Rapina a Stoccolma

Film 2018 | Biografico, Storico +13 92 min.

Titolo originaleStockholm
Anno2018
GenereBiografico, Storico
ProduzioneUSA
Durata92 minuti
Al cinema215 sale cinematografiche
Regia diRobert Budreau
AttoriNoomi Rapace, Ethan Hawke, Mark Strong, Christopher Heyerdahl, Bea Santos Thorbjørn Harr, John Ralston, Mark Rendall, Gustaf Hammarsten, Hanneke Talbot.
Uscitagiovedì 20 giugno 2019
DistribuzioneM2 Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Robert Budreau. Un film con Noomi Rapace, Ethan Hawke, Mark Strong, Christopher Heyerdahl, Bea Santos. Cast completo Titolo originale: Stockholm. Genere Biografico, Storico - USA, 2018, durata 92 minuti. Uscita cinema giovedì 20 giugno 2019 distribuito da M2 Pictures. Oggi tra i film al cinema in 215 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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La vera storia della rapina avvenuta nel 1973 e che creò un caso mediatico internazionale. Da lì viene il nome della patologia Sindrome di Stoccolma. Rapina a Stoccolma è 9° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 10.713,00 e registrato 1.995 presenze.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Un adattamento con molte libertà ma poco slancio della vicenda che ha dato il nome alla Sindrome di Stoccolma.
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 19 giugno 2019
Recensione di Emanuele Sacchi
mercoledì 19 giugno 2019

Stoccolma, 1973. Un uomo vestito come Capitan America in Easy Rider estrae un mitragliatore nella Kreditbank. Gli scopi non sono chiari, sembra quasi che la rapina sia una copertura. Tra lui e uno dei suoi ostaggi, Bianca, si sviluppa a poco a poco una mutua comprensione, come tra due animali in gabbia.

Sorprendentemente il fatto di cronaca che ha portato a coniare l'espressione "sindrome di Stoccolma" ancora attendeva una trasposizione cinematografica. Ci pensa Robert Budreau, dopo aver premesso esplicitamente l'assurdità di una vicenda storica su cui si prenderà più di una libertà.

I cambiamenti non rendono meno verosimile un fatto che già parte da una notevole dose di singolarità; semmai tendono a spettacolarizzare il tutto, americanizzando Lars e facendo leva su standard fenotipici a stelle e strisce ampiamente rivisitati. Anziché dover essere Ethan Hawke ad aderire al personaggio realmente esistito, è la versione fittizia di quest'ultimo a doversi modellare sulle fattezze e la gestualità di Hawke, che Budreau ha voluto con sé dopo Born to be Blue.

In pochi minuti di film abbiamo così Easy Rider (i costumi di Lars, un mix di Fonda e Hopper), Bob Dylan (le canzoni su cui Budreau si sofferma incessantemente, tanto sul piano diegetico ed extradiegetico), Steve McQueen (la Mustang guidata in Bullitt, richiesta dai banditi per prendere il volo). Il mito è quindi servito, così come lo stereotipo del bandito americano in terra straniera (anche se talvolta non si direbbe sia tale, visto che tutti i poliziotti parlano in inglese anche quando sono tra loro).

Ma il punto ovviamente non riguarda l'attendibilità storica di Rapina a Stoccolma, riguarda la ragione per cui questa viene messa da parte. È la "sindrome di Stoccolma" in primis, evocata esplicitamente all'inizio e poi presenza immanente del caveau in cui i personaggi si asserragliano, a non convincere sul piano narrativo, a costringere il film in una direzione e bloccare ogni possibile effetto sorpresa.

Un fenomeno già di suo opinabile, dai confini labili e oggetto di eterni dibattiti, finisce per stridere con la verosimiglianza di una storia che ci viene raccontata come "assurda ma vera". Dove un regista visionario sarebbe stimolato ad approfondire il meccanismo misterioso e invisibile che finisce per instaurarsi tra predatore e preda, in un microcosmo avulso dal proprio tempo e dal proprio spazio come quello della Kreditbank, Budreau confida in ellissi che lasciano più di un dubbio sulla loro completa volontarietà.

Succede quel che deve succedere, ma niente fa sembrare che debba succedere. L'impressione è che, da qualche parte sotto il caveau della Kreditbank, si nasconda una storia più interessante da raccontare di Rapina a Stoccolma e più difficile da incasellare. Capace di condurci in terreni psicologici impervi e inaspettati, che seguono regole non convenzionali. Ma Robert Budreau non è il regista destinato a scoprire quella storia e, soprattutto, a riportarla.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 20 giugno 2019
Taty23

Rapina a Stoccolma racconta di un caso di cronaca ispirato ad una storia vera.  Nel 1973 a Stoccolma Lars Nystrom (Ethan Hawke) per far scarcerare il suo amico Gunnar(Mark Strong) decide di irrompere nella banca centrale della città prendendo alcuni impiegati come ostaggi. Lars con i suoi modi da rapinatore bizzarro, eccentrico ed imprevedibile riesce a conquistare le simpatie [...] Vai alla recensione »

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GUARDA L'INIZIO
martedì 18 giugno 2019
 

Stoccolma, 1973. Lars Nystrom, un rapinatore alquanto eccentrico, irrompe nella banca centrale e prende in ostaggio alcuni impiegati per costringere la polizia a scarcerare il suo amico Gunnar. Con i suoi modi bizzarri, Lars riesce ad accattivarsi le [...]

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mercoledì 29 maggio 2019
 

La rapina alla Sveriges Kredit Bank di Stoccolma avvenuta nel 1973 è stata un caso mediatico senza precedenti. I rapinatori presero in ostaggio 4 persone per 131 ore, quasi 6 giorni di prigionia. I sequestrati, dopo il rilascio, vennero sottoposti ad [...]

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giovedì 23 maggio 2019
 

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