Hyrayama è un giapponese sessantenne che indossa una tuta con scritto The Tokyo Toilet. Il suo lavoro è pulire i bagni. Il film racconta la sua giornata. Ma per quale ragione Wim Wenders, nel suo film Perfect days, dedica la sua attenzione e il suo talento a uno così?
Riferimento. Pablo Picasso, quando gli chiedevano il senso delle sue ultime opere, così essenziali e semplici diceva. “Sono stato figurativo, espressionista, con le Demoiselles de Avignon ho inventato il cubismo. Ho dipinto Guernica e per anni ho ricercato nel concettuale. Adesso, da vecchio, dopo aver fatto tutto questo, ho capito che dovevo tornare al principio, all’essenza, a pochi tratti. Lo so, sembrano i disegni di un bambino".
Credo che Wenders abbia raggiunto quello stadio. E conosciamo la sua storia. A volte mi lascio andare agli assoluti, e non si dovrebbe, ma ritengo Wim Wenders uno degli artisti maggiori del cinema, da podio: e sul podio ci stanno in tre. E forse la sua è proprio la medaglia d’oro. E conosciamo il suo statu di artista generale: lauree ad honorem in letteratura, architettura, e altro. Può non essere così improprio omologare il suo percorso, in certi sensi, a Picasso.
Vale la sua giovanile trilogia della strada, Alice nelle città (1973), Falso movimento (1974), Nel corso del tempo (1975). Dove offre una prima indicazione, mantra dellasua poetica: la storia della fatica su un film è la storia della fatica della vita. Il linguaggio, i movimenti della macchina sono anche il viaggio dell’umano il cui compito e il cui destino è sempre in divenire, mai prevedibile e quasi mai amico.

