| Anno | 2026 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | USA, Australia |
| Regia di | Christian Schwochow |
| Attori | Patrick Brammall, Maxine Peake, Carolyn Bock, Brendan Cowell, Daniel Henshall Chloe Jean Lourdes, Zahra Newman, Bert Labonte, Taylor Ferguson, Paul James Saunders. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 10 settembre 2026
Un padre e detective che non ha perso la speranza di ritrovare la figlia scomparsa undici anni prima.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Un operatore della stazione di polizia di Port Mckenna per le "emergency calls", ex poliziotto sul campo e ancora non rassegnato alla scomparsa della sua piccola Maggie a soli tre anni, con conseguente divorzio, viene messo al corrente di una chiamata che riferisce di aver trovato le ossa di una bambina di dieci anni prima. La possibilità che sia sua figlia è molto alta, ma si scopre che la ragazza è altrove.
Questo thriller di tensione e mistero australiano, prodotto e distribuito da Apple Tv, è prima di tutto un dramma familiare e personale che coinvolge delle persone distrutte da un possibile lutto e delle altre che potrebbero viverlo una volta che si scoprirà la verità.
Il protagonista è un ex alcolista, con una frequentazione temporanea che non accetta la fine del suo matrimonio e la scomparsa di sua figlia. La sua ragionevolezza e sicurezza si spegne in un attimo, quando sembra concretizzarsi la certezza della morte della bambina e la mini serie da sei episodi apparentemente segue le orme della classica indagine da giallo noir a ritroso, in cui tra vendetta e sete di giustizia, un poliziotto ripercorre il suo passato attraverso una nuova indagine in cui è coinvolto. Invece, quasi subito la storia prende una piega molto più intimistica e forse profonda, entrando nel thriller (in cui sappiamo come sono andate le cose) e nel dramma personale e interpersonale.
La costruzione di tutto si basa su pochi personaggi, quelli coinvolti dalla sparizione o dall'affetto nei confronti di questa ragazza, che avrebbe potuto avere una vita e invece si ritrova spaesata. Perché anche il suo punto di vista, la scoperta di un mondo che non credeva esistesse, la scoperta di una identità, di una famiglia e la conseguente perdita di certezze è un punto di vista fondamentale, che si pone esattamente in mezzo tra due lutti: quello della famiglia che ha lasciato, che cerca ancora con speranza, e quello della famiglia in cui è che potrebbe lasciare.
È chiaro quindi quasi da subito qual è la posta in gioco in questi tre filoni di valori e di narrazione e il bello è proprio questo. La storia non perde di spessore o presa sullo spettatore, ma acquisisce una dimensione emotiva molto forte, grazie all'ottima caratterizzazione dei personaggi, alle loro lecite motivazioni nel fare ciò che hanno fatto, seppur in ogni momento discutibili. Si ha la sensazione di guardare una storia che sa di verità.
Per questo, nonostante i paesaggi molto belli e la possibilità di sfruttare un contesto sempre affascinante, sin dai tempi di Twin Peaks (ovvero mistero e comunità ristretta unica), la regia e la fotografia, come la sceneggiatura, tendono a privilegiare esclusivamente i personaggi importanti, i loro volti e il loro stile di vita soprattutto in un contesto familiare e di rapporti di vita all'interno delle loro case e delle loro personali vicende. La mini serie non si apre troppo al mondo ma tende a guardare più con la lente di ingrandimento, visiva ed emotiva, con ottimi risultati.
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