Con un'adolescenza passata a recitare in teatro e un lavoro da maestra d'asilo alle spalle (esperienza che lei ha definito fondamentale per la sua crescita personale e professionale), la Fanelli ha iniziato a giocare con il cinema nel 2015, quando Claudio Caligari la scelse per Non essere cattivo, nei panni di una delle fragili donne che ruotavano attorno al mondo disilluso e marginale dei due protagonisti maschili. Un personaggio che lei ha descritto ironicamente come «la prima smandrappata» della sua carriera. Da lì in poi, con uno stile unico nel miscelare falsa autenticità e ironia, ha invaso radio ("610" con Lillo e Greg), musica (era nei videoclip "Immigrato" di Checco Zalone e in "Tutta" di Daniele Silvestri) e, soprattutto, televisione, segnando un punto di svolta come co-conduttrice del programma cult "Una pezza di Lundini", al fianco di Valerio Lundini, tra sketch surreali, monologhi punteggiati e gag diventate virali.
Un divertissement grottesco e originale che l'ha resa improvvisamente un riferimento della comicità italiana più irriverente e che ha poi trasportato anche nella dimensione telefilmica con la sua Luana Pericoli, attrice nevrotica e narcisista, nonché figura tragicomica di Call My Agent (dove fa scintille in ogni scena divisa con Corrado Guzzanti, col quale aveva già lavorato anni prima in "Dov'è Mario?") e con l'altrettanto sopra le righe Perri, la giovane centralinista della polizia di No Activity - Niente da segnalare controparte della più rigida Carla Signoris.
Molto amata dal pubblico, voce ormai riconoscibilissima e volto estremamente comunicativo, non poteva che spaziare con naturalezza tra commedia e dramma anche nel cinema (Assolo, Beata ignoranza, La casa di famiglia (guarda la video recensione), A mano disarmata, Brave ragazze (guarda la video recensione)), che si è impregnato della sua cadenza romanaccia, reso parte integrante di alcune delle sue più eccellenti caratterizzazioni.
Premio Manfredi ai Nastri d'Argento e vincitrice di due David di Donatello come miglior attrice non protagonista per Siccità (2022) di Paolo Virzì e C'è ancora domani (2023), sguscia da una insicura e derisa Raffaella in una Capitale distopica, arida e allo stremo, che è l'unica che non riesce a fingere di stare bene in un mondo che crolla, alla schietta e complice Marisa, fruttivendola degli Anni Quaranta e migliore amica della Delia di Paola Cortellesi (già colleghe dai tempi di Gli ultimi saranno ultimi, 2015), che incarna sorellanza e solidarietà femminile in un contesto patriarcale.
A chiudere, la demoralizzata, rancorosa e incattivita Daniela di Un altro Ferragosto (2024), ancora diretta da Virzì, abbandonata da un uomo con un figlio piccolo da crescere da sola e con un monologo di rara e perfetta ironia amara in tasca ("Stamo a morì e noi andiamo in giro a salvare le balene... Ma chi se le incula le balene?", pronunciato fra le lacrime di commozione), nonché la personificazione dell'Eros in FolleMente (2025) di Paolo Genovese, dove è una sorta di sensuale e comica Dea dell'Amore, che smonta le pesantezze degli altri elementi della personalità della protagonsita con battute fulminanti e una presenza scenica magnetica... «più cazzarona che panterona» (come ha detto lei stessa) e si allinea al suo reciproco maschile interpretato da Claudio Santamaria.