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Classe 1956, Kôji Yakusho nasce a Isahaya (Giappone). 54enne, il prossimo 1 Gennaio, nasce sotto il segno del Capricorno.
La sua principale attività nel mondo del cinema è quella di interprete e tra i lavori più interessanti possiamo citare la partecipazione nel film Babel (2006) di Alejandro Gonzalez Inarritu dove ha interpretato la parte di Yasujiro. Il film è stato distribuito nelle sale italiane venerdì 27 ottobre 2006.
Nel 2005 ha inoltre lavorato con Rob Marshall per la realizzazione del film Memorie di una geisha dove ha interpretato la parte di Nobu. - uscito in Italia venerdì 16 dicembre 2005 -
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Seta
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Genere Drammatico, - Canada, Francia, Italia, Gran Bretagna, Giappone 2007. Uscita 26/10/2007. |
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Babel
Genere Drammatico, - USA 2006. Uscita 27/10/2006. |
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Memorie di una geisha
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Genere Drammatico, - USA 2005. Uscita 16/12/2005. |
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Acqua tiepida sotto un ponte rosso
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Genere Drammatico, - Giappone, Francia 2001. |
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Retribution
Genere Thriller, - Giappone 2006. |
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Secondo appuntamento con DVD Et Import e forse sono opportune due righe di spiegazione sulla rubrica. Ogni due settimane esamineremo il meglio in circolazione tra le uscite in Dvd Import, ovvero non reperibili sul mercato italiano. In particolare ci concentreremo su un'uscita recente e una Golden Nugget, ovvero un recupero dal passato di un titolo importante ma tuttora privo di un'edizione italiana in Dvd.
Si parla ancora di Giappone, uno dei pochi luoghi di cui si possa affermare senza remore che gode di una cinematografia solida, viva e in salute. Uno dei maggiori esponenti del cinema giapponese degli ultimi quindici anni è Kurosawa Kiyoshi, dai più sbrigativamente ricordato come una sorta di “padrino” del fenomeno J-horror. E se è vero che un film come Cure, in modo particolare, ha contribuito a formare gusto e ambientazioni alla base di The Ring, Dark Water e derivati, è altresì vero che etichettare Kurosawa così significa fargli (e farsi) un torto clamoroso. Regista eclettico e capace di spaziare nei generi più disparati, il nostro per anni si è dedicato allo straight-to-video, produzioni a basso costo e fortemente di genere, con predilezione per gli yakuza eiga e i film erotici. Una volta guadagnato il consenso sufficiente, Kurosawa è riuscito a portare a termine produzioni più ambiziose e impegnative, finalmente all'altezza del suo talento. La svolta avviene proprio nel 1997 con Cure, geniale psycho-horror la cui visione, anche l'ennesima, risulta costantemente disturbante e foriera di interrogativi. Con Cure trovano compimento stile e stilemi del regista: i campi lunghi e i piani sequenza di Kurosawa divengono qui un marchio di fabbrica, sconcertando per la capacità pittorica – sovente accostata al tipo di ambientazioni predilette da Vermeer nei suoi quadri - di ritrarre scene di apparente quotidianità perturbate da un presagio, che a volte rimane tale e a volte è il preludio a un evento improvviso e sconvolgente.
Kurosawa si concentra sull'Uomo e sulle azioni che questi è in grado di compiere in situazioni-limite, azioni che non sa di poter compiere. Qualcosa di vicino alle tematiche di Tsukamoto Shinya, benché il percorso stilistico con cui approdare a queste conclusioni sia quanto di più lontano. Il regista porta questa riflessione da Cure anche in generi che esulano dal peculiare horror di cui è maestro. Lo splendido License To Live (1998), ad esempio, mescola melò e commedia slapstick un po' surreale alla Kitano Takeshi per raccontare la toccante storia di un ragazzo che esce da un coma decennale e cerca di (ri)trovare il suo posto nella società e nella (sua) famiglia. Il durissimo binomio Serpent's Path/Eyes of the Spider (1998) affronta un tema scabroso come quello dello smercio clandestino di snuff movies e non si tira mai indietro di fronte al marcio circostante. Serpent's Path, in particolare, non si avvale del consueto alter-ego di Kiyoshi, ovvero il proteiforme Koji Yakusho, già caro a Imamura Shoei, ma di una strana coppia formata da Aikawa Sho, abbonato agli yakuza eiga, e Teruyuki Kagawa, specializzato nella parte dell'uomo medio, timoroso e insicuro, che deraglia e finisce per diventare un cane di paglia. Come in Tokyo Sonata (2008), vincitore del premio della Giuria a Cannes per la sezione Un Certain Regard, in cui Teruyuki è il protagonista, il padre di famiglia destinato a un inesorabile declino dapprima economico e poi morale.
Da sempre la forza di Kurosawa è stata quella di trattare materia considerata poco “nobile”, di genere, sovente anche di serie B, con uno stile e un linguaggio elevati e raffinati. In Tokyo Sonata, forse per la prima volta, il regista si stacca dai generi e convoglia tutto il bagaglio stilistico – con tanto di citazione da I Quattrocento Colpi di Truffaut - di una carriera esemplare in una riflessione amara e che coinvolge tutti: lo sfaldamento della società, non solo giapponese, in conseguenza della crisi economica. Un campanello d'allarme, prima che si realizzi quanto illustrato nell'apocalittico Barren Illusions (1999), dove sono gli uomini a divenire fantasmi e non i fantasmi a tormentare gli uomini.
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