Nel corso del tempo

Film 1975 | Drammatico, +13 176 min.

Titolo originaleIm Lauf der Zeit
Anno1975
GenereDrammatico,
ProduzioneGermania
Durata176 minuti
Regia diWim Wenders
AttoriRudiger Vogler, Lisa Kreuzer, Hanns Zischler, Rudolf Schundler, Marquard Bohm Hans Dieter Trayer, Franziska Stömmer, Patric Kreuzer, Wim Wenders.
Uscitagiovedì 25 agosto 2016
TagDa vedere 1975
DistribuzioneViggo
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,99 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wim Wenders. Un film Da vedere 1975 con Rudiger Vogler, Lisa Kreuzer, Hanns Zischler, Rudolf Schundler, Marquard Bohm. Cast completo Titolo originale: Im Lauf der Zeit. Genere Drammatico, - Germania, 1975, durata 176 minuti. Uscita cinema giovedì 25 agosto 2016 distribuito da Viggo. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,99 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Bruno fa il riparatore di proiettori cinematografici, così gira di frequente per piccole città.

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Consigliato assolutamente sì!
3,99/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,48
CONSIGLIATO SÌ
Road movie quieto che è anche un viaggio nella Germania del dopo guerra e pre unificazione.
Recensione di Tommaso Moscati
Recensione di Tommaso Moscati

Bruno Winter (Rüdiger Vogler) è un proiezionista che conduce una vita itinerante a bordo di un camion. Robert Lander (Hanns Zischler) è uno psicolinguista separatosi da poco dalla moglie. Le loro strade si incrociano in un evento atipico che ha del grottesco: un incidente in seguito al quale Robert prenderà il soprannome di Kamikaze. Da quel momento intraprendono un viaggio insieme sulla casa a quattro ruote di Bruno vagando per la Germania senza una meta e sulle note leggere di ballate folk, a suon di slide guitar. Le poche soste durante il loro percorso sono rappresentate dalle varie sale cinematografiche dove Bruno di paese in paese ripara proiettori. Una notte passata in un posto di blocco americano posto sulla frontiera darà loro modo di aprirsi l'un l'altro per la prima volta, ponendo tregua al loro rapporto fino a quel momento taciturno. Da lì in poi si produrranno in svariate riflessioni che, fra le altre cose, offrono un punto di vista sulla Germania di quegl'anni: «Gli americani ci hanno colonizzato il subconscio» dirà Robert.
Vincitore del premio FIPRESCI al 29° Festival di Cannes, il sesto film di Wenders è un road Movie quieto, dallo scorrere lento, poco parlato e girato in un bianco e nero a luminosità diffusa negli esterni, più contrastato e fitto negli interni.
Il cineasta tedesco autore de Il cielo sopra Berlino (1987), Fino alla fine del mondo (1991) e del più recente Il sale della terra (2014) riesce in questo film a far passare tutto il suo amore verso il cinema, quì inteso sia come dispositivo in grado di dare vita a una storia, ma anche nel senso più originario di arte del proiettare. Esemplare la sequenza in cui i due viandanti inscenano uno spettacolo delle ombre, ottenendo grande entusiasmo da parte del pubblico infantile di fronte (ma sarebbe più corretto dire l'esatto contrario, vista la posizione di Bruno e Robert dietro al telo, oltre lo schermo, nel backstage) al quale si esibiscono. Sequenza che con apparente naturalezza ci riporta all'essenzialità del linguaggio cinematografico. Un gioco di luci e di ombre in movimento. Allo stesso modo la costruzione narrativa è ridotta all'osso, nel vagare imprecisato nei territori dell'ex DDR sul confine tra Germania dell'Est e Germania dell'Ovest.
C'è un senso tutto suo, interno allo scorrere del tempo del racconto: un invito a godere di un altro modo di concepire il tempo e al contempo anche una narrazione anni luce lontana dal cinema di consumo, di puro intrattenimento, con un suo incedere che si adatta e segue la percezione soggettiva dei due personaggi. In questo senso è un tempo filmico per certi versi, spontaneo, libero: dilatato e imprevedibile, perché non piegato alle classiche logiche narrative.
Due tappe fondamentali del loro viaggio sono le visite di Robert al padre e di Bruno nella sua vecchia casa. Se lo scorrere del tempo della/nella pellicola ha qualcosa di intimo, lo stesso non si può dire per lo sguardo della macchina da presa, che è invece distaccato; non ci è dato sapere le emozioni dei due protagonisti, il regista tedesco non si sofferma sui dettagli del loro passato. Essi sono ciò che ne possiamo cogliere nella durata del film, sono circoscritti al racconto, salvo piccoli indizi non ci sono veri e propri prima e dopo per queste due figure. Vivono all'interno del racconto intessuto da Wenders. Infatti, al pubblico viene negata ogni possibilità di condivisione o empatia con i personaggi. La loro memoria e i loro sentimenti rimangono pressoché inviolati, in una concezione della narrazione cinematografica che non privilegia lo sguardo dello spettatore.

Sei d'accordo con Tommaso Moscati?
Il viaggio attraverso la Germania di un proiezionista e uno psicolinguista.

Bruno fa il riparatore di proiettori cinematografici, così gira di frequente per piccole città. Conosce Robert che ha cercato di suicidarsi dopo la separazione dalla moglie e insieme proseguono il viaggio. Bruno rivedrà i luoghi della sua infanzia, mentre Robert farà visita al padre. L'opera fa conoscere al mondo intero il genio di Wim Wenders, cineasta che fa spesso uso del viaggio per proporre temi psicologici e ritratti di una società in decomposizione. Un film difficile per il grande pubblico, ma amato dalla critica e dai cinefili.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

È la storia dell'incontro casuale di due uomini sui trent'anni (uno ripara proiettori cinematografici, l'altro è uno psicolinguista), del loro viaggio lungo il confine tra le due Germanie, della loro reciproca conoscenza, della loro separazione. A Cannes nel 1976 vinse il premio della Critica internazionale. Film di viaggio (anzi, di erranza) come Alice nelle città (1973) e Falso movimento (1974), è una riflessione sulla Germania prospera, mercantile e americanizzata del miracolo economico, sul malessere della generazione postbellica, sulla dissoluzione del mito dell'uomo forte, sul cinema, rappresentato nel suo versante materiale (la pellicola, la macchina da proiezione, il sonoro). È uno di quei rari film che trasmettono il piacere di andare al cinema, rispettando l'intelligenza dello spettatore e, insieme, sollecitandone i sensi.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 dicembre 2011
fedeleto

Dopo l'epocale FALSO MOVIMENTO,Wim Wenders completa la sua trilogia del viaggio-identita'.In un bianco e nero suggestivo ,un uomo tenta il suicidio buttandosi con la sua macchina in acqua,ed in quella strana circostanza  conosce un uomo che vive in un camion e trasporta attrezzature cinematografiche .Gireranno la germania come se attraversassero il loro tempo passato e presente ,ed arrivati [...] Vai alla recensione »

sabato 27 agosto 2016
FabioFeli

Bruno Winter (Rűdiger Vogler), esperto di proiettori cinematografici, gira per la Germania riparando le macchine dell’illusione. Un violinista gli racconta di quando con la moglie pianista accompagnava con la musica le scene del cinema muto. Bruno vive da solo in un furgone per traslochi e vede Robert Lander (Hans Zischler), uno psicolinguista, inabissarsi a bordo della sua vettura guidata in [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 ottobre 2016
Guazza da Semifonte

E' il film che conclude la trilogia del genere "sulla strada", cui rende un sentito omaggio, dopo "Alice nella città" e "Falso movimento", con cui il regista tedesco, a metà degli anni settanta del secolo scorso, ha trasferito situazioni tipiche di un certo ambiente dell'america degli anni cinquanta nel bel mezzo della vecchia Europa e che segnò la sua definitiva consacrazione come maestro indiscusso [...] Vai alla recensione »

Frasi
bruno: "non voglio sentire la tua storia, ma qualcosa di te"
robert: "ma io sono la mia storia"
Bruno Winter (Rudiger Vogler)
dal film Nel corso del tempo - a cura di cionfen
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