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Questo film del regista Damien Chazelle inizia e prosegue nel corso di tutto il primo tempo come una commedia gradevole in pieno stile musical, dove la storia d'amore dei due protagonisti, il pianista jazz Sebastian e Mia, aspirante attrice, è magnificamente supportata da momenti musicali e scenografici che rendono la pellicola, nel suo insieme, assolutamente piacevole e capace di trasmettere tanto buon umore. Molto bella, ad esempio, la sequenza iniziale dove un ingorgo autostradale si trasforma piano piano in una sorta di pista da ballo con gli autisti che, scendendo dalle loro auto ferme per il traffico, iniziano a cantare e a ballare. Non c'è che dire: questa scena rappresenta uno dei tanti esempi di come il Cinema americano resta tuttora ancora avanti rispetto al resto della cinematografia mondiale. La trama ci narra le vicende dei due protagonisti innamorati alle prese con i loro sogni nel poter realizzare le loro aspettative future: lui, appunto, di diventare un famoso pianista ed aprire un locale di sua proprietà; lei, di poter diventare un'attrice famosa, nonostante che i diversi provini nei quali ella si sottopone, sembrano non avere alcun esito positivo. Ma è proprio grazie al loro amore che i due innamorati si sostengono a vicenda, sostenendosi nei momenti difficili della vita, affrontando insieme gli ostacoli che si sovrappongono ai loro desideri. Il secondo tempo invece appare molto diverso dal primo: si attenuano i momenti entusiastici a livello scenografico e anche musicale, mentre subentrano momenti più riflessivi e, direi, quasi lenti a livello di sceneggiatura. Da questo cambio di stile, lo spettatore sembra essere avvertito che probabilmente il finale del film non si concluderà in maniera gioviale e allegra, come invece la pellicola illusioramente sembra aver fatto intendere fino ad un certo punto. Emma Stone, pertanto, dopo aver interpretato la giovanissima Jill Pollard nel grande film "Irrational man" di Woody Allen, si comenta di nuovo nel ruolo di una donna che ad un certo punto cambia il proprio pensiero intimo, ma soprattutto il proprio sentimento d'amore, conducendo direttamente o indirettamente alla disfatta psicologica il proprio partner. Se però nel film "Irrational man" vi era tutta una dettagliata analisi sulla psicologia dei personaggi (parliamoci chiaro, Woody Allen continua ad essere unico nel suo genere) in questo film del regista Chazelle, il cambio è determinato da un improvviso passaggio temporale della trama di ben 5 anni dopo, dove allo spettatore non risulteranno mai molto chiare le motivazioni sul perché la giovane Mia, dopo essersi finalmente realizzata nel campo lavorativo in terra francese, abbandonerà il suo sogno d'amore con Sebastian, sposando un altro uomo. Un finale pertanto all'insegna della disilluisone di un sogno d'amore e dove prevale una sola grande morale: non tutti i sogni possono realizzarsi nella vita.
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samanta
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martedì 18 marzo 2025
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non solo piacevole
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E'' certamente un film piacevole, ma non solo quello, la sequenza iniziale ed anche quella finale sono da cult, la trama è avvincente, il finale non delude proprio perché mostra, è vero forse troppo concisamente, la disillusione di un amore ma anche la riuscita nelle proprie aspirazioni artistiche: Seb ha il suo locale di Jazz, mentre Mia raggiunge la sua aspirazione di diventare una star del cinema pur con il rimpianto per un amore che riscopre; 5 stelle è una valutazione giusta.
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