Gli uomini d'oro

Film 2019 | Noir +13 110 min.

Regia di Vincenzo Alfieri. Un film Da vedere 2019 con Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Gianmarco Tognazzi. Cast completo Genere Noir - Italia, 2019, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 7 novembre 2019 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 264 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,34 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il crimine non è per tutti e in mano a uomini qualunque si rivela un gioco pericoloso che catapulta in un rocambolesco e inestricabile noir metropolitano. Gli uomini d'oro è 6° in classifica al Box Office. domenica 10 novembre ha incassato € 160.347,00 e registrato 24.263 presenze.

Consigliato sì!
3,34/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,17
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
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Un heist movie originale e ben costruito, per riflettere sul concetto di virilità ai tempi della crisi.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 30 ottobre 2019
Recensione di Paola Casella
mercoledì 30 ottobre 2019

Torino, 1996. Luigi il Playboy è un impiegato delle Poste deputato a guidare il furgone portavalori. Gli mancano tre mesi alla pensione, e già si vede gestire un chiringuito in Costa Rica insieme al collega e amico Luciano. Ma il ministro Dini - "uno che non l'ha eletto nessuno" - sposta dieci anni più avanti l'età pensionabile, e Luigi prende il destino nelle sue mani: rapinerà l'ufficio postale, impossessandosi dei valori che trasporta per mestiere. Alvise il Cacciatore accompagna il furgone ma deve svolgere altrui due lavori per mantenere moglie e figlia secondo un decoro borghese che non può permettersi. È lui ad avere l'idea geniale per mettere a segno il colpo grosso, e vuole una fetta della torta. Nicola il Lupo è un ex pugile che gestisce insieme ad Alvise un locale country western: anche lui entrerà a far parete dello schema criminale che dovrebbe cambiare loro la vita, con esiti tutti da scoprire.

Gli uomini d'oro è la seconda regia di Vincenzo Alfieri, attore ma anche sceneggiatore e montatore, dopo I peggiori.

Rispetto al film d'esordio Alfieri ha fatto passi da gigante: innanzitutto ha scelto di rimanere dietro la cinepresa, concentrandosi su una sceneggiatura ambiziosa e articolata che racconta la storia dai punti di vista dei tre protagonisti. Il copione porta (saggiamente) anche le firme di Alessandro Aronadio e Giuseppe G. Stasi, entrambi anche registi, e di Renato Sannio, e il lavoro corale si vede, perché la tessitura di una trama complicata (e per certi versi improbabile) è ben confezionata, partendo da un episodio di cronaca che aveva tutte le carte in regola per diventare un buon heist movie.

Ma la domanda fondamentale al centro della storia resta: "Che uomo sei?", ed è proprio la volontà di ragionare in forma metaforica sulla virilità nell'era della crisi e davanti a donne che tengono in mano il destino maschile che Gli uomini d'oro trova la sua vera originalità. Anche la regia è coraggiosa, benché fortemente debitrice della saga di Smetto quando voglio (da cui "ruba" ben tre interpreti) e del cinema internazionale alla Guy Ritchie. Fondamentale il montaggio dello stesso Alfieri, che cuce efficacemente i vari piani della storia.

Fra gli attori, tutti in buona forma, spiccano Giuseppe Ragone nei panni di Luciano, che non sbaglia un'intonazione o un tempo comico, e, a sorpresa, Fabio De Luigi, che abbandona la sua consueta maschera buonista per un'interpretazione sinistra e rancorosa che rispecchia le frustrazioni di molta Italietta contemporanea. Un solo personaggio è davvero implausibile, ed è lo stilista-strozzino (ben) interpretato da Gianmarco Tognazzi.

Sono indovinati anche alcuni stratagemmi narrativi, come il continuo parallelo fra le vicende dei nostri antieroi e la storica rivalità fra tifosi della Juventus e del Torino, o la composizione regionale della "squadra del crimine", che rispecchia l'immigrazione dal sud ma anche il clima fra "terroni" e "polentoni": entrambi i contrasti diventano facili valvole di sfogo (e bersagli) per la frustrazione di chi si sente ingiustamente sfavorito dalla sorte. È una bella intuizione anche quella di appaltare gli ostacoli al piano criminale ai difetti intrinseci dei personaggi, e fare invece sì che le inadempienze della nostra società (come il telefono di un ufficio pubblico che non risponde mai, soprattutto quando è in corso la partita) giochino invece a favore invece che contro l'"iniziativa privata". Infine funzionano bene come contrappunto narrativo un paio di innesti musicali: 'Lullaby' dei Cure e 'Alive and kicking' dei Simple Minds.

Gli uomini d'oro rinegozia continuamente il suo equilibrio fra commedia all'italiana e tragedia, stringendo i tempi a mano a mano che la struttura in tre "atti" si avvicina alla conclusione: questo sbilanciamento progressivo può disorientare e lasciare perplessi, così come rappresentare una novità interessante nel panorama statico del cinema italiano. Da quale parte penderà la bilancia dipende dal grado di disponibilità del pubblico a lasciarsi trascinare in un vortice che comunque si fa seguire volentieri.

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Un noir metropolitano ispirato ad un incredibile fatto di cronaca.
Overview di Massimiliano Carbonaro
giovedì 3 ottobre 2019

Giocarsi tutto in un unico e audace colpo, una rapina in grado di cambiare la vita e consentire di realizzare tutti i sogni che irresistibilmente sembravano irraggiungibili, è questo il corrosivo pensiero che si nasconde dietro Gli uomini d'oro. Il film scritto e diretto da Vincenzo Alfieri arriva nelle sale il 7 novembre.

Gli uomini d'oro, pur vicino ad un ampio filone che sta attraversando anche il cinema italiano (basta guardare la serie Smetto quando voglio) che mostra la via del crimine come l'unica soluzione per risolvere i problemi e cambiare in meglio la vita di una persona comune, è un film tratto da una incredibile storia vera. La storia è ispirata ad un'audace rapina avvenuta nel torinese nel 1996 di cui il regista e sceneggiatore, Vincenzo Alfieri, aveva letto sui giornali.

In una Torino plumbea, come si addice ad un noir, l'autista di un furgone valori progetta un audace colpo con cui andare in pensione per tutta la vita e trasferirsi in Costa Rica. Luigi agognava la baby pensione come il suo amico Luciano, un ex postino, ma quel sogno appare irrealizzabile quindi non resta che sfruttare le falle nella sicurezza della società per cui lavora e in cui transitano ogni giorno svariati milioni. Coinvolto l'ambiguo Alvise, un collega frustrato e incatenato ad un matrimonio che non sopporta più, e un ex pugile, il Lupo, si forma la banda. Il piano prevede niente sangue e niente armi per un colpo grosso che sembra fin troppo facile. Coinvolti anche la bellissima Gina, donna di Lupo, e soprattutto il machiavellico Boutique, un uomo dalla doppia vita ben nascosta dalla sua attività di parrucchiere da sarto d'alta moda. Purtroppo anche i piani migliori possono finire male e un film che inizia dalle parti de I soliti ignoti - rispettando i comandamenti del genio di Mario Monicelli - rischia di prendere una brutta piega in stile Le Iene di tarantiniana memoria.

A dare a questo film una marcia in più è il cast assemblato da Vincenzo Alfieri alla sua seconda opera dopo I peggiori del 2017: si comincia da Giampaolo Morelli nei panni del cervello della banda Luigi, per continuare con uno straordinariamente misurato Fabio De Luigi ossia Alvise. Quindi Giuseppe Rangone è il pensionato Luciano, mentre Gian Marco Tognazzi è Boutique. Lupo è interpretato da Edoardo Leo e Gina ha il volto e la bellezza di Mariela Garriga.

PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 14 ottobre 2019
momocicuta

Mi sorprende che in tutti gli articoli letti, relativi a questa nuova uscita, non si faccia accenno al fatto che lo stesso tema venne affrontato nel film QUI NON È IL PARADISO di Tavarelli, anno 2000

domenica 10 novembre 2019
Flaw54

Film particolare nel panorama italiano. Struttura a capitoli con alternanza di piani temporali con chiari riferimenti a Il capitale umano e, non vorrei dire una bestialità a Kubrick. La costruzione è accattivante, la recitazione ottima, anche da parte di attori che io non considero tali come Fabio de Luigi. Non conosco il film di Cavatelli e non posso fare confronti, ma quest'opera [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
AR

Trovo anch'io sorprendente e imperdonabile che nessuno lo citi.

domenica 10 novembre 2019
cineasta70

Avevo letto parecchie belle recensioni per cui volevo vedere con i miei occhi se tutto quello che leggevo fosse vero. Be' l'aspettativa era alta e la soddisfazione è stata massima.Avevo visto Tavarelli ma questo film non è un remake e non si ispira nemmeno parlano solo dello stesso fatto di cronaca.Qui devo dire che la storia è molto ben scritta, l'idea di raccontarla a capitoli mi è piaciuta moltissimo...d [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
Maurizio

Film bellissimo, storia che non conoscevo. Vorrò vedere anche quello di Tavarelli, citato nel forum. Ma... mi spiegate il finale degli "uomini d'oro"? Temo di essermi un po'perso. 

FOCUS
INCONTRI
giovedì 7 novembre 2019
 

Torino, 1996. Luigi il Playboy è un impiegato delle Poste deputato a guidare il furgone portavalori. Gli mancano tre mesi alla pensione, e già si vede gestire un chiringuito in Costa Rica insieme al collega e amico Luciano. Ma il ministro Dini - "uno che non l'ha eletto nessuno" - sposta dieci anni più avanti l'età pensionabile, e Luigi prende il destino nelle sue mani: rapinerà l'ufficio postale, impossessandosi dei valori che trasporta per mestiere. Alvise il Cacciatore accompagna il furgone ma deve svolgere altrui due lavori per mantenere moglie e figlia secondo un decoro borghese che non può permettersi. È lui ad avere l'idea geniale per mettere a segno il colpo grosso, e vuole una fetta della torta. Nicola il Lupo è un ex pugile che gestisce insieme ad Alvise un locale country western: anche lui entrerà a far parete dello schema criminale che dovrebbe cambiare loro la vita, con esiti tutti da scoprire.

Gli uomini d'oro è la seconda regia di Vincenzo Alfieri, attore ma anche sceneggiatore e montatore, dopo I peggiori.

Fabio De Luigi, che ne Gli uomini d'oro interpreta Alvise il Cacciatore, racconta come è nata la sua partecipazione al film.

Frasi
Io sono pensionato, al massimo posso organizzare una briscola!
Una frase di Luciano Bodini (Giuseppe Ragone)
dal film Gli uomini d'oro - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 9 novembre 2019
Valerio Caprara
Il Mattino

Altro che nebbie e labirinti scimmiottati dagli americani, chi chiede al cinema la suspense dei criminali sfigati all'italiana non perda il noir del salernitano Alfieri, sul cui futuro da numero uno siamo disposti a giocarci la qualifica. "Gli uomini d'oro" non solo rappresenta, infatti, un ritorno concreto -cioè non feticistico alla maniera dei cinéfili- alla migliore tradizione del filone gangsteristico [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Cristina Borsatti
Il Piccolo

Difficile etichettare "Gli uomini d'oro" del giovanissimo Vincenzo Alfieri. Commedia, certo, poliziesco e dramma. Heist movie che non ti aspetti. Siamo a Torino ed è il 1996. Luigi il Playboy (Giampaolo Morelli) è un impiegato delle poste, il cui compito è guidare il furgone portavalori. Per raggiungere il suo sogno, una pensione permanente in Costa Rica, pensa al colpo della vita, e per metterlo a [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

L'episodio di cronaca torinese alla base di «Gli uomini d'oro» era già divenuto cinema in «Qui non è il paradiso» (2000) di Tavarelli, che per raccontarlo aveva puntato su un difficile equilibrio tra dramma poliziesco e commedia, facendo prevalere la seconda. Vincenzo Alfieri, alla seconda regia dopo «I peggiori» (di cui era anche protagonista), la evita invece del tutto, realizzando un'opera che - [...] Vai alla recensione »

sabato 9 novembre 2019
Andrea Frambrosi
L'Eco di Bergamo

La didascalia iniziale ci mette in guardia (ma, soprattutto, mette al riparo il film) sul fatto che, pur essendo tratto da eventi realmente accaduti, la storia è di pura finzione. Torino, anni Novanta, sfumato il miraggio del prepensionamento, l'impiegato delle Poste Luigi Meroni (Giampaolo Morelli), che si vedeva già titolare di un chiringuito in Costa Rica, rimugina ogni giorno sul destino avverso [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 novembre 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Qualcuno, forse, ricorderà, nel '96, il colpo alle poste, a Torino, per mano degli «uomini d'oro». La pellicola, diretta molto bene da Vincenzo Alfieri, ne ripercorre la storia. Luigi (Morelli), impiegato postale, sogna di andare in Costarica. Organizza, con il collega Luciano (De Luigi), il clamoroso furto, chiedendo aiuto anche a Luciano e all'ex pugile Il Lupo (Leo).

giovedì 7 novembre 2019
Luca Marchetti
Sentieri Selvaggi

Torino, dopo i fasti dell'epopea craxiana si è dovuta risvegliare di colpo anche dall'effimero sogno berlusconiano. Neanche le vittorie cannibali della prima Juventus di Marcello Lippi, semplici omeopatie per cuori proletari, riescono a distrarre dalle politiche di un governo costretto a legare le mani di un paese euforico. La riforma delle pensioni di Lamberto Dini arriva come una doccia fredda sui [...] Vai alla recensione »

martedì 5 novembre 2019
Mauro Gervasini
Film TV

Fece il botto al botteghino 7 uomini d'oro di Marco Vicario. Era il 1965 e il film rimase un po' un caso isolato nel nostro cinema, perché ibrido tra un tipo di commedia poco esplorata, quella d'azione, e il cosiddetto heist movie. Gli uomini d'oro di Vincenzo Alfieri in qualche modo lo omaggia ma ne prende le distanze; è ambientato 30 anni dopo, quando la riforma Dini stronca i piani di tanti impiegati [...] Vai alla recensione »

martedì 5 novembre 2019
Giulia Lucchini
La Rivista del Cinematografo

Va di moda ultimamente nel cinema italiano raccontare rapine, prese da fatti di cronaca realmente accaduti, di qualche anno fa. Dopo Le Brave ragazze di Michela Andreozzi arrivano infatti al cinema Gli uomini d'oro di Vincenzo Alfieri. Altro heist movie all'italiana. Questa volta però si torna al grande "classicone": le rapine le fanno gli uomini, non le donne.

martedì 5 novembre 2019
Davide Turrini
Il Fatto Quotidiano

C'è un film in cui Fabio De Luigi non recita da comico. E già questa è una notizia da segnare sul calendario. Se poi De Luigi si rivela perfino bravo e credibile (diciamolo subito: pare il protagonista di Breaking Bad) in un ruolo serissimo, cupo, criminale, allora un'occhiatina a Gli Uomini d'oro bisognerà dargliela. Heist movie, o film di rapina, livido e grigio, catapultato in un atmosfera anni [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
venerdì 8 novembre 2019
A cura della redazione

Torino, 1996. Luigi il Playboy è impiegato alle Poste. Gli mancano tre mesi alla pensione, e già si vede gestire un chiringuito in Costa Rica. Ma quando l'età pensionabile viene spostata 10 anni avanti, Luigi prende il destino nelle sue mani: rapinerà [...]

POSTER
martedì 8 ottobre 2019
 

Torino, 1996. Luigi, impiegato postale con la passione per il lusso e le belle donne, ha sempre sognato la baby pensione e una vita in vacanza in Costa Rica. Quando il sogno si dissolve scopre di essere disposto a tutto, persino a rapinare il furgone [...]

OVERVIEW
giovedì 3 ottobre 2019
Massimiliano Carbonaro

La storia è ispirata ad un'audace rapina avvenuta nel torinese nel 1996. Da giovedì 7 novembre al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
martedì 1 ottobre 2019
 

Regia di Vincenzo Alfieri. Un film con Fabio De Luigi, Edoardo Leo, Giampaolo Morelli, Giuseppe Ragone, Gianmarco Tognazzi. Da giovedì 7 novembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
mercoledì 3 luglio 2019
 

Il film diretto da Vincenzo Alfieri, che ne firma la sceneggiatura insieme ad Alessandro Aronadio, Renato Sannio e Giuseppe G. Stasi, è ipirato a una storia incredibilmente vera. Vai all'articolo »

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