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veritasxxx
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venerdì 16 maggio 2014
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il futuro dei rapporti (dis)umani
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Lui, single, reduce da una separazione difficile. Lei, un sistema operativo con voce suadente (Scarlett Johansson nella versione originale). Prima che lei si innamori di altri 641 umani, riusciranno ad avere una relazione (quasi) decente. L'amore è a portata di un click. Da vedere.
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luis23
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mercoledì 14 maggio 2014
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"quest' uomo" rifiutato anche da un os
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La voce accattivante , il tono suadente di Samantha, riescono a far avvitare su sè stesso un uomo privo di "naturale"(?) vitalità.
Theodore, il protagonista di questa (per me) tragedia, attraversa il proprio matrimonio, incrocia una moltitudine di persone ogni giorno, si presta anche, per lavoro, il suo lavoro, a scrivere lettere per conto terzi di parole,parole, parole... di cui la "gente" del suo tempo ha evidentemente grande bisogno.
E mentre egli vende sentimenti prodotti dai tasti di un pc, a sua volta avidamente "compra" un microcip-auricolare, terminale di un rivoluzionario sistema operativo (OS) che ha il semplice scopo di dialogare con l'uomo.
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La voce accattivante , il tono suadente di Samantha, riescono a far avvitare su sè stesso un uomo privo di "naturale"(?) vitalità.
Theodore, il protagonista di questa (per me) tragedia, attraversa il proprio matrimonio, incrocia una moltitudine di persone ogni giorno, si presta anche, per lavoro, il suo lavoro, a scrivere lettere per conto terzi di parole,parole, parole... di cui la "gente" del suo tempo ha evidentemente grande bisogno.
E mentre egli vende sentimenti prodotti dai tasti di un pc, a sua volta avidamente "compra" un microcip-auricolare, terminale di un rivoluzionario sistema operativo (OS) che ha il semplice scopo di dialogare con l'uomo. Il rivoluzionario sistema migliora sorprendentemente di giorno in giorno la propria capacità di rapportarsi con l'essere umano, analizzando le caratteristiche del suo interlocutore con lo scopo di affinarsi elettivamente ad esso ogni giorno di più fino anche a farci del sesso. Non fisico evidentemente. Samantha, il nome dato da Theodor al suo sistema operativo, è disponibile in ogni ora del giorno e della notte, assume atteggiamenti molto umani che "isolano" sempre più Theodor da suoi simili... già, simili....
Fortuna (dico io) vuole che Samantha incontri un altro "sistema operativo" in rete, scopre più profonde e gratificanti sensazioni e sceglie (lei, la macchina) di separarsi da Theodor.
Il film finisce con una stucchevole scena , questa volta con due esseri umani, che a mio parere non promette nulla di buono per il futuro di "questi uomini" (e donne) che tra la possibilità di vivere e quella di "fuggire" in un mondo apatico/virtuale, sembrano destinati a scegliere la seconda. Maledettamente.
Sarebbe bello se anche nella nostra realtà fossero le macchine a scegliere , visto che noi scegliamo si, ma scegliamo facebock.... un'apatica virtuale realtà che ci isola giorno dopo giorno...
Buona fortuna !!
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rosario94
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martedì 13 maggio 2014
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bellissimo
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storia d'amore controversa. Non ha paura di omeggiare l'amore dei sentimenti, mettendo da parte l'aspetto fisico dell'amore. Film che oltre a parlare dell'amore, delinea la solitudine dell'uomo che cerca conforto nella tecnologia. Consiglio assolutamente di vederlo
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degiovannis
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sabato 10 maggio 2014
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un futuro al tramonto
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Mi sembrano tre i temi più interessanti che il film affronta, senza avere la pretesa di esaurirli tutti. Il primo riguarda la possibilità di amare nella società capitalistica avanzata e tecnologica. Ebbene questa possibilità è negata perché è affidata solo al rapporto uomo macchina, e questo rapporto non può che finire in un nulla di fatto, anche se come tutti i rapporti vale la pena di essere vissuto. Il secondo riguarda il rapporto tra l'uomo e la tecnologia, così emancipata da poter avere la pretesa di sostituire i rapporti umani; ma anche questa è un'illusione: la macchina non può che rimanere macchina e l'uomo non può che rimanere uomo con tutte le sue contraddizioni e proprio questo forse è il suo bello.
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Mi sembrano tre i temi più interessanti che il film affronta, senza avere la pretesa di esaurirli tutti. Il primo riguarda la possibilità di amare nella società capitalistica avanzata e tecnologica. Ebbene questa possibilità è negata perché è affidata solo al rapporto uomo macchina, e questo rapporto non può che finire in un nulla di fatto, anche se come tutti i rapporti vale la pena di essere vissuto. Il secondo riguarda il rapporto tra l'uomo e la tecnologia, così emancipata da poter avere la pretesa di sostituire i rapporti umani; ma anche questa è un'illusione: la macchina non può che rimanere macchina e l'uomo non può che rimanere uomo con tutte le sue contraddizioni e proprio questo forse è il suo bello. Infine il mondo del futuro molto prossimo, un mondo a cui rimanda una città non così malinconica come la Los Angeles di Blade Runner, ma altrettanto anonima e fredda. Lì almeno c'era il tentativo di riscatto dell'eroe; qui il protagonista non ha né la voglia né la stoffa per tentare di sobbarcarsi all'impresa
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il cascio
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mercoledì 7 maggio 2014
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intelligenza artificiale, amore reale
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Her è probabilmente una delle storie d’amore più particolari e più originali che io abbia mai visto. La rivoluzione tecnologica è riuscita a creare, nel futuro non molto lontano di Jonze, un sistema operativo in grado di provare emozioni e nel caso dell’introverso protagonista Theodore anche di provare amore.
Grazie alla debolezza di Theodore, separato dalla moglie ma che vuole ancora innamorarsi, e la voglia di provare emozioni fisiche di Samantha, il sistema operativo, nasce un amore intenso e sincero ma destinato a non durare nel tempo.
Questa storia d’amore stramba fa riflettere non solo per la sincerità delle emozioni provate da Theodore e Samantha, ma anche perché ormai da anni la tecnologia sta prendendo largo in gran parte delle azioni della nostra vita privandoci delle emozioni umane e delle relazioni sociali.
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Her è probabilmente una delle storie d’amore più particolari e più originali che io abbia mai visto. La rivoluzione tecnologica è riuscita a creare, nel futuro non molto lontano di Jonze, un sistema operativo in grado di provare emozioni e nel caso dell’introverso protagonista Theodore anche di provare amore.
Grazie alla debolezza di Theodore, separato dalla moglie ma che vuole ancora innamorarsi, e la voglia di provare emozioni fisiche di Samantha, il sistema operativo, nasce un amore intenso e sincero ma destinato a non durare nel tempo.
Questa storia d’amore stramba fa riflettere non solo per la sincerità delle emozioni provate da Theodore e Samantha, ma anche perché ormai da anni la tecnologia sta prendendo largo in gran parte delle azioni della nostra vita privandoci delle emozioni umane e delle relazioni sociali.
La fotografia e la scenografia del film sono a dir poco spettacolari e suggestive, per non parlare dell’ambientazione urbana di Shangai e Los Angeles che fanno sembrare tutto più futuristico ma pur sempre vicino a noi.
Altra nota assolutamente positiva è la colonna sonora degli Arcade Fire e la canzone di Karen O “The Moon Song”, bellissima la scena dove viene cantata da Samantha e Theodore a segno dell’amore intenso che c’è tra di loro, proprio come due persone.
Spike Jonze in questo capolavoro è riuscito a creare una storia d’amore sincera e reale tra un uomo e una macchina che però ovviamente non può durare a causa dell’incompatibilità. A mio avviso il regista ha lanciato un messaggio forte e chiaro, le macchine non potranno mai prendere il posto di una persona a livello emotivo, infatti il finale è abbastanza chiaro e lascia immaginare cosa succede facendo capire che le emozioni fisiche anche il gesto più semplice come appoggiare la testa sulla spalla dell’altro è un’azione che un sistema operativo non potrà mai fare.
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gambardella
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domenica 4 maggio 2014
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solito specchietto per le allodole.
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devo dire che la sua critica mi aveva spinto ad andare a vedere il film se non altro perchè sono tra gli altri generi un apassionato di fantascenza . e che cosa mi trovo davanti? il solito prodotto patinato che strizza l'occhio a un'intellettualismo astruso,alla nolan tanto per intenderci che non ha nulla a che fare ne con la fantascenza ne col, cinema impegnato. il bello è che il film l'ho visto in un cinema parrocchiale ,capirà fra poco perchè faccio questo riferimento. il cinema in questione propone sempre pellicole di un certo livello con particolare attenzione al messaggio che questi film lanciano ovviamente non proietteranno mai un habemus papa per esempio ne un film erotico.
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devo dire che la sua critica mi aveva spinto ad andare a vedere il film se non altro perchè sono tra gli altri generi un apassionato di fantascenza . e che cosa mi trovo davanti? il solito prodotto patinato che strizza l'occhio a un'intellettualismo astruso,alla nolan tanto per intenderci che non ha nulla a che fare ne con la fantascenza ne col, cinema impegnato. il bello è che il film l'ho visto in un cinema parrocchiale ,capirà fra poco perchè faccio questo riferimento. il cinema in questione propone sempre pellicole di un certo livello con particolare attenzione al messaggio che questi film lanciano ovviamente non proietteranno mai un habemus papa per esempio ne un film erotico. ma questa volta hanno preso un abbaglio clamoroso perchè il film non solo è un'elogio della masturbazione mentale ma fa capire chiaramente che le nostre emozioni,sentimenti trascorsi ,fantasie e memorie non sono altro che il frutto di una combinazione chimica dello stesso livello delle sensazioni che prova una macchina ! quello che fa imbestialire me non è questa visione meccanicistica della vita intesa solo come il parto di una improbabilissima casualità , ma le sue implicazioni filosofiche che sono tipiche del capitalismo globale e del conformismo americano. quindi non sono motivazioni religiose che mi portano a rigettarlo, bensì politiche! per il resto il film è fatto con tecnica e fotografia più che buone nella prima ora riesce anche ad essere coinvolgente e divertente ma poi si rivela per quello che è un filmetto senza infamia e senza lode per palati buoni che naturalmente non hanno nessuna problematica religiosa ne filosofica per la capa. saluti.
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[+] non sono per niente d accordo
(di giulylamejo)
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ely57
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martedì 22 aprile 2014
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il potere delle parole
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L'uomo sociale, chi più chi meno, ha comunque bisogno di esprimersi con le parole, sia uno scrittore particolare come il protagonista o sia un poeta o un intellettuale o una persona qualsiasi sino ad arrivare dove il film vuole arrivare, all'estremo di essere una nuova tecnologia avanzata ( prodotta pur sempre dall'uomo) che puó relazionarsi e crescere nel rapporto verbale basato sulle parole. Samantha e Theodore intrecciano e accrescono il loro rapporto in una straordinaria spirale intima, in cui tutti noi spettatori ci troviamo assolutamente proiettati nel loro-nostro rapporto in quanto, già da molti anni viviamo rapporti umani schermati dal telefono e sappiamo bene, come i due protagonisti, dove puó portare il potere del dialogo amoroso o no, vivendolo tutti noi ogni giorno.
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L'uomo sociale, chi più chi meno, ha comunque bisogno di esprimersi con le parole, sia uno scrittore particolare come il protagonista o sia un poeta o un intellettuale o una persona qualsiasi sino ad arrivare dove il film vuole arrivare, all'estremo di essere una nuova tecnologia avanzata ( prodotta pur sempre dall'uomo) che puó relazionarsi e crescere nel rapporto verbale basato sulle parole. Samantha e Theodore intrecciano e accrescono il loro rapporto in una straordinaria spirale intima, in cui tutti noi spettatori ci troviamo assolutamente proiettati nel loro-nostro rapporto in quanto, già da molti anni viviamo rapporti umani schermati dal telefono e sappiamo bene, come i due protagonisti, dove puó portare il potere del dialogo amoroso o no, vivendolo tutti noi ogni giorno... Ciao come và oggi? ...Come stai, avevo voglia di sentirti...
Con le parole si costruisce e si distrugge, col dialogo raccontiamo,sentiamo, ascoltiamo, condividiamo, sveliamo, esprimiamo cioè viviamo ed incontriamo l'altro.
Centrale è l'esperimento che avviene a metà del film, quando vengono estremizzate e separate la voce solo voce, dal corpo-solo corpo ed il corpo solo corpo è perdente ed il regista quelle scene ce le fa percepire come fastidiose rispetto al potere delle parole, che sono sapientemente e piacevolmente sparse in tutto il film. È l'apoteosi del linguaggio che è immateriale più delle tecnologie, sono le parole che ci raccontano del nostro essere.
Grande film che fa pensare, da non perdere.
Ely57
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daniele sgaravatti
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martedì 22 aprile 2014
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irrealistico, pretenzioso, sopravvalutato.
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Dato che ho studiato, un po' di filosofia della mente, perdonatemi se inizio con una critica di tipo filosofico. Un computer può provare emozioni? può provare un orgasmo? domande difficili, tenderei a rispondere di no alla seconda, perché un orgasmo è irriducibilmente legato alla nostra dimensione biologica, mentre sarei incerto sulla prima. Di sicuro, questo film NON aiuta a riflettere su queste domande. Un software con la voce di Scarlett Johansson sembra fornire garanzie di orgasmo a qualsiasi cosa.
Il film ha in realtà molti spunti interessanti, in particolare riguardo a quello che significa affrontare la fine di una storia d'amore. Ma sono affogati in una vicenda assolutamente incredibile, per quanto mi riguarda, non solo sul piano (fanta-)scientifico e filosofico, ma anche sul piano umano.
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Dato che ho studiato, un po' di filosofia della mente, perdonatemi se inizio con una critica di tipo filosofico. Un computer può provare emozioni? può provare un orgasmo? domande difficili, tenderei a rispondere di no alla seconda, perché un orgasmo è irriducibilmente legato alla nostra dimensione biologica, mentre sarei incerto sulla prima. Di sicuro, questo film NON aiuta a riflettere su queste domande. Un software con la voce di Scarlett Johansson sembra fornire garanzie di orgasmo a qualsiasi cosa.
Il film ha in realtà molti spunti interessanti, in particolare riguardo a quello che significa affrontare la fine di una storia d'amore. Ma sono affogati in una vicenda assolutamente incredibile, per quanto mi riguarda, non solo sul piano (fanta-)scientifico e filosofico, ma anche sul piano umano. Sicuramente innamorarsi di una voce è possibile; ma perché si sa o si spera che ci sia una persona dietro la voce. Invece innamorarsi di una voce che sai essere un software che gira sul tuo computer, lo trovo davvero difficile. Forse non è impossibile neanche questo, ma niente nel film spiega davvero come possa accadere; tranne, ancora una volta, la voce di Scarlett Johansson. Insomma, il mio consiglio è di non attendervi un capolovoro, e, se proprio volete vederlo, almeno vedetelo in lingua originale, così avrete almeno il piacere di sentire la voce di Scarlett Johansson.
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[+] direi fascista!
(di gambardella )
[ - ] direi fascista!
[+] critiche fatte da persone superficiali, purtroppo!
(di giulylamejo)
[ - ] critiche fatte da persone superficiali, purtroppo!
[+] ma daii
(di isin89)
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angelo umana
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mercoledì 16 aprile 2014
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l'amore al tempo dei bit
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Evviva! Tra poco avremo, e in parte abbiamo già, dei sistemi operativi che ci permettono di avere rapporti amorosi o confidenziali con una voce, in mancanza di “coccole vere” essa sarà il nostro partner, l’avremo sempre accanto, basteranno uno smart-phone e un auricolare, con essa faremo l’amore, un “amore immaginato” ma molto soddisfacente. Della voce ci innamoreremo perché essa è programmata per capirci, cresce e impara con noi come meglio relazionarsi a noi stessi, si adegua a noi, non ci saranno complicazioni da convivenza, come l’uno che lascia le calze sporche in giro e come l’altra che sistema le scarpe in casa nel posto che non ci piace.
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Evviva! Tra poco avremo, e in parte abbiamo già, dei sistemi operativi che ci permettono di avere rapporti amorosi o confidenziali con una voce, in mancanza di “coccole vere” essa sarà il nostro partner, l’avremo sempre accanto, basteranno uno smart-phone e un auricolare, con essa faremo l’amore, un “amore immaginato” ma molto soddisfacente. Della voce ci innamoreremo perché essa è programmata per capirci, cresce e impara con noi come meglio relazionarsi a noi stessi, si adegua a noi, non ci saranno complicazioni da convivenza, come l’uno che lascia le calze sporche in giro e come l’altra che sistema le scarpe in casa nel posto che non ci piace. Sarà un amore di alto livello, cerebrale o trascendentale, fatto di parole e di pensieri, con qualcuno che veramente ci capisce, che ci aiuta e non ci complica la vita e, impensabile in un partner in carne ossa e con annesso carattere, non chiede quasi niente per sé, nessuna possessività.
Così è stato pensato dallo sceneggiatore-regista-produttore del film Spike Jonze. La storia che vive il protagonista Theodore, suona più da avviso o monito inquietante su cosa il nostro mondo sta diventando. Spaventati dalle relazioni umane, senz’altro impegnative – il divorzio da Catherine del protagonista e quello della sua amica Amy da suo marito dopo otto anni lo dimostrano – ci possiamo rifugiare in relazioni con OS, operating systems, pochi bit, un’anima di silicio e il rapporto è bello e servito, pronto e senza complicazioni. Può succedere, e all’OS1-Samantha di cui Theodore s’innamora succede, che anche a un OS nella maturazione del rapporto capiti di “aver bisogno di una pausa di riflessione” (parole esilaranti accanto alle tante appassionate), oppure che un OS come Samantha sia in corrispondenza con 8316 “utenti” e che con 641 di loro abbia una relazione esclusiva. Il loro cuore è come un cervello per la memoria, più ama e più si espande. “Sono tua e non sono tua … ce ne andiamo tutti noi OS … si crea uno spazio infinito tra le parole” che hanno alimentato la relazione, e allo sconsolato Theodore non resta che confidarsi con l’amica dei tempi del college Amy e scrivere una lettera alla ex moglie Catherine, sperando di riaverla. Lei gli aveva rinfacciato nell’incontro per la firma sull’atto di divorzio “mi volevi briosa e felice … non sei capace di gestire emozioni reali?”, e con l’OS è in effetti meno impegnativo.
Perciò forse la sceneggiatura di Jonze ci vuol dire che è molto meglio coltivarsi i propri rapporti, umani, reali, abbracciabili. Abbiamo appreso che la moltitudine di viandanti per le strade di una grande città americana è fatta di gente sola, Theodore è solo, tecnologico ma solo. Gente che magari ha una relazione con un/una OS, zombie chiusi nelle loro torri e grattacieli con scarsi contatti umani, ma muniti di smart-phone e auricolare parlano, amoreggiano, hanno tanti amici virtuali (come su Facebook), amici fatti di soli bit e schede telefoniche che hanno invaso la terra, per la gioia delle compagnie telefoniche e del “progresso”. Solitudine imperversante!
L’OS beve la nostra vita, ha la “capacità di crescere attraverso l’esperienza” con noi, è capace di simulare sensazioni reali ma comunque programmate. Theodore sembra il miglior candidato per innamorarsi di un’androide o OS, lui vive di parole, scrive lettere bellissime per conto di chi paga per farsele scrivere (mestiere in sé prezioso), l’amore con Samantha è solo orale o onirico, come le sue lettere. Film sul futuro e sul presente, ben girato, solo un po’ lungo ma davvero da vedere o da far vedere ai chat-tatori incalliti e nelle scuole: se ciò non bastasse basteranno i grossi nomi degli attori e i premi che il film ha avuto.
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danielsan_109
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martedì 15 aprile 2014
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lei
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Bellissimo ed emozionante.
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