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venerdì 24 gennaio 2020

Checco Zalone

Che Cozzalone!

Nome: Luca Medici
42 anni, 3 Giugno 1977 (Gemelli), Bari (Italia)
occhiello
"Tu studi? Non serve a un cazzo qui (in Italia)"
dal film Che bella giornata (2011) Checco Zalone  Checco
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Checco Zalone

Un uomo di spettacolo dai molteplici talenti che ricorda Jerry Lewis.
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Fenomenologia di Checco Zalone

domenica 10 gennaio 2016 - Pino Farinotti cinemanews

Fenomenologia di Checco Zalone Il titolo completo potrebbe essere fenomenologia socio-cine-culturale di Checco Zalone. Ci si potrebbe scrivere un libro. Per cominciare la sua straordinaria personalità completa, con una base di cultura corretta, che è una laurea in giurisprudenza. E poi i talenti, praticamente tutti quelli dello spettacolo fra i quali rileverei quello musicale, anche di strumentista. Non così comune fra gli "attori-eccetera" italiani. Non ricordo che qualcuno abbia accostato Zalone alla cultura hollywoodiana, quella che imponeva ai suoi attori una preparazione completa, con delle preferenze certo: dovevi saper recitare, cantare, suonare uno strumento, andare a cavallo, ballare almeno il tip tap. C'erano scuole impegnative e non ti potevi sottrarre. E voglio fare un nome di riferimento che non è mai stato fatto, ma ci sta. È Jerry Lewis. Talento superdotato, grande maschera e grande inventore. Dopo la fase leggera, chiamiamola così, quella con Dean Martin, divenne regista e legislatore di comicità. Capace letteralmente di trasformarsi, da brutto a bello, da (finto) scemo a intelligente, da ricco a povero, da vittima a oppressore. E, soprattutto, abrasivo fustigatore del costume americano. Il tutto in chiave grottesca. E poi cantante e musicista. Non c'è dubbio che in Checco ci sia del Jerry. Sulla sua azione globale-sociale si sta dicendo tutto e lo dicono tutti: le istantanee dell'italiano medio ... alto o basso, le categorie, la politica, il lavoro, i media, le repubbliche, il Paese. Per trasmettere tutto questo Zalone doveva accreditarsi super partes, ci è riuscito, ha acquisito una franchigia che fa di lui e di Nunziante- molto di quanto ho attribuito a Zalone va esteso a Gennaro Nunziante, compagno di comicità e regista- un unicum. Un modello potente in Quo vado, in questo senso, sta nell'episodio "artico", in Norvegia dove Checco è stato confinato dalla burocrazia. Conosce Valeria, ricercatrice, giovane, dedita al proprio lavoro. Ma quando lei lo ospita a casa e racconta del suo girovagare per il mondo, saltano fuori dei bambini avuti da un africano, da un vichingo e da un filippino, dunque un nero un bianco e un giallo.
Il vichingo, enorme, vive in casa e gira nudo, e sta per sposarsi, con un uomo, di colore. Quando Valeria ha occasione di rimproverarlo, Checco dice "ah, qui sarei io quello strano." Il modello Valeria, che pure estremizzato rappresenterebbe integrazione, vedute larghe e progressiste, omologazione felice, superamento delle barriere etniche, morali e civili, alla fine viene ricondotto nella dimensione "strana". Forse solo Zalone poteva permetterselo, sorpassando il "correntone corretto" che ti fa parlare e pensare come fanno quelli della televisione, di tutte le categorie, dai politici agli opinionisti a chi passa di lì per caso. Sappiamo. E forse chi parla (in televisione) ha un'idea diversa, magari opposta rispetto a quello che dice. Ma se la dici allora sei razzista, misoneista, o peggio leghista. Zalone si è conquistato l'immunità dal politicamente scorretto.

   

Da TeleNorba al successo al cinema, la viscerale vis comica di Zalone conquista il pubblico. Da oggi torna in sala con Quo Vado?.
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Che cozzalone politicamente scorretto!

giovedì 31 dicembre 2015 - Mauro Gervasini cinemanews

Che cozzalone politicamente scorretto! Antenna 3. Al di fuori della Lombardia può sembrare sigla oscura, in verità fu una televisione libera, ma libera veramente, che tra gli anni 70 e i primi 80 del secolo scorso si diede come mission la ricerca di talenti comici. Il rabdomante si chiamava Renzo Villa, "allievo" di Enzo Tortora, mise su una squadra clamorosa, almeno in parte ancora oggi mattatrice sul piccolo o grande schermo, magari con qualche acciacco. Ad Antenna 3 si formò la coppia Teocoli-Boldi (venivano dal Derby, mitico cabaret milanese), trovò rifugio Walter Chiari, dominò con i suoi show strampalati Lucio Flauto. Una cosa simile, ma in tempi molto più recenti, ha fatto in Puglia TeleNorba, emittente piccola ma solo per statuto, in verità con una storia grande. Ha applicato la "formula Villa": giro dei locali e delle feste di paese, carpendo umori, emozioni, talenti... Per poi diventare laboratorio artistico per Emilio Solfrizzi, Gennaro Nunziante, Antonio Stornaiolo e soprattutto Luca Pasquale Medici, classe 1977, in arte Checco Zalone (ovvero, «che cozzalone», epitteto barese non proprio lusinghiero).

   

Il caso Checco Zalone e il rapporto tra critica e cinema popolare.

Lo sguardo ostinato

martedì 5 novembre 2013 - Dario Zonta cinemanews

Lo sguardo ostinato Torniamo sul caso di Checco Zalone perché il clamoroso risultato, che fosse prevedibile o meno è poco importante, richiede una qualche riflessione, soprattutto riguardo il rapporto tra la critica e il cinema popolare.
Sin da subito si sono creati due partiti, entrambi partigiani: i "fidelizzati" della prima ora, quelli che annunciarono illo tempore il genio di Zalone e che ora raccolgono la loro profezia con entusiasmo ancor più dichiarato; i "non riconciliati", quelli che pur riconoscendo il talento comico di Zalone non si arrendono al suo potere cinematografico, casomai avanzando paragoni storico-critici non sempre efficaci. In mezzo a queste due categorie, non c'è molta varietà di approcci (limitatezza e miopia della critica) e tra fan e detrattori alla fine quello che ci rimette è proprio Zalone, il cui talento e la cui bravura avrebbero semmai bisogno di una critica che ci vede bene e al passo con i tempi.
All'uscita di Sole a catinelle in molti hanno notato lo scarto d'ambizione, ma subito hanno bacchettato il duo Nunziante-Zalone proprio per aver osato scartare, guardare più in alto, dicendo che questo suo terzo film non era all'altezza dei precedenti. Ancora, i detrattori, sempre riconoscendo le doti comiche del nostro comico, hanno voluto lanciarsi in alcuni paragoni chiamando in causa i soliti nomi da Sordi in giù (mai in su), fino a Totò, certo stabilendo ordini di grandezza necessariamente diversi. Ancora, si è avuto da ridire sulla coerenza e verosimiglianza narrativa, cercando una logica tra eventi presunti connessi e scoperti sconnessi, e sulla tenuta del corpo attori, quelli di spalla, ritenuti sfumati di fronte al giganteggiare del personaggio Zalone. Queste sono in breve alcune delle critiche. Ora, così come non amiamo l'atteggiamento settario dei suoi sostenitori, allo stesso tempo scorgiamo un qualche limite in quello dei detrattori. Continua »

   

Il comico pugliese a Castiglioncello per la rassegna Parlare di Cinema.

Checco Zalone Superstar

sabato 18 giugno 2011 - Roberta Montella cinemanews

Checco Zalone Superstar L'incontro previsto per le ore 18 con Checco Zalone (Luca Medici) e Gennaro Nunziante parte con leggero ritardo. Una piccola folla ha riempito velocemente il parco del Castello Pasquini, a Castiglioncello, e aspetta paziente. Ma quando arriva lui, il divo pugliese, l'applauso scroscia spontaneo ed è allora che comincia il vero spettacolo.
Paolo Mereghetti introduce l'attore e il regista come i realizzatori del più grande successo al botteghino della storia cinematografica italiana (Che bella giornata). Poi fa subito riferimento al tema del dibattito, "Una risata ci seppellirà", e chiede ad entrambi qual è la formula del successo dopo tanti, troppi cinepanettoni scontati.

   

Presentato a Roma Che bella giornata.

Checco Zalone di madre tarantina ama Farah di madre Bina

mercoledì 29 dicembre 2010 - Marianna Cappi cinemanews

Checco Zalone di madre tarantina ama Farah di madre Bina Ci sono i furbi, che escono dai film di Checco Zalone storcendo il naso e plaudendo con sarcasmo alla bella trovata di fare un film sui luoghi comuni dell'italiano medio e razzista, e poi ci sono gli onesti che ammettono di essere morti del ridere e vedono nella comicità di Luca Medici alias Checco Zalone un ritratto assolutamente autentico e spietato delle magagne del nostro paese. Intanto, Medusa ha già pronte oltre le 600 copie di Che bella giornata, passibili di crescere ancora, da qui al 5 gennaio. Gli autori Luca Medici e Gennaro Nunziante (co-sceneggiatore e regista), insieme al resto del cast, hanno presentato così il film alla stampa:

Il film è coraggiosamente politically uncorrect. Valutatavate le conseguenze di ciò che stavate andando a fare prima di passare all'azione?
Nunziante: Sì, lo avevamo fatto con Cado Dalle Nubi e lo abbiamo fatto ancora. Il film è esattamente come lo abbiamo voluto. Non ci interessava parlare di corna, di mogli e mariti, di figli, volevamo parlare d'altro, senza moralizzare. Noi meridionali siamo quelli che hanno dato di più in termini di servizio nelle missioni di pace o durante il terrorismo, ma non per eroismo, prima di tutto per pagarsi il mutuo. Era questa gente che volevamo raccontare.
Zalone: Forse dovevamo andare giù ancora più pesanti, ma avevamo già affrontato l'omosessualità, la Lega...poi gli argomenti si riducono.
Valsecchi: Non volevamo fare un film politico, ma una commedia. C'è voglia di qualcosa di nuovo nell'aria e qui c'è: ci sono le battute e c'è Checco. Non è facile lavorare con lui, dietro questo film ci sono un anno di scrittura e di incontri. A volte parlare con Checco è come parlare con Wim Wenders: è molto esigente. Il film, d'altronde, è artisticamente molto curato, come vedrete.
Letta (Medusa): Non credo che il film sia politicamente scorretto, lo è il linguaggio ma non il film.
Nabiha Akkari (la protagonista femminile): Si può ridere di tutto, dunque si può ridere anche di questo. Il terrorismo è affrontato in modo leggero, non c'è niente di serio, ma nemmeno nessun giudizio sugli arabi.
Zalone: L'idea di partenza è quella di prendere per i fondelli il mondo occidentale, non il mondo musulmano. Quando ci siamo messi a scrivere abbiamo avuto cura di non inserire il personaggio di Nabiha in un'organizzazione terroristica ma di fare del gesto che medita una vendetta privatissima, una bravata. L'ironia è rivolta all'ignoranza degli italiani, ai loro pregiudizi. Non sono gli arabi che si devono arrabbiare, perché la parte dei coglioni la facciamo noi italiani.

Come si articola il rapporto tra Nunziante e Medici (Zalone) sul set?
Nunziante: Partiamo con la scrittura di un testo rigido, da cima a fondo, perché siamo convinti che si riesca ad improvvisare bene solo su un canovaccio sicuro e fissato. Ma siamo anche convinti che il testo, se rimane fermo mesi, diventi testo morto, per cui lo rivitalizziamo sul set, cambiamo le battute appena prima del ciak, perché quello che ci sta più a cuore è il ritmo. Le battute devono essere fresche.
Solenghi: Lavorare con loro non è lavorare con dei comici: sono molto scientifici, matematici e questo aiuta; è un bel lavorare.
Marescotti: Mi sono sorpreso quando sono stato chiamato a fare il secondo film di Checco Zalone, perché sono stato l'unico della vecchia squadra di attori, visto che questo non è un sequel del primo, ma un film nuovo di zecca. Non credo che Checco Zalone sia politicamente scorretto, credo che sia soprattutto socialmente scorretto e tenda verso una figura, certamente politica, che è quella di Alberto Sordi. Pensate a Il Vigile. Ci chiediamo: "ce lo meritiamo Alberto Sordi?", ma oggi dovremmo chiederci anche: "ce lo meritiamo Checco Zalone?"

Come sono stati scelti gli attori?
Zalone: Luigi Luciano l'ho trovato grazie alla rete, faceva dei trailer esilaranti ma non era facile contattarlo, non aveva l'agente. Ho sguinzagliato il mio, ma poi gli ho mandato un messaggio su facebook: "vuoi fare il film?" "Sì", e così l'abbiamo fatto. Grazie alla rete.
Con Solenghi ero inibito, non sapevo come chiedergli di fare la scena dell'anello, con la sua lunga storia di teatro e televisione alle spalle m'incuteva un gran timore reverenziale. Poi però mi sono sciolto e allora gli abbiamo chiesto anche di fare il papa.
Per trovare Farah abbiamo fatto numerosi provini a Roma. Venivano ragazze dai tratti arabi indiscutibili ma intrise di romanità nel modo di parlare, allora siamo scappati in Francia e abbiamo trovato lei, Nabiha Akkari.

L'uscita del film è prevista per il 5 gennaio, dopo l'abbuffata natalizia. Quale strategia c'è dietro?
Letta: La settimana di Natale, per via del calendario, ha perso alcune giornate ma le recupererà proprio in quel weekend, per via del ponte, per cui è stata un'uscita mirata. Assolutamente non toglieremo le sale a Aldo Giovanni e Giacomo, che proprio ieri sera hanno sorpassato il cinepanettone concorrente, ma fatalmente le toglieremo ad altri. Non noi distributori, ma gli esercenti, sia chiaro: restano in sala i film che incassano, è questa l'unica verità.

Nel film compare un trullo a Milano. Che rapporto hai con la città lombarda?
Zalone: è la città che mi ha adottato, quando ho iniziato con "Zelig", ed è la città più cosmopolita d'Italia. Poi a Milano c'è la Madonnina, che per il film è indispensabile, e il padre militare che ha messo casa e famiglia dove sta la caserma è un altro personaggio italiano tipico.

Checco Zalone, tu sei la novità tanto attesa. Come ti senti?
Zalone: Mi sento l'unghia dei grandi a cui mi hanno accostato. Non lo dico per fare l'umile, ma perché non li conosco. Anzi, faccio un appello per una maggior sobrietà nelle manifestazioni mondane del mondo del cinema, perché se no io continuo a fare delle figuracce: l'ultima volta non ho riconosciuto Bellocchio e ho parlato per un'ora con Garrone pensando che fosse Stefano Accorsi.

Gennaro Nunziante dirige Checco Zalone.

Cado dalle nubi: Borat delle Puglie

martedì 24 novembre 2009 - Marianna Cappi cinemanews

Cado dalle nubi: Borat delle Puglie Luca Medici porta il suo Checco Zalone (dal barese “Che cozzalone”, ovvero che “cafone”) in trasferta dal palcoscenico televisivo di “Zelig” alle 480 sale italiane che la Medusa ha predisposto per Cado dalle nubi, vicenda (o “caso umano”) di un giovane cantante di Polignano a Mare che sbarca a Milano in cerca di successo. Terrone fra i leghisti, blasfemo tra i giovani cattolici, sessista fra gli omosessuali, Checco è un “fenomeno” non solo musicale, un gaffeur nato. Lo dirige Gennaro Nunziante, l’uomo che lo ha scoperto durante un provino per Telenorba e non l’ha più lasciato; lo affiancano Giulia Michelini, la strana coppia Dino Abbrescia - Fabio Troiano, Ivano Marescotti; produce Pietro Valsecchi per Taodue.

Nel film si intravede il gusto per la commedia all’americana e la volontà di non mettere in sequenza una serie di gag ma un film nuovo e autosufficiente.
Nunziante: La verità è che noi siamo quello che abbiamo visto. Indubbiamente il mio gusto è per la commedia americana, di sicuro, ma senza negare la nostra cultura e dunque, per questo copione, ho cercato un terreno d’unione con la commedia all’italiana. E poi c’era la volontà di restare sul piccolo, di non partire con ambizioni sproporzionate. Un po’ come le band inglesi, che si segnalano prima nel piccolo.

Come è nato il progetto, in sede produttiva?
Valsecchi: Mio figlio insisteva, diceva che dovevo conoscere Checco Zalone, che mi sarei divertito, che non potevo non ridere. L’ho invitato durante le vacanze con il suo autore, Gennaro, a Cortina: sono arrivati come Totò e Peppino, vestiti d’estate con fuori meno venti. Gennaro era così dentro la scrittura e la coppia era così solida che non si poteva dividerla, per questo non ci ho pensato un attimo e gli ho affidato la regia. Per essere un progetto cinematografico, poi, devo dire che tutto è stato molto rapido.

Tolo Tolo

Tolo Tolo

* * * - -
(mymonetro: 3,13)
Un film di Checco Zalone. Con Checco Zalone, Souleymane Silla, Manda Touré, Nassor Said Berya, Alexis Michalik.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2020. Uscita 01/01/2020.
Quo Vado?

Quo Vado?

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,73)
Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno.
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Genere Commedia, - Italia 2016. Uscita 01/01/2016.
Sole a catinelle

Sole a catinelle

* * 1/2 - -
(mymonetro: 2,80)
Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio, Robert Dancs, Ruben Aprea.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2013. Uscita 31/10/2013.
Che bella giornata

Che bella giornata

* * * - -
(mymonetro: 3,09)
Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Nabiha Akkari, Rocco Papaleo, Tullio Solenghi, Annarita del Piano.
continua»

Genere Comico, - Italia 2011. Uscita 05/01/2011.
Cado dalle nubi

Cado dalle nubi

* * - - -
(mymonetro: 2,36)
Un film di Gennaro Nunziante. Con Checco Zalone, Dino Abbrescia, Giulia Michelini, Fabio Troiano, Raul Cremona.
continua»

Genere Commedia, - Italia 2009. Uscita 27/11/2009.
Filmografia di Checco Zalone »

mercoledì 15 gennaio 2020 - Checco Zalone è a un passo dal raggiungere i 6 milioni di spettatori. Sul podio del box office sorpasso di Piccole donne ai danni di Hammamet.

Tolo Tolo, 1 italiano su 10 ha già visto il film

Andrea Chirichelli cinemanews

Tolo Tolo, 1 italiano su 10 ha già visto il film Tolo Tolo (guarda la video recensione) è a un passo dal raggiungere i 6 milioni di spettatori e i 42 milioni di euro d’incasso. Entro la fine della settimana Checco Zalone avrà superato sé stesso, passando Che bella giornata, che incassò 43,4 milioni nel 2011. Tolo Tolo potrebbe anche raggiungere i 51,9 milioni di Sole a catinelle, mentre il dato relativo agli spettatori è ben diverso: se i 6,8 milioni di Che bella giornata sono alla portata del film, sarà impossibile avvicinarsi agli 8 milioni di Sole a Catinelle e ai 9,3 milioni di spettatori di Quo Vado?
 

Ieri sorpasso di Piccole donne (guarda la video recensione) ai danni di Hammamet (guarda la video recensione) per il secondo posto, con 182mila euro contro 180mila. Il film di Amelio è a 2,5 milioni, quello della Gerwig prossimo a superare i 2 milioni.
Andrea Chirichelli, MYmovies.it
Sempre bene 18 regali (guarda la video recensione), a 2 milioni. Sale Leonardo - Le opere, che ottiene 57mila euro e sfiora i 100mila complessivi. 

A centro classifica galleggiano Jumanji: The Next level (guarda la video recensione), con quasi 40mila euro e un totale di 11,4 milioni, La dea fortuna (guarda la video recensione), con 36mila e un totale di 7,5 milioni e City of Crime (guarda la video recensione), che non ha particolarmente convinto, arrivato a 523mila euro. Chiudono i due titoli italiani di Natale: Pinocchio (guarda la video recensione), che aggiorna il suo totale a 14,6 milioni e Il primo Natale (guarda la video recensione), a 15,2 milioni. 

Domani arrivano Jojo Rabbit (guarda la video recensione), Richard Jewell (guarda la video recensione) e l’italiano Me contro Te Il Film: La vendetta del Signor S.

BOX OFFICE MONDO
Star Wars: L’Ascesa di Skywalker (guarda la video recensione) è il settimo film Disney a diventare miliardario. Il traguardo, raggiunto con enorme fatica, conferma da un lato la forza del franchise ma dall’altro, visto che il film viaggia a ben il 18% in meno rispetto al deludente Gli ultimi Jedi (guarda la video recensione), che con i prossimi film l’idea stessa di Star Wars andrà completamente ripensata. 

Che sia comunque un bel periodo per il cinema lo conferma la Nato (no, non quella che immaginate, ma la National Association of Theatre Owners) che stima in 42,5 miliardi di dollari l’incasso del box office globale del 2019, in crescita del 2% rispetto a quello del 2018. Sarà interessante vedere se il 2020 riuscirà a migliorare ancora o se, vista la evidente debolezza di Disney, che non potrà contare su titoli veramente forti, ci sarà una contrazione. 

Intanto si affilano le armi per un ricco weekend americano: il duello sarà tra Bad Boys for Life e Dolittle, Will Smith e Robert Downey Jr., Sony e Universal. Gli analisti non si sbilanciano e, per ora, stimano gli incassi del weekend e “finali” sulla stessa forbice: 20-35 milioni per l’esordio, 70-100 milioni a fine corsa.

Box Office Italia di martedì 14 gennaio 2020
1. Tolo Tolo: Euro 289.446
2. Piccole Donne: Euro 182.192
3. Hammamet: Euro 180.060
4. 18 regali: Euro 77.157
5. Leonardo - Le Opere: Euro 57.742
6. Jumanji - The Next Level: Euro 39.854
7. La Dea Fortuna: Euro 36.932
8. City of Crime: Euro 34.578
9. Pinocchio: Euro 28.048
10. Il primo Natale: Euro 20.490
 

lunedì 13 gennaio 2020 - Grazie agli exploit di Tolo Tolo, Il Primo Natale, Pinocchio e La Dea Fortuna, l'inizio del 2020 appare particolarmente ricco di soddisfazioni.

Complimenti al cinema italiano, unico a resistere all'invasione Usa natalizia

Andrea Chirichelli cinemanews

Complimenti al cinema italiano, unico a resistere all'invasione Usa natalizia Iniziamo osservando che il nostro Tolo Tolo (guarda la video recensione) è, con oltre 40 milioni di dollari, il miglior incasso al mondo tra i film usciti ufficialmente nel 2020. Nessun altro film, tra quelli usciti dal primo gennaio a oggi, ha incassato di più, in alcun mercato (Adoring in Cina è uscito il 31 dicembre e negli USA 1917 ha esordito in release limitata a Natale). Fatte le proporzioni tra l'immenso mercato cinese e americano e quello, eufemisticamente più modesto, italiano, è un dato di fatto oggettivo che dimostra quanto unico ed eccezionale sia il fenomeno Checco Zalone, almeno dal punto di vista del boxoffice (e non solo).

Fatti i complimenti, per una volta, alla cinematografia nostrana, unica a resistere all'invasione natalizia americana, grazie agli exploit de Il Primo Natale (guarda la video recensione), Pinocchio (guarda la video recensione) e La Dea Fortuna (guarda la video recensione), l'inizio del 2020 appare particolarmente ricco di soddisfazioni quanto a exploit di film locali.
In Francia la migliore apertura dell'anno è di Les vétos, diretto da Julie Manoukian con Noémie Schmidt e Clovis Cornillac, che debutta con quasi 2 milioni di dollari. Discreti incassi anche per Rendez-vous chez les Malawas, diretto da James Huth con Christian Clavier e Michaël Youn. In Germania apre bene When Hitler Stole Pink Rabbit, versione cinematografica del romanzo per ragazzi di Judith Kerr, pubblicato per la prima volta nel 1971. Il film è diretto da Caroline Link ed interpretato da Oliver Masucci, Riva Krymalowski e Carla Juri. Das perfekte Geheimnis resiste ancora indomito nella top ten ed è arrivato a 47 milioni di dollari, dopo 10 settimane di presenza.

In Turchia le cose non cambiano e ci sono tre film locali ai primi tre posti della top ten: Rafadan Tayfa Göbeklitepe, Baba Parasi, Mucize Ask. In Norvegia si fa notare il catastrofico Tunnelen diretto da Pål Øie e interpretato da Thorbjørn Harr, Ylva Fuglerud, Lisa Carlehed, terzo dietro ai big Disney. Da segnalare anche i primi posti di 5Gang: Un Altfel de Craciun in Romania, con un incasso di oltre 1 milione di dollari e Tobulas Pasimatymas in Lituania, unici due paesi europei, oltre all'Italia, che vedono in testa un film locale.

In Messico discreti incassi per El Hubiera Sí Existe, dramma diretto da Luis Eduardo Reyes e interpretato da Ana Serradilla e Christopher von Uckermann, che ha superato i 2 milioni di dollari. Debutto in decima posizione per l'horror La Marca del Demonio diretto da Diego Cohen.

   

lunedì 13 gennaio 2020 - Ottima prova anche per le new entry Hammamet (arrivato a 2,2 milioni complessivi) e Piccole donne (1,5 milioni).

Tolo Tolo domina il weekend. Il totale al box office è ora di 41,1 milioni di euro

Andrea Chirichelli cinemanews

Tolo Tolo domina il weekend. Il totale al box office è ora di 41,1 milioni di euro Tolo Tolo (guarda la video recensione) domina domenica e weekend, che vince con 5,2 milioni di euro, portandosi a un totale di 41,1 milioni e diventando così il miglior incasso stagionale (e degli anni a venire). Sul podio, ottimo debutto per le due new entry settimanali: Hammamet (guarda la video recensione), che ottiene 2,2 milioni di euro e Piccole Donne (guarda la video recensione), che arriva a 1,5 milioni. 

Jumanji - The Next Level (guarda la video recensione) ha ancora del potenziale inespresso e raggiunge quota 11,3 milioni, mentre 18 regali (guarda la video recensione) continua a stupire sfiora i 2 milioni complessivi. A centro classifica resistono i due italiani protagonisti del Natale appena passato, Pinocchio (guarda la video recensione), che arriva a 14,5 milioni complessivi, e La Dea Fortuna (guarda la video recensione), che incassa 7,4 milioni. 

In coda troviamo Sulle ali dell’avventura (guarda la video recensione), che ottiene 285mila euro e City of Crime (guarda la video recensione), che raggiunge quota 443mila. Ultimo è Sorry we missed you (guarda la video recensione), con 879mila euro.
 

Il box office è cresciuto del 14% rispetto allo steso weekend dell’anno scorso e del 67% dal 1° gennaio rispetto al 2019 (grazie ovviamente alla super performance di Zalone).
Andrea Chirichelli, MYmovies.it
Questa settimana, tra gli altri, arrivano Jojo Rabbit (guarda la video recensione), Richard Jewell (guarda la video recensione) e l’italiano Me contro Te Il Film - La vendetta del Signor S.

BOX OFFICE USA
Come previsto 1917 stravince il weekend americano, staccando tutti gli altri film con un incasso di 36,5 milioni di dollari, che portano il totale a sfiorare i 40 milioni. Cede lo scettro Star Wars - L’ascesa di Skywalker (guarda la video recensione) che arriva a toccare i 480 milioni complessivi. Sul podio resiste Jumanji - The Next Level, che arriva a 257 milioni.

Discrete ma non esaltanti le altre new entry della settimana: Amiche in affari e Il diritto di opporsi toccano quota 10 milioni, mentre la peggiore del gruppo è Underwater, che debutta con 7 milioni. Resistono in top ten Frozen II - Il Segreto di Arendelle (guarda la video recensione), arrivato a 460 milioni e Cena con Delitto - Knives Out (guarda la video recensione), che tocca i 140 milioni. La prossima settimana arrivano i primi due pezzi grossi del 2020, Bad Boys for Life e Dolittle, che dovrebbero battagliare per la prima posizione. 

BOX OFFICE MONDO
Nel mondo Star Wars - L’ascesa di Skywalker arriva a 989 milioni di dollari ed entro qualche giorno diventerà il settimo film miliardario dell’incredibile 2019 di Disney. Difficile dire però se riuscirà a scavalcare gli altri titoli che gli stanno davanti (oggi il film è il nono incasso dell’anno). Aladdin (guarda la video recensione) dista una 60ina di milioni, mentre per raggiungere Spider-Man: Far From Home (guarda la video recensione) ne servono altri 150. I primi tre, Endgame (guarda la video recensione), Il Re Leone (guarda la video recensione) e Frozen II sono assolutamente irraggiungibili. Jumanji - The Next Level sale a 671 milioni, Cena con Delitto - Knives Out (guarda la video recensione) a 256, Spie sotto copertura a 115, Piccole Donne a 94.

Box Office Italia di domenica 12 gennaio 2020
1. Tolo Tolo: Euro 1.911.995
2. Hammamet: Euro 900.645
3. Piccole Donne: Euro 658.585
4. Jumanji - The Next Level: Euro 306.959
5. 18 regali: Euro 261.891
6. Pinocchio: Euro 205.666
7. La Dea Fortuna: Euro 154.683
8. Sulle ali dell'avventura: Euro 148.131
9. City of Crime: Euro 147.389
10. Sorry We Missed You: Euro 95.055
 

giovedì 9 gennaio 2020 - Primo posto blindato per Tolo tolo (arrivato a quasi 36 milioni), seguito da La dea fortuna e 18 regali.

Riscatto dei film italiani. Il podio del box office è tutto tricolore

Andrea Chirichelli cinemanews

Riscatto dei film italiani. Il podio del box office è tutto tricolore È sempre grande Italia al box office, con un podio tutto tricolore. 

In testa ovviamente c’è sempre Tolo Tolo (guarda la video recensione), che incassa altri 880mila euro e sale a 35,8 milioni complessivi, ennesimo trionfo per Checco Zalone, che nel giro di un paio di giorni supererà Il Re Leone (guarda la video recensione) per diventare l’incasso numero 1 di stagione. 

Completano il podio La dea fortuna (guarda la video recensione), che raggiunge la sua migliore posizione dal giorno della sua uscita, con 104mila euro e un totale di quasi 7 milioni e 18 regali (guarda la video recensione), prima vera sorpresa dell’anno, che incassa 95mila euro e sale a 1,2 milioni. Jumanji – The Next Level (guarda la video recensione) scende in quarta posizione, con 91mila euro e un totale di 10,5 milioni. 
 

A centro classifica stazionano tre grandi protagonisti del Natale da poco passato: Pinocchio (guarda la video recensione), che passa i 14 milioni di euro, Star Wars: L’ascesa di Skywalker (guarda la video recensione), che sale a 12,7 milioni e Il Primo Natale (guarda la video recensione), che raggiunge quota 15 milioni.
Andrea Chirichelli, MYmovies.it
In coda troviamo Sorry we missed you (guarda la video recensione), che tocca quota 617mila euro e due film che quasi sicuramente hanno trascorso ieri l’ultimo giorno in top ten: Cena con Delitto – Knives Out (guarda la video recensione), che chiude con 4,7 milioni e Frozen II – Il Segreto di Arendelle (guarda la video recensione) che saluta con 18,7 milioni. Da oggi in sala ci sono Hammamet, City of Crime (guarda la video recensione) e Piccole Donne (guarda la video recensione).

Star Wars: L’ascesa di Skywalker floppa anche nell’ultimo mercato cui poteva appigliarsi per provare a scalare i vertici delle classifiche mondiali: in Corea del Sud infatti, il film debutta con poco più di mezzo milione di dollari e finisce al secondo posto, superato, anche se di poco, da Dolittle, che apre così la sua corsa mondiale. Il film, interpretato da Robert Downey Jr., alla sua prima esperienza dopo l’epopea di Ironman e degli Avengers, debutta con circa 700mila dollari, un incasso non certo eccezionale. 

A livello mondiale Star Wars: L’ascesa di Skywalker rischia di non passare il miliardo nemmeno questa settimana, davvero una debacle per il franchise, se si pensa che solo cinque anni fa Il risveglio della Forza aveva ottenuto 2 miliardi di dollari. Potrebbe essere invece il weekend giusto per l’entrata nella top ten del 2019 da parte di Jumanji – The Next Level, arrivato a 613 milioni di dollari complessivi e a cui mancano poco più di 100 milioni per raggiungere il traguardo. 

Box Office Italia di mercoledì 8 gennaio 2020
1. Tolo Tolo: Euro 880.300
2. La Dea Fortuna: Euro 104.558
3. 18 regali: Euro 95.499
4. Jumanji - The Next Level: Euro 91.337
5. Pinocchio: Euro 87.720
6. Star Wars - L'ascesa di Skywalker: Euro 68.823
7. Il primo Natale: Euro 45.626
8. Sorry We Missed You: Euro 34.927
9. Cena con delitto - Knives Out: Euro 17.489
10. Frozen II - Il segreto di Arendelle: Euro 11.701
 

martedì 7 gennaio 2020 - Da oggi il film dovrebbe rallentare, ma entro la fine di gennaio potrebbe aver raggiunto i 50 milioni di euro.

L'Epifania si chiude col botto: Zalone raggiunge i 34 milioni

Andrea Chirichelli cinemanews

L'Epifania si chiude col botto: Zalone raggiunge i 34 milioni L'Epifania si chiude col botto e con Tolo Tolo (guarda la video recensione) che incassa altri 3,9 milioni di euro per arrivare a un totale di 34 milioni. Da oggi il film di Zalone dovrebbe nettamente rallentare, ma entro la fine di gennaio dovrebbe aver raggiunto i 50 milioni di euro.
Sul podio restano Jumanji - The Next Level (guarda la video recensione), che incassa altri 460mila euro e vola a 10,3 milioni complessivi e Pinocchio (guarda la video recensione), che ottiene 417mila euro per un totale di 13,8 milioni. Eccellente quarto posto per 18 Regali (guarda la video recensione), che ottiene 255mila euro e che supera il milione di euro.
Altri due titoli italiani occupano il quinto e sesto posto: La Dea Fortuna (guarda la video recensione) ottiene 255mila euro e arriva a 6,7 milioni, mentre Il Primo Natale (guarda la video recensione) incassa altri 213mila euro e tocca quota 14,9 milioni. Star Wars: L'ascesa di Skywalker (guarda la video recensione) ottiene altri 189mila euro e arriva a 12,5 milioni. In coda chiudono Sorry We Missed You (guarda la video recensione), con 126mila euro e un totale di 557mila, Frozen II - Il Segreto di Arendelle (guarda la video recensione), che tocca quota 18,7 milioni e Playmobil - The movie (guarda la video recensione) che aggiorna il suo totale a 469mila euro.

Dopo domani arrivano in sala Hammamet, City of Crime e Piccole Donne, giusto per prolungare il periodo festivo, per spettatori ed esercenti.

Poche novità nei mercati orientali nella prima settimana dell'anno. In Cina apre benissimo la new entry Adoring, che ottiene il primo posto con 62 milioni di dollari, mentre il podio è completato da IP Man 4: The Finale, con un totale di 131 milioni e Sheep Without A Shepherd, arrivato a 135 milioni.

In Corea del Sud si conferma Ashfall, arrivato a 54,6 milioni, davanti a Forbidden Dream con 11,7 milioni e, a sorpresa, Midway, che debutta con oltre 5 milioni di dollari.

In Giappone Frozen II - Il Segreto di Arendelle resiste in vetta con un totale di 103 milioni di dollari, davanti a Star Wars: L'ascesa di Skywalker, oramai prossimo a superare i 50 milioni e Welcome Back, Tora-san. Tutti sotto i 10 milioni gli altri incassi della top ten, tra cui spiccano i 9,4 ottenuti dal sempreverde Lupin III: The First. I film che dovrebbero essere campioni d'incasso nell'anno delle Olimpiadi sono Detective Conan: The Scarlet Bullet, Evangelion 3.0+1.0., Rurouni Kenshin: The Final, oltre agli occidentali Mulan, Top Gun - Maverick (i giapponesi amano Tom Cruise) e West Side Story (Spielberg + musical è una coppia vincente). In ogni caso anche per il Giappone vale la stessa "regola" del resto del mondo: un altro 2019 con Disney che piazza sette film miliardi sarà irripetibile.

Box Office Italia del 6/01/2020
1. Tolo Tolo: Euro 3.936.240
2. Jumanji - The Next Level: Euro 460.434
3. Pinocchio: Euro 417.914
4. 18 regali: Euro 255.377
5. La Dea Fortuna: Euro 255.071
6. Il primo Natale: Euro 233.889
7. Star Wars - L'ascesa di Skywalker: Euro 189.071
8. Sorry We Missed You: Euro 126.493
9. Frozen II - Il segreto di Arendelle: Euro 119.016
10. Playmobil - The Movie: Euro 71.009

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