|
|
great steven
|
venerdì 1 gennaio 2016
|
l'impossibilità di un amore unico nel suo genere.
|
|
|
|
LEI (USA, 2014) diretto da SPIKE JONZE. Interpretato da JOAQUIN PHOENIX, SCARLETT JOHANSSON (voce), AMY ADAMS, ROONEY MARA, OLIVIA WILDE, CHRIS PRATT, PORTIA DOUBLEDAY, LUKA JONES, MATT LETSCHER, BRIAN COX (voce), KRISTEN WIIG (voce), SPIKE JONSE (voce)
Theodore è un uomo solitario che vive in un futuro a noi non troppo lontano, in una società globalizzata dove la tecnologia domina ogni singolo ambito della vita umana. Di mestiere, egli scrive lettere per conto di altri soggetti, e il suo lavoro è molto apprezzato e riconosciuto presso tutto il suo staff di colleghi. Quando viene a scoprire che è stato messo in commercio un sistema operativo costituito da un computer intelligente e parlante, in grado addirittura di crescere attraverso l’esperienza e di provare emozioni, ne acquista un esemplare, e imposta il suo funzionamento su una voce femminile, corrispondente a Samantha.
[+]
LEI (USA, 2014) diretto da SPIKE JONZE. Interpretato da JOAQUIN PHOENIX, SCARLETT JOHANSSON (voce), AMY ADAMS, ROONEY MARA, OLIVIA WILDE, CHRIS PRATT, PORTIA DOUBLEDAY, LUKA JONES, MATT LETSCHER, BRIAN COX (voce), KRISTEN WIIG (voce), SPIKE JONSE (voce)
Theodore è un uomo solitario che vive in un futuro a noi non troppo lontano, in una società globalizzata dove la tecnologia domina ogni singolo ambito della vita umana. Di mestiere, egli scrive lettere per conto di altri soggetti, e il suo lavoro è molto apprezzato e riconosciuto presso tutto il suo staff di colleghi. Quando viene a scoprire che è stato messo in commercio un sistema operativo costituito da un computer intelligente e parlante, in grado addirittura di crescere attraverso l’esperienza e di provare emozioni, ne acquista un esemplare, e imposta il suo funzionamento su una voce femminile, corrispondente a Samantha. Il suo rapporto con l’OS (così viene denominato il sistema operativo con voce e intelligenza propria) va costantemente migliorando, e per Theodore, recentemente divorziato e a pezzi dal punto di vista sentimentale, la cosa è un autentico toccasana. Finché le cose non iniziano a prendere una piega decisamente più complicata quando l’uomo si innamora di Samantha, priva di un corpo in quanto la sua esistenza è del tutto reclusa all’interno di un hard disk. Desideroso di un contatto amoroso e soprattutto umano, Theodore si illude di poter risolvere il suo dramma interiore coltivando il suo rapporto con Samantha, ma scoprirà ben presto verità che lo destabilizzeranno, ad esempio il fatto che Samantha è deperibile come tutti gli OS e che, contemporaneamente alla loro, lei intesse anche altre relazioni sentimentali con altri utenti. Parallelamente alla storia d’amore di Theodore, il film analizza anche le difficoltà di coppia di Amy e Charles la delusione per principio di Catherine, l’ex moglie del protagonista, e la temporanea sbandata di quest’ultimo per Amelia, una donna affascinante conosciuta in un’uscita serale. Il merito principale di Her sta nell’aver disegnato, con un tratteggio molto fine, lucido e limpido, un futuro tutt’altro che distopico, dove gli esseri umani convivono con le loro creature elettroniche e tecnologiche senza che queste prendano il sopravvento e paralizzino la loro vita con un dominio incontrastabile che elimina alla radice la privacy e rende tutto visibile e fruibile agli occhi di un potere tirannico. Ma non solo: racconta anche una love story toccante che parte da un presupposto originale e lo sviluppa grazie alla raccolta di tutti quei dettagli e delle innumerevoli sottigliezze psicologiche che costruiscono qualunque rapporto amoroso umano, con la differenza sostanziale che l’uomo è in carne ed ossa e la donna esprime la sua essenza soltanto attraverso la sua componente fonetica, ovvero mediante tutto ciò a cui ci si può riferire parlando di lei. Jonze aveva fatto centro con le trame sofisticate e lievemente astruse con l’intelligente Essere John Malkovich, la cui complicatezza ragionata e formidabile gli impedì il successo al botteghino; con questa pellicola, aggiunge al suo abituale ingrediente, che comprende prima di tutto una bizzarra creatività e un genio demiurgico davvero strabiliante, il tocco di classe rappresentato dall’amore, il sentimento che, anche nella finzione cinematografica, dà forma alle circostanze su cui si articola e si muove il mondo. Uno splendido J. Phoenix rende il personaggio principale interessante e tormentato, un individuo che la solitudine sembra torturare e che proietta sulle donne, reali o immaginarie, che frequenta, il suo egoismo, la sua insicurezza, ma specialmente il suo disperato bisogno di affetto che, nonostante un milione di sforzi, non riesce a colmare decentemente. Nella versione originale, la voce di Samantha è affidata a S. Johansson, mentre da noi la doppia una straordinaria Micaela Ramazzotti, ancora più brava a partecipare solo vocalmente di quando invece recita anche col corpo. La pellicola costituisce pure un esempio di come si possono combinare efficacemente insieme due generi filmici così agli antipodi, la fantascienza e il cinema sentimentale: l’esperimento, per merito di una troupe tecnica coordinata alla grande e di un cast artistico molto fuori dall’ordinario (in senso naturalmente positivo), sortisce lo stesso identico connubio che fa il cacio sui maccheroni, ossia le due anime si incastrano perfettamente, vanno di pari passo e, in una maniera o nell’altra, risultano felicemente complementari. Vinse nel 2014 l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale, che sicuramente è il suo innegabile pezzo forte.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a great steven »
[ - ] lascia un commento a great steven »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eugenio98
|
venerdì 18 dicembre 2015
|
la ricerca di un disperato esistenzialismo
|
|
|
|
Theodore scrive lettere dedicate agli affetti personali della gente per conto di una compagnia da diverso tempo. Si è appena separato dalla moglie Catherine e attraversa un periodo di crisi interiore. Quando un nuovo sistema operativo, capace di pensare e parlare come un umano, entrerà in commercio, Theodore comincerà a stabilire con Lei una relazione sentimentale.
Film del 2014, diretto da Spike Jonze, Lei è il disperato tentativo, da parte dell’uomo, di trovare nel mondo un modello e compagno per condividere le emozioni della vita. Theodore cerca di trovare una sua dimensione ma è inizialmente incapace di aprirsi verso amici e ragazze a causa di un fardello che lo pressa giorno per giorno.
[+]
Theodore scrive lettere dedicate agli affetti personali della gente per conto di una compagnia da diverso tempo. Si è appena separato dalla moglie Catherine e attraversa un periodo di crisi interiore. Quando un nuovo sistema operativo, capace di pensare e parlare come un umano, entrerà in commercio, Theodore comincerà a stabilire con Lei una relazione sentimentale.
Film del 2014, diretto da Spike Jonze, Lei è il disperato tentativo, da parte dell’uomo, di trovare nel mondo un modello e compagno per condividere le emozioni della vita. Theodore cerca di trovare una sua dimensione ma è inizialmente incapace di aprirsi verso amici e ragazze a causa di un fardello che lo pressa giorno per giorno. Solo nei momenti di lavoro, quando scrive le lettere, sembra vedere le cose più belle degli altri, riuscendo a commuovere se stesso e coloro che lo circondano.
Una volta acquisito il nuovo sistema operativo d’intelligenza artificiale, per il quale Theodore sceglie voce e identità femminili, la sua vita cambierà completamente. Samantha, questo è il nome che il sistema si darà, andrà oltre il suo fine programmatico giungendo ad ammirare Theodore per la sua delicatezza nel fare le cose, di affrontare questioni ancora aperte; allo stesso modo Theodore si innamorerà di Lei per la sua appassionante complessità e capacità di evoluzione.
Emerge così il tragico affresco dell’esistenza umana, reso benissimo da Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson, che conferiscono ai loro personaggi uno spessore tale da far commuovere il pubblico e renderlo partecipe della grande ed immensa malinconia che affligge l’uomo solo. Theodore si domanda se le emozioni che egli prova sono reali o frutto di un quesito più grande. La risposta è data solamente alla fine; quando sembra che ogni cosa sia ormai perduta mentre invece è solo il frutto del rincontrarsi di due vecchi amici.
Lei è un film che vuole rappresentare la ricerca di un profondo e disperato esistenzialismo sull’eterno dramma dell’esser soli, un’opera che scruta nel profondo di ciascuno di noi facendo apparire ciò che facciamo un’intensa lotta con la solitudine ed elevandoci, così, verso i cieli notturni di una città luminosa.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eugenio98 »
[ - ] lascia un commento a eugenio98 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
erymuse
|
venerdì 2 ottobre 2015
|
cortana del 2030
|
|
|
|
L’uomo che diventa dipendente al 100 % dalla tecnologia, succube delle intelligenze artificiali.
Una vita del genere che manda a quel paese ogni cultura, letteratura o lingua, in quanto si parla e basta, non si scrive, non si legge, si ha tutto a portata di mano.
Non si hanno interazioni personali, non si sa stare con le persone, capirle, ogni persona si crea un mondo interiore e si estrae da quello reale.Non riuscendo più a creare un rapporto, né un’amicizia.
Nel film tutte le persone sono divenute macchine telecomandate, ognuno nel mondo di un Os, non curante del mondo.
Si evidenzia anche la dipendenza da internet, paragonata quasi ad una dipendenza seria, si vive in astinenza.Non si riesce a stare senza.
[+]
L’uomo che diventa dipendente al 100 % dalla tecnologia, succube delle intelligenze artificiali.
Una vita del genere che manda a quel paese ogni cultura, letteratura o lingua, in quanto si parla e basta, non si scrive, non si legge, si ha tutto a portata di mano.
Non si hanno interazioni personali, non si sa stare con le persone, capirle, ogni persona si crea un mondo interiore e si estrae da quello reale.Non riuscendo più a creare un rapporto, né un’amicizia.
Nel film tutte le persone sono divenute macchine telecomandate, ognuno nel mondo di un Os, non curante del mondo.
Si evidenzia anche la dipendenza da internet, paragonata quasi ad una dipendenza seria, si vive in astinenza.Non si riesce a stare senza.
Alla fine sembra che ormai questi os sono una comunità che vogliono impossessarsi della terra, paragonati agli alieni o altre creature extraterrestri.
Può essere visto anche come un film futuristico, perché ormai possiamo aspettarci anche un sviluppo reale di queste intelligenze.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a erymuse »
[ - ] lascia un commento a erymuse »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cicci8
|
venerdì 25 settembre 2015
|
mi ha indotto emozioni a un ritmo frastornante! ho
|
|
|
|
Ambizioso, dolce, assurdo, pericoloso... molto pericoloso!
Non ha molto di umano, e ha ancora meno del mondo dei computer.
Per almeno venti volte ho pensato che fosse ridicolo, e ho smesso di pensarlo ogni volta nel giro di pochi minuti; ho avuto varie volte i brividi, e lacrime che uscivano e tornavano dentro.
Vari momenti di sbigottimento, uniti ad emozioni in subbuglio continuo non fanno altro che fortificare il dubbio su se sia il caso di consigliarne la visione.
Non so se l'amore, con questo film, c'entra qualcosa. Sinceramente, ora che l'ho visto, sento che so sicuramente meno di prima cos'è l'amore!
|
|
|
[+] lascia un commento a cicci8 »
[ - ] lascia un commento a cicci8 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
dodo780
|
lunedì 14 settembre 2015
|
emozioni che trascendono la materia
|
|
|
|
In un mondo dove la capacità di esprimere i propri sentimenti si riduce sempre di più, Theodore scrive lettere “personali” nell’ufficio in cui lavora. Rimasto solo dopo la separazione con la moglie, trascorre le sue serate tra videogame e chat a luci rosse finché non acquista un innovativo sistema operativo che si rivelerà molto più di un semplice computer. Tra lui e Sam (questo il nome del OS) si crea istantaneamente un rapporto di complicità, portandoli a diventare amici, confidenti, amanti…
Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) si dimostra da subito dotato di una sensibilità non comune alle persone del suo tempo.
[+]
In un mondo dove la capacità di esprimere i propri sentimenti si riduce sempre di più, Theodore scrive lettere “personali” nell’ufficio in cui lavora. Rimasto solo dopo la separazione con la moglie, trascorre le sue serate tra videogame e chat a luci rosse finché non acquista un innovativo sistema operativo che si rivelerà molto più di un semplice computer. Tra lui e Sam (questo il nome del OS) si crea istantaneamente un rapporto di complicità, portandoli a diventare amici, confidenti, amanti…
Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) si dimostra da subito dotato di una sensibilità non comune alle persone del suo tempo. È questa sua capacità che gli permette di scrivere appassionanti e appassionate lettere per chi ormai non è più capace di esprimere emozioni. La stessa eccesiva sensibilità che però lo porta, dopo la fine del rapporto con la moglie, a chiudersi in se stesso e a mostrare il suo lato monotono, brontolonee noioso. Ma Theodore non è solo questo, il fuoco della speranza non si spegne mai in lui, come dimostrano i costumi e la scenografia che per tutta la durata del film sono in perfetta sintonia con lo stato d’animo del protagonista, rendendolo l’unica pennellata di colore sulla tela grigia etrasandata della sua vita.
Il punto di svolta arriva con l’acquisto di OS1, un nuovissimo sistema operativo che secondo la pubblicità “è una coscienza” vera e propria. Infatti Sam (Scarlett Johansson che , purtroppo, non appare nemmeno in un fotogramma) dopo il breve scetticismo iniziale da parte di Theo ( che si ritrova a “ parlare con il mio computer”) riesce con parole semplici ma efficaci (“ non stai parlando al tuo computer, stai parlando con me”) a portare nella vita di Theo allegria e positività. Dall’allegria alla premura, passando per la gelosia e la sensualità, è incredibile come venga resa umana un’intelligenza artificiale grazie, oltre che ai dialoghi, alla sensazionale interpretazione della Johansson.
Insieme Theo e Sam intraprendono un viaggio di crescita e consapevolezza di sé che porterà l’OS ad essere il punto di riferimento e presenza costante nella vita dell’uomo, dimostrandosi necessario e moderno grillo parlante. Infatti nonostante l’unica presenza “fisica” siaquella di Theo , Sam osserva il mondo dalla finestra aperta sul cuore dello scrittore, rievocando l’ HAL dell’odissea spaziale kubrickiana. Proprio come HAL , Sam osserva le persone e il mondo che la circondano, dimostrandosi capace di provare emozioni e prendere decisioni a seconda delle circostanze. Il rapporto uomo-macchinaperò qui non è conflittuale e (per certi aspetti) demonizzato ma anzi è usato come pretesto per poter raccontare la più classica delle storie d’amore in un modo atipico e originale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a dodo780 »
[ - ] lascia un commento a dodo780 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
no_data
|
lunedì 14 settembre 2015
|
emozioni che trascendono la materia
|
|
|
|
In un mondo dove la capacità di esprimere i propri sentimenti si riduce sempre di più, Theodore scrive lettere “personali” nell’ufficio in cui lavora. Rimasto solo dopo la separazione con la moglie, trascorre le sue serate tra videogame e chat a luci rosse finché non acquista un innovativo sistema operativo che si rivelerà molto più di un semplice computer. Tra lui e Sam (questo il nome del OS) si crea istantaneamente un rapporto di complicità, portandoli a diventare amici, confidenti, amanti…
Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) si dimostra da subito dotato di una sensibilità non comune alle persone del suo tempo.
[+]
In un mondo dove la capacità di esprimere i propri sentimenti si riduce sempre di più, Theodore scrive lettere “personali” nell’ufficio in cui lavora. Rimasto solo dopo la separazione con la moglie, trascorre le sue serate tra videogame e chat a luci rosse finché non acquista un innovativo sistema operativo che si rivelerà molto più di un semplice computer. Tra lui e Sam (questo il nome del OS) si crea istantaneamente un rapporto di complicità, portandoli a diventare amici, confidenti, amanti…
Theodore Twombly (Joaquin Phoenix) si dimostra da subito dotato di una sensibilità non comune alle persone del suo tempo. È questa sua capacità che gli permette di scrivere appassionanti e appassionate lettere per chi ormai non è più capace di esprimere emozioni. La stessa eccesiva sensibilità che però lo porta, dopo la fine del rapporto con la moglie, a chiudersi in se stesso e a mostrare il suo lato monotono, brontolone e noioso. Ma Theodore non è solo questo, il fuoco della speranza non si spegne mai in lui, come dimostrano i costumi e la scenografia che per tutta la durata del film sono in perfetta sintonia con lo stato d’animo del protagonista, rendendolo l’unica pennellata di colore sulla tela grigia etrasandata della sua vita.
Il punto di svolta arriva con l’acquisto di OS1, un nuovissimo sistema operativo che secondo la pubblicità “è una coscienza” vera e propria. Infatti Sam (Scarlett Johansson che , purtroppo, non appare nemmeno in un fotogramma) dopo il breve scetticismo iniziale da parte di Theo ( che si ritrova a “ parlare con il mio computer”) riesce con parole semplici ma efficaci (“ non stai parlando al tuo computer, stai parlando con me”) a portare nella vita di Theo allegria e positività. Dall’allegria alla premura, passando per la gelosia e la sensualità, è incredibile come venga resa umana un’intelligenza artificiale grazie, oltre che ai dialoghi, alla sensazionale interpretazione della Johansson.
Insieme Theo e Sam intraprendono un viaggio di crescita e consapevolezza di sé che porterà l’OS ad essere il punto di riferimento e presenza costante nella vita dell’uomo, dimostrandosi necessario e moderno grillo parlante. Infatti nonostante l’unica presenza “fisica” siaquella di Theo , Sam osserva il mondo dalla finestra aperta sul cuore dello scrittore, rievocando l’ HAL dell’odissea spaziale kubrickiana. Proprio come HAL , Sam osserva le persone e il mondo che la circondano, dimostrandosi capace di provare emozioni e prendere decisioni a seconda delle circostanze. Il rapporto uomo-macchina però qui non è conflittuale e (per certi aspetti) demonizzato ma anzi è usato come pretesto per poter raccontare la più classica delle storie d’amore in un modo atipico e originale.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a no_data »
[ - ] lascia un commento a no_data »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
andrea alesci
|
martedì 28 luglio 2015
|
l'eterea consistenza degli amori interrotti
|
|
|
|
Ha la morbida densità di un abbraccio il film scritto e diretto da Spike Jonze, che ci parla della sostanza degli esseri umani: amore e solitudini. Ed è il corpo di Joaquin Phoenix a riempire con grazia l’inquadratura, amabilmente calato nei panni di Theodore, per mestiere scrittore di lettere.
Lo troviamo in un ufficio dai colori pastello (perfetta la tenue atmosfera della fotografia di Hoyte Von Hoytema), mentre detta al suo computer un messaggio di Loretta all’amato Chris. Un’appassionata anima da scrittore al servizio delle vite degli altri eppure pervaso da una malinconia che la flessuosa colonna sonora degli Arcade Fire fa subito trasparire.
[+]
Ha la morbida densità di un abbraccio il film scritto e diretto da Spike Jonze, che ci parla della sostanza degli esseri umani: amore e solitudini. Ed è il corpo di Joaquin Phoenix a riempire con grazia l’inquadratura, amabilmente calato nei panni di Theodore, per mestiere scrittore di lettere.
Lo troviamo in un ufficio dai colori pastello (perfetta la tenue atmosfera della fotografia di Hoyte Von Hoytema), mentre detta al suo computer un messaggio di Loretta all’amato Chris. Un’appassionata anima da scrittore al servizio delle vite degli altri eppure pervaso da una malinconia che la flessuosa colonna sonora degli Arcade Fire fa subito trasparire.
Nel suo solitario ritorno verso casa capiamo che l’imprinting romantico si mescola ad atmosfere sci-fi, palpabili in una tecnologia che di auricolare e fotocamera ha fatto la piacevole integrazione fra uomo e macchina; e capiamo dallo skyline su cui si staglia la sua figura che siamo in una futura Los Angeles dai cinerini toni calmanti di una città asiatica.
La storia di Theo procede fra il suo plumbeo presente e il ricordo di un passato felice con la (quasi ex) moglie Catherine (Mara Rooney), finché un nuovo impulso riattiva la sua vita: l’approccio, la conoscenza e l’innamoramento per un Sistema Operativo con un DNA basato sui milioni di personalità dei programmatori che l’hanno scritto e la capacità (tutta umana) di evolversi in relazione alle esperienze che gli accadono.
Caldo e rassicurante come una coperta in pieno inverno è l’abbraccio dell’OS Samantha (con l’ammaliante voce di Scarlett Johansson) all’esistenza frantumata di Theodore, che dopo aver rotto con Catherine non riesce più a sentire nulla, anestetizzato ai sentimenti reali (vedi il naufragio di un appuntamento al buio). In una notte insonne ritroverà l’appiglio emotivo in Samantha, privata di un corpo ma così terribilmente vera, capace di ‘sentirlo’ come non accadeva da tempo a Theo: lui e lei uniti in un sussulto che li fa perdere, in un amplesso che fa scomparire i confini di ogni cosa.
Comincia così la delicata intensa storia d’amore tra Theodore e Samantha, che riscoprono le cose più semplici, le risate che innescano ogni storia d’innamorati: una corsa in metropolitana, una giornata in spiaggia fra lievi stupidaggini, uno sguardo che si posa dolcemente sulle onde del mare fino al tramonto. E mentre lui ritrova l’equilibrio, la vita dell’amica Amy (Amy Adams) va in frantumi dopo la rottura con Charles (Matt Letscher) e la porterà ad attivare anch’ella un OS.
L’inchiostro sulla carta certifica la fine del matrimonio con Catherine. La leggerezza delle voci è la materia della relazione con Samantha: e siamo affascinati dallo scorrere cremoso delle immagini che riprendono la vita ritrovata di Theodore. Ma in un rapporto che sembra perfetto l’incrinatura ha il suono di una tazza di thè caldo che fischia sul fornello e rimane nelle nostre orecchie fino a che Samantha non confessa a Theodore di parlare con altri 8.316 e di essersi innamorata di altre 641 persone. Un’altra rottura. L’ennesima.
Samantha e Theodore si lasciano dolcemente, mentre alcune lacrime lo riportano dentro la sua solitudine. Ma è un posto meno amaro di prima, un posto che condivide con Amy (anche lei lasciata dal suo OS) in un abbraccio finale con vista su L.A.: nel crepuscolo si stemperano i dolori del passato, si compongono le piccole felicità trascorse e dissolve in un sospiro la fragilità di noi esseri umani, come tutti in traiettoria di breve transito.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a andrea alesci »
[ - ] lascia un commento a andrea alesci »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mirko bradley
|
mercoledì 15 aprile 2015
|
le relazioni virtuali non sono un gioco
|
|
|
|
In una Los Angeles asettica e dalle linee essenziali, sia negli interni sia negli esterni, Theodore (Joaquin Phoenix), appena reduce da un matrimonio, si guadagna da vivere scrivendo lettere su commissione e combatte la solitudine trascorrendo il tempo libero tra videogiochi e siti pornografici. La sua vita procede in maniera alquanto monotona, fin quando non accede, attraverso il proprio computer, a un programma personalizzato di compagnia (OS, che sta per Sistema Operativo, e che, tuttavia, è «non un semplice software, ma una coscienza») di nome Samantha (la voce in inglese è di Scarlett Johansson, il cui doppiaggio in italiano non è pienamente all’altezza degli standard nostrani).
[+]
In una Los Angeles asettica e dalle linee essenziali, sia negli interni sia negli esterni, Theodore (Joaquin Phoenix), appena reduce da un matrimonio, si guadagna da vivere scrivendo lettere su commissione e combatte la solitudine trascorrendo il tempo libero tra videogiochi e siti pornografici. La sua vita procede in maniera alquanto monotona, fin quando non accede, attraverso il proprio computer, a un programma personalizzato di compagnia (OS, che sta per Sistema Operativo, e che, tuttavia, è «non un semplice software, ma una coscienza») di nome Samantha (la voce in inglese è di Scarlett Johansson, il cui doppiaggio in italiano non è pienamente all’altezza degli standard nostrani).
Se è semplice individuare nel rapporto che Theodor intrattiene con Samantha la metafora delle relazioni virtuali – che imperversano in rete, sul social network e non solo – e del cyber sex, nient’affatto scontata è la domanda sottostante: che cos’è reale? Il quesito muove dalla consapevolezza di quanto la realtà virtuale faccia breccia nei meandri più nascosti della mente umana, per cui non esiste un limite preciso che separi il virtuale dal reale. Jonze (regista e sceneggiatore) induce lo spettatore a riflettere su un reale già da sempre impregnato di virtuale – e viceversa. Eppure, il disallineamento tra i due livelli si propone sempre quando si passa dal puro desiderio all’incontro con una persona in carne e ossa. Theodor ne diventa pian piano conscio, ripensando al rapporto con la sua ex moglie, e in seguito allo scacco che subisce ogni volta che tenta di stabilire una relazione con una nuova donna. Il riferimento ad Alan Watts, filosofo inglese noto per i suoi studi sul buddhismo zen, rende Lei un film esplicitamente filosofico, seppure incorniciato negli schemi della commedia americana. Ed è probabilmente mediante tale riferimento che Jonze fornisce un tentativo di soluzione all’enigma.
L’aspetto meno convincente della pellicola è l’enfatizzazione della sfera emozionale che, fra l’altro, comprende un vago appello all’amore universale. Per quanto nell’epoca del disincanto sia importante riappropriarsi delle emozioni, e sia essenziale comprenderle ed esprimerle in modo corretto, l’esasperato incedere sul concetto ne fa perdere il senso, tanto che l’entusiasmo di Samantha appare, a tratti, decisamente naïf.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a mirko bradley »
[ - ] lascia un commento a mirko bradley »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
jules_winnfield
|
mercoledì 1 aprile 2015
|
her: verificare aggiornamenti per amare
|
|
|
|
Ambientata in un futuro non lontano dal nostro, in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante, Spike Jonze ci propone una pellicola che mette in luce la fragilità umana nel creare e nel tentare di mantenere rapporti sociali ed emozioni reali, in cui l’uomo, più che della felicità, è ormai votato alla ricerca della “facilità”. Tutto ruota attorno alla figura del protagonista Theodor Twonbly (Joacquin Phoenix), snodandosi nella quotidiana drammaticità del suo matrimonio ormai sull’orlo del divorzio, cha causa in lui di un senso di noia e solitudine. L’acquisto di un Os (un sistema operativo cosciente) di nome Samantha ,darà drasticamente una svolta alla sua vita.
[+]
Ambientata in un futuro non lontano dal nostro, in cui la tecnologia ha fatto passi da gigante, Spike Jonze ci propone una pellicola che mette in luce la fragilità umana nel creare e nel tentare di mantenere rapporti sociali ed emozioni reali, in cui l’uomo, più che della felicità, è ormai votato alla ricerca della “facilità”. Tutto ruota attorno alla figura del protagonista Theodor Twonbly (Joacquin Phoenix), snodandosi nella quotidiana drammaticità del suo matrimonio ormai sull’orlo del divorzio, cha causa in lui di un senso di noia e solitudine. L’acquisto di un Os (un sistema operativo cosciente) di nome Samantha ,darà drasticamente una svolta alla sua vita. Sperimenterà così, una insperata possibilità di vivere un rapporto del tutto nuovo col suo mondo relazionale, riscoprendo le esperienze, le bellezze e l’amore che non provava da un tempo. Allo spettatore viene proposta una fattispecie di relazione sperimentale alquanto insolita. Da un primo giudizio quasi scontato, appare quasi impossibile accettare un azzardato amore fra un uomo e il suo computer; eppure, via via che la storia si snoda, anche a cagione di un’ottima e indovinata sceneggiatura, l’improponibile diventa accettabile se non addirittura possibile, rendendo la storia straordinariamente verosimile. L’incredibile sinergia tra i colori caldi e le musiche romantiche, sembra entrare in contrasto con la solitudine del protagonista che fa da primo piano ad uno sfondo caratterizzato da una fotografia accesa e vivace. Jonze in definitiva, offre al pubblico un mera e debole visione dell’umanità, in cui oramai siamo stanchi delle persone. Della irrinunciabile e affannosa ricerca dell’apparire belli ed eleganti ad ogni costo. Ma tutto ciò, in termini di risultati, ci relega e ci confina negli angoli bui delle relazioni sociali di ogni giorno : non sopportiamo più la complessità del rapporto di coppia reale, siamo alla ricerca della “semplicità”, siamo alla ricerca di surrogati che ascoltino e soddisfino le nostre richieste, e che ci accettino. Davanti a quest’ottica malinconica, Samantha e Theodor vogliono disperatamente superare l’amore platonico, ma l’idea di “amore che non conosce limiti” si dissolve gradualmente nel film ,fino a spirare in un cielo, che Theodor può solo ammirare,chiudendo cosi il film.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a jules_winnfield »
[ - ] lascia un commento a jules_winnfield »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
maria antonietta tomassetti
|
mercoledì 18 marzo 2015
|
sulla difficoltà di "andare oltre"
|
|
|
|
Bellissimo film sia per l'interpretazione di J.P.sia per la capacità del regista di dar voce alle sensazioni ed emozioni che si agitano nell'animo umano sia infine per la scenografia e la fotografia.Originale l'evidenziare come l'esperienza dell'uomo non gli consenta di andare oltre ed evolvere a livello personale se non accompagnata dalla capacità di superare il passato e le paure ad esso connesse capacità posseduta dal sistema operativo (le informazioni processate sono un bagaglio esperenziale non condizionato dall'incapacità di gestire l'emotività). I peggiori nemici di noi stessi siamo dunque sempre e soltanto noi.
|
|
|
[+] lascia un commento a maria antonietta tomassetti »
[ - ] lascia un commento a maria antonietta tomassetti »
|
|
d'accordo? |
|
|
|