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Ultimo aggiornamento venerdì 7 aprile 2017
La storia di un gruppo di adolescenti dotati di super poteri che hanno il compito di salvare il mondo. In Italia al Box Office Power Rangers ha incassato 712 mila euro .
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Jason, Kimberly, Billy, Trini e Zack non si conoscono ma una misteriosa cava e le pietre che nasconde sembrano attirarli per un motivo o per l'altro. Si troveranno tutti nella medesima notte nel medesimo punto ricevendo dei misteriosi poteri in seguito ad un'esplosione e alla scoperta di alcune pietre colorate. Tornati sul luogo dell'evento la sera successiva sbloccano l'ingresso in un'astronave seppellita e dormiente da millenni, in cui un robot e la coscienza di un alieno del passato spiegano ai 5 che sono destinati a diventare Power Rangers (se intendono allenarsi e prepararsi), ovvero difensori del pianeta dagli attacchi di altri alieni malvagi. In particolare uno di questi, appena risvegliatosi da un lungo sonno sul fondo dell'oceano, minaccia il mondo a partire dalla loro cittadina di provincia e sarà un buon terreno per testare l'affiatamento e le capacità sviluppate dai 5.
È una confezione di gran lusso quella che rimette in scena un pezzo di immaginario per ragazzi degli anni '90, una che vanta anche Bryan Cranston come doppiatore del mentore alieno Zord (lui che, da giovane, aveva doppiato diversi mostri dalla voce stridula nella serie tv originale, e che non lesina temi sociali. L'esatto opposto delle operazione a costo bassissimo che era la serie televisiva.
La modernizzazione dei Power rangers è infatti il primo vero adattamento dei personaggi e delle storie di Haim Saban. Le precedenti incarnazioni televisive e il film che ne fu tratto nel 1995 utilizzavano volti occidentali ma rimanevano storie messe in scena alla nipponica (il che era anche parte del proprio fascino meticcio). Stavolta invece i Power rangers dismettono tutta l'ingenuità, le pose e le movenze giapponesi e, almeno fino al gran finale, trasformano la storia degli alieni con il casco in una parabola statunitense da supereroi.
La sceneggiatura di John Gastin (scrittore interessante, già autore di Flight e del sottovalutato Real Steel) si concentra molto sulla maniera in cui l'eccezionalità ricevuta in dono (o per predestinazione) dai protagonisti li renda diversi dalla comunità che li circonda. Come avviene per qualsiasi parabola supereroistica, i "poteri" non sono un elemento socialmente neutro ma un tratto nei confronti del quale tutti prendono una posizione, nasconderli o metterli in mostra, temerli o esserne eccitati. Power Rangers in questo senso non nasconde mai come quest'esigenza morale ed etica faccia il paio con quella, più comune ad ogni adolescente, di trovare per sè un'identità e posto che si desidera occupare nel mondo.
I 5 Power rangers non sono solo 5 outsider in una maniera o nell'altra (chi per minoranza etnica, chi per preferenza sessuale) ma 5 ragazzi con un nodo irrisolto, uno che i nuovi poteri di certo non risolveranno ma che, stimolati dal nuovo dovere di salvare il mondo, decideranno di affrontare.
Anche al di là di trama e intreccio però, il nuovo Power rangers si fa notare per una fattura superiore alle aspettative. La prima sequenza con cui il film si presenta allo spettatore, è una raffinata fuga fondata su piani sequenza e una gestione non banale degli spazi e del montaggio interno, materia estremamente curata e lontana dagli standard convenzionali o molto alla buona del cinema per l'infanzia. Gli impatti fanno male, le decisioni sbagliate portano a lividi o infortuni, i corpi pesano e la messa in scena è la prima a non nascondere niente. Progressivamente purtroppo, e specialmente con l'ingresso del fantastico nella storia, molto si acquieta instradando il film sui binari più sicuri dell'innocua gentilezza, fino ad un finale quasi nostalgico dell'immaginario titanico nipponico, quello dei mostri e dei mecha. Come in un processo al contrario in cui un contenuto adulto viene lentamente fatto regredire ad una sua versione più infantile.
Cosa aspettarsi da questo film tratto dal fenomeno scult anni 90? Una pellicola trash direte voi, e invece no, non del tutto almeno. Questo "Power Rangers" si rivela essere un film fedele al materiale originale( americano) - mantenendone lo spirito trash e volutamente sopra le righe - ma riuscendo comunque nell'impresa di essere più profondo del previsto.
Anche se lo apprendiamo solo da una battuta di dialogo, c'è un personaggio gay in Power Rangers, versione live della serie tv di culto anni 90: la ranger gialla Trini. Assieme ad altri quattro adolescenti, Trini scopre di possedere superpoteri: i cinque teenager faranno squadra per salvare il mondo da una terribile forza aliena. Sotto diversi aspetti il blockbuster di Dean Israelite è imparentato con [...] Vai alla recensione »