza, si ha la sensazione di ritrovarci davanti a Happy Family, del Salvatores di quasi 10 anni fa (2010). Ed è una sensazione di speranza, perché tanto bene quel film riusciva a trattare un intricato arazzo familiare. Ma la speranza svanisce presto, e non è un male, beninteso.

venerdì 6 settembre 2019
Alice Catucci
Sentieri Selvaggi

Vincent (Giulio Pranno) è un ragazzo affetto dallo spettro dell'autismo. La madre Elisa (Valeria Golino) fatica moltissimo ad instaurare un rapporto con il ragazzo che invece è molto legato a Mario (Diego Abatantuono), padre acquisito. Un giorno dal passato riemerge Willy (Claudio Santamaria) cantante di musica italiana amatissimo nei Balcani, nonché vero padre di Vincent.

sabato 26 ottobre 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Claudio Santamaria fa "Il Domenico Modugno dei Balcani": baffi e brillantina aiutano, un fondo di somiglianza c'è, il repertorio completa l'opera. Canta nelle balere, da Trieste in là, dove vediamo signore, coppie, scagnozzi che pensavamo estinti. Anche l'Europa dell'est somiglia piuttosto al Far West, un po'di società dei consumi e sarà pure arrivata, dopo la guerra.

venerdì 25 ottobre 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Gabriele Salvatores trova in un verso di «Cosa sono le nuvole», canzone scritta da Pasolini per Modugno, il titolo perfetto per ciò che vuole dire: «Tutto il mio folle amore» inquadra la miscela di sentimenti, disturbi della personalità, slanci e fughe in avanti di cui è intrisa la sua ultima opera, piena di grazia sgangherata e surreale. La storia si basa sul (reale) viaggio americano di un padre [...] Vai alla recensione »

martedì 22 ottobre 2019
Roberto Manassero
Film TV

Assemblare non significa per forza di cose raccontare. Essere mossi da buone intenzioni, riprendere temi e passioni non significa per forza di cose fare bei film. Anche perché il rischio di mettere troppa vita dentro una finzione è proprio l'accumulo, l'assemblaggio. E siccome il titolo del film viene da una canzone di Modugno eseguita in Che cosa sono le nuvole? di Pasolini, l'idea che nasce mettendo [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 ottobre 2019
Stefano Giani
Il Giornale

Il «Modugno della Dalmazia» - Claudio Santamaria a immagine e somiglianza -torna dopo 16 anni dall'ex moglie, abbandonata in dolce attesa. Scopre che il figlio soffre di un'indecifrata malattia mentale e quando il ragazzo - meno matto di quanto sembri - si nasconde nell'auto di papà, inizia un road movie tra Slovenia e Croazia. Chi è più fuori strada tra un marito piantato, una donna in fuga, un cantante [...] Vai alla recensione »

giovedì 24 ottobre 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Secondo il compianto critico americano Roger Ebert, il "Buddy-Brother Road Film" è una tripla combinazione: incontro-scontro tra due amici, road movie e storia di fratelli- che-imparano-a-conoscersi: esempio classico, Rain Man. Sostituendo il rapporto padre-figlio a quello tra fratelli, potrebbe essere la descrizione dell'ultimo film di Gabriele Salvatores.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
mercoledì 9 ottobre 2019
A cura della redazione

Vincent ha 16 anni e un disturbo della personalità con cui sua madre Elena convive. Col tempo ad aiutare Elena è arrivato Mario, che ha adottato il ragazzo. Ma quando sulla scena irrompe Willi, padre naturale del ragazzo, l'equilibrio si rompe, e il ragazzo [...]

MOSTRA DI VENEZIA
venerdì 6 settembre 2019
Paola Casella

Salvatores torna al suo genere del cuore. A Venezia 76 e dal 24 ottobre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 23 agosto 2019
 

Regia di Gabriele Salvatores. Un film con Claudio Santamaria, Valeria Golino, Diego Abatantuono. Da giovedì 24 ottobre al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
lunedì 5 agosto 2019
 

Andrea e Franco Antonello sono padre e figlio. Il figlio è un adolescente affetto da autismo, ha tanta voglia di vivere e non vuole trascorrere il tempo sotto una campana di vetro. Il padre decide così di partire insieme a lui per 3 mesi: un viaggio in [...]

NEWS
mercoledì 3 luglio 2019
 

La storia vera di Andrea e Franco Antonello, padre e figlio autistico che hanno viaggiato in moto per tre mesi tra Stati Uniti e Sud America. Vai all'articolo »

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