L'illusionista

Film 2010 | Animazione Film per tutti 80 min.

Titolo originaleThe Illusionist
Anno2010
GenereAnimazione
ProduzioneGran Bretagna, Francia
Durata80 minuti
Regia diSylvain Chomet
AttoriJean-Claude Donda, Edith Rankin, Jil Aigrot, Didier Gustin, Frédéric Lebon Tom Urie.
Uscitavenerdì 29 ottobre 2010
TagDa vedere 2010
DistribuzioneSacher
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 3,77 su 33 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Sylvain Chomet. Un film Da vedere 2010 con Jean-Claude Donda, Edith Rankin, Jil Aigrot, Didier Gustin, Frédéric Lebon. Cast completo Titolo originale: The Illusionist. Genere Animazione - Gran Bretagna, Francia, 2010, durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 29 ottobre 2010 distribuito da Sacher. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 3,77 su 33 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un illusionista in crisi che, con l'emergere delle rock-star, si vede costretto ad accettare incarichi sempre più tristi e indegni di lui. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, ha vinto un premio ai European Film Awards, ha vinto un premio ai Cesar. In Italia al Box Office L'illusionista ha incassato 234 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,77/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,29
PUBBLICO 3,14
CONSIGLIATO SÌ
Chomet fa rivivere Tati con grande rispetto e con il piacere della rivisitazione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 19 febbraio 2010
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 19 febbraio 2010

Un illusionista nella seconda metà degli Anni Cinquanta vede progressivamente sfuggire il proprio pubblico. Il palco spetta ora alle star del rock'n'roll e non più a lui che è costretto ad esibirsi a feste, in teatri di terz'ordine o, peggio, in bar e caffè. Un giorno, però, costretto a esibirsi in un pub sulla costa occidentale della Scozia, incontra Alice, una ragazzina innocente che gli cambia la vita. Alice è un'entusiasta che crede che i suoi trucchi siano realtà e che decide di seguirlo ad Edimburgo. L'illusionista non ha il coraggio di toglierle le illusioni. Ma un giorno Alice crescerà.
Al Centre National de la Cinématographie di Parigi giaceva da mezzo secolo una sceneggiatura - mai divenuta film - classificata come "Film Tati n° 4". La figlia di Jacques Tati, Sophie Tatischeff, ha preso a considerarla come una lettera d'amore inviatale da suo padre. Non voleva che restasse in un archivio ma non desiderava neppure (ovviamente) che finisse nella mani sbagliate. Ha ora trovato a chi affidarla con un esito soddisfacente.
Solo Sylvain Chomet, regista di Appuntamento a Belleville, poteva pensare di affrontare l'impresa di far rivivere Tati senza Tati. Lo fa con grande rispetto e, al contempo, con il piacere della rivisitazione. Perchè in un'epoca in cui solo il 3D sembra poter avere un pubblico, proporre un'animazione in 2D senza essere la Disney de La Principessa e il Ranocchio può costituire un rischio. Che però vale la pena di affrontare se si vuole andare a ricreare il cuore di una poesia che seppe (e sa ancora) farsi cinema.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Poesia, niente dialoghi e 2D: così nasce un capolavoro dell'animazione da far vedere a tutti.
Recensione di Valentina Neri

Se invece fate parte dell’audience che guarda solo i cartoni Made in Hollywood tutti citazioni, battute e gag, storcerete il naso. Quanto agli scettici dei cartoon, di cui abbiamo già detto sopra, andate a vederlo: se dopo la proiezione non cambierete idea sull’animazione stabilendo che si tratta dell’ultimo cartone visto in vita vostra, almeno si tratterebbe di un capolavoro. Al centro della vicenda diretta da Chomet, già acclamato animatore per Appuntamento a Bellville, un anziano prestigiatore costretto a cambiare spesso città e palcoscenici: l’intrattenimento infatti sta cambiando e il pubblico scarseggia. In un momento in cui solo il rock sembra riempire i teatri nessuno, o quasi, vuole più vedere i conigli uscire dai cilindri. Nel suo vagabondare l’illusionista incontra Alice, una ragazzina sola al mondo che vedrà in lui il padre che non ha. I due si metteranno a viaggiare insieme sconfiggendo le proprie solitudini.

I percorsi didattici
» Che cosa sono gli illusionisti e i prestigiatori? Qual è esattamente il mestiere che fanno? Ne hai mai visto uno dal vivo, dove?
» Sai fare qualche gioco di prestigio? Se sì, descrivilo.
» Ricordi quali sono le città dove si è esibito l’illusionista?
» Quando incontra Alice, l’illusionista le compra un paio di scarpe nuove anche se non la conosce e se per farlo utilizza una parte dei soldi che ha guadagnato faticosamente. Perché lo fa? Che motivo ha il vecchio signore di aiutare la ragazza? Prova a spiegare le sue ragioni e se non ci riesci cerca di metterti nei suoi panni. Tu l’avresti fatto al posto suo?
» Come mai i teatri dove va l’Illusionista sono sempre pieni di ragazzi che vengono a sentire i concerti di rock e non pieni di pubblico che vede gli spettacoli di magia? A te cosa piacerebbe vedere e perché?
» Quando Alice e l’illusionista vanno a vivere insieme in quel piccolo hotel incontrano una serie di artisti: ricordi quali siano i loro mestieri?
» In che modo cambia Alice quando arrivano in città? Ti sembra che sia la stessa ragazza partita di nascosto dalla montagna?
» Come descriveresti il rapporto tra lei e l’illusionista: sono amici, amanti o altro?
Quando la ragazza conosce il giovane vicino di casa come cambia la sua vita e quella dell’illusionista e perché?

Sei d'accordo con Valentina Neri?
L'ILLUSIONISTA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 4 novembre 2010
Linus2k

Non è vero che le magie non esistono... Se si mettono insieme un mito del cinema come Jacques Tati e si mette una sua sceneggiatura inedita in mano a Sylvain Chomet ("Le triplettes de Belleville"), l'effetto è di pura magia. Ebbene sì... l'Illusionista compie la sua più grande magia in sala, davanti a quel pubblico che ha ancora voglia di songare davanti ad un bel film d'animazione fatto "come ai [...] Vai alla recensione »

domenica 26 dicembre 2010
il Brandani

È la triste storia di un prestigiatore che, nella seconda metà degli anni ’50, viene sempre più allontanato dai grandi e importanti teatri, vittima dell’avvento delle giovani rock star che, al contrario, fanno il tutto esaurito. Egli si ritrova quindi costretto a esibirsi in teatri di terz’ordine, locande e bar.

giovedì 11 novembre 2010
Nino Quincampoix

Sarò ripetitivo (l'hanno già scritto in molti e quindi ammetto umilmente di essere poco originale): questo film è poesia. Poesia à la Jacques Tati, che lo scrive e lo interpreta (è lì davanti allo spettatore, non si può negare). I disegni animano uno storia candidamente semplice e affascinante.

martedì 2 novembre 2010
aidanitterec

L'illusionista è un gran film, tanto che ci si dimentica di guardare un film di animazione. I personaggi sono così ben caratterizzati, anche quelli che appaiono per pochi minuti, che esprimono tutta la loro umanità nel bene e nel male. Forse sentimenti di altri tempi, ma che ti lasciano tutta la nostalgia di voler rivivere il passato e il rimpianto per la poesia, il sentimento [...] Vai alla recensione »

domenica 6 febbraio 2011
Reservoir Dogs

In una Parigi chiaroscurale di inizio '900 un piano sequenza iniziale ci introduce in un teatro, metafora della vita, dove un ombra longilinea ed un pò goffa si esibisce in giochi di prestigio. Il bianco e nero sfuma ben presto in colorazioni calde che ci mostrano di un mondo di artisti la cui vita sembra essere legata a doppio filo con l'arte che essi praticano tanto da renderli incapaci [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 ottobre 2011
tiamaster

La magia può essere fatta non solo dai maghi ma anche da un ottimo regista e un animazione impeccabile.Questo film forse non sarà il massimo della scorrevolezza ma è una perla d'animazione del 2010,magari ci fossero simili film ogni giorno...la storia e indiscutibilmente magica e,nella sua semplicità,perfetta.Un ottima colonna sonora e edimburgo ricostruita in maniera superlativa riescono a emozionare [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 marzo 2011
quieromirar

Lubitsch avrebbe amato l’ultimo lungometraggio di Sylvain Chomet per la gentilezza del tocco con cui non si limita a dare corpo a una sceneggiatura di Jacques Tati, ma regala al pubblico un autentico atto d’amore nei confronti del cineasta. La scelta dell’animazione non è dovuta semplicemente alla difficoltà di trovare un interprete che potesse incarnare il personaggio [...] Vai alla recensione »

domenica 23 gennaio 2011
Club dei Cuori Solitari

Jacques Tati è stato uno dei più importanti registi e attori francesi di tutti i tempi, autore di un cinema originale e immediatamente riconoscibile. Ha portato l'arte mimica nel mondo del sonoro, proponendo una commedia garbata e raffinata, dai toni solari e mai volgare. Come Chaplin si esprimeva nel personaggio di Charlot, lui indossava i panni di Monsieur Hulot, mani sui fianchi, [...] Vai alla recensione »

martedì 14 agosto 2012
andyflash77

In un’epoca tridimensionale come quella che cinematograficamente stiamo vivendo, dove la Pixar anno dopo anno macina vorticosamente innovazioni e l’industria di settore sforna pellicole 3D con sempre più frequenza, c’è qualcuno che va controcorrente: è il caso del francese Sylvain Chomet (nomination all’Oscar con "Appuntamento a Belleville") che [...] Vai alla recensione »

martedì 5 giugno 2012
Karmaqwerty

Una storia semplice. Silenziosa. Una piccola poesia sussurrata piano all'orecchio della nostra sensibilità più delicata. Ed è  proprio la delicatezza delle atmosfere, dei gesti, delle azioni che si svelano davanti al nostro continuo bisogno di risposte, a fare da padrona a tutta la storia. L'illusionista è un uomo d'altri tempi, tempi che sembrano lontanissimi [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 luglio 2015
Dandy

Una storia malinconica e simpatica,ma anche dura,sull'inesorabile fine di qualcosa e ciò che questo comporta per chi ne è parte integrante.Adattando l'inedita sceneggiatura di Jacques Tati(modellato sulla figura del protagonista,che porta anche il suo vero cognome)il regista sceglie di rinunciare praticamente del tutto ai dialoghi e di concentrarsi sulle immagini.

domenica 10 marzo 2013
ultimoboyscout

Il regista Sylvain Chomet ritrova una sceneggiatura di Jacques tati e ne fa un film toccante e poetico. E la filosofia di Tati, un poeta che non aveva bisogno di parole, era proprio quella di guardare oltre le apparenze e di stupire per le piccole cose, di accettare gli eventi con ironia. Queste sono, in generale, le lezioni che ci lasciano i più grandi artisti e che spesso noi non riusciamo [...] Vai alla recensione »

martedì 2 novembre 2010
aidanitterec

Credo che tutti dovrebbero vederlo ! un Bellissimo film tanto che si dimentica di essere davanti a una cartone. I personaggi sono così ben caratterizzati, anche quelli che appaiono per pochi minuti, e rendono i loro sentimenti così vividamente e con tale poesia e sentimento da essere veramente realistici. La gentilezza d'animo di Tatischeff (vero nome di Tati), la disarmante Alice [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 novembre 2010
marezia

Che tipo simpatico! L'IRONIA in persona.

domenica 27 novembre 2011
burton99

Un pò "Luci della città", un pò Tati, con chiara dichiarazione d'amore verso il cinema muto. L'illusione di un uomo qualunque come quella del cinema, e della vita.

venerdì 10 febbraio 2012
Nigel Mansell

Quando parlo con la gente della mia disapprovazione verso questi nuovi film della Disney & Company non mi capiscono. Io adoro invece questi film ancora tutti disegnati, con le figure tratteggiate che lasciano così tanto spazio alla fantasia del telespettatore... Ma ormai, in questo turbine vusiness/mediatico dove i film di animazione escono abbinati al merchandising, al cazzabubbolo nell'H [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 agosto 2011
Francesco2

A tutti noi è successo d volere o dovere rinascere, quando la vita si trovava ad un bivio e bisognava lasciarsi alle spalle qualcosa che apparteneva al passato.Sotto certi (Ma non tutti, beninteso) gli aspetti, questo film si ricollega all'"Amélie" jeunetiano nell'indicare quanto sia dolce la sofferenza legata all'intraprendere un nuovo percorso. Qui certamente non c'è la "douce" Parigi, ma il bianco [...] Vai alla recensione »

sabato 14 maggio 2011
g_andrini

Il finale è malinconico, ma è una animazione realizzata con cura. Più che di poesia parlerei di retorica molto velata, molto sofisticata.

giovedì 1 settembre 2011
dadoavril

Il Film è assolutamente una delusione. Tutto è pessimo : trama,dialoghi(inesistenti),ambientazione,disegni. E' sicuramente il film più brutto che abbia mai visto. Non riesco a capire come possa aver ricevuto cosi' tanti premi... Assolutamente da sconsigliare !

domenica 28 novembre 2010
Daniel84

Ho amato "Appuntamento a Belleville": i personaggi, quasi muti, ma perfettamente caratterizzati, lo stile visivo, le animazioni, le trovate divertenti e tenere/commoventi nella loro semplicità: una meraviglia capace di coinvolgere, stupire, emozionare fino alla fine. Purtroppo L'illusionista delude tutte le aspettative. Solo i primi 10 minuti mi hanno illuso di poter assistere ad un altro capolavoro, [...] Vai alla recensione »

martedì 9 novembre 2010
brian77

Adoro Tati e mi era piaciuto Appuntamento a Belleville. Questo film però è completamente avvolto in un'estetica funerea. Dovrebbe essere poetico? Ma sappiamo benissimo che l'inseguire forzatamente il poetico porta sempre a fare oggetti morti. Come questo. Elegantemente funereo, come una corona di fiori su una tomba.

domenica 29 maggio 2011
birbo

Mah. Animazione, disegni, livello artistico da 9, trama da 4, noioso, triste, un film oltretutto praticamente muto !! Incredibile tutti i premi che ha vinto.

domenica 31 ottobre 2010
renato volpone

Il film è lento e tristissimo. Ho provato pena per i bambini in sala. La storia descrive la caduta nella povertà dei personaggi da spettacolo come acrobati, ventriloqui e, appunto, l'illusionista. L'animazione è perfetta e le immagini sono veramente molto belle, ma la musica continua e lenta e la storia inducono al sonno, per fortuna, sennò si cadrebbe in depressione. [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
giovedì 21 ottobre 2010
Marianna Cappi

Arriva in Italia in macchina, Sylvain Chomet, per l'apertura questa sera a Firenze di France Odeon, il festival che prosegue la lunga tradizione di France Cinéma, creato 22 anni fa da Aldo Tassone. Sulla strada, fa tappa a Roma, all'Ambasciata di Francia, per incontrare la stampa al termine della proiezione del suo secondo lungometraggio L'Illusionista, tratto da una sceneggiatura originale di Jacques Tati e dedicato alla figlia del grande maestro, Sophie Tatischeff.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Premessa: Sylvain Chomet è un genio. È un grande disegnatore, con un tratto amabilmente «rétro» che deve qualcosa anche a fonti extra-grafiche come il cinema di Jacques Tati. Ed è anche un grande narratore, con un respiro narrativo degno dei classici dell'animazione. Il pubblico italiano lo conosce per Le striplettes de Belleville, gioiello del 2003.

Thomas Martinelli
Il Manifesto

Ha quel certo fascino la vecchia Parigi dipinta nei film d'animazione, da quella classica d'inizio '900 degli Aristogatti al più recente affresco da guida gastronomica di Ratatouille. Quando poi ci mette mano un'artista sensibile francese come Sylvain Chomet si possono toccare corde più delicate per cogliere note poetiche inusitate. Le vedute della ville lumière risalgono al 1959: Montmartre, Pigalle, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

L' illusionista Regia di Sylvain Chomet Animazione Delizioso omaggio a Jacques Tati, tratto da una sua sceneggiatura. A portarla sullo schermo, poiché era impossibile trovare qualcuno in grado di interpretare il grande comico, ha provveduto il regista di film d' animazione Sylvain Chomet: l' illusionista del titolo, infatti, ha i tratti e le movenze di Tati, oltre a chiamarsi Tatischeff (il vero nome [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Non fidatevi dell'unica didascalia/biglietto che vedrete ne L'illusionista. I maghi esistono, altroché. E il francese Sylvain Chomet è uno di loro. Regista di personalissimi film d'animazione (ricordate Appuntamento a Belleville?) nei quali si compie il miracolo della settima arte. Come per magia si rimane affascinati, bocca aperta, mento inclinato verso l'alto, a seguire le gesta di un protagonista [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Arriva dalla Francia un film d'animazione assai particolare, amorevolmente tratto da una sceneggiatura dimenticata nel cassetto dal mitico Jacques Tati. «L'illusionista» è firmato dal connazionale Sylvain Chomet di «Appuntamento a Belleville» (2003), pressoché ignorato in Italia nonostante la sua splendida grafica sospesa tra iperbole e humour: dopo aver ricevuto dalla figlia del poeta dell'assurdo [...] Vai alla recensione »

Jean-Luc Douin
Le Monde

C'est un scénario inédit de Jacques Tati qu'a repris ici Sylvain Chomet. Tati l'avait envisagé après Les Vacances de Monsieur Hulot (1953) afin de rendre hommage à ses années de music-hall, comme l'avait fait Charlie Chaplin dans Les Feux de la rampe. Il choisit pourtant de tourner Mon oncle (1958), fit un spectacle à l'Olympia en 1961, et écrivit alors le script de L'Illusionniste.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Il film con attori che Jacques Tati scrisse e non potè realizzare mezzo secolo fa è diventato il film d'animazione di Sylvain Chomet. Presentato fuori concorso a Berlino, s'ispira alla paternità negata da Tati alla figlia avuta da una ballerina tedesca durante l'occupazione della Francia. Negata nella realtà di allora, auspicata nel film, col senno di poi.

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

Bittersweet and melancholy are not the words usually associated with animation, but they are the ones that best fit "The Illusionist," the new feature by French director Sylvain Chomet. As those who know and love his last film, the sprightly "The Triplets of Belleville," understand, Chomet is a completely idiosyncratic filmmaker, someone whose eccentric animation does not resemble anyone else's.

Francesco Alò
Il Messaggero

E' passato troppo tempo. Ma per fortuna Sylvain Chomet è tornato. Il genio dietro Appuntamento a Belleville (2003), uno dei migliori cartoni dell'ultimo decennio, torna a disegnare il suo mondo retrò fatto di cabaret, linguaggi ancestrali che sembrano il gramelot di Dario Fo, solitudini orgogliose e fotogrammi disegnati a mano lievi come acquerelli.

winner
efa film d'anim.
European Film Awards
2010
winner
miglior film d'anim.
Cesar
2011
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