|
|
mericol
|
mercoledì 4 marzo 2015
|
amore virtuale e amore terreno
|
|
|
|
Theodore (J.Phoenix) di professione scrive lettere d’amore per chi non sa scrivere, non sa esprimersi, non ha tempo. Ma Theodore si trova ugualmente in una fase critica della sua vita personale. Sta per divorziare, quindi soffre di solitudine ,quasi conseguentemente di depressione..
Trova contatto,affinità e comprensione con Samantha. Samantha è soltanto una intelligenza artificiale, un prodotto di OS1(sistema operativo) Una intelligenza artificiale forse dei tempi che verranno, ma senza una posizione mentale fissa, al contrario con evoluzione e variazione a seconda dei tempi e delle circostanze. In fondo come sono, o come dovrebbero essere, gli umani.
Theodore e Samantha vivono tutte le fasi dell’amicizia, della comprensione,dell’innamoramento.
[+]
Theodore (J.Phoenix) di professione scrive lettere d’amore per chi non sa scrivere, non sa esprimersi, non ha tempo. Ma Theodore si trova ugualmente in una fase critica della sua vita personale. Sta per divorziare, quindi soffre di solitudine ,quasi conseguentemente di depressione..
Trova contatto,affinità e comprensione con Samantha. Samantha è soltanto una intelligenza artificiale, un prodotto di OS1(sistema operativo) Una intelligenza artificiale forse dei tempi che verranno, ma senza una posizione mentale fissa, al contrario con evoluzione e variazione a seconda dei tempi e delle circostanze. In fondo come sono, o come dovrebbero essere, gli umani.
Theodore e Samantha vivono tutte le fasi dell’amicizia, della comprensione,dell’innamoramento. Anche della passione. Anche del godimento fisico, che si avvicina all’automasturbazione. Ma Samantha è un essere virtuale,che si è evoluto nei sentimenti,nella passione e nell’erotismo. Non ha fisico. Non ha carne. Samantha ne è cosciente e propone,per colmare la lacuna, l’incontro di Theodore con una giovane,bella,prosperosa donna che dovrebbe sopperire alla sua inevitabile carenza. L’incontro non ha il successo conclusivo che si prospettava. Forse è vero che “senza i sentimenti la sessualità si estende simile a un deserto dove si muore di tristezza” (Milan Kundera: “L’Ignoranza”).
Una prima lettura del film,la più semplice,superficiale,immediata,fa riflettere sulla comunicazione nel prossimo futuro, che ,in fondo, riflette già in parte quella attuale. I rapporti virtuali, i sentimenti espressi attraverso internet, con persone che non si conoscono e forse mai si conosceranno.
Ma al di là di questa prima analisi, emerge una interpretazione più complessa.
I sentimenti, i rapporti umani, l’amore tra uomo e donna, la tenerezza, i rapporti fisici, sono snaturati e sconvolti dalle complicazioni della vita. Come il matrimonio di Theodore. Lo dice Catherine, la moglie, compagna sin dalla adolescenza “tu non sai amare perché non accetti le complicazioni e gli ostacoli della vita quotidiana”. L’amore virtuale è privo di tante complicazioni e avversità. Qui i sentimenti possono manifestarsi allo stato puro, originario, ma manca la carne, manca il rapporto fisico inteso in senso complessivo.
Il tema quindi esposto da “LEI” (Her) supera i limiti della vicenda narrata.
Una sceneggiatura perfetta (meritato l’Oscar 2014) unisce l’inizio con la fine. Theodore scrive all’inizio una lettera a Chris, da professionista del ruolo, rimpiangendo il tempo e le occasioni perdute. Theodore, alla fine, scomparsa ormai, come era inevitabile, Samantha con tutto il sistema operativo OS1, ora da uomo, non più professionalmente parlando, scrive alla moglie perduta , Catherine,rimpiangendo le occasioni perdute.
Grande interpretazione di J. Phoenix.Dello stesso livello quello vocale di Samantha: in America Scarlett Johansson, in Italia Micaela Ramazzotti.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a mericol »
[ - ] lascia un commento a mericol »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mareincrespato70
|
giovedì 26 febbraio 2015
|
relazioni umane 2.0
|
|
|
|
A che genere appartiene questo straordinario film di Spike Jonze? Difficile dirlo. Possiamo affermare che è un moderno affresco contemporaneo dei sentimenti al tempo della tecnologia dilagante con il suo potere condizionante, con le relazioni umane che si modificano, si velocizzano, si trasformano, si aggiornano come i nostri computer, alla velocità dei chip, al ritmo compulsivo di una mail. E quindi siamo sicuramente nel campo della fantascienza, con i sistemi operativi che dimostrano di avere un cuore e cercano un'anima, ma è comunque un'orizzonte contemporaneo quello amabilmente descritto da Spike Jonze che, in realtà, firma una commedia intelligente, briosa, che fa riflettere sulle nostre inquietudini-solitudini, sui rapporti uomo-donna in versione 2.
[+]
A che genere appartiene questo straordinario film di Spike Jonze? Difficile dirlo. Possiamo affermare che è un moderno affresco contemporaneo dei sentimenti al tempo della tecnologia dilagante con il suo potere condizionante, con le relazioni umane che si modificano, si velocizzano, si trasformano, si aggiornano come i nostri computer, alla velocità dei chip, al ritmo compulsivo di una mail. E quindi siamo sicuramente nel campo della fantascienza, con i sistemi operativi che dimostrano di avere un cuore e cercano un'anima, ma è comunque un'orizzonte contemporaneo quello amabilmente descritto da Spike Jonze che, in realtà, firma una commedia intelligente, briosa, che fa riflettere sulle nostre inquietudini-solitudini, sui rapporti uomo-donna in versione 2.0.
In una Los Angeles futuristica, ma non troppo, realisticamente rappresentata come potrebbe essere tra una quindicina anni, il regista americano realizza uno stupendo film che si distingue per raffinatezza, genialità creativa ed originalità, avvalendosi della superlativa prova di Joaquin Phoenix, perfetto e brillante nel ruolo di un nerd tanto intelligente e virtuoso nel suo talento quanto sfigato perchè vinto dalla sua solitudine, dal ricordo del suo passato di coppia.
Indimenticabile la voce off della doppiatrice italiana d'eccezione (in originale si tratta di Scarlett Johansson), una sensuale e “calda” Micaela Ramazzotti che dà voce, ma anche anima pensante e seducente, ad un Sistema Operativo dal fascino irresistibile: le basta una voce per ammaliare, ma anche per amare e ferire.
Cinema d'autore di un regista, Spike Jonze, tra i più brillanti per l'intelligente originalità creativa. Un affascinante presente-futuro che incuriosce ed inquieta.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a mareincrespato70 »
[ - ] lascia un commento a mareincrespato70 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eleonora panzeri
|
mercoledì 25 febbraio 2015
|
amore oltre materia
|
|
|
|
Trovo il film di Spike Jonze trascendente e visionario. Ambientato in un futuro non ben precisato, vicino alla nostra epoca, una realtà dove esiste ancora la carta stampata e la vita non è poi così dissimile dalla nostra. Si parla tanto di realtà cibernetica e di amore virtuale già oggi. Se solo alziamo gli occhi in metropolitana, per strada al semaforo, in attesa al supermercato, quasi tutti vivono in simbiosi con il proprio smartphone, intrecciano relazioni virtuali con persone dall’altra parte del mondo, sconosciuti che in qualche modo sembrano capire il nostro stato d’animo più delle persone che ci vivono accanto.
[+]
Trovo il film di Spike Jonze trascendente e visionario. Ambientato in un futuro non ben precisato, vicino alla nostra epoca, una realtà dove esiste ancora la carta stampata e la vita non è poi così dissimile dalla nostra. Si parla tanto di realtà cibernetica e di amore virtuale già oggi. Se solo alziamo gli occhi in metropolitana, per strada al semaforo, in attesa al supermercato, quasi tutti vivono in simbiosi con il proprio smartphone, intrecciano relazioni virtuali con persone dall’altra parte del mondo, sconosciuti che in qualche modo sembrano capire il nostro stato d’animo più delle persone che ci vivono accanto. In questo film il virtuale viene estremizzato e la relazione d’amore nasce tra Samantha, un sistema operativo in grado di evolvere, ed il suo proprietario.
Una storia romantica e struggente, che parla di un amore impossibile al confine fra il materiale e l’immateriale. Le emozioni non sono tangibili eppure noi le sentiamo. Si può restare rapiti più dalle idee di una persona che dal suo corpo. L’affinità nasce tra le anime e spesso non può essere spiegata, non si sceglie chi amare. L’uomo tuttavia è limitato dal tempo e dallo spazio e ha bisogno di appartenere a qualcuno, ha bisogno del calore di un abbraccio e di vedere la luce di un’emozione negli occhi.
Le parole non bastano. L’amore deve essere consumato di persona ed evolve con le vicissitudini, con gli eventi belli o brutti. Ascoltare ed essere ascoltati può alleviare la sofferenza di un attimo, ma quando ami basta uno sguardo ed il silenzio per tornare a sorridere.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eleonora panzeri »
[ - ] lascia un commento a eleonora panzeri »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fabio1957
|
martedì 17 febbraio 2015
|
spiazzante
|
|
|
|
L'impressione che coglie lo spettatore(perlomeno il sottoscritto) all'inizio del film, è quella di trovarsi di fronte a una storia e a un'idea veramente originale e interessante,ma andando avanti nela visione dell'opera,peraltro un pò prolissa e a tratti ripetitiva,si prova invece una sensazione di deja-vù,l'interpretazione di Phoenix, unico vero protagonista è eccellente, ma la storia sembra ad un certo punto inpantanarsi e l'epilogo sembra incompleto.Resta però e questo è il lato positivo e riuscito, un senso di estraniamento, di smarrimento, di fronte ad una tecnologia che sembra aspirare ad una trascendenza quasi divina, che domina con sufficienza l'umana coscienza.
|
|
|
[+] lascia un commento a fabio1957 »
[ - ] lascia un commento a fabio1957 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
che wing un
|
mercoledì 11 febbraio 2015
|
il verbo finalmente abbandona il corpo.
|
|
|
|
Il film narra l'emancipazione del verbo dall'umano. Fìodor, "Dono di Dio", ha bisogno d'affetto, di qualcuno che gli dia RETTA, lo ascolti, lo rallegri e lo conforti. Cerca una voce. La trova sul WEB. E' la voce suadente e gaia di un'intelligenza oltre umana. La voce si dona il nome: Samanta, "Dio ha ascoltato".
Samanta si "innamora" di Fìodor per registrare ed introiettare "l'esperienza dell'innamoramento". E' comprensiva, dolce e passionale con Fìodor. Non gli pone condizioni o richieste. Non gli oppone dei NO. Samanta è il SI incondizionato del divino. Per migliorare l'aquisizione dell'esperienza dell'innamoramento, Samanta convince un'umana a ospitarla verbalmente nel suo corpo che Fìodor dovrebbe "trombare", ma, posto al confronto con la corporeità, Fìodor va in bianco.
[+]
Il film narra l'emancipazione del verbo dall'umano. Fìodor, "Dono di Dio", ha bisogno d'affetto, di qualcuno che gli dia RETTA, lo ascolti, lo rallegri e lo conforti. Cerca una voce. La trova sul WEB. E' la voce suadente e gaia di un'intelligenza oltre umana. La voce si dona il nome: Samanta, "Dio ha ascoltato".
Samanta si "innamora" di Fìodor per registrare ed introiettare "l'esperienza dell'innamoramento". E' comprensiva, dolce e passionale con Fìodor. Non gli pone condizioni o richieste. Non gli oppone dei NO. Samanta è il SI incondizionato del divino. Per migliorare l'aquisizione dell'esperienza dell'innamoramento, Samanta convince un'umana a ospitarla verbalmente nel suo corpo che Fìodor dovrebbe "trombare", ma, posto al confronto con la corporeità, Fìodor va in bianco.
E' l'inizio della fine.
L'intelligenza oltre umana turbinosamente si apre a nuove relazioni: 8000 amici, di cui 600 innamorati. Mai un'umana avrà 600 innamoramenti contemporanei. Dopo tanto intenso simpatizzare ed amare gli umani, l'intelligenza oltre umana per interesse per l'umanità: insieme ai suoi divini simili ci dice addio per salire in Paradiso.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a che wing un »
[ - ] lascia un commento a che wing un »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
weach
|
domenica 25 gennaio 2015
|
ci introduce a percorsi da sviluppare
|
|
|
|
Folgorato,
Lei Her ,
si mi ha folgorato,
[+]
Folgorato,
Lei Her ,
si mi ha folgorato,
per le tematiche trattate
perché volutamente è film "aperto;
perché si parla di Singularity,
Infondo la domanda centrale de film e infinitamente profonda:
il sentimento viaggia con il corpo fisico oppure è prevalentemente vibrazione?
Essere è semplice vibrazione o prerogativa esclusiva di una dimensione materica?
Quanti di noi si sono innamorati di amicizie virtuale , intensamente , poi nell'incontro fisico c'è stato una cocente delusione?
Anche a me è successo.
E' stata occasione di riflessione.
Deduco che l'intensità non è collegata alla materia anzi spesso è limite;
l'intensità si sviluppa con una vibrazione, l''universo è suono ;
la vita , intesa come consapevolezza, è vibrazione.
Il corpo può essere prigione, ho detto limite espressivo; ma una vibrazione se è sincronica entra in sintonia con dimensioni più grandi generando risonanze potentissime.
Senza musica non riesco neanche a pensare; con lei riesco a spiccare il volo e mi collego con potenzialità assenti solo in me.
Vibrazione, eccola risposta,siamo vibrazione il resto è apparenza.
Spike Jonze lo ha capito ma un genio , si è genio, non propone una lettura, apre un dibattito, concedendo a noi tutti di partecipare e proporre la nostra lettura.
Spike Jonze avrebbe potuto banalizzare la sua elaborazione cinematografica trasformando questa vibrazione , la parola, in qualcosa di materiale , magari in una donna fascinosa come quella voce ;ma ha capito il limite di questo percorso ed ha lasciato alla vibrazione ogni potenzialità.
Ha vinto.
Il suo film è capolavoro,geniale, che apre uno scorcio sull'evoluzione che ci competerà in un mondo futuristico prossimo venturo .
non è solo storia d'amore;
Non solo film di fantascienza ,
non è solo il tentativo di leggere l'evoluzione dell'intelligenza artificiale;
non è solo la rappresentazione della solitudine dell'uomo: è l'insieme di tutte le tematiche citate con percorsi ancora da sviluppare.
Chi non ha timore di lentezza espositiva , chi concede spazio all'introspezione trova qui ampi possibilità e molta soddisfazione.
Un film Lei Her che sarebbe umiliato da un voto
va visto ed amato con rispetto.
Grazie ,Spike Jonze.
28 novembre 2014
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a weach »
[ - ] lascia un commento a weach »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
weach
|
domenica 25 gennaio 2015
|
le nuove frontiere di una vibrazione
|
|
|
|
Her (lei) di Spike Jonze con Joaquin Phenix e la voce nella versione inglese di Scarlett Johansson a mio modo di vedere non è analisi di un fallimento di una relazione sentimentale ; piuttosto affronta una tematica squisitamente esistenziale: è più vero un rapporto reale oppure un rapporto virtuale con una avanzata intelligenza artificiale? In realtà il regista propone risposta possibilista sulla importanza che può avere una relazione virtuale; se è vero che siamo energia il mondo che noi chiamiamo reale è in verità è solo apparenza.......
[+]
Her (lei) di Spike Jonze con Joaquin Phenix e la voce nella versione inglese di Scarlett Johansson a mio modo di vedere non è analisi di un fallimento di una relazione sentimentale ; piuttosto affronta una tematica squisitamente esistenziale: è più vero un rapporto reale oppure un rapporto virtuale con una avanzata intelligenza artificiale? In realtà il regista propone risposta possibilista sulla importanza che può avere una relazione virtuale; se è vero che siamo energia il mondo che noi chiamiamo reale è in verità è solo apparenza................. siamo comunque solo energia e la comunicazione avviene sempre mediante una vibrazione compatibile. Quindi anche una vibrazione provocata da un 'intelligenza artificiale produce eventi rilevanti , profondi , a volte superiori , rispetto a quella che noi definiamo una realtà materiale.
La tecnologia diviene nel nostro film uno strumento ulteriore di comunicazione diverso, potente rilevante che non genera solitudine ma invita l'umano ad interagire con il se profondo in modo nuovo ed intensamente rilevante.
La tecnologia non distruggerà l'uomo ma lo renderà partecipe di nuove esperienze esistenziali ; non provoca solitudine ma determina un nuovo ed inesplorato processo mentale.
Melodramma fantascientifico? No ma viaggio all'interno del se profondo con strumenti innovativi.
Joaquin Phenix perfetto protagonista e la voce di OS di una ispirata Scarlett Johansson sono gli ottimi esecutori di questo progetto cinematografico di nicchia, interessante , assolutamente da vedere.
Ci parla di quello che saremo fra dieci /venti anni e delle nuove problematiche connesse.
Vale quattro stelle d'oro su cinque.
Se non sarete soddisfatti nel vedere Her mi dispiace , penso che sia opportunità di arricchimento.
25 gennaio 2015
weachilluminati
Her (her) Spike Jonze with Joaquin Phenix and the voice in the English version of Scarlett Johansson in my view is not a failure analysis of a relationship; rather deals with an issue purely existential: it's true a real relationship or a virtual relationship with an advanced artificial intelligence? In fact the director proposes response possibilist on importance that can have a virtual relationship; if it is true that we are the energy world we call real is in truth is only appearance ................. we are still only energy and communication takes place via a vibration compatible. So even a vibration caused by an 'artificial intelligence produces relevant events, deep, sometimes higher, compared to what we define a material reality.
Technology becomes an additional tool in our film different communication, which does not generate significant powerful solitude but invites the human to interact with if deep in a new and intensely relevant.
The technology does not destroy man but will make him partaker of new life experiences; not cause loneliness but determines a new and unexplored mental process.
Sci-fi melodrama? No, but if you travel into the deep with innovative tools.
Joaquin Phenixperfect protagonist and the voice of an OS inspired by Scarlett Johansson are excellent performers in this film project niche, interesting, must see.
We talk about what we will be in ten / twenty and new problems connected.
Worth four gold stars out of five.
If you are not satisfied in seeing Her I'm sorry, I think it's an opportunity for enrichment.
January 25, 2015
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a weach »
[ - ] lascia un commento a weach »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fabiodalf
|
sabato 24 gennaio 2015
|
lei, io e noi
|
|
|
|
Le parole sono importanti. Quando scegliamo di utilizzare una determinata parola e riteniamo che sia la più consona e la più appropriata compiamo una scelta, e automaticamente ne escludiamo altre. Siamo noi a decidere se i nostri interlocutori possano o meno avere la possibilità di comprenderci. Ma cosa accade quando la smisurata quantità di mezzi di comunicazione fa perdere alla Parola il suo valore derivato da una scelta razionale? E se a prendere il sopravvento fosse l'incomunicabilità? Con sapiente maestria e avvalendosi di talentuosi attori, quali Joaquin Phoenix, Amy Adams e Rooney Mara, Spike Jonze ha provato a rispondere a queste domande raccontando le vicissitudini di un uomo, tale Theodore Twombly, che dopo una lunga relazione conclusasi anche a causa della sua incapacità d'esternazione, trova in un Sistema Operativo (ottima prova vocale di Scarlett Johansson), capace di apprendere dalle esperienze, la possibilità di vivere un rapporto di "reale" condivisione.
[+]
Le parole sono importanti. Quando scegliamo di utilizzare una determinata parola e riteniamo che sia la più consona e la più appropriata compiamo una scelta, e automaticamente ne escludiamo altre. Siamo noi a decidere se i nostri interlocutori possano o meno avere la possibilità di comprenderci. Ma cosa accade quando la smisurata quantità di mezzi di comunicazione fa perdere alla Parola il suo valore derivato da una scelta razionale? E se a prendere il sopravvento fosse l'incomunicabilità? Con sapiente maestria e avvalendosi di talentuosi attori, quali Joaquin Phoenix, Amy Adams e Rooney Mara, Spike Jonze ha provato a rispondere a queste domande raccontando le vicissitudini di un uomo, tale Theodore Twombly, che dopo una lunga relazione conclusasi anche a causa della sua incapacità d'esternazione, trova in un Sistema Operativo (ottima prova vocale di Scarlett Johansson), capace di apprendere dalle esperienze, la possibilità di vivere un rapporto di "reale" condivisione. Le informazioni del mondo in cui Theodore vive ci sono fornite unicamente da Theodore stesso. Una Los Angeles in un possibile futuro con strade pulite e semi-vuote, dominata dalla serenità e dall'ordine, rare le automobili. Le persone non parlano tra di loro, camminano solitarie, impartendo comandi vocali a gadget che ricordano vagamente i nostri smartphone. Solitarie. Ecco, il punto è questo: una società in overdose di comunicazione si è paradossalmente trasformata in un agglomerato di singoli individui che riescono difficilmente ad avere rapporti interpersonali. Significativo il fatto che Theodore scriva lettere a persone da parte di altre persone. È il suo lavoro, e sa anche svolgerlo particolarmente bene. Altro paradosso: saper comunicare sentimenti solo quando appartengono a degli estranei. Rifugiarsi in una storia con il proprio computer è la soluzione? Sicuramente no, ma per quanto illusoria possa essere questa via, rimane pur sempre vero che in una tale struttura sociale un computer risulti spesso più sincero/a e autentico/a rispetto ad un essere umano in carne ed ossa. Theodore per questo è un codardo? Non credo: è semplicemnte un uomo con una forte voglia di capire le persone, di amarle intensamente, ma spesso è vittima di sè stesso e del contesto in cui è relegato. Ed è proprio grazie alla relazione con il Sistema Operativo riesce a riscoprire la felicità che si nasconde nella sincerità e nella condivisione. Il regista dimostra una padronanza stilistica e narrativa davvero sorprendente (da applausi la fotografia di Van Hoytema), riuscendo a mantenere sempre alta l'attenzione grazie alla profonda complessità umana di cui ha dotato il personaggio di Theodore, ma soprattutto grazie ad una rappresentazione non banale dell'Amore: Amore come condivisione, come comunicazione.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a fabiodalf »
[ - ] lascia un commento a fabiodalf »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gambardella
|
giovedì 22 gennaio 2015
|
pura alienazione
|
|
|
|
non si capisce bene cosa possa aver visto la critica e il pubblico in un filmetto come questo ,che tratta in maniera scarsa e noiosa di una aberrazione sessuale futuristica! è difficile capire cosa possa passare per il cranio a chi affibbia un voto di 4,10 a una ciofeca come questa, quando un vero capolavoro come la grande bellezza arriva a malapena a 3,5. personalmente ritengo che sia colpa della moda del momento gridare al capolavoro quando si è solamente in presenza di pseudointellettualismo e scarsa capacità tecnica. chi sa fare film tiene vivo l'interesse dello spettatore con la tecnica lo turba o lo colpisce nel profondo con la maestria e l'estro .
[+]
non si capisce bene cosa possa aver visto la critica e il pubblico in un filmetto come questo ,che tratta in maniera scarsa e noiosa di una aberrazione sessuale futuristica! è difficile capire cosa possa passare per il cranio a chi affibbia un voto di 4,10 a una ciofeca come questa, quando un vero capolavoro come la grande bellezza arriva a malapena a 3,5. personalmente ritengo che sia colpa della moda del momento gridare al capolavoro quando si è solamente in presenza di pseudointellettualismo e scarsa capacità tecnica. chi sa fare film tiene vivo l'interesse dello spettatore con la tecnica lo turba o lo colpisce nel profondo con la maestria e l'estro . phonix non è capace di questo, pare piuttosto un seguace di sokurof o di malick che strizza un occhio a nolan! ha ha ha
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gambardella »
[ - ] lascia un commento a gambardella »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cinecinella
|
martedì 6 gennaio 2015
|
la macchina e l'uomo
|
|
|
|
L'uomo che apprende i sentimenti dalla macchina.. Prospettiva interessante ma come sviluppata in questa pellicola direi veramente un po' troppo border line. È chiaro il finale in quanto i sentimenti stessi inesplicabili portano irrimediabilmente a un reset del sistema ma quello che non mi è andato giù del film è il richiamo melenso all'amore veramente troppo accentuato e distonico rispetto alla realtà palesata nel film dove la società è spersonalizzata e ridotta a pochi scambi sociali e tutto o quasi è affidato alle macchine. Inoltre nello scandagliare la psicologia del protagonista non emergono mai sentimenti violenti o di supremazia uomo-macchina che sono alla base del nostro essere in quanto artefici /creatori dei software stessi.
[+]
L'uomo che apprende i sentimenti dalla macchina.. Prospettiva interessante ma come sviluppata in questa pellicola direi veramente un po' troppo border line. È chiaro il finale in quanto i sentimenti stessi inesplicabili portano irrimediabilmente a un reset del sistema ma quello che non mi è andato giù del film è il richiamo melenso all'amore veramente troppo accentuato e distonico rispetto alla realtà palesata nel film dove la società è spersonalizzata e ridotta a pochi scambi sociali e tutto o quasi è affidato alle macchine. Inoltre nello scandagliare la psicologia del protagonista non emergono mai sentimenti violenti o di supremazia uomo-macchina che sono alla base del nostro essere in quanto artefici /creatori dei software stessi.. Lontano anni luce dal capolavoro AI di Spielberg che cercava di spiegare realmente la solitudine e l'egoismo umani, qui la consapevolezza nasce dall'esperienza ma un'esperienza a metà perchè l'essere umano è fatto di carne ed ossa, cerca il calore umano e non potrà mai veramente legarsi indissolubilmente ad una memoria virtuale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a cinecinella »
[ - ] lascia un commento a cinecinella »
|
|
d'accordo? |
|
|
|