Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni

Film 2002 | Fantascienza, Film per tutti 105 min.

Titolo originaleStar Wars: Episode II - Attack of the Clones
Anno2002
GenereFantascienza,
ProduzioneUSA
Durata105 minuti
Regia diGeorge Lucas
AttoriEwan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Christopher Lee, Samuel L. Jackson Frank Oz, Ian McDiarmid, Pernilla August, Rose Byrne, Temuera Morrison, Daniel Logan, Jimmy Smits, Jack Thompson, Leeanna Walsman, Ahmed Best, Oliver Ford Davies, Ron Falk, Jay Laga'aia.
Uscitagiovedì 16 maggio 2002
Distribuzione20th Century Fox Italia
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro 2,62 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di George Lucas. Un film con Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Christopher Lee, Samuel L. Jackson. Cast completo Titolo originale: Star Wars: Episode II - Attack of the Clones. Genere Fantascienza, - USA, 2002, durata 105 minuti. Uscita cinema giovedì 16 maggio 2002 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti - MYmonetro 2,62 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 11 dicembre 2015

Argomenti:  Star Wars

Amidala è in pericolo: i ribelli vogliono farla fuori per sovvertire l'ordine costituito. Su di lei vegliano Kenobi e Anakin. Al Box Office Usa Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni ha incassato 302 milioni di dollari .

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Consigliato nì!
2,62/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA
PUBBLICO 3,24
CONSIGLIATO NÌ
George Lucas cede al "lato oscuro" della tecnologia e procede per accumulo di meraviglie, costruendo un'algida macchina dello spettacolo.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

Dieci anni dopo gli eventi di Episodio I, Padme Amidala da Regina di Naboo è divenuta Senatrice della Repubblica. I Jedi Obi-wan Kenobi e Anakin Skywalker sventano un attentato ai suoi danni, che li conduce alla scoperta di una cospirazione su vasta scala di separatisti anti-repubblicani. Mentre Obi-wan indaga fino al remoto sistema Camino, dove scopre un esercito di cloni assemblato dalla Repubblica senza che il Consiglio dei Jedi sia stato informato, tra Anakin e Padme nasce l'amore, clandestino ma impossibile da estinguere.
Dopo la parziale delusione di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, sulle spalle del secondo episodio della trilogia prequel di George Lucas gravava il fardello di ristabilire il feeling con i fan della prima ora di Guerre stellari e insieme conquistare nuovi adepti. Un compito ostacolato da un'altra trilogia di enorme successo uscita contemporaneamente: Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, capace di ridefinire il concetto di blockbuster contemporaneo nell'era del digitale (e che curiosamente condivide un villain interpretato da Christopher Lee, qui in un goffo e vampiresco omaggio ai suoi personaggi dell'era Hammer). Ma la "corsa agli armamenti" di Star Wars verso il primato nell'avanguardia tecnologica e nella perizia degli effetti speciali rischia di trasformarlo nella cosa più lontana che esista dallo spirito originario della saga che fu di Han Solo e Chewbacca. L'episodio della saga che in assoluto dovrebbe essere più emozionale, incentrato su una storia d'amore maledetta fin dalla sua nascita, come le liaisons tra Lancillotto e Ginevra o Romeo e Giulietta, si traduce in un'algida macchina dello spettacolo, in cui di fronte alla tecnologia recedono non solo i sentimenti ma lo stesso storytelling.
Girato completamente in digitale e concepito per una visione ideale se riprodotto attraverso dispositivi numerici, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni cade vittima della sua innovazione. Come già nelle Special Edition della trilogia originale, discusse rielaborazioni digitali di titoli che avrebbero dovuto essere intoccabili, George Lucas cede al "lato oscuro" della tecnologia e procede per accumulo di meraviglie. Il conseguente sovraffollamento di oggetti in ogni singola inquadratura distrae eccessivamente dal soggetto principale, alterando il feeling che si dovrebbe instaurare tra spettatore e filmico. L'esatto contrario della fantascienza antropocentrica della trilogia originale, figlia della space opera di Flash Gordon e di uno spirito avventuroso capace di comunicare con il pubblico di tutto il mondo. Come è possibile stabilire un contatto analogo con protagonisti irrigiditi e smarriti di fronte a un blue screen inutilmente riempito di "cose" in post-produzione?
Persino i dialoghi, asse portante del capolavoro della saga, L'Impero colpisce ancora, e della sua sceneggiatura scritta da Lawrence Kasdan e Leigh Brackett, raggiungono in Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni un inconcepibile nadir. Gli scambi tra gli innamorati sul pianeta Tatooine sono più imbarazzanti e posticci dei corteggiamenti del peggior young adult movie e la recitazione di Natalie Portman e di un inadeguato Hayden Christensen allontana sempre più l'epopea degli Skywalker dall'immagine che apparteneva ai sogni di miriadi di fan della saga. Il distacco tra il creatore, la sua creazione e le milioni di persone da essa coinvolte rischia di farsi irreparabile.
Solo la componente action compie dei passi avanti rispetto a Episodio I, specie nella sequenza iniziale di inseguimento in città e in quella successiva nello spazio, tra le astronavi di Obi-wan - impressionante l'effetto spacca-woofer dell'audio del suo reattore - e di Jango Fett, ma a conti fatti la sensazione che resta dopo la visione è quella di due impalpabili ore, trascorse in compagnia di personaggi poco più che bidimensionali. L'antitesi delle aspettative riposte dai fan su un episodio che doveva essere indimenticabile e che si traduce in un prolisso videogioco non interattivo, che rimanda astutamente il confronto con gli attesi temi cruciali all'ultimo atto di una sempre più deludente trilogia.

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Il penultimo episodio della saga di Guerre Stellari.
Francesco Rufo

Star Wars è una saga fantascientifica formata da sei film, che compongono due trilogie. La nuova trilogia comprende gli episodi I, II e III. Le vicende narrate nella nuova trilogia sono cronologicamente antecedenti rispetto a quelle narrate nella trilogia classica. Le due trilogie sono tra loro speculari. Vediamo le corrispondenze tra l’episodio II e l’episodio V. Nell’episodio II e nell’episodio V: la principessa (II: Amidala; V: Leia) è ancora in pericolo, si rifugia su un pianeta sicuro con un ragazzo (II: Anakin Skywalker; V: Han Solo), e i due si innamorano. In parallelo, si segue la storia di un altro personaggio su altri pianeti (II: Obi-Wan Kenobi; V: Luke Skywalker). Il giovane Jedi arriva a un duello finale (II: Anakin contro il Conte Dooku; V: Luke contro Darth Vader) in cui perde un arto (II: un braccio; V: una mano), e si ha così lo sparagmos (lo strazio del corpo dell’eroe). L’arto viene ricostruito artificialmente. Il giovane Jedi ha scoperto la propria metà oscura (II: Anakin comincia ad abbandonarsi al Lato Oscuro; V: Luke apprende di essere figlio di Darth Vader). Emerge un rapporto profondo tra l’allievo e il maestro-padre putativo (II: Anakin e Obi-Wan; V: Luke e Yoda). Ognuna delle due trilogie segue un percorso di formazione. La nuova trilogia segue il percorso di Anakin Skywalker. Anche per il percorso di formazione, troviamo riscontri tra le coppie di episodi delle due trilogie. Nell’episodio II e nell’episodio V, il ragazzo, con l’aiuto di un maestro-padre putativo, impara a conoscere la propria identità naturale, scopre che tale identità è in sé neutra (la Forza può essere usata sia per il Bene che per il Male) e che deve essere incanalata in un’identità morale, attraverso la scelta morale, l’atto morale; il ragazzo scopre anche la propria metà oscura, che insinua dubbi. Sia Anakin che Luke si relazionano con diverse figure di padri-docenti: nell’episodio II e nell’episodio V, c’è il padre-docente che li segue da vicino nel percorso educativo (II: Obi-Wan per Anakin; V: Yoda per Luke). Seguendo le indicazioni sulle forme letterarie date da Northrop Frye in Anatomia della critica, si può dire che – se la trilogia classica è un romance – la nuova trilogia è una tragedia. Come il mythos della tragedia, la nuova trilogia si può dividere in sei fasi. Nell’episodio II, abbiamo la 2ª fase, quella della giovinezza, dell’innocenza come inesperienza (ovvero la giovinezza e l’inesperienza di Anakin); e la 3ª fase, il completamento di un’azione intrapresa dall’eroe (ovvero il conseguimento da parte di Anakin della piena coscienza delle proprie forze).

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Stefano Lo Verme

La Repubblica si trova ad affrontare una grave emergenza interna, dovuta al conflitto con i separatisti. Mentre il Senato ordina la costituzione di un nuovo esercito, il cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi e il suo apprendista, il giovane e impulsivo Anakin Skywalker, ricevono il compito di proteggere la senatrice Padmé Amidala; tra Anakin e Padmé, però, nasce un profondo sentimento di affetto...
Prodotto e diretto da George Lucas nel 2002 con un budget di 120 milioni di dollari, L'attacco dei cloni è il secondo capitolo della nuova trilogia realizzata da Lucas e dedicata alla saga di Guerre stellari, nella quale si racconta il percorso di formazione del personaggio di Anakin Skywalker, prima di indossare la maschera di Darth Vader. Uscito nelle sale a tre anni di distanza dal precedente La minaccia fantasma e girato interamente in digitale, il film è stato accolto da un ampio successo di pubblico ed ha incassato 640 milioni di dollari in tutto il mondo, con 110 milioni di spettatori (di cui 50 milioni negli Stati Uniti); un risultato molto elevato, sebbene inferiore alle aspettative. Confermati, nel cast, Ewan McGregor nel ruolo del maestro Jedi Obi Wan-Kenobi e Natalie Portman in quello della senatrice Amidala, mentre la new-entry più importante è rappresentata dall'attore canadese Hayden Christensen nella parte del giovane Anakin. Se ne La minaccia fantasma Lucas aveva scelto di premere il pedale sul genere dell'avventura e su un'estrema spettacolarizzazione, in questo secondo capitolo prevalgono invece l'attenzione per la costruzione della trama e per l'approfondimento psicologico dei vari personaggi: primo fra tutti Anakin, vero protagonista di questa nuova trilogia, che qui vediamo proseguire il proprio apprendistato come cavaliere Jedi, ma anche sperimentare i primi sussulti del cuore attraverso l'affetto per la senatrice Amidala e cominciare a subire gli influssi del Lato Oscuro della Forza, che lo porteranno a cercare una sanguinaria vendetta per la morte di sua madre. Lo stile della narrazione, dunque, si fa via via più introspettivo e complesso (oltre che decisamente più cupo); mentre la parentesi romantica fra Anakin e Padmé (ambientata sul lago di Como), per quanto sia utile ad arricchire la storia, può risultare forse un po' frettolosa e superficiale.
La fonte di maggior interesse, ne L'attacco dei cloni, è rappresentata però dal discorso sul potere e sulla politica, che si carica di nuovi significati alla luce della situazione internazionale dopo l'11 settembre; difficile, in effetti, non leggere nelle tormentate vicende della Repubblica riferimenti alla minaccia del terrorismo, ai rischi di un nuovo conflitto globale e alle derive anti-democratiche e totalitaristiche che ne sono conseguite, tanto nel mondo orientale quanto in quello occidentale. Lucas si concede molte citazioni, ma rispetto ai precedenti episodi non inventa nulla di nuovo: di indubbio impatto visivo, comunque, la sequenza della battaglia tra i Jedi e i cloni nell'arena di Geonosian e quella del duello con le spade laser fra Anakin, Oni-Wan Kenobi e il malvagio conte Dooku (Christopher Lee), superbo villain del film. Il finale aperto prelude necessariamente al capitolo successivo, La vendetta dei Sith (2005).

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Il penultimo episodio della saga di Guerre Stellari.
Recensione di Pino Farinotti

La dolce Amidala corre pericolo di vita: ci sono dei ribelli che vogliono toglierla di mezzo, l'intento è naturalmente sovvertire l'ordine costituito. Vegliano su di lei il solito Kenobi e la new entry Anakin. Succede che viene opportunamente reperito un esercito di cloni che, alleandosi ai buoni, rimette tutto a posto. Nel frattempo Anakin-Romeo ignora il "divieto d'amare" della sua casta e si innamora di Amidala-Giulietta. Per adeguarsi all'inesorabile ricerca del nuovo e del "di più", il povero Lucas non sa più a che santo votarsi. Ormai il digitale è perfetto, il patinato non è migliorabile, gli intrecci stellari sono stati tutti esplorati. Rimane il sentimento, l'amore da spinger dentro. Ecco il lago di Como inserito come dolce culla di promessi sposi (quel ramo...), ma è un'ingerenza davvero forzata. E poi quel duello un po' alla Maximus... Naturalmente l'indotto è potentissimo e i ragazzi riempiono le sale perché la coalizione e spinta in quel senso sono irresistibili. Ma la Saga non ce la fa più. Il regista ha dichiarato di essere ormai troppo vecchio per certe fatiche. Tornerà a film come American Graffiti. Meno male.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 6 aprile 2010
IlPredicatore

George Lucas rimedia abilmente a tutti gli errori commessi con La minaccia Fantasma, cedendo alla passione per il racconto e immergendoci totalmente nella storia e nei suoi temi universali (il senso della vita, le ambizioni, l'amore, il dolore, la rabbia, la morte). Meno comicità slapstick quindi (Jar Jar Binks viene piuttosto emarginato, dimostrazione che lo zoccolo più duro del fandom conta qualcosa). [...] Vai alla recensione »

Frasi
Ani...oh mio piccolo Ani come sei cresciuto! Tua madre è molto orgogliosa di te-
Una frase di Shmi Skywalker-Lars (Pernilla August)
dal film Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni - a cura di giuggiola23
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Enrico Magrelli
Film TV

Le astronavi e i pianeti dei cinque capitoli di Star Wars accettano a bordo e concedono il permesso di soggiorno a tutti. I fedeli della saga e anche i clandestini riluttanti. Come un archeologo digitale, il filmmaker (poche altre volte l’appellativo è così pertinente) George Lucas porta alla luce i reperti, gli strati geologici, gli utensili (doni, droidi, spade, navicelle, pezzi di ricambio, creature [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 25 marzo 2008
Stefano Cocci

Animalista e pacifista, da Amidala ad Anna Bolena Dietro il suo sguardo dolce e il fisico da scricciolo (appena un metro e 60 centimetri), Natalie Portman nasconde una personalità enorme. Sarà per questo che George Lucas, prima, e Justin Chadwick, [...]

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