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Berlinale 2022, riparte in presenza. Primo festival di una nuova era?

Presentato il programma del Festival di Berlino. Italia in concorso con Paolo Taviani. Attesissimo il ritorno di Dario Argento con Occhiali neri.
di Tommaso Tocci

mercoledì 19 gennaio 2022 - Berlinale

Torna il festival di Berlino, per la prima volta in presenza dall’edizione 2020, che si concluse poco prima dell’esplosione della pandemia. Ultimo festival del vecchio mondo oppure primo della nuova era, la Berlinale sembra comunque decisa a ripartire anche se dovrà fare i conti con una durata ridotta, dal 10 al 16 febbraio più un’appendice estesa riservata al pubblico, e un programma un po’ compresso (tutte le sezioni sono state ripristinate rispetto al 2020, ma con meno film totali). Diciotto saranno i film nel concorso principale, presentati dal direttore Carlo Chatrian il quale, nel rimarcare i temi del legame familiare e dell’attenzione al presente, ci tiene anche a far sapere che solo due dei titoli saranno legati alla questione della pandemia.

Un modo di esorcizzare forse - di certo una caratterizzazione pienamente riscontrabile nel titolo più atteso del concorso, Avec amour et acharnement di Claire Denis, che porta sullo schermo un romanzo di Christine Angot con due giganti del cinema contemporaneo francese come Juliette Binoche e Vincent Lindon, vecchi amanti che si ritrovano per le strade di Parigi ma devono fare i conti con un triangolo amoroso.
 

Per l’Italia la notizia più importante è il ritorno in concorso di Paolo Taviani, che insieme al fratello Vittorio (scomparso nel 2018) aveva vinto l’Orso d’oro nel 2012 con Cesare deve morire, e che ora gareggia da solo grazie a Leonora addio, sul viaggio delle ceneri di Pirandello da Roma ad Agrigento e sull’ultimo periodo in vita dello scrittore, a cui la Sicilia ha dato i natali.

Presenti anche habitué della Berlinale come Hong Sangsoo (The novelist's film), Denis Coté (That kind of summer) e alcune new entry promettenti come Un año, una noche di Isaki Lacuesta (pluri-vincitore a San Sebastian, l’ultima volta nel 2018 con Entre dos aguas).

Notevole ed eterogenea la rappresentanza nelle sezioni collaterali, e non si può non partire da un ritorno come quello di Dario Argento, alla prima regia in circa un decennio con Occhiali neri, storia di serial killer e prostitute ambientato nella comunità cinese romana (presente nel cast anche la figlia Asia). Gli fanno compagnia nomi sacri come Lucrecia Martel con Terminal norte, il sempre sorprendente Quentin dupieux (autore di Doppia pelle e di Mandibules, e che ora incuriosisce con Incroyable mais vrai) e Andrew Dominik, che prosegue il sodalizio con Nick Cave nel documentario This Much I Know To Be True.


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